Le cose che non ti ho detto (ovvero: possibili, se non proprio probabili, corrispondenze di amorosi sensi tra Toto e i grillini)

Roma - Via Sardegna, 14

Le recenti immagini di Carlo Toto, incalzato, al salone del barbiere, dagli emissari di una nota trasmissione televisiva nazionale sul tema della sicurezza delle arterie autostradali abruzzesi in concessione a Strada dei Parchi S.p.A. – una delle società del gruppo a cui egli dà il nome – hanno definitivamente rivelato, anche ai più affezionati cultori della narrazione del burbero padrone che si è fatto da sé, e ai sostenitori del dottrinale canone orale della sana e schietta operosa provincia chietina, come la TOTOholding abbia qualche problema nella gestione della propria immagine, in un’epoca ove nessuna sbavatura, seppur minima, è più consentita.

Per carità, non che i professionisti del gravoso compito incaricati della funzione della comunicazione in seno alle singole società del gruppo (Toto Costruzioni Generali, Strada dei parchi S.p.A., Renexia, US Wind, InfraEngeering) non siano più che preparati, e mai potremmo permetterci l’ardire di sostenere il contrario; ma l’impressione è che talvolta, costumanze abitudini e lignaggio del passato fagocitino, al civico 14 di via Sardegna, a due passi da via Veneto – in quel bel quadrante di Roma, prossimo a Villa Borghese, nel quale sono diffusi molteplici uffici e strutture dell’intelligence italiana e non solo – le più moderne necessità di rapporto con un mondo a connessione costante, che tende a rubricare tra le bizzarrie ogni retaggio di approccio analogico o non meno che pronto e istantaneo.

Presupposta dunque la grande professionalità di chi gestisce, per TOTOholding, le comunicazioni esterne, crediamo sia di un certo interesse trattare, brevemente e modestamente, quel che è accaduto il giorno 26 aprile 2019, quando la testata la Repubblica ha accostato il cognome Toto alla complessa vicenda Alitalia, e alla trattativa per tenere quella compagnia in vita, attraverso l’intervento di nuovi e vecchi player, istituzionali e imprenditoriali. I contenuti dell’articolo in questione («Alitalia, il 30% a Toto ecco la carta di Di Maio per evitare i Benetton e salvare la compagnia»), di una firma prestigiosa, quella di Claudio Tito, hanno avuto ampio corso sin dal primo mattino, avidamente letti a colazione, dal cartaceo, e appaiono, come sono apparsi agli astanti l’altro giorno sorbendo il caffè, tutt’altro che peregrini o improbabili. Ma di enorme interesse. Una delle prime agenzie della giornata ne ha ripresi i contenuti, per sommi capi, con un lancio, già all’altezza delle ore sette antimeridiane:

Alitalia, Di Maio cala il suo asso: il 30% a Toto (Repubblica) ZCZC PN_20190426_00004 4 ECO gn00 atlk in02 XFLA XFLT Alitalia, Di Maio cala il suo asso: il 30% a Toto (Repubblica) Il controllo allo Stato con Ferrovie e Tesoro Roma, 26 apr. (askanews) – Il 30% di Alitalia a Riccardo Toto: sarebbe questa, secondo il quotidiano la Repubblica, la carta del vicepremier e ministro Luigi Di Maio per evitare i Benetton e salvare la compagnia aerea. “”Il primo contatto concreto c’è stato a fine marzo, negli Stati Uniti – scrive il quotidiano – durante il viaggio che Luigi Di Maio ha compiuto a New York e Washington. Da quel momento il dialogo è andato sempre più avanti. E ora è a un passo dalla formalizzazione dell’intesa. Il socio italiano in grado di chiudere il cerchio di Alitalia è Riccardo Toto. Proprio uno degli esponenti della holding che in passato si era impegnato con alterni risultati nel settore dell’aerotrasporto. Con AirOne, poi confluita nell’Alitalia tutta italiana voluta nel decennio scorso da Silvio Berlusconi, e con la New Livingstone, esperienza terminata traumaticamente nel 2014″”. La trattativa, riporta la Repubblica, “”è stata condotta in prima persona dal vicepremier e ministro dello Sviluppo economico. La vicenda della compagnia di bandiera è stata trasformata dal capo politico del Movimento 5 Stelle in una sorta di battaglia personale. Non riuscire a risolvere questa grana equivarrebbe dunque ad una sconfitta personale. Si tratta di una telenovela che ormai somma da anni infinite puntate. Ma perdere la compagnia di bandiera a un passo dal vero e proprio fallimento sarebbe un colpo all’immagine del governo sovranista gialloverde. E tutto questo a un mese dalle elezioni europee. Non a caso Di Maio punta a chiudere il pacchetto entro la data concordata con i commissari dell’azienda tricolore. E il giorno è ormai arrivato, si tratta di martedì prossimo. Il quadro del futuro assetto azionario, se non dovessero intervenire ostacoli improvvisi o ripensamenti da parte di Toto, è dunque sostanzialmente definito. Lo Stato sarebbe di fatto il socio di riferimento, in grado di mantenere il controllo. Le Ferrovie hanno già dato la disponibilità ad acquisire il 30 per cento di Alitalia, il ministero del Tesoro entrerebbe con il 15 per cento. L’americana Delta sarà della partita con un altro 15 per cento. La società statunitense si sta facendo garante pure di una partecipazione di un altro soggetto industriale, i cinesi di China Eastern. Anche se da Pechino frenano molto su questo coinvolgimento””. L’impegno finanziario della famiglia Toto “”oscilla intorno ai 250 milioni di euro””. Vis Copyright askanews(c) 2015

