Le fiamme di Marruvium – Politica vandalismo stupidità (a San Benedetto dei Marsi)

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Le fiamme di Marruvium

Politica vandalismo stupidità (a San Benedetto dei Marsi)

 

Una serie di atti deprecabili va accendendo San Benedetto dei Marsi. Ci è capitato, nel recente e meno recente passato, di interrogarci su alcuni roghi di mezzi agricoli e industriali piuttosto inquietanti, non potendo il caso accanirsi, evidentemente, solo su determinate tipologie di apparecchiature e di vittime (vittime che peraltro si sono prodigate con forza per smentire di esser tali, con troppa energia per risultare convincenti). Nondimeno, le recenti cronache locali dei giornali seri (e non lo diciamo per rifregare, questa volta) ci narrano, da alcuni mesi a questa parte, un progressivo passaggio (avvicinamento) di questo deprecabile ed infame fuoco notturno dai capannoni e dai lavaggi fuori paese verso il centro abitato. Si ricorderà, quest’estate, a metà agosto, l’incendio dello stabile ove era ospitata la Misericordia come la replica, nella medesima via, a fine settembre, del lancio di una bottiglia incendiaria verso un’abitazione. Tutti episodi che, uniti agli attacchi ai siti (fisici) di alcune aziende, debbono far riflettere.

In questo mese di ottobre, al primo giorno di distribuzione dei contenitori per la raccolta porta a porta che sta per partire (che l’Ente Supremo ci assista) è succeduta una notte nella quale almeno due cassonetti (oltre a vario materiale sparso) sono andati distrutti dalle fiamme, in via Pagliarelle ed in via Salandra.

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Pochi giorni or sono abbiamo (modestamente) espresso l’auspicio che il tema della raccolta differenziata non divenga, a San Benedetto, un tema caldo della campagna elettorale, nel senso che sarebbe disdicevole che al fine di combattere un’amministrazione si ricorresse a “boicottare” ottusamente un passaggio di civiltà che deve prescindere da ogni lite politica amministrativa paesana. Forse, collegare la distribuzione in piazza dei primi mastelli della differenziata ai due secchioni notturni in fiamme potrebbe costituire un’operazione impropria se non scorretta, e forse operando questo collegamento si rischia di conferire una prospettiva inquietante a quella che è, allo stato, una semplice ragazzata, per quanto, per i numerosi precedenti sopra richiamati, dovremmo cominciare ad escludere le ragazzate dall’analisi di tanti fatti delittuosi (poco probabile peraltro, statisticamente, siano in molti e diversi a compierli, per quanto si individuino almeno due filoni ben differenti, uno criminale-estorsivo e l’altro vandalico).

 

Le cose si complicano però, se è vero come è vero che presso il cantiere in piazza (opera pubblica di un certo impatto, voluta e realizzata dall’amministrazione che tra pochi mesi correrà per la riconferma), dal lato di via Italia, nel medesimo torno di tempo è stato appiccato il fuoco alla rete gialla di protezione e ad un bancale ospitante il porfido da posare sulla nuova passeggiata sambenedettese dietro la chiesa.

Volendo esagerare, questo ulteriore rogo potrebbe ricollegarsi al simpatico striscione rinvenuto la prima settimana di ottobre sul cantiere e che pare recasse – ché è stato immediatamente rimosso – la simpatica dicitura «via i ladri dal comune».

Proseguendo in questo – lo ammettiamo, un poco delirante – percorso, troviamo l’ormai noto volantino distribuito in occasione dei pellegrinaggi sambenedettesi a Corinaldo e a Nettuno, con gli astanti di quattro delle cinque corriere, il 14 ottobre scorso, gratificati di un testo piuttosto infelice sia nella stesura che nell’impaginazione (il pregio degli anonimi è quello che polemizzandoci gli si può dire qualsiasi cosa, non possono rispondere [pubblicamente]) e decisamente sopra le righe. Lungi da noi, in astratto, il condannare un volantinaggio, ci mancherebbe altro. Però a tutto c’è un limite. Nel tralasciare le diverse espressioni decisamente offensive e teoricamente suscettibili di denunzia in esso contenute (circostanza ben nota non solo agli estensori, che si sono ben guardati dal firmare ma pure ai distributori del foglio, che non si sono lasciati complimentare, celati dal grigio dell’alba e agevolati da una discreta velocità di distribuzione sui sedili) c’è il passaggio «LORO INGRASSANO E A NOI CI SPREMONO CON LE TASSE (VEDI IMMONDIZIA…)» che ci inquieta molto giacché, a nostro avviso, chiude e salda il cerchio di tutta questa dissidenza anonima sollevatasi contro l’amministrazione e la raccolta porta a porta dei rifiuti, ingloba il cartello sul cantiere ed il rogo notturno.

Con questo, nessuno vuole fare di tutta l’erba un fascio, o collegare fenomeni che magari troveranno origini e spiegazioni del tutto diverse e distanti, o teorizzare un cortocircuito tra politica e vandalismo. Non potendo parlare a chi appicca i fuochi, ci terremmo molto ad indirizzarci a chi fa Politica, e a dirgli, modestamente, che se si desidera salire al municipio occorre innanzitutto che si pronunzino parole chiare e nette su certi metodi, si scrivano carte firmate (come il foglio che avete in mano, suscettibile di querela per ogni cosa) e si eliminino tutti quei fattori di equivoco che potrebbero condurre a operare una ricostruzione (complottista) come quella da noi appena caoticamente sopra adombrata.

Diciamo questo, soprattutto, perché c’è un precedente che brucia (in tutti i sensi), ovvero l’incendio appiccato al recapito dello studio del candidato sindaco (poi eletto, con qualche peripezia di conto) nel corso della precedente campagna elettorale, a via Italia, il giorno 11 marzo 2008. Attentato che solo per una serie di circostanze molto fortunate non ha causato vittime. Morti.

Per finire, sulla questione, due domande che modestamente ci permettiamo di rivolgere alle Autorità tutte, a partire dai nostri amici Carabinieri di San Benedetto dei Marsi:

– che cosa ne è stato di quelle «indagini a 360 gradi […] al comando del capitano Michele Borrelli» delle quali parlava il Centro all’epoca? Si è identificata la macchina (presumibilmente una Golf) dell’attentatore dell’11 marzo 2008?;

– come mai di tutti di questi sistematici roghi, in questi anni, poco o nulla si è scoperto in merito ai loro autori? A che punto sono le indagini?

Il Martello del Fucino – foglio impalpabile di Fontamara

 

Tratto da:

Il Martello del Fucino 2012-13  [ SCARICA IL PDF ]

 

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Volantino anonimo 31 ottobre 2012 – Livello bassissimo, senza neppure l’indicazione del paese al quale i fatti si riferirebbero ]

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