RADICI, Torri e Castelli – Castello di Ocre

Il castello di Ocre (m. 933) si erge sul ciglio della dolina del Monte Circolo e secondo la tradizione nel 210 S. Massimo levita di Aveia fu scaraventato dalla cresta su cui sorge l’insediamento. Martirizzato divenne poi patrono dell’Aquila.
Si tratta di un borgo fortificato d’altura le cui mura di cinta, a forma di triangolo isoscele, le torri, la chiesa a tre navate (di S. Salvatore inter castrum Ocre) e le abitazioni si conservavano, prima del sisma del 6 aprile 2009, in buona parte ancora in elevato.
Le fasi di vita dell’insediamento sono rimaste sostanzialmente ferme al XV secolo e le strutture superstiti occupano metà dell’area fortificata. Nel fossato sono stati recuperati frammenti di ceramica dell’Età del Bronzo e diverse campagne di scavo (Dir. Scientif. Prof. Fabio Redi) hanno interessato un’area all’interno del castello nella parte sommitale e una all’esterno.
Nonostante tutto però le origini del castello non si conoscono e la prima notizia di un castello nel feudo di Ocre è in una bolla di papa Alessandro III del 1178 che lo indica come possedimento del vescovo di Forcona. Il complesso è poi citato nel 1254 quando fu preservato dalla distruzione dei castelli fondatori della città di  L’Aquila. Fu saccheggiato dagli aquilani nel 1266 durante gli scontri con i feudatari dei castelli e assediato nel 1423 dal capitano di ventura Braccio Fortebraccio da Montone. Una volta esaurita la funzione strategica di difesa della città di L’Aquila il castello di Ocre andò progressivamente decadendo, la popolazione residente si trasferì altrove e già all’inizio del XVI secolo nei documenti si parlava, non più di “castrum” ma “villa”.

(Cristina Iovenitti)

Tratto da: SITe.it edizione stampata – numero zero dicembre 2010

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