cosicché, anche a non essere passati in edicola o al lavoro – ci troviamo in un venerdì di ponte – sarebbe risultato assai difficile non prendere cognizione dello scoop. Alle dieci di mattina un’altra agenzia ci informa, al condizionale, di sponda, che le Ferrovie non avrebbero avuto contatti con Riccardo Toto:

Alitalia, nessun contatto tra le Fs e Toto ZCZC PN_20190426_00112 4 ECO gn00 atlk XFLA Alitalia, nessun contatto tra le Fs e Toto Il 30 aprile scede termine per presentazione offerta Roma, 26 apr. (askanews) – A quanto si apprende, le Fs non avrebbero avuto, almeno per il momento, nessun contatto con Riccardo Toto, indicato da indiscrezioni di stampa come possibile socio da aggregare alla cordata guidata dal gruppo ferroviario per rilevare Alitalia, in sostituzione di Atlantia. Intanto il 30 aprile scadrà il termine fissato dai commissari straordinari della compagnia aerea per la presentazione di un’offerta vincolante da parte delle Fs. Sen Copyright askanews(c) 2015 Roma, 26 APR 2019 10:11

ma non giunge una presa di posizione netta del gruppo Toto. Addirittura, nel mentre diversi esponenti politici, bipartisan, giunti all’altezza del pranzo, cannoneggiano l’ipotesi con dichiarazioni di fuoco, Milano Finanza, alle ore 13:35, ci dice che «Toto Holding non ha commentato all’agenzia Reuters le indiscrezioni riportate stamani dal quotidiano la Repubblica secondo cui sarebbe a un passo dall’essere coinvolto nel piano del governo per il salvataggio di Alitalia». Quindi, richiesti, dal versante Toto hanno preferito opporre un no comment. E perché mai? Ad aggravio, non sfugge che una voce levatasi dalla componente leghista del governo, alla mezza (precisamente: alle ore 12:40), ha appena esternato una decisa contrarietà sui metodi e sui contenuti del dossier Alitalia, per come trattato dal côté grillino:

ALITALIA: RIXI, ‘NON VEDO SOLUZIONI, SONO SCETTICO MA SPERO IN GOL AL NOVANTESIMO’ = ‘fino a ieri societa’ concessionarie autostrade sembravano essere il male assoluto’ Roma, 26 apr. (AdnKronos) – “Si è già aspettato troppo” sul dossier Alitalia che è attualmente nelle mani del ministero dello Sviluppo economico. “Ora vediamo quello che succede. Non vedo al momento soluzioni, sono molto scettico sulla situazione. C’è la necessità di stringere e mi auguro che chi si deve occupare di questo dossier lo faccia con la maggior perizia possibile. Siamo al novantesimo, possiamo ancora fare gol e vincere la partita. Ma qualcuno deve segnare”. Così all’Adnkronos il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi commentando l’ipotesi di un ingresso nel capitale di Alitalia, con una quota del 30%, di Riccardo Toto, il figlio dell’ex patron di Air One. “Non mi occupo del dossier. Se ne occupa il ministero dello Sviluppo economico”, tiene a precisare Rixi. Finora su Alitalia, aggiunge, “sono state fatte molte ipotesi e fino ad oggi c’è stata poca concretezza. Mi auguro che ora si possa concretizzare”. Comunque, osserva il viceministro, “fino a ieri le società concessionarie di autostrade sembravano essere il male assoluto. Ora si chiede alle stesse società di intervenire”. In ogni caso, aggiunge Rixi, “io tifo per il Governo. Se arriverà una soluzione sono contento. In questo tavolo non sono presente e non posso influenzare. Non voglio entrare nel merito di cose che nono conosco”. L’unica cosa certa, sottolinea ancora, “è che le scadenze si avvicinano. Sono inderogabili e bisognerà dare risposte puntuali. Mi auguro che ci siano”. Il 30 aprile, infatti, scade il termine fissato dai commissari straordinari di Alitalia per la formalizzazione di un’offerta da parte delle Fs. (Eca/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 26-APR-19 12:40

