Teatro Nobelperlapace, costruito in otto giorni, nonostante il G8. San Demetrio: perchè un teatro ha un senso

“Considerate secondo una scala millenaria, le passioni umane si confondono. Il tempo non aggiunge né sottrae nulla agli amori e agli odi provati dagli uomini.. in passato e oggi questi sono sempre gli stessi… La sola perdita insostituibile sarebbe quella delle opere d’arte che questi secoli avranno visto nascere. Gli uomini, infatti, differiscono e anche esistono solo attraverso le loro opere…”.
Levi-Strauss, antropologo

Subito dopo il terremoto, con un gruppo di amici e studenti volontari, abbiamo agito nel sociale attraverso piccole proposte culturali nella tenda-teatro “Noemi” aperta il 12 aprile 2009.
La tenda-teatro, dopo i primi mesi, rischiava di diventare inadeguata ad affrontare un nuovo inverno. Infatti cominciavano a costruire tante piccole new towns invece di rimandare le persone a casa propria. I fatti poi ci hanno smentito: il Progetto C.a.s.e. ha avuto una accelerazione anche a causa delle grandi economie che ha mosso.
Nel frattempo avevamo conosciuto il rappresentante dell’amministrazione di un comune a noi vicino, San Demetrio ne’ Vestini. Abbiamo capito che con lui si poteva realizzare un’opera più complessa e più stabile a ridosso della tendopoli del paese. Abbiamo chiesto preventivi per una struttura in metallo ma i costi erano enormi e il contributo promesso da una prestigiosa organizzazione ne copriva la metà: abbiamo iniziato.
Il 20 giugno 2009 abbiamo ordinato una struttura di 200 metri quadri, il primo luglio abbiamo sbancato il terreno, il 9 luglio abbiamo inaugurato l’edificio con: i Premi Nobel per la Pace Betty Williams e Juan Somavia; Walter Veltroni del Segretariato Permanente dei Premi Nobel per la Pace; gli attori George Clooney e Bill Murrey; l’allora presidente della Provincia Stefania Pezzopane; il sindaco di San Demetrio Silvano Cappelli.
E così in otto giorni è sorto il Teatro “Nobelperlapace”. Nonostante i fastidi e l’inutilità del G8 a L’Aquila. Da quando è nato, questo teatro offre i suoi servizi agli artisti e agli abitanti della media Valle dell’Aterno e collabora con artisti italiani e del mondo. Perché ha senso costruire un teatro? Per una ragione molto semplice,  perché è un’opera dell’uomo ed un luogo che contribuisce a dar forma alle sue passioni. Questa casa-teatro ci consente di incontrare le persone rendendole partecipi delle storie del mondo. In questo modo, crediamo, sia visibile e misurabile la nostra presenza e la nostra arte.
Trovo le parole di Strauss adatte a raccontare la necessità di un teatro. Sono una premessa necessaria per comprendere l’esigenza della costruzione di un luogo che offra la possibilità di confrontarsi con un territorio e i suoi abitanti: ne ascolti le richieste e riesci ad esaudirne solo alcune. Confronto necessario non solo per mediare posizioni lontane tra loro ma per contribuire a far nascere qualcosa di diverso che, con il tempo, diventi patrimonio comune, difeso da tutte le componenti umane e culturali. Raccontare l’oggi è abbastanza semplice.
(Giancarlo Gentilucci, Direttore Artistico di Arti e Spettacolo)

Tratto da: SITe.it edizione stampata – numero zero dicembre 2010

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