11. IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AVEZZANO P.G.91: cosa resta

Pure se trasformato il rione di Borgo Pineta conserva ancora oggi all’interno del suo tessuto edilizio testimonianze del passato, come i padiglioni in muratura di Via Don Minzoni, Via dei Cavalleggeri, Via dei Bombardieri, Via degli Avieri e quelli di via degli Arditi, il villino Cimarosa ex uffici del Genio militare, i serbatoi dell’acqua in località le Tre Conche, i ruderi ricompresi nell’area circoscritta tra Via Maestri del Lavoro, Via Luigi Einaudi, Via Silone e all’interno della Pineta; segni di un tempo non troppo lontano che devono essere salvaguardati e valorizzati, assieme all’area dell’antico cimitero di via Piana, in quanto il loro interesse documentario rappresenta la memoria storica per la comunità di Avezzano.

Resti di infrastrutture alla pineta

Riferimenti bibliografici:

  • Lodovico Tavernini “Prigionieri austro-ungarici nei campi di concentramento italiani 1915-1920”
  • arch. Clara Antonia Cipriani “Il Campo di concentramento di Avezzano. L’istituzione di un campo di prigionieri di guerra austro-ungarici e la nascita della “Legione Romena d’Italia” ad Avezzano” in – Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915 di Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori –
  • Prigionieri di guerra ad Avezzano – “Il campo di concentramento. Memorie da salvare” di Enzo Maccallini e Lucio Losardo
  • Le foto sono tratte dal web
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