Reportage da Madrid [ 2 ] – Puerta del Sol, notte del 21 Maggio

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Nobody expects the Spanish revolution

“Dalla manifestazione del 15 di Maggio è sorta un’assemblea con l’idea principale di creare e mantenere un accampamento permanente a partire da quello stesso momento e fino, almeno, al giorno delle elezioni a Puerta del Sol, per rendere visibile il malcontento sociale attuale.
Desideriamo una società nuova che dia priorità alle persone prima che agli interessi economici e politici. Desideriamo dimostrare che la società non si è addormentata e che continueremo a lottare per quello che ci meritiamo con mezzi pacifici.”
[ Acampada Indefinida en Sol – Manifesto pubblico]

REPORTAGE di Luigi Venti e Adolfo De Sanctis

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Madrid – Notte del 21 Maggio – Puerta del Sol

Arriviamo a Sol all’una di notte. Adesso lo scenario è cambiato: non è più il piccolo assembramento di qualche giorno fa, la piazza è diventata una vera e propria città in miniatura, divisa in ben 27 mini quartieri predisposti ad ogni funzione: dove dormire, dove mangiare, dove andare in bagno, dove comunicare con i media, dove fare l’assemblea, addirittura una zona dedicata ai bambini. La densità di persone è altissima: per potersi muovere e per orientarsi, ci sono le strade disegnate per terra e vengono distribuite vere e proprie mappe. Il cibo, l’acqua e i generi di prima necessità vengono distribuiti dai volontari.

madrid-2.jpgLa maggior parte dorme su stuoie o cartoni di fortuna, qualcuno invece si è proprio piantato la tenda. Anche se, a dire il vero, dormono in pochi. Tecnicamente si tratta di una manifestazione non autorizzata, ma lo schieramento di polizia è minimale, e non si notano particolari tensioni. Insomma, non è certo la solita manifestazione, ma neanche la solita rivolta. Qualcosa di veramente strano, surreale. Su un cartello è scritto: “Nobody expects the Spanish revolution”. Solo Sabato scorso, in effetti, qui non c’era altro che turisti, artisti di strada e PR delle discoteche, e neanche un visionario avrebbe immaginato uno scenario del genere. Ad un certo punto le fotografie non ci accontentano più: andiamo a parlare direttamente con i volontari. Forse per lo strano aspetto o per la nostra parlata, all’inizio sembrano insospettiti e ci chiedono bruschi “Chi siete e cosa volete sapere di preciso?”. Dopo i primi chiarimenti, la situazione si scioglie, e si avvia la conversazione.

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Cosa potete dirci a proposito del campo SOL e dell’iniziativa che state portando avanti in tutta la Spagna?
Le informazioni sul funzionamento del campo sono fornite dall’ufficio apposito e nelle assemblee generali che teniamo ogni giorno, tranne oggi perché siamo nel giorno della “riflessione”, essendo le elezioni imminenti. Quello che posso dirvi è che abbiamo scelto di non parlare di politica né di cosa vogliamo cambiare fino a Lunedì, dopo le elezioni; fino a quel momento ci occuperemo di esporre i problemi che sentiamo come popolo e come nazione, nel rispetto del silenzio pre-elettorale.
A partire da Lunedì inizieremo a discutere e a lavorare per costruire un progetto che metta assieme le idee condivise da tutti coloro che sono qui e in ogni altra città di Spagna.

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A proposito di questo, dalle assemblee e dai workshop che tenete qui al campo verrà prodotto del materiale? Ed in che modo sarà distribuito? Mi spiego, avete intenzione di presentare un piano di riforma a chi di dovere?
Si, tutto il materiale risultato delle discussioni e della raccolta di proposte è e sarà elaborato. La nostra intenzione è di lasciarlo pubblico e diffonderlo quanto più possibile, di far arrivare la nostra voce a quanti più possano ascoltarla. Per quanto riguarda presentare una proposta al congresso… questo è ancora da vedere, non sappiamo bene cosa ci attende e per fare questo avremo bisogno di un forte appoggio, servono circa 50000 firme per una cosa del genere, ma vedremo se saremo in grado.

