Piccone si è dimesso – “L’imperatore è caduto. Abbasso l’imperatore!”

Piccone si è dimesso da sindaco di Celano. Come già preannunciavamo nel nostro articolo di qualche giorno fa “Inizio della fine della Celano connection?” il fenomeno del picconismo inizia la sua parabola discendente che con queste dimissioni rischia di trasformarsi in una frana. Dimissioni improvvise che confermano anche l’inizio dello sgretolamento di quel blocco politico affaristico imprenditoriale che da anni ruota intorno al nome di Filippo Piccone.

La notizia irrompe prepotentemente anche nel panorama politico marsicano e abruzzese e può produrre un terremoto dagli effetti imprevedibili. Infatti il senatore Filippo Piccone, oltre che sindaco di Celano, ricopre anche la carica di coordinatore del Pdl abruzzese: sarà difficile, per chi non è in grado di conservare una maggioranza nel suo feudo elettorale, pretendere di continuare a dettare regole, strategie e nomi nelle elezioni ormai alle porte in comuni importanti come L’Aquila e Avezzano. La sua posizione, negli ultimi mesi, si era già notevolmente indebolita e i mal di pancia all’interno del pdl abruzzese cominciavano già a manifestarsi. Ora che “L’imperatore è caduto“, si assisterà sicuramente alla fase in cui schiere di ex alleati plaudenti ed  ex finti avversari di maniera inizieranno a gridare “Abbasso l’imperatore!“. Questa è l’Italia e anche questa  volta non sarà diverso.

Ma torniamo al momento delle dimissioni. La comunicazione scritta del sindaco Piccone è arrivata alle ore 10 nell’aula consiliare. In quel momento si trovavano i aula i soli consiglieri di opposizione in attesa dell’inizio della seduta, convocata per le ore nove.

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La motivazione “Dimissioni per motivi personali“, da subito, non ha convinto nessuno dei presenti. Intanto per la lettura della lettera – oltre ai consiglieri d’opposizione e all’ex sindaco Elio Morgante – si sono presentati in aula soltanto il presidente del consiglio comunale Angela Taccone e il segretario comunale. Nessuno dei membri dell’ex maggioranza è entrato in aula, segno evidente che la frattura apertasi nella seduta precedente – poi sospesa per il malore di Piccone – è diventata ormai insanabile. Al sindaco, questa mattina, non restava altro che prendere atto di non avere più una maggioranza. La decisione di Piccone è stata presa sicuramente all’improvviso, visto che questa volta in aula era presente, tra il pubblico, anche il padre del senatore, Ermanno Piccone: anche la sua è stata una reazione di stupore, un fulmine a ciel sereno.

Le modalità di comunicazione aprono pure qualche problema formale. La lettera è stata letta in un consiglio comunale probabilmente nullo per mancanza del numero legale, ma secondo il segretario, che sta facendo le ultime verifiche, quello che conta è la lettera protocollata al comune (che pubblichiamo in questa pagina).

Ora restano venti giorni a Piccone per confermare o ritirare le dimissioni. Sulla piazza di Celano, subito dopo la notizia, capannelli di concittadini commentavano le dimissioni e i possibili sviluppi. “Sono cresciuto insieme con Filippo, giocavamo insieme e lo conosco bene – dichiara un uomo di mezza età – è orgoglioso, se si è dimesso non tornerà di certo indietro“.

Angelo Venti

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