Colpo di scena: Pino Maniaci arrestato in flagranza di reato

PARTINICO, 1-4-2009, ORE 16.29 – Clamorosa svolta nella vicenda del presunto “giornalista” antimafia, il lupo solitario dell’etere siciliano, Pino Maniaci. Reparti speciali della polizia, dopo lunghe e complesse indagini partite da una denuncia anonima e dopo giorni di estenuanti pedinamenti e appostamenti davanti al televisore, oggi lo hanno finalmente colto in flagranza di reato. La Primula rossa dell’informazione di strada, il Terrore degli uomini d’onore, il Detrattore degli amici degli amici, proprio mentre esercitava abusivamente la professione giornalistica è stato neutralizzato con uno spettacolare blitz degli uomini della Digos.

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La Cattura – Nascosto dietro un paio di folti baffi finti, Maniaci si aggirava nei pressi del municipio di Partinico tentando di confondersi in mezzo ad una folla di giovani, pare provenienti da Castellamare di Stabia. A tradirlo è stata la telecamera (una delle tre in dotazione alla sua organizzazione) che stringeva tra le mani e che, già accesa, puntava minacciosamente contro alcuni politici locali. Le forze dell’ordine, a quel punto, hanno deciso di bruciare le tappe e di intervenire: così ai polsi del Maniaci sono scattate le manette, appena pochi attimi prima che questi riuscisse a porre la letale domanda alla vittima dell’agguato.

Le indagini – L’intervento tempestivo degli uomini della Digos, questa volta, è riuscito a impedire il compimento dell’ennesimo atto criminoso contro l’Ordine dei giornalisti e ad assicurare alla giustizia il pericoloso abusivo. Già nei giorni scorsi, a causa di una fuga di notizie, si è capito che il cerchio stava finalmente  per chiudersi intorno all’infame informatore, noto per le sue audaci soffiate a mezzo stampa. L’indagine contro Pino Maniaci per “Esercizio abusivo della professione giornalistica ” è partita da una denuncia anonima. A condurre la difficile indagine è l’ottimo Pubblico ministero di Palermo Paoletta Caltabellotta, che nell’ordinanza di rinvio a giudizio ha osservato acutamente che il reato è stato consumato “con più condotte, poste in essere in tempi diversi ed in esecuzione del medesimo disegno criminoso“. Gli inquirenti, grazie alle numerose prove raccolte contro Maniaci e probabilmente certi della sua imminente cattura, sono stati accorti e soprattutto previdenti: lunedì scorso avevano già disposto il suo rinvio a giudizio e oggi, finalmente, è scattata la trappola.

Un terremoto in tutta la Penisola – Ora, non solo in Sicilia ma in tutta Italia, sono in molti a temere per la cattura di Maniaci che, come è noto, non sa stare zitto. Le sue rivelazioni possono fare finalmente luce sui perversi intrecci e le oscure trame che negli ultimi anni hanno legato una rete di redazioni pericolose che difondevano pizzini ocultandoli in fogli volanti e pseudo riviste, spesso stampate alla macchia o ricorrendo perfino all’autofinanziamento. La caccia, inesorabile, ora prosegue contro complici e fiancheggiatori che nel frattempo si sono dati alla latitanza. Il microfono trovato in mano al Maniaci al momento dell’arresto pare che fosse stato fornito da alcuni membri del clan dei marsicani. La consegna – secondo gli inquirenti –  sarebbe avvenuta durante un vertice della Cupola tenutosi nel settembre scorso a Roccassecca (Fr), come risulterebbe da un pizzino cifrato trovato nelle tasche del Maniaci al momento dell’arresto e su cui si legge la sigla: 6itobemedia. Secondo nostre fonti, sembra che a causa di quel microfono anche un collaboratore di SITe.it questa notte non abbia dormito a casa.

La fine di un incubo – Con l’arresto di Maniaci si chiude un’epoca. Un duro colpo è stato assestato all’organizzazione che con arroganza pretendeva di Coprire di merda uomini d’onore e manutengoli con i mezzi infidi dell’informazione. E molti sono stati gli amici e gli amici degli amici vittime di questa folle e perversa strategia. Man mano che la notizia della cattura si diffondeva, manifestazioni di giubilo si sono registrate in tutta Italia: oltre che in molti enti locali e tantissime redazioni perbene, uno strano via vai di bottiglie di champagne è stato segnalato anche nel Transatlantico di Montecitorio, in vari ministeri e  persino nei diversi bracci del 41 bis.

ULTIMORA – Durante la perquisizione, si è sfiorata la tragedia. Indosso al Maniaci è stata trovata anche una videocassetta esplosiva, già innescata e pronta per la messa in onda,  contenente la registrazione del telegiornale Telejato notizie di oggi, mercoledì 1 -4 -2009. Per dovere di cronaca, di seguito pubblichiamo una sintesi di questo eccezionale documento (che gli inquirenti ci hanno passato ovviamente in via riservata) che inchioda il Maniaci alle sue gravi responsabilità.

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