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Cambiamo argomento: ci piacerebbe sapere, da voi che vi trovate “dall’altro lato del tavolo”, quel è la vostra sensazione, cosa ne pensate dell’Acampada di Sol e della partecipazione delle persone.
Nella mia personale opinione credo che qui a Sol sia nato un movimento che per la prima volta nella nostra storia manifesta pacificamente e propone cambiamento. Siamo tutti volontari: alcuni pensano che qui ci siano diseredati e disoccupati, gente senza una casa o sbandati. Non è vero! Siamo tutte persone che vivono a Madrid, con una famiglia. Io, ad esempio, vado a lavoro ogni mattina, come prima del 15 Maggio, ma da allora quando ho finito vengo qui come volontaria e porto il mio sostegno. Non siamo un gruppo o un movimento centralizzato, noi non ci conoscevamo nemmeno [riferendosi ai colleghi volontari, ndr] fino a questa mattina, ed ora eccoci qui a lavorare insieme, questo è bellissimo.
Puerta del Sol è divenuta il centro di questo movimento che abbraccia l’intera Spagna: siamo stati i primi e dagli altri “campi” ci arrivano richieste sull’organizzazione e sulla logistica da noi adottata.
L’atmosfera che si respira è di rispetto, legalità e difesa della democrazia e dei diritti di tutti.

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A proposito di questo, che tipo di persone vengono qui a Sol per appoggiare la vostra causa, quale è la loro età, che tipo di lavoro fanno?
Personalmente posso dirti che sono qui dal 15 Maggio ed ho visto persone di tutte le età, dai 15 ai 70 anni; non scherzo! Ci sono famiglie intere, anche con bimbi piccoli, che il giorno vengono qui per appoggiare questa iniziativa, e si sentono parte della “revoluciòn”. Ovviamente dipende dall’ora del giorno, a quest’ora [2:40 am, ndr], come vedi, ci sono giovani, per lo più studenti; durante la mattina abbiamo lavoratori, persone di media età, impresari e famiglie, così come nel pomeriggio. Ognuno è se stesso, dall’impiegato in giacca e cravatta al giovane in jeans e maglietta: ogni ceto sociale ed ogni classe è rappresentata.

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Prima mi parlavi degli altri gruppi che si sono formati in Spagna. Quanto influiscono le differenze socio-culturali che esistono nel Paese in questo movimento? Gli attriti che ci sono tra le varie regioni, come del resto in ogni paese europeo, non provocano degli scompensi e dei problemi?
Si, è vero, in Spagna si trovano molte differenze culturali e si sa, dalla Storia, che queste non sono state sempre pacifiche. Ad ogni modo la nostra impressione, da qui, è che in questa lotta ci sentiamo davvero uniti. Portiamo avanti la voce nata da un malcontento comune, da una voglia di cambiamento e di vera democrazia: in questo siamo tutti uguali ed uniti. Ovviamente col passare del tempo credo che queste differenze si faranno sentire quando si parlerà di temi specifici e di riforme, ad ogni modo abbiamo una buona speranza.

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Tra tutte le persone che vi è capitato di incontrare qui, al “campo” Sol, c’è qualcuno che è in disaccordo con tutto questo? E se si, quali sono i motivi di questo disaccordo?
Si, alcune persone che sono in disaccordo con noi non mancano di manifestarlo. Posso dirti che I motivi principali sono perché credono che noi manifestiamo solamente perché siamo scontenti della crisi economica, della disoccupazione e dei problemi del paese “in senso generale”. Ma non è così, il malcontento da cui nasce il movimento ha radici ben più profonde, noi vogliamo lottare contro le banche, i politici e la corruzione: che formano poi un cerchio unico che esclude il popolo.

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Questo è un punto interessante: politica e corruzione si spiegano facilmente, ma come mai le banche?
Le banche sono davvero il motivo della crisi, i grandi gruppi bancari, che di fatto manovrano l’economia europea, hanno commesso degli errori che stiamo pagando noi. Il governo ha dato denaro alle banche per salvarle, ma prendendolo da noi, che non avevamo nessuna colpa di tutto questo. La corruzione politica ha fatto sì che i bisogni delle famiglie venissero messi in secondo piano. Tutto questo non può essere taciuto ed accettato.

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A questo punto i tre volontari vengono chiamati per una riunione logistica, ci congediamo ringraziandoli per il tempo concesso e dandoci appuntamento alla mattina di domani per continuare a seguire da vicino gli sviluppi di questa “revoluciòn”. Lasciamo Puerta del Sol tra tende, cartoni, sacchi a pelo e veri e propri letti; salutiamo gli artisti di strada che allietano la notte di questa città nata sul suolo della piazza centrale della capitale di Spagna.

Luigi Venti
Adolfo De Sanctis

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