Impianto Biometano energy: Regione sospende procedimento. Esposto in Procura

Battuta d'arresto in Regione per l'approvazione del Progetto per realizzare a Collarmele un impianto di produzione di biometano alimentato con 113mila tonnellate di scarti agricoli e zootecnici. Lo scontro si sposta dentro l'Opoa Marsia: esposto in Procura per i contratti di fornitura.

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di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

In attesa di tutti i chiarimenti del caso, il procedimento di Autorizzazione Unica in questione si intende sospeso. A disposizione per ogni chiarimento, Distinti saluti”. Firmato dr.ssa Iris Flacco, Responsabile del procedimento.

E’ questa la conclusione della lettera, datata 23 ottobre, inviata al Legale rappresentante del consorzio di agricoltori Opoa Marsia srl, alla Biometano energy srl società proponente il progetto per la realizzazione a Collarmele di un impianto di produzione di biometano e – per conoscenza – al direttore di Confagricoltura L’Aquila e vicepresidente dell’Opoa Marsia, dott. Stefano Fabrizi.

Nella lettera i responsabili del Servizio Politica Energetica, Qualità dell’Aria, SINA e Risorse Estrattive del Territorio della Regione Abruzzo si rivolgono al Legale rappresentante di Opoa Marsia e gli chiedono:

“…di fornirci puntuali chiarimenti e contezza del contratto preliminare per la fornitura di sottoprodotti agricoli nonché del contratto preliminare per la fornitura di digestato entro e non oltre 10 giorni dalla ricezione della presente”.

Una lettera molto interessante

Nella missiva, in premessa l’Ufficio regionale elenca velocemente i passaggi preliminari: la Biometanoenergy srl consegna i contratti preliminari per la fornitura di sottoprodotti agricoli (datati 12 giugno 2018), e il contratto preliminare per la fornitura del digestato (datato 19 maggio 2018), sottoscritto dall’Opoa Marsia rappresentata dal presidente Luigi D’Apice.

Poi si rende noto che il 9 ottobre scorso hanno ricevuto una Nota di richiesta di accesso agli atti dei suddetti contratti da Stefano Fabrizi, in qualità di Direttore di Confagricoltura L’Aquila e Vicepresidente di Opoa Marsia. Nella nota Fabrizi fa presente all’Ufficio regionale:

di aver fatto un’attenta ricerca presso gli uffici di OPOA Marsia Soc. Coop. Agr. Srl e non avendo trovato nessuno dei contratti richiamati […] ne ha fatto richiesta al Presidente e all’Amministratore Delegato. Quest’ultimo ha riferito di non essere a conoscenza di questi contratti […]. Lo stesso Presidente D’Apice ha assicurato di non aver firmato altri contratti di fornitura di sottoprodotti con la Biometano Energy srl, né contratti per la messa a disposizione di 2000 ettari di terreno su cui distribuire il digestato prodotto” al di fuori “di soli due contratti per la fornitura di digestato”.

Ma nella missiva della Regione si citano anche altre due interessanti comunicazioni ricevute dall’Ufficio. La prima è una mail ricevuta l’11 ottobre dalla Dirigente del servizio Iris Flacco, da parte del Responsabile amministrativo di Orto.Be.Mar.S.S. Si legge nella mail:

Io faccio parte come più di 30 grandi aziende del fucino, di un ass. di produttori denominata OPOA MARSIA. Come tutti gli altri soci ci siamo accorti tramite giornali e dal sito della regione Abruzzo, come e’ riportato nelle tabelle allegate di far, parte di fornitori di scarti di questa centrale a biogas. Addirittura abbiamo trovato nel progetto che mettiamo a disposizione, oltre 2000 ha dei nostri terreni alla Bio metano Energy per smaltire il digestato, cosa che non interessa in nesun modo. Chiunque ha firmato quel preliminare non poteva farlo in quanto i terreni vengono coltivati dai singoli soci, ognuno decide per i suoi terreni”.

