Terremoto: cari colleghi, venite a raccontare il territorio

Speciale L'Aquila 2009-2019

Questa è una Sezione speciale creata per il decennale del sisma del 2009: stiamo ripubblicando gli articoli e tutto il materiale realizzato o pubblicato- esattamente 10 anni fa – da site.it durante l’emergenza aquilana.

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Terremoto: cari colleghi, venite a raccontare il territorio

di Angelo Venti, publicato il 23 aprile 2009 su:

SITe.it, Left-Avvenimenti, liberainformazione.org e antimafiaduemila.com

Apro il file per scrivere questo pezzo senza sapere nemmeno come riuscire a inviarlo, quando arriva la quarta delle scosse avvertite distintamente in questa giornata.

 Ci troviamo vicini al centro del cratere ma tranne i cellulari, siamo tagliati fuori dal resto del mondo: non ci è possibile controllare la magnitudo perché siamo senza radio e tv e anche il segnale internet della chiavetta portatile va e viene.

Malgrado tutto, il resto della redazione di emergenza che abbiamo allestito in una baracca di legno presso il campo da rugby del paese ha iniziato a sfornare i primi “giornali”: un foglio A3, stampato in bianca e volta. Domenica – alla presenza della delegazione di liberainformazione.org – il nostro ciclostile ha dato vita al numero zero del giornale site.it/sollevatiabruzzo.

Ci sono difficoltà per reperire l’inchiostro, mentre 20 risme di carta sono arrivate grazie all’editore de Il Martello del Fucino che fa la spola tra Roma, Pescina e L’Aquila e ci rifornisce anche di viveri: con le prime 1.500 copie siamo riusciti a coprire una buona parte dei campi di sfollati distribuiti sul territorio.

Le reazioni della popolazione alla vista di “Sollevati Abruzzo” sono state più che incoraggianti. Paradossalmente, i meno informati su quanto succede nelle zone colpite dal sisma sono propriole popolazioni terremotate: in zona si ricevono pochissimi giornali nazionali che, insieme alle tv, da diversi giorni hanno cominciato a ridurre drasticamente le notizie provenienti dalle zone colpite.

Ma con la comprensibile sorpresa suscitata dal ritrovarsi tra le mani un foglio stampato in loco, gli sfollati hanno appreso per la prima volta la notizia di quanto successo il giorno di Pasquetta in piazza d’Armi: migliaia di metri cubi di macerie prelevate dagli edifici crollati venivano triturate, cancellando così prove preziose per l’accertamento delle responsabilità di crolli. E l’indignazione è cominciata a crescere insieme alla preoccupazione per l’immediato futuro, per la ricostruzione e in particolare per il ruolo assunto dai vertici della Protezione civile che qui esercita un controllo assoluto.

In molti ci hanno contattato o sono venuti “in redazione”: chi semplicemente per confessarci che dalla scossa devastatrice ha pianto per la prima volta solo alla lettura dell’articolo “La casa delle parole” di Sergio Nazzaro, chi per segnalare notizie, chi per mettersi a disposizione per aiutare nella distribuzione.

Quello che si avverte, palpabile, è un disperato bisogno di far ripartire la vita civile. La semplice uscita di un foglio viene vista come una delle possibili sponde. Se ne avverte un disperato bisogno per poter fronteggiare non i danni e i lutti del terremoto, ma le insidie del dopo.

L’informazione, in questa situazione di emergenza, può svolgere un ruolo fondamentale. Nella nostra minuscola redazione di fortuna, sentiamo ora tutto il peso di questa responsabilità: lanciamo un appello a chi è sensibile ai temi dell’informazione, a chi è consapevole dei rischi che con la ricostruzione si affacciano sull’intera regione e soprattutto ai colleghi: venite sul posto e raccontate.

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