La brama edificatoria in nome della VdG: Pal(l)a e piccone

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Il sodalizio calcistico che va disputando, con ottimi esiti sportivi, il campionato di serie C2 ad Avezzano, ha sempre avuto a cuore l’impiantistica sportiva (interesse, sia chiaro, più che giustificato in chiunque assuma di fare calcio seriamente). Di tale preoccupazione si rinviene traccia già nel 2005, quando a Pescina sono in corso i lavori per la realizzazione del manto erboso al locale impianto.

Per quanto la richiesta suoni piuttosto intempestiva, la dirigenza dell’allora Asd Valle del Giovenco reclama insistentemente la celere riconsegna del campo fontamarese, minacciando, in caso contrario, di realizzarne uno in erba ad Aielli. In una riunione del novembre 2005 con i tifosi gialloverdi, a Pescina, Vincenzo Berardino Angeloni, a nome del club, annunzia che in ogni caso ad Aielli si realizzerà una «cittadella dello sport per gli allenamenti». E’ forse da leggersi in quest’ottica la voce inserita nel programma delle opere pubbliche dal comune di Aielli per il 2006, ovvero «adeguamento del complesso sportivo», confidando (vanamente) in 500mila euro di capitale privato. In tale frangente chiediamo lumi al sindaco di Aielli, che dovrebbe essere al settimo cielo. Non ci risponde.
Nel febbraio 2007 arriva finalmente a Pescina, al cospetto del pubblico, l’avvocato Giovanni Lombardi Stronati, patron della strabiliante squadra di calcio di Pescina. Le sue prime parole sono sullo stato del terreno di Gioia, presso il quale ha appena assistito ad una partita di ragazzi: «è un campo di patate», sentenzia (ed il sindaco, lì presente, incassa e porta a casa). Nella stessa riunione si discute, con amministratori del comprensorio e cittadini, dell’adeguamento dell’Alfredo Barbati di Pescina. Tre mesi dopo, vinto il campionato di serie D, al munifico sodalizio il municipio di Pescina chiede la miseria di (circa) 250mila euro di compartecipazione ai lavori per la realizzazione delle opere necessarie a far disputare la serie C a Fontamara. Vanamente.
Registriamo, contemporaneamente, ma qui la società non ha responsabilità alcuna, voci su pretesi massicci acquisti di terreni da parte di persone vicine alla squadra, nei paraggi del Barbati, finalizzati al disegno della realizzazione di un mega impianto sportivo a Pescina Nuova. Ma alla fine il sodalizio emigra e approda ad Avezzano. Due mesi or sono, Angeloni annunzia al Corriere dello Sport-Stadio di aver già presentato, al comune di Avezzano, «un progetto […] per la creazione di una cittadella dello sport». Di nuovo? Chiediamo delucidazioni, con una urbanissima lettera, al sindaco di Avezzano, che dovrebbe trovarsi al quattordicesimo cielo. Ma anche l’ottimo Floris non ci risponde. Potremmo finirla qui se non fosse che, ci è tornato alla mente, la scorsa primavera, mentre i tifosi si accapigliavano (metaforicamente) per la squadra, ci è capitato di imbatterci nell’acronimo VdG fuori del mondo del calcio. La «VDG REM s.r.l.», ci disse la Camera di commercio, era una società appena costituita con l’oggetto sociale piuttosto ampio: compravendita e gestione di immobili, assunzione di appalti per l’esecuzione di opere edili, studi di fattibilità e reperimento di aree per la realizzazione di edifici industriali e centri commerciali, ecc.
Soci erano, ci pare di ricordare: Giovanni Lombardi Stronati (600mila euro), Roberto Pignocchi (700mila euro), Vincenzo Berardino Angeloni (700mila euro). Non che c’entri qualcosa, per carità…
Il Martello del Fucino
foglio volante di Fontamara

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