Inizio della fine della “Celano connection”?

Le notizie che arrivano da Celano in questi giorni, e che saranno destinante a intensificarsi nelle prossime settimane, fanno pensare all’inizio della fine di un’epoca.

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Il Picconismo – o la cosidetta Celano connection che per anni ha dilagato inarrestabile prima nella Marsica e poi in tutto l’Abruzzo, che ha attraversato apparentemente senza conseguenze polemiche, intercettazioni e inchieste –  finirà per essere bloccato proprio a Celano, la roccaforte che lo ha visto nascere e crescere? Staremo a vedere.

Intanto, anche noi siamo contenti che il senatore Filippo Piccone, sindaco di Celano, è stato dimesso questa mattina dall’ospedale di Avezzano dove era stato ricoverato per accertamenti sabato scorso, in seguito a un malore accusato durante una sospensione del consiglio comunale. Ma dopo questa buona notizia, per dovere di cronaca, passiamo al resto.

Questa mattina il gruppo di opposizione Unitinsieme per Celano ha presentato una diffida in merito all’approvazione del bilancio 2012. Ricordiamo che la questione era stata sollevata da Elio Morgante (ex vicesindaco di Piccone), che proprio sabato in apertura di consiglio comunale aveva presentato due questioni pregiudiziali, di cui la prima proprio sulla legittimità del documento di bilancio. Morgante rendeva noto che non esisteva nessun documento di nomina del dirigente del settore finanziario e amministrativo e dell’ex dirigente del settore tecnico del comune (poi trasferito in provincia dopo la vittoria di Del Corvo).

La seconda questione pregiudiziale – più spinosa e ancora non esplosa in tutta la sua forza dirompente – verteva sull’erogazione da parte del comune di decine di migliaia di euro alla locale squadra di calcio e chiedeva lumi al segretario comunale sull’opportunità per soci e parenti di soci della squadra a votare il bilancio comunale in quanto consiglieri.

Proprio la discussione sviluppatasi a seguito delle due eccezioni di Morgante, è forse alla base del maldestro tentativo di impedire la diffusione della notizia attraverso l’intimazione alla nostra testata a non diffondere il video dei lavori del consiglio. Video che documentava proprio questa discussione da cui emergevano elementi interessanti che si è tentato di nascondere all’opinione pubblica. E che è sempre a disposizione degli inquirenti.

A rimettere la palla al centro ci pensa oggi l’opposizione con la presentazione di questa diffida, indirizzata a Presidente del consiglio, sindaco, consiglieri e segretario generale di Celano, oltre che alla Corte dei conti e alla Procura della repubblica.
Nel documento si trattano questioni che solo all’apparenza sembrano di lana caprina. I consiglieri contestano che per la dirigente del settore finanziario e amministrativo del comune, che ha redatto il bilancio comunale, non esiste nessun documento di nomina. La notizia, se confermata, può produrre effetti devastanti sulla giunta Piccone: la dirigente in questione avrebbe redatto e firmato atti e documenti, anche delicati, a partire dal 31 marzo 2010, senza averne titolo e con il rischio di dover annullare per illegittimità due anni di attività amministrativa. Nel consiglio sospeso sabato scorso, è un consigliere di maggioranza, Ezio Ciciotti, a paventare questo rischio: “Sindaco io sono preoccupato, se fosse vero molti atti non sarebbero legittimi”, ha dichiarato sconcertato poco prima del malore di Piccone (come documentato nel nostro video).

Ma nella diffida si va anche oltre. Dalle verifiche presso l’ufficio protocollo fatte subito dopo la sospensione dell’ultimo consiglio comunale emergerebbe, secondo i consiglieri d’opposizione, che gli allegati all’atto di nomina sarebbero inidonei e che il numero di protocollo sarebbe falsificato (confronto allegato 1 e allegato 2).

Resta ancora in sospeso la seconda questione pregiudiziale posta dall’ex sindaco Morgante, quella relativa ai contributi comunali alla squadra di calcio che, come noto, fa capo alla famiglia Piccone e con cui hanno rapporti, a vario titolo, consiglieri di maggioranza o loro parenti. Un aspetto, questo, che decimerebbe i membri della maggioranza per incompatibilità e conflitto d’interessi, rendendo così impossibile l’approvazione del bilancio finanziario. Negli ultimi anni sarebbero finiti, dalle casse del comune di Celano alla squadra di calcio riconducibile alla famiglia Piccone, quasi mezzo milione di euro

C’è attesa anche per la riconvocazione del consiglio comunale, lo stesso prima sospeso e poi rinviato sabato scorso. Facile prevedere che altri nodi spinosi per il sindaco Piccone verranno al pettine durante la discussione sul bilancio comunale, discussione che sabato non è stata nemmeno iniziata a causa del malore di Filippo Piccone.

Il nodo più insidioso sarà sicuramente una vicenda già accennata in passato dalla nostra testata e di cui ci occuperemo nei dettagli nel nuovo Dossier di Libera (“Mafie a Km zero“) ora in preparazione. E’ la misteriosa vicenda dei Moduli abitativi provvisori (Map). Nel 2009, proprio a Celano, ne dovevano essere costruiti tra i 150 e i 200 (nonostante il comune fosse fuori dal cratere sismico). La protezione civile fece arrivare alle casse comunali oltre 2 milioni di euro per le opere di urbanizzazione, ma i Map non furono realizzati e nemmeno le opere di urbanizzazione.  Gran parte di quei soldi per l’emergenza terremoto si sono poi persi nei meandri e nelle pieghe del bilancio comunale. Proprio quello contestato in questi giorni.

Angelo Venti

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