Valle dei fiori: la mistificazione del regime

Il Potere del Refuso – Ci siamo lasciati, appena due settimane fa, nel bel mezzo di una tanto cinica quanto sgangherata campagna politico mediatica, dispiegata dai valvassini e dai valvassori di Aciam S.p.A., volta a far assumere come indifferibile – se non doverosa – la realizzazione della megadiscarica di Valle dei fiori: pensavamo si fosse toccata, in tale frangente, la suprema vetta dell’impudicizia, senonché gli eventi successivi si sono incaricati di smentire tale convinzione. Le cronache giornalistiche, in questi ultimi giorni, hanno infatti registrato un effluvio esondante di dichiarazioni e di prese di posizioni culminate, alfine, nella comunicazione del barone di Aciam S.p.A., l’amico (si fa per dire) dottor Torelli, che tra pochi giorni si procederà ad aprire le buste delle offerte e ad affidare, dopo tanto patimento, i lavori per la realizzazione della discarica.
In tutto questo bailamme è emerso piuttosto chiaro un fatto: Aciam S.p.A. e gli scherani dei municipi soci (quasi tutti comicamente asserviti) vogliono solo avere un immondezzaio dove continuare a sversare i rifiuti per un numero di anni sufficiente a consentire ai conti-cavalieri della tavola rotonda (apparecchiata solitamente presso una stanza dell’Ato2 di Avezzano, dove si riuniscono Luigi, Lino e Memmo; oppure al Glicine di Bazzano, dove invece si vedono spesso Alberto e Domenico) di perpetuare il loro potere sul territorio e sugli enti sovraccomunali.
Le ragioni addotte – sino ad arrivare al Tar – dagli oppositori dell’intervento risultano per lo più sconosciute, mentre locandine dichiarazioni tabelle (e più in generale quelli che Silone avrebbe definito «ventriloqui da caffé») pro-discarica hanno avuto una visibilità direttamente proporzionale all’inconsistenza degli argomenti portati. Tra questi, particolarmente osceno è quello del risparmio che la realizzazione della discarica consentirebbe di ottenere sulla bolletta Tarsu, quantificato in un trenta per cento. Osceno perché, in primo luogo, tale risparmio non sarà accordato ai cittadini dai comuni soci, che incassano la tariffa poi girata – ad oggi, il futuro potrebbe determinare delle sorprese – ad Aciam S.p.A., in quanto i municipi, con i soldi della Tarsu, sostengono una discreta porzione del fatturato comunale, ed ogni qualsivoglia teorico risparmio (ad oggi, di Aciam) sarà vanificato (inghiottito), quandanche si ripercuota sul prezzo dell’affidamento al gestore del servizio [cosa tutta da vedere], dai tagli dei trasferimenti dello stato agli enti locali, o compensato con gli aumenti che gli ultimi anni – quando nessuno si opponeva ancora a Valle dei fiori – la bolletta dei rifiuti ha subìto. Osceno, soprattutto, perché i mediatori della cosiddetta comunicazione hanno dimenticato di informare i lettori del fatto che oggi, in ragione dell’incapacità solarmente dimostrata da Aciam S.p.A. nel ricapare i rifiuti, essi (i cittadini) pagano una bolletta doppia rispetto a quella che avrebbero pagato se lorsignori si fossero attivati per tempo per raggiungere la soglia di raccolta differenziata prevista dalla legge. Caso strano, questo fatto dell’ecotassa (che noi paghiamo perché Aciam S.p.A. non riesce a mettere in piedi un sistema efficace di selezione e riciclo) e dei mancati introiti che avremmo conseguito portando carta plastica ferro ai consorzi che fanno rivivere quel materiale (e che pagano per averlo) non lo ricorda nessuno. Perché?
