(Ri)Assetto del Territorio / 5 – L’immondizia di Roma, gli Abruzzi e… la dott.ssa Muraro

Per l’ennesima volta, in questi giorni (delibera di Giunta 6 ottobre 2016, n. 624) la Regione Abruzzo ha procrastinato il termine di vigenza di un’intesa con la quale, sin dal 2014, Roma Capitale, e per essa Ama S.p.A., utilizza, per il (solo) trattamento di una porzione residuale del rifiuto solido urbano prodotto dai romani, l’impianto di trattamento meccanico-biologico di Aielli, di proprietà di Aciam S.p.A.. Con la delibera di Giunta della Regione Abruzzo 26 settembre 2014, n. 607 – che D’Alfonso ritenne di adottare solo previo assenso dei sindaci soci di Aciam S.p.A., facendo ritornare tosto, in prima battuta, agli uffici, l’accordo [e bene fece, altrimenti di questo assenso sarebbe stato certamente “incolpato” dalla politica marsicana, ove la popolazione avesse avuto da ridire, il che peraltro non è stato] – l’impianto di Aielli accoglie meno di duecento tonnellate al giorno da Roma: una quantità che per l’assemblea di Aciam S.p.A. (che ricomprende sindaci marsicani e dell’Aquilano) di due anni or sono avrebbe dovuto essere di 100 tonnellate al giorno ma che si era poi elevata a 110 e sino alle attuali 180 tonnellate (potenza dell’inflazione).

Al tempo, l’accordo ci venne presentato come un palliativo, utile però sia a Roma (che si sgravava della preoccupazione di un venticinquesimo del CER 20 03 01 prodotto) sia alle periclitanti casse dell’Aciam S.p.A., le quali, in ragione del passaggio dei propri municipi soci e serviti dell’Appennino alla raccolta differenziata (meglio tardi che mai) utilizzava solo al 50% il proprio impianto TMB, e che in attesa che la Regione Abruzzo approvasse la riconversione della struttura sul Fucino alle nuove intervenute esigenze dalla clientela, ben poteva intanto raggranellare qualcosa. E pazienza per quei camion in fila al casello di Celano.

Da tempo immemorabile andiamo speculando, con i poveri mezzi a disposizione, l’enorme tema del rapporto passato-presente-futuro tra Roma e gli Abruzzi, in tema di rifiuti. Questione sempre attuale, come attesta la recentissima grossolana uscita alla Pisana, di un eletto laziale

[ Leggi: Abruzzo web. Consigliere laziale: in A24 discarica al posto di pecore ]

e suscettibile, crediamo, di sviluppi non ancora esattamente inquadrabili (anche per l’intercetto del tema inceneritore, ecc.).

In realtà la delibera dell’altra settimana, che nulla innova, e la cui notizia, per come propalata nella Marsica ha condotto alla solita stantia bagarre tra stolidi grillini e resto del mondo

[ Leggi: Marsicalive. In arrivo nella Marsica 170 tonnellate di rifiuti al giorno da Roma, Abruzzo in aiuto della Raggi ]

immagine1webè figlio di una convenzione piuttosto loffia adottata nel 2013 da Zingaretti e Chiodi che molto ci aveva incuriosito, soprattutto per l’irrazionalità di alcune distanze (all’epoca i siti prescelti, e poi in pratica ignorati, erano Casoni ovvero Deco S.p.A. di Chieti e Cogesa di Sulmona) e che di tonnellate al giorno ne preveda 300, poi ridotte a 250 per l’infungibilità tecnica dell’impianto sulmonese di Noce Mattei (ma perché mai rendersi disponibili per una cosa che non si può fare?). Convenzione che, stando alle carte con i conferimenti, ebbe scarsissimo seguito (cosa ancor oggi inesplicabile). In questo noiosissimo riassunto, quel che scrivemmo allora

[ Leggi: site.it del 13 luglio 2013: La drôle de guerre dei rifiuti abruzzesi ]

modeste riflessioni che, per quanto in parte superate dagli eventi successivi, descrivono in modo a nostro avviso completo il birignao paesano sul tema rifiuti e quello del risiko geo-politico delle occorrenze romane che possono o potrebbero sempre travolgerci, da un momento all’altro (cosicché la saga di Rocca Cencia e del trivovagliatore e dello stesso sindaco Marino ci riguardavano e ci riguardano, da abruzzesici, molto più di quel che potrebbe apparire, e non solo da emigrati a Roma). Soprattutto, nella corrispondenza dell’epoca, si trova la prova – che per noi era scontata, a prescindere – di come su certi temi la continuità sia il comune denominatore che informa tutto il sistema…. di là come qui da noi….

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E quindi c’è da stare moooolto attenti….

ilmartellodelfucino@gmail.com

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