Parlando della situazione locale ho raccontato di un’alleanza elettorale stranamente composita che ha vinto le elezioni. Ho però dimenticato di scrivere che lo stesso copione (schieramento a livello nazionale che coinvolge spezzoni di quello avversario) è stato utilizzato alcuni giorni dopo dai due – dei tre – principali blocchi elettorali in occasione delle Provinciali. Tale modo di comportarsi è diventato perciò maggioritario e almeno nella nostra provincia. (A me preoccupa maggiormente i quattro elettori su cinque che tengono bordone a una simile novità – risale all’anno passato per essere precisi. Vale la pena anche ricordare che il vincitore delle nostre Amministrative è un notabile estraneo – a suo dire – ai partiti: sicut erat in principio o almeno, fino a cent’anni fa).

Un vecchio adagio recita che chi afferma di non essere di destra né di sinistra, è in realtà di destra. Esso possiede una sua indubbia utilità nell’agone politico mentre è scarsamente produttivo nella vita amministrativa di tutti i giorni. Non essere di destra né di sinistra prelude a provvedimenti, iniziative contraddittorie quando non confliggenti tra loro. (Provvedimenti e iniziative certo frutto dell’improvvisazione, suggerite, «telefonate»). La destra e la sinistra curano tradizionalmente, generalmente e rispettivamente gli interessi dei più ricchi e dei più poveri, ma rigorosamente anonimi gli uni e gli altri mentre nel limbo che ci si prospetta davanti proliferano le leggi ad personam.

Mi ha perciò non poco intenerito il recente comunicato diffuso da Marsica LGBT in cui si legge: «Siamo stati contenti che il sindaco eletto sia uno dei più sensibili ai diritti della comunità omosessuale» – lo trovate anche sul loro sito. De Angelis è stato eletto da un’alleanza elettorale sì eterogenea come si è già scritto ma orientata nel centrodestra; egli soprattutto è soprattutto un sindaco. Simili diritti e politiche si decidono purtroppo nei piani alti dello Stato e non in un paese della periferia italiana – lo schieramento del sindaco in Parlamento non ha certo quei temi in cima ai suoi pensieri. («7000» su 42mila ci eleggi il sindaco o ottieni un paio d’assessorati «pesanti» come minimo. Con settemila persone dietro ci fai la rivoluzione ad Avezzano…)

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Giuseppe Pantaleo
Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.