JACOPO SIPARI TRIONFA IN BULGARIA CON LA TRAVIATA DI VERDI CHIUDENDO IL FESTIVAL OPEN OPERA

JACOPO SIPARI - LA TRAVIATA

COMUNICATO STAMPA

Plovdiv. Jacopo Sipari fa volare l’Abruzzo con la sua musica: invitato a chiudere eccezionalmente  uno dei Festival più prestigiosi d’Europa con la Traviata di Giuseppe Verdi dopo averlo aperto con l’Opera che la reso famoso, una delle più difficili e intense opere di Giacomo Puccini, Madama Butterfly, il giovane direttore abruzzese incanta le migliaia di persone presenti con una esecuzione straordinaria del capolavoro di Verdi.

Il giovane direttore  guida la straordinaria Evgenia Ralcheva, una delle più grandi interpreti del ruolo di Bulgaria, in una evoluzione drammatica dalla gioia più grande al dolore più atroce. Eccezionali le scenografie e i costumi del Teatro Nazionale dell’Opera di Plovdiv che rendono il Teatro Romano, tra i più belli d’Europa, straordinariamente magico.

Conservato perfettamente, fu eretto a tra il 114 e il 117 nell’allora Filippopoli, sotto Traiano, come risulta da un’iscrizione ivi scoperta. La cavea allo stato originale era in grado di accogliere dai 5.000 sino a 7.000 spettatori. Settori diversi del teatro erano riservati ai distretti in cui era divisa la città. Attualmente della cavea si sono conservate quattordici gradinate, che insieme ai resti della scena e del proscenio testimoniano ancora la ricchezza decorativa dell’edificio.

“Dirigere Traviata ha sempre il suo fascino. Un’opera magnifica, con questa forte alternanza di colori ed emozioni che trascinano lo spettatore in una spirale intensa ricca di umani sentimenti e divini desideri. Sono entusiasta di aver avuto il privilegio di dirigere di nuovo in questo luogo incredibile, coadiuvato da un cast eccellente e da un Coro e Orchestra davvero notevoli”.

Straordinaria anche la regia con una Nina Naydenova che organizza tutta l’opera su due piani dimensionali diversi: la malattia crescente di Violetta sempre in primo piano e il sogno – ricordo di quanto da Lei vissuto nei lunghi periodi precedenti della sua vita. Una visione interessante che costruisce tutto su un forte e continuo contrasto di emozioni, di bianchi e neri, crescenti ed entusiasmanti.

La traviata è un’opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo. Viene considerata parte di una cosiddetta “trilogia popolare” di Verdi, assieme a Il trovatore e a Rigoletto. Fu in parte composta nella villa degli editori Ricordi a Cadenabbia, sul lago di Como. La prima rappresentazione avvenne al Teatro La Fenice il 6 marzo 1853 ma, a causa forse di interpreti carenti e – probabilmente – per il soggetto allora considerato scabroso, non si rivelò il successo che il suo autore si attendeva; fu ripresa il 6 maggio dell’anno successivo a Venezia al Teatro San Benedetto in una versione rielaborata e con interpreti più validi, come Maria Spezia Aldighieri e finalmente, diretta dal compositore, riscosse il meritato successo. A causa della critica alla società borghese, l’opera, nei teatri di Firenze, Bologna, Parma (10 gennaio 1855 nel Teatro Regio di Parma come Violetta), Napoli e Roma, fu rimaneggiata dalla censura e messa in scena con alcuni pezzi totalmente stravolti. Sempre per sfuggire alla censura, l’opera dovette essere spostata come ambientazione cronologica dal XIX al XVIII secolo. Secondo i dati pubblicati da Operabase nel 2013 è l’opera più rappresentata al mondo nelle ultime cinque stagioni, con 629 recite.

 

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