Una vera occasione: il Cam S.p.A.

Hai visto mai… a prezzo stracciato…

Una vera occasione: il Cam S.p.A.

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Da un anno a questa parte, oltre che ad essere sottoposti alle più incredibili indagini e molestie da parte di un “regime” che avanza a grandi passi (presto dovremo narrare per bene, e con mezzi convenienti, l’aggravante mossa recentemente al direttore di questo foglio [non per questo foglio], «offesa a corpo politico-amministrativo dello Stato» [595 c.p.c. quarto comma] per una querela sporta dal prefetto Gabrielli / roba i-n-c-r-e-d-i-b-i-l-e), abbiamo cercato, tra le poche cose alla nostra modesta portata, di comprendere come potesse evolvere il regime del servizio idrico integrato nella Marsica e nella sciagurata nostra regione, occhieggiando tutti gli atti che i vari attori dello sfascio epocale del sistema hanno continuato a scambiarsi, per pararsi le terga (stavamo per scrivere “culo”: troppo volgare) dalle rispettive responsabilità e proteggersi da indagini che, peraltro, ormai è chiaro, nessuno svolgerà se non proforma, per un ulteriore scarico delle suddette responsabilità da parte della magistratura (in tutto e per tutto parte costituente oggettiva del non virtuoso “sistema” in bancarotta). Nell’assistere alla stolida lotta di potere innescatasi con il parziale tramonto della stella dell’Innominabile (quel tal dottore capace di scrivere «ha mio parere…»), più volte abbiamo parlato di OPA ostile nei confronti del Cam S.p.A., ovvero ci è parso di indovinare un meccanismo per il quale, a prescindere dallo stato comatoso del Consorzio, le spoglie e le poltrone dello stesso fossero comunque presìdi appetibili per le varie cordate (trasversali) in campo, onde farsi trovare pronti (ed insediati sulla plancia di comando) nel momento nel quale qualcuno fosse arrivato a decretare la “ripartenza” con la fornitura di un bene-servizio che nessuno peraltro potrebbe sognarsi di interrompere per un solo minuto.

Solo considerando le forme di questa lotta per impadronirsi di quella che è ormai la prima azienda della zona – dai proventi certi e non indifferenti – è possibile farsi una ragione dei recenti accadimenti.

Il revisore del consiglio di sorveglianza del Cam S.p.A, dottor Ferdinando (ti spunta un) Fiore (in) Boccia [ci si scusi il calembour], vicesindaco di Avezzano ed emanazione di quell’ente nella società, il 4 novembre 2013 (non mille anni fa dunque: tre mesi or sono) ha redatto una formale disamina della situazione, indirizzandola ai soci ed agli organi statutari della società, intitolata “note e osservazioni alla bozza di bilancio del C.A.M. spa al 31/12/2012” ove si legge, tra le altre molteplici reprimende ed osservazioni ivi contenute, che  «[…] è del tutto evidente che la società CAM spa si trovi in uno stato di liquidazione e quindi deve essere promossa dagli amministratori, senza indugio, la causa di scioglimento prevista dall’articolo 2484, comma 1, sub n. 4 del codice civile (riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale […]». Cento giorni più tardi, dopo la defenestrazione del direttore generale e amministratore delegato Luca Ciarlini e delle bizzarre dimissioni per sms – poi rientrate – del presidente Ziruolo, accusato di mancanze poco comprensibili e, soprattutto, l’approdo del sindaco di Avezzano, Di Pangrazio il secco, nella compagine del medesimo consiglio di sorveglianza del Consorzio, non si ode più il dottor Boccia – che è uno stimato tecnico, un dottor commercialista molto noto – parlare di liquidazione. Cosa è accaduto in questi tre mesi? Ora è tutto un cinguettìo di ripartenze, rilanci, nuove prospettive… Neppure l’ipotesi della richiesta di concordato preventivo in continuità, appena accordato all’azienda gemella Aca S.p.A. di Pescara, pare più in campo, e ora che un nuovo indirizzo giurisprudenziale la renderebbe possibile, nessuno sembra intenzionato a percorrerla, questa via, dopo che l’estate scorsa la si era ritenuta ineluttabile sino al punto di rivolgersi, invano, al tribunale di Avezzano… Eppure è proprio il consiglio di sorveglianza (dove è approdato il sindaco di Avezzano) a dover approvare i bilanci…. e che dovrebbe prendere atto di…

Una certa vulgata pretenderebbe che i problemi del Cam S.p.A. siano addirittura sulla via di essere mondati da una gestione maggiormente virtuosa, e che comunque il risultato economico dell’ultimo anno, il 2013, sia più che apprezzabile, ovvero in sostanziale equilibrio economico. Non siamo esattamente sintonizzati su tale corrente di pensiero, poiché a noi del Cam S.p.A., con tutto il rispetto per chi vi lavora e persino per chi vi batte la fiacca, interessa poco o nulla. A noi interessa il servizio offerto. E qui casca l’asino (nobile quadrupede che non accosteremo ad alcun figuro di Cerchio).

