15. LA RIFORMA AGRARIA NEL FUCINO – Il lavoro nei campi – ieri

Qualcuna di queste belle donne è ancora in vita, quanto hanno lavorato e quanti sacrifici hanno fatto! Era duro il lavoro della terra, donne e uomini che ci hanno consentito di studiare e di avere una vita migliore della loro…

La mietitura all’Azienda di Strada 30

In autunno si seminava il grano e si raccoglieva nella bella stagione, veniva mietuto con la “sarrecchia” ribattuta col martello per affilarla, si ottenevano i “manoppi” che si accatastavano in covoni (cavalletti) e rigirati dopo una settimana per favorirne l’asciugatura. Trasportato nelle aie dei diversi paesi veniva trebbiato, questa lavorazione era una festa vera e propria, si tagliavano i primi prosciutti e si consumavano le salsicce sott’olio, si facevano amicizie, nascevano nuovi amori.

A parte gli esperimenti che l’Ente di Riforma mise in campo come la coltivazione della canapa, del tabacco e del grano duro, la stagione lavorativa iniziava in primavera con la semina delle patate e delle barbabietole da zucchero che andavano zappate e sfoltite. In estate si “mondavano” dalle erbacce cattive, a settembre-ottobre si raccoglievano le patate che andavano pulite della parte vegetale in superficie, poi si spaccava il solco con un aratro di legno tirato da un mulo, quindi si sceglievano e venivano insaccate e trasportate agli ammassi.

A ottobre – novembre – dicembre si raccoglievano le barbabietole, letteralmente scavate una ad una con il “rampino”, poi scollettate e trasportate alla pesa dove venivano a loro volta trasportate allo zuccherificio con il trenino di Torlonia

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