Timori reverenziali autostradali – Agitazioni di casa nostra

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Dopo una qual certa buriana di parole temporalmente coincisa – pensiamo per puro accidente – con le avvisaglie della campagna delle ultime elezioni politiche, la clamorosa agitazione dei sindaci laziali e abruzzesi contro gli adeguamenti delle tariffe autostradali A24-A25 pare grandemente scemata. Solo nei giorni scorsi il sindaco di Carsoli – l’elemento maggiormente attivo e certo il più raziocinante del gruppo – si è incaricato di rassicurarci sulla circostanza che la lotta va avanti.

Per quanto assai scettici sulla stessa ancor prima che essa partisse, riteniamo potrebbe tornare utile vi sia stata, ché finalmente qualcuno si è degnato di porsi il problema di apprendere i documenti relativi alla concessione e alle clausole e ai conti che si vorrebbero contestare, e magari in futuro chissà che lo studio di qualcuno (nel caso la feroce burocrazia ministeriale romana addivenga a rilasciarli, questi documenti, per intero) l’Ente Supremo non voglia produca qualche frutto di elaborazione ponderata. Elaborazione che, sia detto senza offesa, nei mesi scorsi, è stata la grande assente dall’autoreferenziale dibattito sul tema (neppure una trattativa è stata possibile intavolare con la società ‘Strada dei Parchi S.p.A.’, poiché si è chiesta prima la moratoria degli aumenti per poi avviare un confronto, la qual cosa si commenta da sola).

Quel che a nostro modesto avviso questa agitazione ha certamente prodotto – oltre alla lunare assemblea di sessanta primi cittadini con tanto di fascia nel posto meno visibile sulla faccia del pianeta ovvero il famoso parcheggio di Vicovaro / e ad epocali figuracce quali le grida sguaiate dinanzi a Monte Citorio – è la consapevolezza che una simile congerie di enti, decine di piccoli e piccolissimi comuni, è ormai del tutto inabile a tutelare gli interessi essenziali di quella disgregata comunità che in questi luoghi resiste e deperisce, e che è solo un’espressione geografica (dicesi grossolanamente: un territorio che incidentalmente si trova a collegare Roma con Pescara). Non a caso i lavori che si vorrebbero effettuare sulle autostrade in questione mirano ad eliminare spazialmente (con tunnel) e temporalmente (riduzione dei tempi di percorrenza) proprio quest’intervallo, questo accidente della Storia. Intervallo che, ove assuma e decida di tentare di contare qualcosa, sarà bene cominci ad esaminare la possibilità di unirsi realmente (fusione dei comuni) e non solo a chiacchiere o in pizzeria. Magari non boicottando, alle elezioni, il candidato del centro vicino (o del proprio stesso paese).

A proposito di boicottaggi: stupefacente che dinanzi a tanta indignazione per gli aumenti si sia arrivati, dai più arditi, a proporre di pagare il pedaggio con biglietti di grosso taglio (ad averceli) per ingolfare le casse automatiche ma non a lanciare un ‘boicottaggio’ dell’autostrada (un blocco poi nemmeno a parlarne: giustamente). Noi ci abbiamo provato, quando abbiamo potuto, in silenzio, ad ignorare i caselli; ma visto lo stato di alcuni tratti della Tiburtina non sappiamo per quanto tempo ancora avremo la possibilità di esercitarci in questa inutile nicodemistica protesta.

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