Lanciavicchio – In scena “Il Principe” e “Viaggio nelle stanze del tempo”

Il Principe

Dedicato all’amico e poeta Romolo Liberale

Lo spettacolo va in scena il 9 agosto alle 21 a Capistrello, mentre l’11 di agosto, sempre alle 21, si replica ad Ortona dei Marsi.

“Storie di un lago che non c’è più e di eterne prepotenze. Uno spettacolo che attraversa due secoli: dal prosciugamento del Lago Fucino, all’avvicendarsi della dinastia Torlonia nel latifondo, il terremoto, le guerre mondiali e le lotte contadine degli anni ’50. Quadri di memoria che richiamano mitologia e leggende di un lago scomparso, dove non succede mai niente, ma quando succede”.

Lo spettacolo è stato realizzato nell’ambito dell’ultima fase del Progetto MEMORIA, un’ area di ricerca, inchiesta e sperimentazione che il Teatro Lanciavicchio ha elaborato a partire dal 2001 sui temi della storia collettiva e del patrimonio culturale immateriale del territorio abruzzese.

drammaturgia di Stefania Evandro e Antonio Silvagni

con Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Stefania Evandro, musiche originali di Giuseppe Morgante, realizzazione scene e oggetti Ivan Medici, luci e audio Davide Fedele, costumi Scenotecnica Lanciavicchio, organizzazione Elisabetta Andreetti, Maurizio Sacchetto, foto di scena Alessandra Sabatini, Regia Antonio Silvagni

Note di regia

La memoria del nostro computer si può formattare, ripulire, cancellare.
Eppure quello che è stato, quello che ha visto, quello che ha vissuto, lascia delle tracce.
Anche la nostra memoria di donne e uomini contiene anche a nostra insaputa immagini, accadimenti, luoghi, che si sedimentano in qualche angolo e magari riemergono inaspettatamente sorprendendoci.

La memoria collettiva di un territorio può invece subire delle amnesie che determinano una cesura completa con il proprio passato, le proprie radici e che diventano con il passare del tempo rimozioni definitive. La Marsica: in una terra che come nessun’altra ha subito cambiamenti radicali negli ultimi 150 anni: il prosciugamento del lago Fucino, il terremoto del 1915, la guerra e le lotte contadine degli anni ’50, eventi che hanno portato all’attuale assetto del nostro territorio.

Eppure di tutto questo non c’è traccia visibile…

A 100 anni dal terremoto della Marsica, a meno di 60 anni dalle lotte contadine, in un territorio dove per dirla con Silone “non succede mai niente”, poco o nulla è rimasto nella memoria collettiva, la piazza degli eventi in poco tempo è stata completamente ripulita, risciacquata, candeggiata e ammorbidita, tanto da non lasciare trapelare niente del suo passato.

Tanto sangue, tante urla, tante imprecazioni, tanta gioia, tanta lotta, tanta passione non hanno lasciato tracce. Ci è stato regalato un passato bucolico, fatto di incomprensibili sofferenze e romantici rapporti: un passato ripulito dai sentimenti.

E nel tempo che il nostro spettacolo offre, lo spazio asettico della memoria edulcorata viene profanato non per ricordare, ma per chiedere… perchè?

Una terra dove non succede mai niente, ma quando succede… è… esagerato. Attraverso lo spettacolo ‘Il Principe’ il Teatro Lanciavicchio cerca di dare il suo contributo per la creazione di uno spazio destinato alla memoria di quello che fummo non per ‘amarcord tardofolkoristici’, ma per determinare una base storica e culturale che ci conduca verso un ‘oggi possibile’

Viaggio nelle stanze del tempo

Attraversando storia e memoria del prosciugamento del Lago Fucino

Lo spettacolo si terrà il 2 agosto alle ore 21 a Collarmele e poi ancora il 4 agosto, sempre alle 21, a Montone (Teramo).

con Cristina Cartone, Matteo Cutillo, Raffaele Degni, Tommaso di Giorgio, Stefania Evandro, Giuseppe Morgante, Paola Munzi, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio Giacomo Vallozza. Agli allestimenti tecnici Chiara Curci, Maurizio di Pasquale, Davide Fedele, Scenografie Valerio Babbo. Drammaturgia Stefania Evandro. Regia Antonio Silvagni e Stefania Evandro

Storie e memorie del prosciugamento del Lago Fucino: una delle maggiori opere di ingegneria idraulica mai realizzate in Italia viene raccontata dalle mille voci che intorno al lago vissero o lavorarono, lo venerarono come fluido dio o lo prosciugarono fino all’ultima goccia.

Un gran cerimoniere e una governante accolgono il pubblico e lo preparano al viaggio attraverso i corridoi e le stanze del palazzo; a piccoli gruppi gli spettatori attraversano spazi e insieme memorie, scandite da tempi diversi e complementari. Alle storie del lago e degli dei che lo abitavano, si alternano quelle del ‘grande seccatore’ Torlonia e della sua famiglia, e le ambizioni dell’imperatore Claudio con la più grande naumachia di tutti i tempi, realizzata nel 52 d.C.con 100 navi e 19.000 schiavi.

Ma i traghettatori del viaggio nelle stanze del tempo, quelli che nelle stanze hanno voce per raccontare, non sono né gli imperatori e nemmeno i principi che vollero e diressero i lavori, ma sono figure tra il reale e l’immaginario, rappresentanti di umanità vasta e divinità minori; sono coloro che l’opera l’hanno realizzata eppure subita, che hanno toccato con le loro mani l’acqua e poi la terra, ma nessuna delle due gli è mai appartenuta.

Operai scavatori, semidei scivolati via dal mondo insieme alle acque del lago, camerieri e maggiordomi di casa Torlonia, custodi del fuoco, voci, immagini e personaggi di un lago che non c’è più, che si muovono tra le mura di un’antica residenza, come eco profonda di un tempo remoto ancora presente.

Una memoria collettiva scandita da un tempo frammentato e rimodulato, ogni volta diverso ad ogni passaggio di stanza e di luogo; un viaggio quindi che restituisce l’immagine di un Abruzzo arcaico eppure al centro di profondi processi di innovazione, un Abruzzo comunque sempre distante dalla percezione emotiva dei più, eppure in grado trasformarsi e rinnovarsi nella sua stessa natura.

info@lanciavicchio.it 3342578164 Teatro Lanciavicchio 3287158875 www.lanciavicchio.it 

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