L’ombra della camorra sulla discarica di Collelongo?

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Il via vai di camion che scaricano rifiuti, anche di notte, nell’ex cava “Le grottelle” di Collelongo, risale al marzo 2014. Il traffico non sfugge agli abitanti e, il 23 settembre 2015, consiglieri di opposizione presentano un esposto generico in Procura.

Poche settimane dopo, ad ottobre, è un evento imprevisto ad aprire nuovi scenari. Durante una normale attività di controllo le forze dell’ordine fermano, nel nucleo industriale di Avezzano, un autocarro carico di “scarti di fibra e fanghi”, provenienti, pare, dalla “Lucart” di Porcari (Lucca) e diretti proprio a Collelongo. Il mezzo risulta di proprietà della “Ve.Ca. sud srl” di Maddaloni (Caserta).

Ve.Ca sud e Lucart: due nomi che giusto un anno dopo, nel settembre 2016, spuntano anche in una clamorosa inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze.

Secondo gli inquirenti fiorentini, coordinati dal pm Monferini, la “VE.Ca sud avrebbe messo in piedi un’illecita attività organizzata di produzione e gestione di rifiuti speciali (13-15mila tonnellate ogni anno) anche pericolosi. Dal 2013, facevano passare per scarti della lavorazione della carta una poltiglia in realtà composta da plastiche, polistirolo, fanghi, idrocarburi”. Complessivamente sono 6 gli arrestati e 31 le persone indagate. Tra questi ultimi Mario e Pietro Ventrone – soci della Ve.Ca. sud – e il rappresentante legale della Lucart. Per gli inquirenti i Ventrone e la Ve.Ca. sud sono da considerarsi “vicini al clan dei Casalesi e alla cosca Belforte, radicata nel comune casertano di Marcianise”.

Ma oltre ai due nomi vi è anche un altro punto in comune tra l’inchiesta toscana e Collelongo. Durante un controllo del novembre 2015, l’Arta rilevava nella cava “Le grottelle” valori eccessivi di idrocarburi pesanti: “composti moderatamente volatili, trovati nelle matrici ambientali, derivanti da processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta”, rifiuti questi provenienti anche dagli stabilimenti di Porcari e di Diecimo, in provincia di Lucca.

discarica 2Ve.Ca. sud è l’acronimo dei cognomi di due famiglie campane – i VEntrone e i CAturano – e per la Marsica sono comunque vecchie conoscenze. Almeno due i precedenti.

Alla fine degli anni ’90 questa società finisce nell’inchiesta Ebano, un grosso traffico di rifiuti speciali che dalla Lombardia finivano illegalmente in diverse cave dismesse marsicane.

Il 13 gennaio 2015, invece, sono i militari delle Fiamme gialle della compagnia di Avezzano ad imbattersi per caso in due tir carichi di 27 tonnellate di rifiuti vari. Gli autoarticolati, poi sequestrati, non hanno una destinazione precisa ma si scopre subito che il deposito dei rifiuti è in un capannone in disuso appena riacquistato all’asta fallimentare, ubicato nel nucleo industriale di Avezzano, in via Nobel. I mezzi risultano di proprietà della società “Caturano Autotrasporti srl” di Maddaloni (Caserta) e i rifiuti sono trasportati per conto della “Ecoservizi per l’ambiente srl”, una ditta che aveva la gestione di un impianto per Rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a Pomezia.

collelongo 1Nel resto d’Italia la Ve.Ca sud è stata spesso al centro d’interrogazioni parlamentari, inchieste e ricostruzioni giornalistiche. Nel gennaio 2013 finisce nel mirino dei carabinieri del Ros che indagano sulla Tav di Firenze con il titolare Lazzaro Ventrone indagato per truffa e traffico illecito di rifiuti. «La figura del Ventrone – scrivono nell’occasione i Pm di Firenze – è risultata, da accertamenti svolti e da fonti di prova acquisite in atti, strettamente collegata ad ambienti della criminalità organizzata di tipo camorristico e in particolare ai clan dei Casalesi e alla famiglia Caturano». La posizione di Ventrone in questo procedimento è stata poi stralciata ma, nel dicembre 2016, la Direzione Distrettuale Antimafia ha chiesto di processare anche lui e scrive: “La Veca Sud è un’impresa sin dalle origini riferibile direttamente o indirettamente a tale organizzazione criminale, in quanto continuativamente a servizio del clan almeno dagli anni ’90 per la commissione di traffici illeciti in materia di rifiuti, i cui profitti assicuravano un rilevante apporto all’associazione criminale“. A inguaiare Ventrone anche alcuni pentiti, tra cui Gaetano Vassallo, che ha messo a verbale: “I titolari della Veca Sud e la società stessa sono cresciuti all’ombra dello smaltimento illecito“.

La Ve.Ca. Sud si era anche occupata del trasporto degli scarti dell’inceneritore di Acerra, appalto assegnato nel 2010 …dalla Protezione civile, in piena emergenza rifiuti in Campania. Ora sembra destinata alla chiusura, con l’ombra del licenziamento sui suoi 150 dipendenti.

(Ha collaborato: Claudio Abruzzo)

  • Ricordiamo che la cava “Le grottelle” ha inghiottito, negli anni quasi 17mila tonnellate di rifiuti, ammassati senza alcun trattamento, impermeabilizzazione o sistemi di raccolta del percolato. Un allarme ambientale serio, quindi, che rischia di allargarsi ben oltre i confini comunali e giustifica la richiesta di ulteriori e urgenti accertamenti. La discarica, infatti, è situata ad appena 300 metri dal pozzo Triolo, da cui si pesca l’acqua potabile che disseta Collelongo, ma insiste anche su una falda che alimenta probabilmente anche i pozzi di Trasacco, dove attinge l’acquedotto di Luco dei Marsi ed Avezzano.

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Collelongo, discarica “Le grottelle”: Il consiglio di Stato sentenzia la chiusura

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