Tradotto: noi paghiamo il servizio di gestione (si fa per dire) del ciclo dei rifiuti molto più dei territori “normali”, e con Valle dei fiori, noi – Pescina, Venere, San Benedetto dei Marsi – pagheremo parecchio di più di quel che dovremmo se la legge fosse rispettata per poi … tirarci pure i rifiuti addosso! E’ un vero peccato che questa circostanza non sia stata rimarcata a dovere dagli amministratori e dai politici della Marsica orientale. Peccato che costoro non abbiano proprio parlato (ma forse è stato meglio così: se lo avessero fatto, c’è da giurarci, lo avrebbero fatto in favore della discarica; cosa sconsigliata, fatti salvi i casi cronici [Berardini & Alfonsi], dall’imminenza delle elezioni amministrative, nel corso della cui campagna a qualcuno potrebbe magari saltare in mente di chiedere, che so, delle due discariche (due) previste a due chilometri dalla piazza di Fontamara senza che nessuno abbia mosso un dito, se non per applaudire Aciam S.p.A…).
Dicevamo della campagna mediatica, che ha avuto il suo fulcro in Avezzano, dove quel consiglio comunale ha votato una mozione di sostegno della realizzazione della discarica, per poi, in commissione ambiente, consentire ai propositi del dottor Torelli di procedere con la gara. Quel che non hanno rilevato i nostri eletti, lo han scritto, tra le altre cose, alcuni (oltre un centinaio) cittadini di Venere al sindaco di Pescina, in una missiva piuttosto tosta:
[…] La soluzione al problema rifiuti non è aprire continuamente discariche (visti i successi di tecniche alternative di smaltimento già in atto sia in Italia che in Europa)! Perché costruire una megadiscarica consortile a Valle dei Fiori e non a Valle Solegara (Antrosano) o individuare un sito più appropriato? Perché tutto questo interessamento e questa fretta di aprire lo sversatoio Valle dei Fiori da parte del Comune di Avezzano? Per risolvere il problema rifiuti in città? Non è una risposta plausibile… Teneteveli voi i vostri rifiuti e smaltiteli nel vostro territorio! Non è così che si risolve la vostra “emergenza rifiuti”! Non è normale che 36 comuni del consorzio ACIAM vengano a scaricare la loro immondizia in una zona sovrastante una piccola frazione di 800 abitanti circa, per giunta situata ai confini con il Parco Nazionale d’Abruzzo. Dovrebbe essere il capoluogo della Marsica ad occuparsene (onori ed ONERI!) con i suoi 42.000 abitanti risparmiando sui costi di trasporto e logistici, senza parlare dei riflessi degli spostamenti di numerosi mezzi che aumenteranno l’inquinamento! Perché il Comune di Gioia dei Marsi non individua una zona vicina al suo territorio visto che ha tutto questo interesse per la discarica? […]
Sulla quale non sapremmo cosa eccepire, giacchè anche a noi risulta insopportabile che un singolo socio di Aciam S.p.A. pretenda di decidere per tutti, in materie che non gli competono.
Restiamo sull’ultima riunione avezzanese (quella della commissione), di giovedì scorso. Nella cronaca riportata sull’evento del maggiore quotidiano nazionale regionale, Eleonora Berardinetti (che per uno sfortunato errore, pensiamo di battitura, o del correttore di word, ha scambiato la falda [acquifera] per la faglia [del terremoto]) attesta che «i dubbi e le incertezze dei cittadini della Marsica sono stati rappresentati all’amministratore delegato dell’Aciam [Torelli] dagli amministratori [avezzanesi] presenti in commissione». Quasi inutile dire che i dubbi sono legati al ricorso pendente al Tar contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad Aciam S.p.A. dalla Regione il 4 febbraio 2010. La Stazione appaltante adesso va avanti, e va bene… ma se poi il Tar desse ragione al Wwf?
