1 – Abruzzo: chi governa il disastro sanitario? Ecce homo, il primo

Ing. Silvio Liberatore, delegato al coordinamento attività emergenziali Covid 19 Abruzzo

Per comprendere tutto il dramma dell’ospedale di Avezzano e lo sfacelo della Asl 1 diretta da Roberto Testa, il primo passo è capire chi è che governa l’emergenza sanitaria. In Abruzzo, dal 2 marzo, non è il Presidente Marsilio ma l’ing. Silvio Liberatore. Vediamo come questo è stato possibile.

Certo, tra le cause del disastro possono esserci – e sicuramente ci sono – tanti fattori: ordinario clientelismo, assunzioni e avanzamenti di carriera, speculazione, ambizioni personali, attriti tra dirigenti, carenze storiche, assenza di programmazione, interessi politici e territoriali, gruppi di potere nella sanità pubblica e privata e tanto altro ancora.

La tendenza generale è spiegare questo disastro con le “incapacità“, più o meno diffuse, di chi dirige il sistema sanitario provinciale e regionale. E’ però difficile che tutti siano incapaci e, in ogni caso, anche un incapace qualche azione, statisticamente, l’azzecca. Se questo non succede, la spiegazione vera forse bisogna cercarla altrove: nella Catena di comando regionale di gestione dell’emergenza, ad esempio. Catena che al momento risulta, diciamolo pure, alquanto opaca.

Per capire bene cosa è successo, cosa succede e cosa succederà – e soprattutto perché – a questo punto forse è utile sapere chi è che questa emergenza la governa. Anche per individuare le vere responsabilità.

E’ un lavoro lungo e complesso, ma è utile iniziare ripercorrendo le varie tappe. Partiamo dalla Dichiarazione dello Stato d’emergenza nazionale del 31 gennaio e dall’Opcm n. 63 del 3 febbraio. Si passa poi al Decreto con cui il 27 febbraio viene nominato Marsilio come Soggetto attuatore per l’Abruzzo. E infine, al Decreto del 2 marzo con cui Marsilio, a soli 4 giorni dalla sua nomina, delega a un nuovo soggetto tutti i poteri di gestione e di spesa dell’emergenza sanitaria in Abruzzo. E anche le responsabilità.

Dichiarazione Stato di emergenza nazionale

In Italia il dramma della pandemia inizia ufficialmente il 31 gennaio 2020 con l’instaurazione – inizialmente solo per 6 mesi – dello Stato d’eccezione.

A sancire l’atto ufficiale è il Consiglio dei ministri. Lo fa deliberando la “Dichiarazione dello Stato d’emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili”. (20A00737), delibera pubblicata il giorno successivo sulla Gazzetta ufficiale n.26. Il 3 febbraio 2020.

Angelo Borrelli, Capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile, viene nominato Commissario per l’emergenza e il 3 febbraio, con l’Opcm n. 630, emette alcuni provvedimenti urgenti e crea le prime strutture nazionali di supporto alla gestione dell’emergenza.

Passeranno ancora diverse settimane prima che media, politica e opinione pubblica inizino lentamente a prendere consapevolezza dell’impatto che il Covid 19 avrà sulla salute, sull’economia, sulle istituzioni, sulla democrazia.

La prima ondata

In questa prima fase, le regioni maggiormente colpite sono quelle del nord Italia, dove il coronavirus provoca il collasso del sistema sanitario, uccidendo centinaia di persone. L’Abruzzo, come le altre regioni del centro sud, viene sostanzialmente risparmiato.

E l’Abruzzo è tra quelle regioni che hanno già un sistema sanitario fragile e destinato, in assenza di interventi strutturali rapidi ed efficaci, a capitolare alla prima spallata. Forse è anche per questo che dallo Stato centrale si sceglie di delegare alcune funzioni della gestione dell’emergenza alle Regioni, responsabilizzando i rispettivi Presidenti: scelta che, in diversi casi, si è rivelata sbagliata. Come nel caso abruzzese.

Abruzzo – Marsilio è il Soggetto attuatore

Borrelli, Capo Dipartimento di Protezione civile, emette una serie di decreti con cui nomina i rispettivi Presidenti di regione come Soggetti attuatori di quanto stabilito nll’Opcm n. 630. Per l’Abruzzo, nomina il presidente Marco Marsilio.

Il Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 27 febbraio 2020 – Nomina Soggetto Attuatore Regione Abruzzo, così recita al primo comma dell’art. 1:

Al fine di assicurare il più efficace coordinamento delle attività poste in essere dalle strutture della Regione Abruzzo competenti nei settori della protezione civile e della sanità per la gestione dell’emergenza indicata in premessa, il Presidente della Regione Abruzzo è nominato soggetto attuatore...”

Marsilio si scarica delle responsabilità

Il decreto che pone nelle mani di Marsilio il coordinamento dell’emergenza sanitaria in Abruzzo è del 27 febbraio. Il presidente della nostra regione non fa passare nemmeno 4 giorni e gira la palla – e le responsabilità – a un altro soggetto: l’ing. Silvio Liberatore.

Infatti il 2 marzo 2020, il Presidente della Giunta regionale abruzzese – Marco Marsilio – emette il Decreto n. 31, che stabilisce:

  1. di delegare l’ing. Silvio Liberatore, gia soggetto attuatore della Struttura di Missione per il Superamento delle Emergenze di Protezione Civile Abruzzo istituita con D.G.R: 316/2018, nonché Dirigente del Servizio Emergenze di Protezione Civile e Programmazione Attività di Protezione Civile ad interim, al coordinamento delle attività emergenziali ed all’attuazione degli interventi urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché nella gestione della istituenda contabilità speciale ai sensi dell’art. 27 del D.lgs n. 1/2018.
  2. di dare atto che il presente decreto sarà trasmesso al Dipartimento della Protezione Civile Nazionale della Presidenza del Cosiglio dei Ministri e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.

Dal 2 marzo 2020, quindi, in Abruzzo tutte le attività di coordinamento delle attività emergenziali, gli interventi urgenti per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, nonché la gestione contabile degli stessi, sono tutte delegate all’ing. Silvio Liberatore.

Il 4 marzo 2020, il Dipartimento nazionale di protezione civile emana una nota in cui si definisce la Catena di Comando e controllo con le “Misure operative per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19“, definendo puntualmente le varie articolazioni nazionali, regionali, provinciali e comunali della struttura. L’Abruzzo, con due giorni di anticipo, ha imboccato però un’altra strada. La sua.

1 – CONTINUA

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