Marsica ultimo treno – Intervista al presidente del Patto territoriale

Intervista di SITe.it al Presidente del Patto territoriale Lorenzo Berardinetti sullo stato dell’opera per il treno veloce Roma-Avezzano.

Lorenzo Berardinetti
Lorenzo Berardinetti

D: Sviluppo o isolamento. Perché l’alternativa è cosí netta?
è semplice. Il nuovo assetto delle comunicazioni in Europa prevede l’espansione verso i mercati dell’Est e quelli del Mediterraneo. L’Abruzzo è lasciato al palo.
D: Il governo Berlusconi ha già indicato le “Grandi opere” da realizzare…
Sí. Al nord il corridoio ferroviario verso i mercati dell’Est europeo; a sud il Ponte sullo stretto di Messina che punta sul Nordafrica e il Medioriente; ad est il corridoio Adriatico che collega con i Balcani. Per l’Abruzzo interno, niente.
D: Il problema, quindi, non è solo risolvere i disagi dei pendolari?
E nemmeno evitare che il treno fermi alla stazione Tiburtina invece che a Termini.
Oggi siamo davanti ad un bivio e dobbiamo decidere, in fretta, tra uno sviluppo possibile e la marginalizzazione.
D: Lo scenario è cosí preoccupante?
Sí, e i segnali non mancano. La regione Lazio per i collegamenti con l’Adriatico punta sulle direttrici Roma-Rieti-Ancona a nord e Frosinone-Sora-Isernia a sud.
D: E il collegamento diretto Roma-Pescara?
Niente. Per capirci, la regione Lazio la chiama la “ferrovia regionale Roma-Tivoli” e ne chiede solo il raddoppio fino a Guidonia. Di fatto, tutto il triangolo autostradale Fiano-Tivoli-San Cesareo, compreso il tratto dell’A24, lo considerano come semplice area metropolitana di Roma est. In compenso, pensano al potenziamento della Sora-Pnalm e della dorsale appenninica.
D: Allora Pace e Sospiri cosa hanno annunciato?
Anche per i sindaci di Celano e Pescina quell’annuncio del centro-destra è solo una bufala elettorale: un semplice studio di fattibilità commissionato dalle ferrovie è stato spacciato – complici i giornalisti – per un progetto esecutivo già finanziato.
D: Un falso, quindi. C’è da stare tranquilli?
Per niente. Aggiungi che contro la linea del governo, le regioni Lazio e Abruzzo non hanno cercato nemmeno una posizione comune a favore della Roma-Pescara.
D: Siamo quindi condannati all’isolamento?
No, resta un’altra carta da giocare. Al Campidoglio considerano il treno veloce verso l’Abruzzo strategico per alleggerire traffico e pressione demografica su Roma. In fondo, gli resta solo l’espansione ad est e la “Cura del ferro” è la soluzione migliore.
D: Insomma, Roma come Washington?
Esattamente. Nella capitale Usa solo la metà della popolazione risiede all’interno della città, l’altra metà è distribuita su un raggio di oltre cento chilometri con collegamenti veloci con il centro.
D: Quindi è un problema di volontà politica?
Soprattutto. Dobbiamo raccogliere l’appello di Roma e intervenire su regione, province e comuni abruzzesi.
D: Allargare il fronte e alzare il tiro?
Sí. Ma bisogna farlo in fretta. Noi sindaci marsicani, da anni, ci battiamo in difesa dei pendolari. Ma ora c’è la consapevolezza che la posta in gioco è piú alta, è tutta la Marsica che deve muoversi.

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