Perché dunque non essere chiari? L’unica spiegazione, a voler assumere e sussumere i comportamenti di TOTOholding in ambiti razionali e conseguenti, è che lo scoop non fosse poi così inconsistente, o destituito di fondamento. Ci rafforza, in questa elucubrazione, l’evolversi delle dichiarazioni sopravvenute nel pomeriggio. Nel mentre, a merenda, c’è chi chiede che il governo vada a riferire alle Camere:

Alitalia: Misiani (Pd), su Toto governo riferisca in Parlamento = (AGI) – Roma, 26 apr. – “Sul dossier Alitalia sono trascorsi mesi, il prestito ponte si sta assottigliando ma dal Governo non vi e’ alcuna trasparenza sulle trattative di cui leggiamo solamente sulla stampa, una scelta assolutamente in linea con l’improvvisazione e il pressapochismo, con le bugie e le false promesse di questi mesi”. Lo dichiara Antonio Misiani, capogruppo Pd in commissione Bilancio al Senato. “Non c’e’ traccia di un piano industriale, i rappresentanti dei cittadini eletti in Parlamento continuano ad essere tenuti all’oscuro sugli sviluppi della vicenda, cosi’ come i lavoratori che non vengono convocati dai Ministri competenti, Di Maio e Toninelli, e sono abbandonati al loro destino”, aggiunge Misiani. “Oggi apprendiamo dalla stampa della novita’ di un pressing di Di Maio per un eventuale ingresso nel perimetro aziendale di Alitalia di una societa’ del gruppo Toto, proprietario della societa’ concessionaria dell’Autostrada dei Parchi contro la quale si era scagliato nei mesi scorsi il Ministro Toninelli. Non c’e’ altro tempo da perdere: il Governo venga subito in Parlamento a riferire sullo stato della trattativa e renda noto il piano industriale. Allo stesso tempo si convochino i sindacati al Ministero per condividere i prossimi passaggi che, allo stato attuale, lasciano presagire un futuro amaro per migliaia di lavoratori dell’azienda e dell’indotto”, conclude il senatore. (AGI)Mol 261602 APR 19

il gruppo Toto permane (ore 18:10) non, si badi bene, nel silenzio ma nel non voler commentare:

Alitalia: Toto pronto ad entrare? ‘No comment’ = (AGI) – Roma, 26 apr. – Il cavaliere bianco di Alitalia potrebbe essere Riccardo Toto, figlio di Carlo, in passato a capo della compagnia aerea Air One. Interpellato sulla questione, la risposta e’ stata un ‘no comment’. Secondo ‘Repubblica’ l’operazione sarebbe alle battute finali e si tratterebbe di un ritorno per i Toti in Alitalia dopo la cordata messa in piedi nel 2008 dall’allora premier Silvio Berlusconi per salvare la compagnia. Allora Air One fu assorbita dentro la nuova Alitalia. Secondo il quotidiano, Toto sarebbe pronto a investire circa 250 milioni nella newco il cui azionariato sarebbe composto da Fs al 30%, dal ministero dell’Economia al 15% (convertendo in azioni gli interessi maturati sul prestito di 900 milioni) e da Delta con un altro 15%. Il restante 40% dovrebbe andare a Toto e ad altri investitori. Se ci sara’ un’offerta da parte di Toto dovra’ essere formalizzata entro la scadenza di martedi’, termine fissato dai commissari straordinari di Alitalia per la formalizzazione di un’offerta da parte delle Fs. Intanto oggi la commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, ha espresso dubbi sulla scelta del governo italiano di abolire la scadenza al prestito pubblico da 900 milioni concesso ad Alitalia. “Non abbiamo ancora terminato di analizzare il prestito”, spiega. “Questa non influenzera’ l’analisi se si tratta di aiuto di Stato o meno. Da questo punto di vista, la decisione ha un effetto neutrale. Se dovesse trattarsi di aiuto di Stato, ebbene questo sara’ stato piu’ lungo. Come detto, tuttavia, non abbiamo ancora terminato la nostra analisi”, aggiunge. (AGI)Gin 261811 APR 19

