La principale stranezza di queste elezioni è costituita dal comportamento del movimento legato a Beppe Grillo. Le Amministrative dell’anno passato ci hanno insegnato che quel movimento vince le elezioni, qualora arrivi al ballottaggio com’è successo in alcune grandi città perché, il partito che arriva terzo (centrodestra) ne approfitta per fare lo sgambetto all’antagonista storico. M5s è stato il primo partito ad Avezzano nelle ultime due tornate elettorali; bisogna calcolare che il bacino del voto d’opinione si restringe da noi in occasione delle Amministrative e perciò, anche tenendo presente che tale gruppo ha il vento in poppa, è bene perciò calcolare un cinque o 6% in meno del risultato peggiore: è sicuro il ballottaggio, in ogni modo ed è alla portata almeno il ruolo di principale oppositore nel consiglio comunale. È utile ricordare che nell’approssimarsi delle elezioni, le formazioni politiche si compattano, si aggregano; da noi è successo il contrario per quanto concerne tale gruppo e la faccenda suona almeno strana. L’attivista avezzanese più esposto aveva confidato d’altra parte, «Puntiamo i piedi sul fatto di non fare la lista a tutti i costi», in L. Salucci, Giorgio Fedele: “Il cambiamento di Avezzano si ottiene con onestà, competenza e coraggio”, in «AvezzanoInforma» 25 novembre 2016. Ancora. Il mondo politico era in fermento ad Avezzano alla fine di gennaio mentre gli Amici del Movimento 5 Stelle partivano alla volta di Bolzano per la fiera Klimahouse. Il 19 di febbraio, c’erano dei grillini che discutevano al chiuso nell’ex Hotel dei Marsi e altri dello stesso movimento che sensibilizzavano l’opinione pubblica al sole, in piazza Risorgimento. (Vi sono stati indubbiamente dei problemi a livello locale, ma è eccessivo parlare di spaccatura o peggio, com’è stato fatto sui mass media: basta saggiare attraverso internet la consistenza dei due meet-up più recenti rispetto a quello storico). Giorgio Fedele era il candidato «naturale» perché è quello che ha sempre firmato i comunicati del gruppo: lo conoscono tutti e non solo gli aderenti a quel movimento ma soprattutto quelli che andranno a votare materialmente al seggio. (A proposito, qualcuno l’ha definito «portaborse» su una testata giornalistica, proprio come l’omonimo film di Daniele Luchetti nel 1991).

Tale atteggiamento comune ad altre situazioni in Italia è stato giustificato da autorevoli commentatori dalla volontà di perdere le Amministrative 2017 ma arrivare primi alle Politiche dell’anno prossimo: lo prendo per buono non riuscendo a elaborare di meglio. Avrebbe certo giovato qualche intervento sulla situazione locale in questo lasso, tre o quattro volte l’anno, non di più. Potevano scegliere i temi, sbizzarrirsi in ogni modo sul loro sito. Basterà il brand – da solo – per arrivare al ballottaggio? Penso proprio di no.

M5s, nonostante l’ampio ritardo, è stato invece il primo raggruppamento a presentare pubblicamente la lista dei candidati e non uno striminzito e improvvisato elenco di persone come gli altri contendenti che sono partiti con larghissimo anticipo. (16/22)

Print Friendly
CONDIVIDI
Giuseppe Pantaleo
Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.