Come è possibile che degli amministratori di una società si espongano ad un simile rischio? Ovvero di creare una posizione di affidamento consolidato a vantaggio di una ditta? Quanti danni potrebbe chiedere l’aggiudicataria nell’eventualità che Aciam S.p.A. perda il ricorso? Persino gli avezzanesi lo hanno paventato, un tale pericolo, che avrebbe gravissime ripercussioni sulle casse dei comuni soci (e dei soci privati), e che si corre per un beneficio, un sedicente risparmio sui costi di smaltimento, piuttosto limitato, e che bene potrebbe sostenersi sino alla discussione della causa (discussione che i ricorrenti hanno chiesto di fissare il 17 gennaio 2011, al contrario di Aciam S.p.A. che se ne è guardata bene…. a conferma che forse i motivi del ricorso – per confutare i quali nessuno ha detto nulla – sono decisamente fondati…). Sono ottimisti sì, ed è lecito esserlo (anche se sarebbe bello passassero meno tempo a manifestare positività e magari impiegassero qualche attimo in più a far partire la raccolta differenziata, se ne sono capaci) ma la prudenza consiglierebbe ad Aciam S.p.A. di non aprirle quelle buste, mercoledì… A meno che l’ottimismo non sia veramente ben fondato…
Sempre nell’ultimo nostro numero ci eravamo intrattenuti, brevemente, sull’impianto mobile per la triturazione dei rifiuti inerti e la produzione di materia prima secondaria da avviare al riutilizzo che la PRS Produzioni e Servizi srl avrebbe intenzione di localizzare presso il cantiere della nuova discarica di Valle dei fiori. Ci suonava strana la cosa che qualcuno potesse chiedere l’abilitazione per posizionare un macchinario in un cantiere dove – teoricamente, stante che i lavori non sono stati ancora affidati – potrebbe poi essere chiamata ad operare una ditta che con PRS non voglia avere nulla a che fare… ma la mossa potrebbe celare delle legittime spiegazioni tecniche legate al capitolato di gara e all’attribuzione dei punti… (mooolto improbabile: l’offerta è dell’anno scorso!).
Quel che ci ha lasciati sinceramente esterrefatti è il corpus documentario depositato alla Regione da PRS, dove, con tigna degna forse di miglior causa, siamo andati a richiederlo al noto geometra Di Ventura… Ebbene, anche in questo caso ci siamo trovati di fronte a qualche refuso di troppo. Al redattore del progetto – che è poi l’originario co-progettista della discarica di Valle dei fiori, l’ingegner Marco Barbieri (attuale presidente della squadra di calcio di Sulmona patrocinata dal noto Vincenzo Berardino Angeloni) – è andato storto qualche copia e incolla, e probabilmente l’apparecchio per trasformare le immagini in testo non lo ha particolarmente aiutato… fatto sta che insieme ad un fantastico “ano 2009” si legge, ad esempio, di un macchinario mobile da posizionarsi in Avezzano (!) … Ma più della forma preoccupa la sostanza del tutto, in quanto, alla fine della fiera – per sintetizzare una lettura che necessiterà di molti approfondimenti e ci determinerà senza meno alla produzione di osservazioni alla Regione – abbiamo capito (ci scusiamo sin d’ora se l’interpretazione dovesse risultare capziosa) che presso tale macchinario mobile da impiantarsi a Valle dei fiori potrebbero essere trattate, oltre l’escavato per realizzare la fossa della discarica, una serie di altri materiali di risulta (tutti non pericolosi, beninteso), sino ad 800/t al giorno, tra cui il codice 200399: ALTRI RIFIUTI URBANI “rifiuti provocati dal terremoto che ha colpito l’Abruzzo nell’Aprile dell’anno 2009”, il che significa che si prenderanno le macerie da L’Aquila, verranno portate a Valle dei fiori, trattate, e poi portate via…. (si risparmia al lettore quanto già scritto lo scorso anno sul rimbalzo delle macerie del terremoto, sul tentativo di Aciam S.p.A. di individuare per tale destinazione il sito di Valle Solegara). Lettura veramente lisergica, stupefacente quasi…
Se mai apriranno queste buste, mercoledì prossimo, e dovessimo scommettere su chi metterà mano a questi lavori, senza impegno e senza offesa, per qualche ragione ignota che ci suggerisce la lettura delle carte – e senza aver letto il capitolato, che avremo solo a giochi fatti – nonché l’esame di uno dei quesiti sul bando pubblicati in dicembre sul sito di Aciam e poi anche da noi negli scorsi numeri pubblicato, beh… punteremmo senz’altro sulla P, e /o sulla R e sulla S.
fmb

Per scaricare il file pdf dE Il Martello del Fucino 2011-4 CLICCA QUI

Video intervista di Ciro Sabatino al presidente Aciam su discarica Valle dei fiori ed ….emergenza rifiuti nella Marsica. Da non perdere!

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