Tasse ai terremotati – Dopo le promesse, la beffa

Dipendenti, cassaintegrati e pensionati terremotati torneranno a pagare le tasse regolarmente. Così come le società e le aziende con volume d’affari superiore a 200mila euro. Se – il dubitativo è ancora doveroso, vista la montagna di parole fin qui spese – verrà effettivamente prorogata la sospensione, non sarà per tutti. Non solo: non ci sono sconti sugli arretrati e andrà restituito il 100% in 60 rate. E tutte le promesse fatte? Rivediamole.

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28 luglio 2009 – Il Centro, quotidiano locale, scrive: “In meno di due ore si riaccendono le speranze dei contribuenti aquilani. Intorno alle 17 la Camera approva all’unanimità un ordine del giorno che equipara la condizione fiscale dei terremotati aquilani a quella delle popolazioni di Umbria e Marche. Prima delle 19 arriva l’accordo tra il ministro Tremonti e il capo della Protezione civile, Bertolaso, sul rinvio per il pagamento delle tasse.
Il trattamento a Marche e Umbria va ricordato: sospensione delle tasse per tutti per 18 mesi, restituzione del 40% degli arretrati e dopo 12 anni in 120 rate. Tutti tranquilli e voci fuori dal coro messe a tacere.

7 dicembre – La situazione non si sblocca, anche se tutti danno per scontato che gli impegni vengano mantenuti. Stefania Pezzopane chiama alla mobilitazione. Arrivano altre promesse. Per giorni, il giornale locale titola che le tasse saranno sospese, e lo stesso dicono i tg nazionali. Bertolaso: “Spero di aver così tranquillizzato i nostri amici aquilani ai quali ancora una volta stiamo dando prova di grande serietà e coerenza“. Si smentirà da solo nel giro di dieci giorni.

10 dicembre – ancora nulla di fatto. Gli aquilani sono in piazza a Montecitorio.
Ma Bertolaso attacca duramente: “Cialente ha perso una buona occasione per lavorare su altre cose.” E garantisce che la sospensione delle tasse arriverà con il decreto che crea anche la Spa della Protezione Civile. Il che fa nascere dubbi legittimi da una parte: non è che si tenta di blindare al voto quel decreto? Dall’altra, invece, arrivano le accuse alla sinistra di strumentalizzare la questione per scendere in piazza. Un classico.

12 dicembre – A L’Aquila si mormora: “Visto? Le tasse ce le hanno sospese“. Come se non bastasse, Bertolaso rassicura ancora: “Alcune ipotesi sono state gia’ formulate in Finanziaria. Non ci sara’ alcun problema ad inserire questa norma nel decreto legge all’esame del Consiglio dei Ministri, che chiude l’emergenza rifiuti in Campania e restituisce alle autorita’ locali la competenza dell’emergenza Abruzzo“.

17 dicembre – Le carte si scoprono. Nel decreto-calderone, la proroga della sospensione delle tasse non c’è. Bertolaso cambia versione: “C’è ovviamente anche la proroga della sospensione dei tributi in Abruzzo, che non è nel decreto che riguarda l’Abruzzo ma nel ‘milleproroghe“. Ovviamente, dice. Ma non cambia versione solo su quello: “La proroga non sarà per tutti, ma riguarderà il territorio del cratere e le categorie più a rischio per il pagamento dei tributi“.

Eccolo servito, il boccone amaro agli aquilani. E il trattamento per la questione tasse è solo una delle tante criticità di questo sisma mai raccontate veramente. Tant’è che, in tutta fretta, ieri sera, vari Tg hanno parlato della sospensione delle tasse in Abruzzo dandola per scontata. Un po’ come hanno fatto con gli aquilani in tutti questi mesi. Il messaggio alla nazione dev’essere uno solo: “A L’Aquila è stato risolto tutto“.

E’ evidente che non è così. L’unica speranza per i terremotati? Che anche questa volta le dichiarazioni si smentiscano da sole. Ma appare molto difficile. E così, Cialente  e Pezzopane chiamano a raccolta gli aquilani per il pomeriggio di oggi.

18 dicembre 2009,

Alberto Puliafito

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