La seconda comunicazione, sempre dello stesso tenore, è del 17 ottobre. Si tratta di questa nota inviata all’Ufficio regionale  dal Legale rappresentante della Funtamara coop Ortolani del Fucino, associata all’OPOA Marsia e produttore di ortaggi vari per circa 100 ha di estensione globale:

la Funtamara non è mai stata informata in qualsiasi modo dell’ipotetica adesione al progetto per la realizzazione della suddetta centrale. Inoltre non è mai stato fatto, come giuridicamente disposto, né un verbale del CDA né un verbale di Assemblea che ponesse agli associati l’eventuale adesione, essendo la OPOA Marsia una società consortile.

Abbiamo saputo della questione solo tramite giornali e dal sito della regione Abruzzo. Abbiamo trovato evidenziato nella relazione dell’Ing. Santilli la ns disponibilità sia a fare conferimenti di scarti orticoli, sia a mettere a disposizione i ns terreni per smaltire l’eventuale digestato prodotto dalla Biometanoenergy.

Qualora i ns interessi venissero intaccati dall’eventuale realizzazione della centrale, sicuramente adiremo a tutte le vie legali in quanto dalla relazione dell’Ing. Santilli si evince un clamoroso falso con la denuncia di tutte le persone che hanno abusato sia del nome di Funtamara sia di aver dichiarato che la Funtamara ha messo a disposizione i propri scarti e soprattutto i propri terreni per lo smaltimento del digestato”.

Una curiosità

Nelle ultime due note gli estensori scrivono entrambi di aver appreso dai “giornali” la notizia che tra i firmatari dei contratti figurava anche l’Opoa Marsia. Si tratta di questo articolo di SITe.it del primo ottobre scorso, in cui pubblicavamo i nomi delle ditte che secondo la Biometano energy srl avrebbero dovuto fornirgli gli scarti agricoli e zootecnici e che si impegnavano a smaltire il digestato sui propri terreni per dieci anni: Biometano energy – Fornitori scarti per alimentare impianto denunciano: “non ne sapevamo nulla”. A rischio il progetto

Il nodo dei contratti: a rischio è il progetto

La lettera della Regione che chiede al Legale rappresentante di Opoa Marsia di fare chiarezza sui contratti è molto importante, ma non è un fulmine a ciel sereno. Quella dei contratti di fornitura è apparsa subito come una questione spinosa, il punto debole per l’approvazione del progetto della Biometano energy. E guardando le carte, è stato gioco facile anche prevedere che lo scontro decisivo si sarebbe spostato dentro la Opoa Marsia, con possibili risvolti giudiziari. Ne avevamo già parlato il 14 ottobre in questo nostro articolo: Biometano energy – Opoa Marsia: “Sussurri e grida” sui contratti di fornitura

Esposto in Procura

Che la questione Biometano energy rischiava di avere dei risvolti giudiziari lo avevamo già scritto. Il Responsabile amministrativo di Orto.Be.Mar.S.S., nella sua mail alla Flacco, pone in dubbio l’efficacia dei contratti, in particolare quelli sullo smaltimento del digestato, nella nota del rappresentante della cooperativa Funtamara, addirittura si parla esplicitamente di Clamorosi falsi e di Adire le vie legali.

Tanto tuonò che alla fine piovve. E’ di ieri la notizia che sulla questione Biometano energy un esposto indirizzato alla Procura dell’Aquila, alla Dirigente Iris Flacco e ai carabinieri è stato firmato dal Comitato insieme per la tutela della salute, ambiente e territorio, dai sindaci di Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi e anche da privati cittadini.

Nell’esposto, nel mirino dei firmatari ci sarebbe proprio la questione dei Contratti di fornitura degli scarti e i Contratti sullo smaltimento del digestato sui terreni agricoli, con l’invito finale alla Procura a fare le opportune verifiche e accertamenti.


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