Terremoto. Dopo i lavori del G8, i primi appalti per le new towns

articolo originale: 5 giugno 2009

A quasi due mesi dalla scossa del 6 aprile la protezione civile ha avviato le procedure per costruire le prime case per i terremotati abruzzesi. “Entro il 15 settembre – aveva promesso Berlusconi – troveranno un tetto 13mila aquilani“. Difficilmente, però, questa ennesima promessa del premier potrà essere rispettata.

di Angelo Venti

La ricostruzione parte con 9 appalti per costruire le piattaforme antisismiche su cui poggeranno gli edifici e quelli relative alle forniture, come ferro o calcestruzzo: a tale scopo, la Protezione civile ha stanziato 95 milioni di euro. Ad aggiudicarsi gli appalti sono state nove ditte, quasi tutte del nord Italia, molte delle quali hanno già lavorato per le Olimpiadi invernali di Torino 2006 oppure per il recente Villaggio dei Giochi del Mediterraneo, che si terranno in Abruzzo.

Tra le ditte aggiudicatarie di parte delle le forniture per la realizzazione dei nuovi villaggi per i terremotati, figura anche un’azienda abruzzese, una delle tante appartenenti alla galassia di società che ruotano intorno al Gruppo Edimo. Nata a Poggio Picenze, uno dei comuni terremotati, come ditta edile a conduzione familiare, alcuni anni fa la Edimo ha registrato una improvvisa e repentina crescita, giungendo anche ad aggiudicarsi sostanziosi appalti per l’aeroporto di Malpensa.

La Edimo, con un ribasso del 5,32%, si è aggiudicata la “fornitura e posa di pilastri d’acciaio, completi di elementi di connessione alla soletta e dei capitelli per l’appoggio degli isolatori antisismici“: per questo lavoro incasserà poco più di 18 milioni di euro.

Una volta realizzate le piattaforme bisognerà costruirvi sopra gli edifici residenziali, ed è questo il piatto più consistente. Il progetto è sempre quello sbandierato da Berlusconi quando parlò di New Town, che cacciate dagli amministratori locali dalla porta, rientrano così dalla finestra.

Trenta lotti, ognuno di cinque edifici, per un totale di 150 edifici: a questa seconda gara, indetta sempre dalla Protezione civile con procedura d’urgenza, hanno risposto 58 aziende, di cui una ventina abruzzesi. Secondo il bando, ogni impresa potrà realizzare al massimo dieci dei trenta lotti previsti: ogni lotto avrà un valore di 11 milioni di euro, iva esclusa.

Tra i requisiti richiesti alle imprese nel bando, l’aver eseguito nell’ultimo triennio lavori con una tipologia costruttiva simile a quella prevista, per un importo complessivo non inferiore a 6 milioni di euro, mentre per realizzare e consegnare gli edifici le imprese avranno appena 80 giorni di tempo, calcolati però solo dal momento di consegna della piastra antisismica.

Ma quanti abruzzesi verranno assunti per realizzare i lavori? “Lavoreremo con circa 200 operai altamente specializzati. Le nostre maestranze – ha dichiarato un rappresentante del Gruppo Bison di Jesolo che si è aggiudicato un appalto da 15 milioni per le piattaforme – sono altamente specializzate, ognuno di loro sa già come e cosa fare“. Per alloggiare operai e tecnici che scenderanno dal nord la Protezione civile ha già fornito un capannone a Pagliare di Sassa, nei dintorni di L’Aquila: un campo base ancora tutto da allestire. Insieme ai dipendenti del gruppo Bison, ospiterà quelli della Zoppoli e Pulcher di Torino e della Sacaim di Venezia, le imprese che hanno vinto gli altri due appalti per le piattaforme antisisma (per un costo di oltre 28 milioni di euro)

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