L’altro giorno le cronache locali si sono soffermate sulla circostanza che un marsicano su due non ha la depurazione (pur pagandola); questo mentre persiste il blocco, che va avanti dal 2009, di ogni tipo di esborso – e persino della esatta quantificazione – del cofinanziamento che il Consorzio dovrebbe sobbarcarsi per detti depuratori (quelli dell’Accordo 2003-2004), per il fatto di incassare una congrua voce sulla bolletta, al riguardo (siamo arrivati a euro 0,43 a metro cubo, con un incremento in un solo anno solare, di quasi il 14%). Si vagheggia di fondi FAS per concludere e riparare i depuratori, nel mentre quasi non si riesce nemmeno a redigere i progetti per chiederli, quei fondi che l’Europa eroga…. E pare di capire ci si affidi più alla buona sorte che alla programmazione, sul tema….

Le tariffe dell’acqua sono aumentate per tre volte nel volgere di pochi mesi, e se è vero che la decisione non è del Cam S.p.A. ma dell’Autorità per l’Energia, pure la stretta sugli utenti va facendosi molto forte (tra 2012 e 2013 la tariffa dell’acqua agevolata è aumentata del 13% per cento e l’incremento non sarà inferiore al 20%, temiamo, in termini reali, con l’arrivo della bolletta del primo quadrimestre 2014). Nella nota che “scortava” il non digeribile bilancio del 2012 (oltre otto milioni di euro di perdita), nel novembre ultimo, l’amministratore delegato Ciarlini ha elucubrato di «recuperi tariffari del periodo 2009-2012 stimati tra 10-12 mil» di euro, che andranno a pesare sempre sugli stessi (gli utenti che pagano) attraverso una non meglio precisata “azione forte” (che sia quella improvvida minaccia di distacco dell’utenza, che sta colpendo più che altro vittime delle bollette pazze?), nel mentre i creditori – che sono anche cittadini ed utenti, ed hanno lavorato e fornito beni e servizi – attendono di essere pagati non solo ma dovranno sopportare “sconti” sulle loro fatture per due-tre milioni di euro.

Un quadro disastroso, a fronte di diverse ammissioni, dello stesso Cam S.p.A. di sostanziale impossibilità/incapacità a gestire il sistema idrico integrato in queste condizioni, con incredibili richieste al Commissario Unico Straordinario dell’acqua abruzzese, l’ingegner Caputi, di esercitare i poteri sostitutivi (a cacciare i soldi, chiaramente). Richiesta talmente improvvida da aver fatto rispondere lo stesso Caputi con un invito al Cam S.p.A. a dimostrare la «persistenza di tali incapacità»…. Salvo precisare, lo stesso Commissario – che sta scrivendo lo statuto dell’ente unico regionale denominato ERSI dal medioevo, e speriamo partorisca – che disgraziatamente, ad ogni modo, egli «non dispone del potere di revoca dell’affidamento del servizio» giacché, nonostante tutte le evidenze contrarie, l’assemblea dei comuni della Provincia aquilana nello scorso dicembre ha stabilito che il Cam S.p.A. sia in possesso di tutti i requisiti per svolgere il servizio! [Con la qual cosa, i molti proclami un poco sgangherati provenienti da Celano si dimostrano per quel che sono….]. E si torna dunque a bomba: per quanto sgangherata, la macchina del Cam S.p.A. ha un valore non indifferente, e prenderne le redini in questo momento significa che quando Pantalone si incaricherà di rimetterla in sesto, a guidarla rimarrà chi oggi ha avuto la lungimiranza di andarsela a prendere….

Infine, prendendo visione del resoconto dell’assemblea dei soci di novembre scorso, esprimiamo il rammarico per l’ostinato rifiuto, in una conclamata situazione di crisi come quella marsicana, di procedere non alla “Norimberga dell’Acqua” da noi da tempo auspicata, con tanto di condanne capitali (perché no?), ma a una molto più moderata due diligence, a partire dall’anno 2006, che il sindaco di Pescina ha in ultimo proposto, in quasi totale solitudine, ai soci del Consorzio, onde vedere acclarata l’esattezza dei rapporti finanziari tra i comuni e il Cam S.p.A., la qualità dei servizi forniti nel tempo, ecc…

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[ Due diligence chiesta dal Comune di Pescina ]

Peccato che in ultimo il nostro sindaco abbia anche infilato la verifica «della sussistenza dei presupposti di legge per l’esercizio dell’azione di responsabilità sociale». Indovinate chi gli ha risposto? Esatto: Lui, l’Innominabile!

Piccato, il dottor Tedeschi ha fatto sfoggio di tutta la propria scienza giuridica – invidiamo sinceramente gli astanti del luogo dove costui sta facendo pratica legale – pasticciando parecchio con la lingua italiana, e regalandoci alla fine una perla che la dice lunga su come vanno le cose in casa del Consorzio acquedottistico: per una nota scritta che egli pretende aver presentato a verbale il giorno 26 novembre 2013 (lo stesso giorno cioè della tenuta dell’assemblea, e della presentazione della nota del sindaco di Fontamara), il Nostro, in un momento di fomento giuridico, cita una “recentissima sentenza 8 ottobre-25 novembre 2013 […] depositata appena tre giorni fa”…. Con il che vi è la prova che oltre che con la lingua italiana il nostro dottor Tedeschi litiga anche con matematica (25 + 3 = 28)…. Misteri di Caruscino….

Una cosa è certa: il Cam S.p.A. è vivo, non morirà, e lotta con(tro) noi!

fmb – Il Martello del Fucino

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 [ Elucubrazioni Celanesi ]

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