Lettera a Mario Spallone

Carissimo Professore,

Le scrivo per chiederLe scusa a nome di chi ha promesso e non mantenuto. L’hanno dimenticata.

Quando venne festeggiato e ricordato, in gran stile, nel giorno del centenario della Sua nascita (era il 22 ottobre del 2017) fu annunciato che Le sarebbe stato intitolato il largo dove si trova la fontana Torlonia, dopo il restauro.

Certo i lavori hanno necessità di tempo, ma anche tanto ne è passato dalla data dell’inaugurazione.

Quel giorno, nella prestigiosa Sala Consiliare, c’era tanta gente a ricordarLa. Presenziava il sindaco Gabriele De Angelis, erano presenti Suo figlio Alfredo,  Flavia De Santis, Nazzareno Di Matteo, Goffredo Taddei, Sergio Galbiati, amministratore delegato di Lfoundry, e Stefano Pallotta ora presidente dell’Ordine dei Giornalisti Abruzzo, all’epoca direttore di ATV7.

Tutti hanno ricordato momenti trascorsi con Lei e profuso parole di elogio nei Suoi confronti. Sono emersi, non si offenda Professore, anche alcuni tratti non proprio semplici del Suo carattere.

Mario Spallone

Ma tant’è che tutto tace. Nessuno più ricorda la promessa ostentata con tanta enfasi.

Sa Professore, oggi piazza Torlonia è come il servizio buono, quello conservato in credenza, non utilizzato per paura di rovinarlo.

Avezzano non è più quella città per la quale Lei avrebbe combattuto per conquistare il titolo di capoluogo di Provincia.

Per le strade non si sente più il brusio di tantissime persone a passeggio, molte sono le luci spente delle vetrine, le saracinesche definitivamente abbassate. Il centro è ormai come un fiore che appassisce giorno dopo giorno, pian pianino.

Ora Professore c’è il dirottamento del commercio verso l’esterno della città, sapesse quanti super mercati sono stati aperti e quanti centri commerciali, uno è in fase di ultimazione. Chissà quanti reperti archeologici, durante gli scavi, sono stati trovati e di nuovo sepolti, non oso immaginarlo, anzi, non voglio. 

Ci sono tanti grandi magazzini di imprenditori cinesi pensi, in poche centinaia di metri sulla Tiburtina Valeria, ce ne sono 1, 2…5! e anche un grande ristorante self service.

Anche lo storico mercato è stato spostato da Piazza Torlonia alla dispersiva zona nord, non mi chieda il perché, non si riesce ancora a comprendere.

Al centro, il sabato si può sentire l’eco della propria voce, dai negozi fuoriesce il silenzio.

Quella gioiosa esplosione di colori, di suoni, di incontri e scontri in quella cornice perfetta della collocazione del mercato storico, è svanita.

I commercianti si lamentano, i venditori ambulanti si lamentano, poco importa.

Mi vengono alla mente le parole di Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Collodi, sì Professore quello di Pinocchio, era un sagace scrittore e nel racconto “Un romanzo in vapore da Firenze a Livorno” scriveva:

La società è un campo di battaglia, dove chi cade, cade, e i battaglioni serrati degli speculatori e degli uomini d’affari passano sul corpo de’ feriti, irresistibilmente condotti dal loro supremo generale, l’Interesse, alla moltiplicazione infinita del Capitale”.

Oggi Avezzano mi appare triste.

Per fortuna ci sono tante realtà che propongono tanti incontri culturali interessanti da seguire: teatro, musica, arte, solidarietà, libri…no, libri non tanto.

Mi scusi Professore, non La voglio tediare oltre con cose malinconiche.

Lo sa che presto arriva in città un dinosauro? Sì ha letto bene, un dinosauro.

Mi sembra proprio di sentirLa ridere e la vedo immediatamente accendere la sua immancabile sigaretta e in un attimo trasformarsi e… imprecare.

Le racconto.  Sembra essere il dono di un imprenditore locale che costerà alla comunità un bel po’ di soldini, 100mila euro per collocare degnamente il T-Rex. Beh bisogna creare una piattaforma di cemento su cui posizionarlo, è lungo 24 mt e alto 8mt.! Non scherzo, non lo farei mai con Lei. Poi bisogna creare l’illuminazione, istallare la video sorveglianza e poi si creerà un parco giochi per bambini.

No Professore, non quello inclusivo per bambini con disabilità, no! Quel progetto è chiuso in un cassetto ormai da almeno 2 anni, per mancanza di soldi. Pensi che poteva essere il primo parco inclusivo del centro sud. Ne esistono solo 50 in tutta Italia e sono, mi permetta, ovviamente creati al nord.  Sarebbe stata una grande soddisfazione non solo per la città ma per la Marsica, che dico, per l’intero Abruzzo. Abbattere la diversità e vedere tutti i bimbi a giocare insieme. Però poi il dinosauro dove lo metto?

Cosa posso raccontarLe ancora? ah sì, ora in quasi tutta Avezzano sono state collocate, all’inizio dell’inverno, le piste ciclabili. Avezzano come Bologna. Certo, sono quasi impercettibili di notte, perché si amalgamano con il manto stradale. Utili per il passeggio delle mamme con le carrozzine, per gli amici stranieri che tornano dal lavoro, per alcuni sporadici sportivi, meno per le persone che cadendo riportano gravi lesioni, per le macchine che, per evitare un improvviso ostacolo, salgono sul cordolo danneggiando la vettura.

Lo sa, ancor oggi tanti parlano di Lei, e se prima erano ironici ora comprendono realmente come Lei fosse davvero vicino ai problemi della Sua gente, anche solo con la fatidica e storica lampadina fatta sostituire, immediatamente, in quel lampione stradale spento. Una semplice richiesta ma importante per il cittadino. Ogni volta che oltrepasso l’ingresso del Teatro dei Marsi Le invio un pensiero di gratitudine. Avrebbe una grande soddisfazione vedere quanto pubblico partecipa alle stagioni teatrali e musicali.

E’arrivato il momento di congedarmi, personalmente La porto nel cuore, non perchè sindaco o uomo politico ma perché, come titolare di ATV7, Lei mi ha dimostrato cos’è il rispetto per la professionalità e soprattutto per il lavoratore.

La saluto Professore, con il rammarico di constare che L’hanno lasciata nel dimenticatoio, non se la prenda, come si dice: “la speranza è l’ultima a morire”.

No, Professore! non ho detto “chi di speranza vive, disperato muore.”

Lei polemizza sempre!!!

Con grandissimo affetto, Luisa

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