Magie dell’emergenza, Bertolaso apre la Porta Santa: con o senza Ordinanza della Protezione civile?

Riceviamo e pubblichiamo:

PER EVITARE LE CONTESTAZIONI IN UNA FINTA INAUGURAZIONE DI FACCIATA, BERTOLASO SI FA APRIRE LA PORTA SANTA!

L’Aquila è diventata uno specchio del paese. Al centro di interessi economici e mediatici, è lo specchio di come vengono usati informazione e potere in Italia.
Ieri, un impressionante schieramento di potenti cariche, civili ed ecclesiastiche, si è dato appuntamento nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, una delle più antiche e note della città, per inaugurare con una messa la facciata appena restaurata.
Il sottosegretario Gianni Letta, il capo della Protezione Civile Bertolaso, il Presidente della Regione e Commissario per la ricostruzione Chiodi, il sindaco e vice Commissario Cialente, l’Arcivescovo Molinari, il Prefetto, il Questore, un ex onorevole, insomma tutte le personalità più in vista impegnate nell’emergenza del terremoto prima e nella ricostruzione poi, sono andate a inaugurare un restauro iniziato molto tempo prima del terremoto e che nulla ha a che vedere con i lavori post sisma, essendo stato effettuato e finanziato dalla Sovrintendenza.
All’inaugurazione, che avviene alle tre del pomeriggio,in un caldo soffocante, non assiste nessuno, se non un imponente schieramento di sicurezza. Naturalmente ci sono giornalisti e telecamere di media locali e nazionali.
E’ chiaramente una grande operazione di immagine: queste personalità vogliono legare la loro immagine a qualunque fatto positivo accada a L’Aquila, anche a prescindere dal loro diretto impegno o intervento.
Sono andata a protestare, pacificamente, “armata” di un solo cartello che dice: OPERAZIONE DI FACCIATA. BASTA PASSERELLE.
Le forze dell’Ordine mi hanno allontanato dal piazzale antistante la Basilica, sia prima della funzione, all’entrata delle personalità, sia dopo, quando tutti sono usciti nel piazzale. In questo caso un poliziotto mi ha stretto in un vero placcaggio fisico, assai poco piacevole.
Ma la cosa più incredibile è accaduta all’arrivo del capo della Protezione Civile, Bertolaso. Al fine di impedire che anche una sola persona lo contestasse, sia pure nella maniera più civile e pacifica del mondo, E’ STATO FATTO ENTRARE DALLA PORTA SANTA, sbarrata a chiunque da transenne e da un imponente cordone di sicurezza.
All’interno, uomini della Protezione Civile aprivano quella Porta che non si apre mai, se non un solo giorno all’anno, tra il 28 e il 29 agosto, in base alla Bolla del Perdono emanata da Celestino V quando nel 1294 venne incoronato papa proprio qui, a Collemaggio e concesse la Perdonanza, che si celebra ancora oggi.
Dunque, una delle TRE PORTE SANTE del mondo E’ STATA DECLASSATA A PORTA DI SERVIZIO per un potente timoroso di qualunque contestazione.
Timoroso, si badi bene, non certo per motivi di sicurezza (nulla avrebbe potuto minacciare la sua incolumità), ma perché doveva difendere la propria immagine, a qualunque costo.
Bertolaso è ossessionato dalla propria immagine. Non permette che venga catturato un solo fotogramma in cui è associato a elementi negativi, contestazioni o proteste.
Si fa fotografare in chiesa, con lo sguardo rivolto verso l’alto, la luce alle spalle, in un’aura di spiritualità; o mentre un’anziana donna, dall’aspetto dimesso, lo abbraccia e gli bacia la mano. Si ferma, in Chiesa, ad abbracciare Giustino Parisse, il giornalista divenuto un’icona del terremoto, a cui il sisma ha strappato i due figli, quella “vittima della disinformazione” di cui la Protezione Civile porta parecchia responsabilità.
Bertolaso ha ostentato, in quel passaggio, tutto il suo potere. Per salvare la sua immagine, non certo la sua anima.
E la Chiesa, come sempre, lo ha soccorso.
Dopo essersi prestata ad avallare, o forse promuovere un’operazione di evidente mistificazione della verità.
Quella stessa Chiesa del Cristo povero, del papa eremita e santo.
A noi aquilani, vittime del terremoto prima e dei “Protettori” poi, non resta che cercare di salvare almeno la nostra dignità.
Anche se all’Aquila protestare non si può. E se riesci comunque a farlo i potenti ti sfuggono e la censura fa il resto. In molti TG nazionali la protesta è sparita.
Perciò condividete.
La lotta è dura, ma noi di più.

Anna Lucia Bonanni

Vedi il video della contestazione:

Per visualizzare ‘articolo del Comitato 3e32 CLICCA QUI

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