dove è proprio il no comment, che dà linfa ad ingravescenti ricostruzioni (ore 18:50):

PER ALITALIA SPUNTA L’IPOTESI TOTO OLTRE AD ATLANTIA PER ALITALIA SPUNTA L’IPOTESI TOTO OLTRE AD ATLANTIA di NINO SUNSERI MILANO (ITALPRESS) – Un Toto-bis nel futuro di Alitalia? L’ipotesi non e’ stata ne’ confermata ne’ smentita dagli ambienti della holding che fa capo alla famiglia abruzzese. Tutto nasce da un’indiscrezione pubblicata da la Repubblica, secondo cui il gruppo Toto potrebbe essere coinvolto nel nuovo piano di salvataggio di Alitalia acquisendo una quota del 30% a fronte di un investimento vicino ai 300 milioni. Per la famiglia Toto questa operazione sarebbe un ritorno alle origini. Il fondatore, Carlo Toto in passato era stata azionista della compagnia aerea Air One che per prima aveva rotto il monopolio di Alitalia. Dieci anni fa, nell’ambito del piano Fenice preparato dall’ex amministratore delegato di Banca Intesa Corrado Passera, aveva fuso la Airone proprio con Alitalia. Riccardo, che nel frattempo ha preso il posto del padre alla guida dell’azienda, non ha piu’ voluto investire negli aerei preferendo le infrastrutture. Oggi e’ azionista al 60% dell’Autostrada dei Parchi. La trattativa con Toto sarebbe stata condotta personalmente dal vicepremier, Luigi Di Maio, per evitare diversi problemi che, in periodo pre-elettorale certo non avrebbero aiutato il M5s. (ITALPRESS) – (SEGUE). ns/ads/red 26-Apr-19 18:47 NNNN PER ALITALIA SPUNTA L’IPOTESI TOTO OLTRE AD ATLANTIA-2- PER ALITALIA SPUNTA L’IPOTESI TOTO OLTRE AD ATLANTIA-2- In particolare per impedire l’ingresso di Lufthansa, il cui piano prevede altri 3 mila esuberi, sia il coinvolgimento di Atlantia (societa’ della famiglia Benetton) che rappresenterebbe per i grillini una fonte di imbarazzo dopo gli scontri culminati nella procedura di revoca delle concessioni autostradali in seguito al crollo del ponte Morandi di Genova. L’idea di imbarcare la famiglia Toto nella nuova Alitalia ha colto di sorpresa molti dei protagonisti della partita e persino Delta Air Lines, il socio industriale chiamato a partecipare al rilancio dell’ex compagnia di bandiera. Se Di Maio riuscira’ a strappare un si’ alla famiglia Toto, il quadro del futuro assetto azionario della nuova Alitalia vedrebbe il ministero del Tesoro entrare con il 15%, le Ferrovie dello Stato con il 30%, l’americana Delta con il 15% e, appunto, la famiglia Toto con un investimento intorno ai 300 milioni il 30%. Peraltro Delta si sta facendo garante di una partecipazione di un altro soggetto industriale, i cinesi di China Eastern. Anche se da Pechino frenano. Comunque, a quanto si apprende, le Fs non avrebbero avuto, almeno per il momento, nessun contatto con Riccardo Toto e certo non sara’ facile riannodare i fili che dieci anni fa, al momento della fusione tra le due compagnie vennero violentemente strappati. (ITALPRESS) – (SEGUE). ns/ads/red 26-Apr-19 18:47

che parrebbe essere stato ribadito sin nel tardo pomeriggio (ore 18:50 e 19:35):

