TAGLIACOZZO – Salta in aria la “Pirotecnica Paolelli”: tre i morti accertati, quattro i feriti

Il primo boato alle 13.35, seguito poi nel giro di quindici minuti da altre tre forti esplosioni.

Il rumore è stato avvertito a decine di chilometri e una densa colonna di fumo si è innalzata dalle macerie, mentre lo spostamento d’aria ha mandato in frantumi le finestre delle abitazioni anche a centinaia di metri di distanza. Impressionante lo scenario davanti agli occhi dei primi soccorritori accorsi in località San Donato: spazzate via le casematte che contenevano l’esplosivo, distrutta la linea elettrica, diversi incendi riducevano in cenere ettari di boscaglia. Esplosioni minori si sono susseguite anche nelle ore successive.

Due i morti finora recuperati: Antonio Morsani e Valerio Paolelli, figlio del titolare della ditta Sergio, rimasto ferito. Ancora non recuperato il corpo della terza vittima, Antonello D’Ambrosio, individuato sotto le macerie: per motivi di sicurezza, il recupero è stato rinviato a domani. Gli altri tre feriti sono Aurelio Chiariello di Catania, il napoletano Onofrio Pasquariello  e Kedhia Sofiane, algerino. Al momento dell’incidente nell’azienda erano presenti altre due persone rimaste illese, in quanto si trovavano un punto risparmiato dalle esplosione. Altri due dipendenti stranieri, invece, si sarebbero allontani dallo stabilimento pochi minuti prima per il pranzo.

Tra i primi ad accorrere sul luogo il sindaco di Tagliacozzo, Maurizio Di Marco Testa. Elicotteri dei vigili del fuoco e del 118 sorvolano la zona, presenti mezzi dei vigili del fuoco, artificieri, carabinieri e polizia. I feriti sono stati soccorsi e poi ricoverati negli ospedali di Avezzano e L’Aquila, mentre gli uomini della forestale e volontari della locale Protezione civile hanno contenuto e isolato gli incendi. L’intera area è stata interdetta e sequestrata.

Purtroppo, negli ultimi quindici anni, questa è la terza fabbrica pirotecnica a saltare in aria nella Marsica. La prima sciagura, a Cerchio, provocò un morto e tre feriti. Altri tre operai morti si registrarono, qualche anno dopo, a Balsorano.

Il disastro di oggi ha molte analogie con quanto accaduto un anno fa a Città Sant’Angelo, vicino Pescara: 100 quintali di esplosivo, nella fabbrica di fuochi d’artificio dei fratelli Di Giacomo, saltarono in aria provocando cinque vittime.

Angelo Venti

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