Sulmona – Monte San Cosimo\5: «QUALCOSA SI MUOVE»

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Due anni che potevano essere impiegati proficuamente e che invece sono trascorsi senza cambiare nulla: sono quelli passati dal 28 giugno 2011, quando il Consiglio Regionale votò all’unanimità una risoluzione per la smilitarizzazione di Monte San Cosimo e la sua riconversione in area attrezzata per la protezione civile.
Un atto che è rimasto nei cassetti di qualche ufficio regionale come se fosse un semplice pezzo di carta e non l’espressione della volontà del massimo organo deliberativo della Regione Abruzzo. La verità è venuta fuori nella risposta che il Sottosegretario alla Difesa, Gioacchino Alfano, ha dato all’On. Gianni Melilla che, sulla questione della base militare, aveva rivolto al Governo una specifica interrogazione. «Non risulta pervenuta nessuna richiesta dalla Regione», ha detto Alfano. Dunque chi doveva attivarsi – nel caso specifico il Governatore Chiodi – non lo ha fatto; ha imboscato la risoluzione e vanificato il voto di un intero Consiglio Regionale. E dire che il dispositivo non si prestava ad interpretazioni: «il Consiglio impegna il Presidente della Regione Abruzzo, dott. Gianni Chiodi, a mettere in atto le necessarie iniziative istituzionali nei confronti del Governo nazionale affinché venga conseguito l’obiettivo di riconversione del deposito militare di Monte San Cosimo in polo logistico della protezione civile».
Non è la prima volta che il Governatore ‘dimentica’ di dare seguito ad una decisione del Consiglio. Lo ha fatto anche sulla questione Snam; anzi in questo caso le risoluzioni disattese sono due. Insomma il ‘non fare’ sembra essere la linea di condotta che contraddistingue il ‘nostro’; e guarda caso il ‘non fare’ riguarda proprio quelle iniziative che avrebbero un risvolto positivo per il nostro territorio.
L’interrogazione di Melilla ha riacceso l’attenzione su un problema che la politica locale e regionale, negli ultimi tempi, avevano messo da parte. Il vice Presidente del Consiglio Regionale, Giovanni D’Amico, ha stigmatizzato l’inerzia del Governatore ed ha chiesto che venga dato subito seguito a quanto contenuto nella risoluzione. Nel frattempo, su iniziativa del Presidente della Comunità Montana Peligna, Antonio Carrara, si è tenuta il 18 luglio scorso una assemblea di Sindaci ed amministratori del comprensorio che ha visto anche la partecipazione dell’Assessore regionale alla protezione civile, Gianfranco Giuliante. L’Assessore ha dichiarato la sua convinta adesione alla proposta di riconversione ed ha anzi suggerito che gli amministratori del territorio, con il supporto dello stesso Assessorato, passino a redigere un progetto più dettagliato da portare all’attenzione degli organi nazionali. Ciò che convince Giuliante sono proprio le caratteristiche dell’area di San Cosimo, unitamente al fatto che le scelte della Protezione Civile nazionale sono orientane a privilegiare quelle soluzioni che sono in grado di fornire risposte su larga scala.
Sotto questo profilo è indubbio che il sito di San Cosimo, per la sua dimensione (oltre 133 ettari) e centralità, per la sua dotazione di servizi ed infrastrutture, per il suo collegamento con le grandi vie di comunicazione come l’autostrada e la ferrovia, ha tutti i requisiti per poter essere trasformato in polo logistico della protezione civile al servizio di un ampio bacino, anche al di fuori dell’Abruzzo. Nell’incontro del 18 luglio si è costituito un comitato ristretto composto dai Sindaci di Sulmona, Pratola e Prezza, Comunità Montana, Provincia e associazione ‘cittadini della Valle Futura’ con il compito di mettere in atto iniziative concrete per il raggiungimento dell’obiettivo. Dunque qualcosa finalmente si muove e sembra andare nella direzione giusta.
È caduto anche l’alibi di chi ha sempre frenato con il pretesto che, spingendo sulla riconversione, avrebbero mandato via i militari da Sulmona. Ora, per effetto della ristrutturazione delle Forze Armate, le caserme sono state chiuse, mentre hanno lasciato in eredità deposito di armi e poligono militare. La Valle Peligna ha già dato. Dopo più di 60 anni è giusto che ritorni nella piena disponibilità della nostra comunità un luogo che, se finora è stato posto al servizio della morte (custodendo nelle sue viscere armi e munizioni), da domani, e cioè quanto prima, possa essere invece adibito a salvaguardia della vita.

Mario Pizzola

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Sulmona, monte San Cosimo\4. Dalle armi alla Protezione civile

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– Sulmona, monte San Cosimo\3. Piezonucleare: James Bond nei cunicoli?

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Monte San Cosimo: da base militare top-secret ad affari nucleari \ 1

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