La squadra della Marsica – La politica è il messaggio (ovvero: la triste fine del pallone)

squadra-unica-della-marsica.jpgCi avviciniamo, e a grandi passi, ad un evento che probabilmente non susciterà la curiosità degli studiosi di McLuhan nelle università americane né la più modesta minima rimostranza degli assuntori quotidiani delle cronache locali (ormai, evidentemente assuefatti), ma che pure riteniamo meriti di essere evidenziato: le colonne de “Il Centro” stanno per ospitare – a dircelo è lo stesso motore di ricerca del sito del glorioso quotidiano abruzzese – il cinquantesimo articolo vertente sulla autoproclamata sedicente “squadra unica della Marsica”, ovvero sul futuribile sodalizio che dovrebbe rianimare le sorti magnifiche e progressive del pallone nella nostra Provincia, sino ad aprirgli il campo verso obiettivi impensabili (ed oggettivamente irraggiungibili).
Cinquantesimo articolo da quando, nel settembre scorso – appena il tempo di riprendersi dalla terribile dipartita della “Pescina Valle del Giovenco srl” dal panorama del calcio professionistico, sotto il peso di un’ignominia ancora avvolta nelle spire dell’inconoscibile – l’idea di un rassemblement di municipi per dotarsi di un superteam è stata lanciata dal senatore Piccone, e ripresa da sodali e cortigiani con i consueti toni dei corifei. Conti alla mano, ciò significa che in sei mesi sei, per sei mesi sei, se il concetto di media ha ancora un senso, il quotidiano ha ospitato un pezzo sulla vicenda ogni tre-quattro giorni, non disdegnando di consacrargli molto spazio nella pagina avezzanese.
Guerrilla advertising? Marketing estremo? Quali sono i fatti che, passata l’acqua di questo fiume di parole, possono essere macinati da un’analisi passabile, se non seria, oggi? Ben pochi. Alcune cene bipartisan, proclami a metà tra la geopolitica paesana e la sagra dello scamorzone, il preteso interessamento di non meglio specificati imprenditori (eccezion fatta per tre di questi, sempre indicati), una spessa cortina fumogena sprigionata (e che ha finito per avvolgere fatti incommensurabilmente più gravi: dalla crisi della sanità ai rifiuti), un bizzarro sondaggio sui colori sociali e sullo stemma (lanciato dallo stesso quotidiano).
Il ritornello pare vecchio, e zufolandolo si rischia di ritrovarsi a fischiettare la stessa musica che non molto tempo fa, con lo stesso accanimento, ci è stata propinata per l’unione dei comuni di Avezzano e Celano. Musica ad un certo punto cessata, senza che nessuno degli attori spiegasse nulla (la musica è finita, gli amici se ne vanno… e il lettore beota rimane…).
A noi pare che in almeno metà di questi articoli pallonari, senza la pretesa di voler insegnare niente a nessuno, delle clamorose non-notizie siano state impanate ripassandole in una farina di banalità. Semplicemente, la notizia non c’è. E non è esattamente un caso se lo scoop secondo il quale “la squadra unica della Marsica gioca d’attacco per arrivare alla sua costituzione entro aprile” arrivi solo al quarantasettesimo articolo, ovvero quello di oggi. Uno, due, tre, quattro… va bene… quarantacinque articoli proprio no….
“La delibera che i Comuni dovranno approvare entro quindici giorni per aderire ufficialmente all’iniziativa” è stata stesa dal consigliere regionale Giovanni D’Amico (cose più importanti da fare non ce n’erano, eh?), figura politica di sinistra che unitamente a quella del sodale di schieramento Gianfrancone Tedeschi (già esperto di squadre, avendo partecipato, ai tempi, alle riunioni angeloniane che portarono alla trasformazione della “Asd Pescina” in “Valle del Giovenco” [anno 2005]), è iscritta a pieno titolo a questo movimento, del quale pare detenere la golden share il senatore Piccone: ma l’inciucio tra la sinistra (subalterna) e la destra non è certo una novità di oggi… e come tale non costituisce di certo un fatto nuovo… da pubblicare sul giornale….
In attesa di poter leggere cotanta bozza di delibera, ci si chiede cosa c’entrino i municipi, che hanno già tanti guai per conto loro, senza che intervenga il pallone a produrgliene altri… E come potranno, i comuni, destinare delle risorse ad una squadra marsicana, magari in aggiunta a quella del loro campanile… Senza considerare che un’iniziativa del genere dovrebbe trovare la vera sponda – come tutte le squadre professionistiche – in dei cosiddetti “mecenati” (che non paiono all’orizzonte). In effetti, considerare l’opzione dell’azionariato popolare (manco fossimo a Barcellona), in una zona depressa e poco popolata come la nostra, pare fantascienza. Senza considerare che sinora i pochi tifosi ancora esistenti nella Marsica hanno manifestato – ad onta delle migliaia di partecipazioni al referendum per scegliere i colori sociali della squadra – una netta contrarietà al progetto di squadra unica. Persino gli ambienti vicini agli autonomisti della Provincia dei Marsi, pure vellicati dall’adozione, per il progetto, del logo del non meno futuribile Ente territoriale, hanno storto il naso.
Ciò nonostante, barra a dritta. L’unica cosa certa – unico fatto di reale interesse – è quella che ad essere interessato al progetto sarà il titolo sportivo dell’Olimpia Celano, brand che l’attuale proprietario (la famiglia di un certo senatore) pare avere una fretta dannata di appettare a qualcun altro, a qualsiasi prezzo.
La VdG, questo è ovvio, non ha insegnato nulla.
Il Martello del Fucino

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