Onu accusa Israele: “Civili palestinesi radunati e uccisi a cannonate”

Pesanti accuse dell’Ocha, l’Ufficio dell’Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari.  Il 4 gennaio scorso “l’esercito israeliano ha commesso un gravissimo e deliberato massacro di civili” nel sud della Striscia di Gaza, presso la ex colonia di Netzarim. Secondo numerosissimi testimoni oculari, i soldati israeliani  avrebbero radunato circa 110 palestinesi, “la metà dei quali erano bambini“, all’interno di un edificio che poi è stato preso a cannonate da un carro armato. I morti finora accertati sono almeno trenta, ma secondo una donna sopravvissuta al massacro la cui testimonianza è stata raccolta dall’Ansa, molti altri cadaveri sono ancora tra le macerie. La donna – che nel massacro ha perso due figli – ha precisato che le forze israeliane hanno ordinato a un centinaio di civili palestinesi di entrare in un magazzino, che successivamente è stato colpito da due cannonate: una all’ingresso e l’altra all’interno dell’edificio. I feriti sono riusciti a raggiungere l’ospedale Shifa solo con la prima tregua umanitaria di mercoledì scorso. Onu, almeno 257 bambini uccisi da inizio offensiva

Intanto secono una stima delle Nazioni Unite, dall’inizio dell’attacco israeliano nella striscia di Gaza sono almeno 257 i bambini palestinesi rimasti uccisi e altri 1.080 sono rimasti feriti.

Il governo belga ha deciso di agire senza attendere il coordinamento Ue: questa mattina ha lanciato un’operazione per evacuare civili feriti a Gaza, soprattutto bambini, e trasportarli negli ospedali del Belgio. Un primo aereo c-130 è già partito alla volta dell’Egitto.

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