L’OSTAGGIO

Avezzano – Il sindaco Gabriele De Angelis è ostaggio di una maggioranza che è anche minoranza, o viceversa. E non sarebbe ancora stato pagato il riscatto.

L’ultima riprova, nel tardo pomeriggio di lunedì, si è avuta con l’elezione della Commissione bilancio. Sono risultati eletti presidente Ferdinando Boccia, vicepresidenti Roberto Verdecchia e Luigia Francesconi, praticamente tutti componenti di quella che in consiglio comunale è – o meglio dovrebbe essere – l’opposizione. Alla seduta non hanno partecipato Vincenzo Ridolfi, Maria Antonietta Dominici, Donato Aratari e Alessandro Pierleoni, tutti del gruppo Responsabilità civica, mentre Arianna Stati è uscita al momento del voto.

Tecnicamente non è un Golpe dell’opposizione, piuttosto sono gli effetti collaterali di un consiglio comunale con una maggioranza liquida: palude o – se si preferisce – sabbie mobili.

I numeri parlano chiaro: è ormai evidente che De Angelis non ha una sua maggioranza che lo sostiene e ha fatto tenerezza il tentativo – a metà tra il goffo e il patetico – di mascherare questo dato di fatto con la scelta di evitare la conta eleggendo i membri della Commissione bilancio all’unanimità.

Secondo un barista bene informato e addentro alle questioni del Palazzo di città, a determinare questo risultato è il mancato pagamento del premio per le assicurazioni date dal sindaco a più di un consigliere, in merito alla distribuzione dei vari assessorati: insomma l’ennesimo campanello d’allarme per De Angelis, che lunedì sera ancora non aveva reso noti i nomi degli assessori che martedì mattina dovrebbero essere in carica. E restano ancora da eleggere i membri di altre delicate Commissioni: la II commissione (Pianificazione e Gestione del territorio, Urbanistica, Opere Pubbliche, Viabilità) e la IV commissione (Servizi sociali igiene, sanità, assistenza, rapporti con le consulte, partecipazione popolare e tutela dei diritti dei cittadini).

La situazione per la città – al di là di proclami, acrobazie, cambi di casacca, alchimie, annunci e dichiarazioni d’intenti – è ormai drammatica. Anche l’osservatore più distratto e distaccato si chiede, a questo punto, perché il sindaco De Angelis non smetta di essere ostaggio di veti e ricatti incrociati, oppure quali siano i motivi veri per cui si accetta di tirare avanti in una situazione che oggettivamente risulta ingovernabile.

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