15. LA RIFORMA AGRARIA NEL FUCINO – Il lavoro nei campi – ieri

Qualcuna di queste belle donne è ancora in vita, quanto hanno lavorato e quanti sacrifici hanno fatto! Era duro il lavoro della terra, donne e uomini che ci hanno consentito di studiare e di avere una vita migliore della loro…

La mietitura all’Azienda di Strada 30

In autunno si seminava il grano e si raccoglieva nella bella stagione, veniva mietuto con la “sarrecchia” ribattuta col martello per affilarla, si ottenevano i “manoppi” che si accatastavano in covoni (cavalletti) e rigirati dopo una settimana per favorirne l’asciugatura. Trasportato nelle aie dei diversi paesi veniva trebbiato, questa lavorazione era una festa vera e propria, si tagliavano i primi prosciutti e si consumavano le salsicce sott’olio, si facevano amicizie, nascevano nuovi amori.

A parte gli esperimenti che l’Ente di Riforma mise in campo come la coltivazione della canapa, del tabacco e del grano duro, la stagione lavorativa iniziava in primavera con la semina delle patate e delle barbabietole da zucchero che andavano zappate e sfoltite. In estate si “mondavano” dalle erbacce cattive, a settembre-ottobre si raccoglievano le patate che andavano pulite della parte vegetale in superficie, poi si spaccava il solco con un aratro di legno tirato da un mulo, quindi si sceglievano e venivano insaccate e trasportate agli ammassi.

A ottobre – novembre – dicembre si raccoglievano le barbabietole, letteralmente scavate una ad una con il “rampino”, poi scollettate e trasportate alla pesa dove venivano a loro volta trasportate allo zuccherificio con il trenino di Torlonia

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Antonino Petrucci
Laureatosi in architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di architetto per circa trent’anni, oggi insegna alla Scuola Secondaria di Primo Grado presso l’Istituto Comprensivo GIOVANNI XXIII-VIVENZA di Avezzano. Appassionato di storia recente e di politica, è autore di uno studio sulla Riforma Agraria del Fucino, che si articola in 167 tra capitoli e sottocapitoli, pubblicata sui gruppi Facebook “Ortucchio in parole e immagini” e “Luco, ieri e oggi”.