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Dall’emergenza del terremoto a quella dell’informazione


Site.it apre una propria redazione di emergenza a Villa Sant’Angelo, comune situato vicino all’epicentro della scossa che ha distrutto L’Aquila e devastato buona parte della provincia. La nostra testata è operativa sul terreno già dalla prima ora successiva alla scossa del 6 aprile, coprendo gli avvenimenti, seguendo il dispiegarsi dei primi soccorsi sul territorio e supportando i colleghi che provenivano da fuori zona. Ma oltre all’emergenza terremoto, nei territori colpiti si registra anche una emergenza informativa. Per questo, da ieri, abbiamo aperto questa redazione di fortuna - munita anche di ciclostile - presso il campo da rugby di Villa Sant’Angelo. Oltre a funzionare da centro di appoggio per colleghi di altre testate, lo scopo della redazione è quello di stampare giornali in loco da distribuire sul territorio e dare voce direttamente alle popolazioni locali. Nasce così l’inserto ciclostilato site.it/sollevatiabruzzo, un presidio informativo di base operativo direttamente nelle aree terremotate che va ad aggiungersi alla rete dei nostri giornali ciclostilati locali già operanti in territorio marsicano. Il progetto è appoggiato anche da colleghi di altre testate e associazioni, quali Left-avvenimenti, Terra, liberainformazione, il Martello del Fucino, Circolo Arci Luco dei Marsi, Telejato ecc. Appena montata la redazione, abbiamo avuto una prima conferma della necessità di creare strumenti di comunicazione che diano voce alle popolazioni colpite e che contribuiscano alla ricostruzione del tessuto civile, messo in ginocchio dal terremoto e insidiato dal dopoterremoto. Nel vicino campo gestito dalla regione Emilia Romagna, opera un nucleo dell’associazione Psicologi per i popoli che con i ragazzi del campo stanno creando un giornalino locale: lo stamperanno con il nostro ciclostile.
Angelo Venti
redazione@site.it
336.400 692 - 320. 84 81 994

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Sollevati Abruzzo n.ZERO

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L’Aquila trema. Resoconto della seconda giornata


di Pietro Orsatti in diretta da L’Aquila

Tutti gli edifici pubblici a L’Aquila sono crollati. La denuncia per disastro colposo si inserisce in un quadro tipicamente italiota di edifci inaugurati da poco in conformità di rigorose leggi anti-sismiche; questi edifici sono stati i primi a crollare a differenza degli edifici privati nuovi che non sono andati giù. Il crollo è limitato alle case vecchie del centro storico. Mentre gli edifici pubblici coetanei di quelli privati completamente distrutti. Chiedersi se l’inchiesta per disastro e omicidio colposo sia solo un atto dovuto è più che legittimo.

Ci sono scene di panico in seguito a SMS di persone che si spacciano per funzionari della Protezione Civile. L’autostrada è stata riaperta. Non è riaperta, invece, la strada verso Assergi che conduce verso il GranSasso. I soccorsi sono poco coordinati, spesso sono ammucchiati tutti in uno stesso sito, creando nervosismo tra i soccorritori stessi. Manca, insomma, un coordinamento.

Berlusconi ha fatto aspettare almeno un’ora e mezza i giornalisti della conferenza. Per l’arrivo del premier sono stati utilizzati 500 uomini per la parata e la scorta. Il premier arriva in pompa magna in un momento tragico, con reparti di finanzieri schierati sotto il sole in un piazzale ad attenderlo, vestiti di zaino, piccone, corde, moschettoni e carriola, tutto nuovo di magazzino. Sono rimasti in piedi per ore ad aspettarlo; quando è arrivato ha passato “in rassegna” i reparti ed è corso alla rassegna stampa. I giornalisti si sono concentrati per la conferenza incentrando l’informazione sulle dichiarazioni del premier, distogliendo l’attenzione sulla mancanza di acqua, benzina, tende, etc.. Non tutte le tende sono state montate, molte persone dormiranno ancora all’addiaccio. Ci sono, di contro, molte persone che non vogliono abbandonare le case per paura degli sciacalli.

Preoccupa la mancanza di organizzazione tra i corpi che si sono dovuti coordinare al momento, grazie allo spirito di reattività delle forze dell’ordine. Manca una “centrale” che guidi gli aiuti. Ieri appena giunta la notizia della distruzione di Onna le forze dell’ordine si sono riversate lì lasciando “scoperti” altri luoghi.

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