Sicurezza sismica / 2 – Il Prefetto risponde

San Benedetto dei Marsi - Scuola elementare

Sicurezza sismica – Confusione e default comunicativo sulle scuole / 2

La risposta della Prefettura alla nostra richiesta

[segue da: Sicurezza sismica – Confusione e default comunicativo sulle scuole / 1 ]

Ora, che un Prefetto, un apparato prefettizio, possano anche soltanto concepire di intervenire su e in un simile groviglio e magari – nelle brame di qualche improvvido amministratore – risolvere il problema a chi lo ha e a chi magari se lo è anche autolesionisticamente creato, è pensiero che può allignare soltanto in menti piuttosto deboli (nonché nei creduloni e infine nei tifosi: numerosissimi questi ultimi, e di una ignavia francamente imbarazzante, soprattutto in ragione del tema trattato). Non spetta certo al Prefetto sostituirsi a chi ha la responsabilità delle cose, o dar manleva a circolari della Regione Abruzzo, men che meno a particolari interpretazioni dei passaggi di queste ultime (quella sull’indice dello 0,20).

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Il Prefetto Francesco Alecci

 Proprio ieri pomeriggio abbiamo ricevuto una risposta dal Prefetto dell’Aquila, dott. Francesco Alecci, alla richiesta da noi formulata qualche giorno fa (si veda “Alla ricerca della stella polare del Sindaco di San Benedetto dei Marsi” – pec del 9 settembre 2016) e dunque siamo in possesso della interpretazione autentica, da parte di chi l’ha indetta quindi, dello scopo prefissatosi con la indizione della riunione del giorno 8 settembre a L’Aquila, nonché, parzialmente, dei suoi esiti.

[ Per scaricare la risposta del Prefetto CLICCA QUI ]

Queste le parole del Prefetto:

«[…] il giorno 8 Settembre u.s. presso questo Palazzo del Governo ho presieduto una riunione volta alla analisi delle verifiche della sicurezza di immobili adibiti ad uffici scolastici in alcuni Comuni del territorio provinciale, a cui hanno partecipato Enti locali, Istituzioni deputate alla materia e Forze dell’Ordine.

Alla riunione ha fatto seguito una nota di sintesi inviata a tutti gli Enti ed Istituzioni che sono stati convocati, in cui ho dato atto delle problematiche generali emerse e degli interventi fatti al riguardo da coloro che sono intervenuti.

Per quanto concerne il Sindaco del Comune di San Benedetto dei Marsi Avvocato Quirino D’Orazio, nella citata nota è stato precisato che il medesimo “… i cui concittadini hanno rivolto anche a questa Prefettura segnalazioni e preoccupazioni in materia, ha chiesto soluzioni certe, decise e concrete da fornire alla popolazione, anche alla luce delle disposizioni previste dall’art. 2 del T.U.L.P.S.. Al riguardo, ho precisato nuovamente che bisogna operare una distinzione tra idoneità statica degli edifici e vulnerabilità sismica dei medesimi e che gli immobili agibili anteriormente al sisma del 24 Agosto che non hanno avuto conclamati danni derivanti dal sisma medesimo restano allo stato idonei dal punto di vista statico. La invocata applicazione dell’art. 2 del T.U.L.P.S. non è pertanto suffragata da motivazioni tecniche su cui fondarsi; occorre infatti un quid novi che giustifichi la eventuale adozione di un provvedimento prefettizio. In proposito ho richiamato la attenzione del Sindaco a valutare tecnicamente la situazione ed a rapportarsi di conseguenza con la Comunità locale dando giusta contezza delle determinazioni assunte….” […]».

Quindi, riepilogando, per nostra intelligenza, quanto trascrittoci dal Prefetto:

1 – il “provvedimento” al quale – confusamente – il sindaco di San Benedetto si era riferito la sera del giorno 8 settembre, all’assemblea tenutasi in Comune, è in realtà una “nota di sintesi”, ossia una sorta di verbale con la registrazione sintetica del tenore degli interventi e null’altro di prescrittivo. Come “stella polare” non pare gran cosa;

2 – il Prefetto, allo stato, non può intervenire sulle scuole (nel passaggio riportatoci di una nota certo più ampia, non cita in alcun modo lo 0,20; crediamo si sia ben guardato dal farlo, per ovvie ragioni di competenza);

3 – da noi, non essendo formalmente sopravvenuta, con il terremoto di Amatrice, alcuna emergenza (diamo per scontato tutto il discorso sullo stato di emergenza schimittiano, ed il fatto che tale stato per esistere vada dichiarato, e dall’Autorità preposta, non nei bar), le scuole agibili il 24 agosto 2016 continuano (teoricamente) ad esserlo anche successivamente, a meno che… non sia intervenuto o non intervenga un quid novi, un fatto nuovo.

L’ultimo alinea (punto 3) merita una riflessione: il fatto nuovo – la cui valutazione è, come dice e scrive in fine il Prefetto, in capo al Sindaco – è, per noi, la risultanza dell’esito delle verifiche di vulnerabilità sismica. Esito implacabile, che imporrebbe – almeno noi faremmo così – una pronta chiusura di via Fucino. Sarebbe anche interessante sapere la data di consegna di questo esito al municipio, da parte dei tecnici (se e quanto lontano da Amatrice, se prima o dopo).

A buon intenditor poche parole: il Sindaco deve valutare tecnicamente la situazione…. senza trincerarsi dietro parametri indicati dalla Regione (che peraltro, si veda la prima parte di questo post, non si traducono come pure si vorrebbe da qualcuno accreditare: sopra lo 0,20 forse non è obbligatorio chiudere [ma può dirlo la Regione e assumersi una simile responsabilità?] ma certamente non è obbligatorio ri-aprire) né altre fanfaluche (la paventata interruzione di pubblico servizio, ecc.).

Il discrimine dovrebbe essere piuttosto semplice: le scuole sicure si riaprono, le scuole insicure non si riaprono. Stop.

Per tornare all’argomento generale, ché francamente gli accadimenti di San Benedetto dei Marsi sono così chiari che solo a volerli bellamente ignorare è possibile continuare a polemizzare: il difetto di rappresentazione di un fatto accaduto, la riunione aquilana dei sindaci interessati dalle “proteste” dei comitati dei genitori del giorno 8 settembre, per quanto mitigato in parte da questa pronta risposta ricevuta, resta. Crediamo sarebbe molto interessante leggere l’intera nota redatta in occasione dell’incontro in Prefettura, onde diradare ogni dubbio in ordine a quel (poco) che si è detto e, soprattutto a chiarimento di quel che certamente non si poteva dire e regolare in alcun modo in quel consesso.

Proprio ieri un amico ci ricordava di uno spaventoso incidente occorso nei cieli molto tempo fa, accaduto perché due termini simili indicavano, in inglese, cose opposte. E qui da noi, purtroppo, ci sono diverse persone che capiscono il contrario di quel che si dice, e chi strumentalmente e spregiudicatamente agisce in senso opposto al significato delle parole, al buonsenso, alla diligenza del buon padre di famiglia. E dei ruoli.

( 2- segue)

 

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