**ALITALIA: TOTO, NESSUN COMMENTO SU IPOTESI COINVOLGIMENTO** = Roma, 26 apr. (AdnKronos) – Bocche cucite dal gruppo Toto dopo le indiscrezioni riguardo ad un possibile coinvolgimento nel salvataggio di Alitalia. “Non facciamo commenti”, spiegano all’Adnkronos dal gruppo in merito all’ipotesi di un ingresso nel capitale di Alitalia, con una quota del 30%, di Riccardo Toto, il figlio dell’ex patron di Air One. (Eca/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 26-APR-19 18:51

**FLASH -ALITALIA: FONTI GOVERNO, SUL TAVOLO C’E’ ANCHE PROPOSTA TOTOFLASH** = (Eca-Ile/AdnKronos) ISSN 2465 – 1222 26-APR-19 19:35

sino a quando interviene un repentino cambio di orientamento, a cena (ore 20:30):

TOP Alitalia, Toto: Nessun incontro con Di Maio, no offerta entro martedì Roma, 26 apr. (LaPresse) – “Il gruppo Toto smentisce categoricamente quanto riportato da alcune agenzie stampa su un incontro tra il vice premier Luigi Di Maio e Riccardo Toto avvenuto a Taranto”. E’ quanto spiega la holding. “Il gruppo inoltre desidera rendere noto che – al contrario di come riportato – tramite società Renexia non sta preparando nessuna offerta di acquisto per Alitalia da presentare entro martedì”, si aggiunge.

e finalmente si arriva a smentire quanto avrebbe dovuto essere disinnescato dodici ore prima (ma doveva esserlo?), se effettivamente destituito di fondamento. Se.

Questa giornata di ordinaria follia, che deve ritenersi un baco comunicativo – che ha dato la stura alle più elaborate versioni: basti dire che il Gruppo deve persino smentire le voci di «un incontro tra il vice premier Luigi Di Maio e Riccardo Toto avvenuto a Taranto» (ore 21:00) – con la apposizione di una finale pezza a colori, ostenta e cela molti messaggi.

Il primo, il più importante a nostro avviso, che già ci eravamo spinti ad ipotizzare nel recente passato, in relazione alla problematica delle autostrade abruzzesi, è quello che tra Toto e il Movimento cinque stelle sia nato, e resti corrente, anche alla luce di questo black friday, una certa simpatia, che ha portato progressivamente quel movimento politico a smussare i toni verso TOTOholding: fenomeno piuttosto chiaro, ove si considerino le parole e i silenzi dei grillini / dai palazzi romani alle balze abruzzesi / sulla sicurezza dei viadotti A24 e A25, sino alla blanda reazione alla ‘minaccia’, dal concessionario espressa in maniera irruente (anche qui: comunicazione troppo forte, se è lecito), di chiusura, a maggio, del tunnel autostradale del Gran Sasso per le note vicende di tutela dell’acquifero, onde non reiterare un possibile reato (ma sarà mai possibile?).

Per seguire, per chi si appassioni a ciò, saltata Alitalia, l’evoluzione di questo rapporto – che, ove chiaro, trasparente, e osteso alla cittadinanza nei suoi contorni, potremmo ritenere persino utile, se non proficuo per la collettività; ma che resta, ad oggi, avvolto nelle spire della nebbia più fitta dell’inconoscibilità – sarà interessante osservare come si determineranno i grillini in rapporto alla quasi generale richiesta di commissariamento per procedere alla messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso (la relativa richiesta è stata adottata e formalizzata il 29 aprile scorso, dalla giunta regionale abruzzese; e a noi pare un mezzo dilatorio per continuare a perseverare nel vecchio andazzo; al quale non ci sembrano estranee alcune istanze di quel quadrante romano di cui sopra). In quest’ottica, la contrarietà espressa dall’unico esponente abruzzese al governo, Gianluca Vacca, potrebbe in apparenza deporre in senso contrario alla nostra ipotesi di un intervenuto appattamento tra l’entità Toto e i grillini ma crediamo che non si debba considerare il Movimento cinque stelle alla stregua di un monolite, e che alla fine avranno ragione, in seno a questo, gli esponenti della corrente delle cene, piuttosto forte anche tra chi dichiara di rappresentare il nuovo; e magari urlava, più delle ‘Iene’ dal barbiere, contro il compare di Luciano D’Alfonso. Erano altri tempi.

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