GLIFOSATO, IL VELENO INVISIBILE – Reportage dall’Argentina del fotoreporter Marco D’Antonio

di Marco D’Antonio

Dopo la crisi del 2001, l’Argentina , paese di 2.780.403 km2, mette a disposizione la metà dei suoi terreni per un nuovo tipo di agricoltura: l’agricoltura transgenica. La soia, legume la cui epopea ha inizio in piena era Menem, presidente eletto per due mandati dal 1989 al 1999, ha iniziato a condizionare la vita degli agricoltori che, spinti da facilitazioni economiche per l’approvvigionamento di sementi e mezzi, hanno cambiato il modo di coltivare, costringendo cosi il paese al ricatto delle multinazionali. “L’Argentina si avvia cosi verso un nuovo modello fatto di monoculture transgeniche  tralasciando un modello agricolo  fatto di  biodiversità e di saperi“.

Svetta nella classifica delle multinazionali, ormai padrone del paese, l’azienda statunitense Monsanto. La Monsanto è una industria che ha costruito parte del suo successo aziendale sulla chimica oggi valorizzata grazie alle biotecnologie che vengono presentate come tecnologie rispettose dell’ambiente e capaci di lenire gli impatti negativi dei pesticidi. Diventata famosa per aver prodotto l’Agente Arancio, il defoliante tossico e cancerogeno usato nella guerra del Vietnam. Successivamente si è concentrata sul grande business biotecnologico per il quale ha sostenuto grandi investimenti finanziari che spiegano il perché  di questa multinazionale ha deciso di promuovere le colture transgeniche. Gli agricoltori argentini sono, così, stati spinti a triplicare la loro  produzione con l’introduzione  della soia ogm RR e  l’utilizzo di nuove macchine per la semina diretta che non prevede la lavorazione tradizionale dei terreni (aratura e fresatura) e che necessita di terreni secchi per nulla umidi, resi tali da irrorazioni continue di agenti chimici come il glifosato.

Quest’ultimo, è un diserbante non selettivo necessario per impedire la crescita di piante infestanti senza ledere quelle i cui semi, appositamente modificati geneticamente, sono invece resistenti all’erbicida. Semi e chimici sono generalmente venduti  insieme e creano un introito annuo molto consistente all’azienda statunitense, nonostante nel marzo 2015 l’OMS lo abbia dichiarato pericoloso per l’ambiente e potenzialmente cancerogeno per l’essere umano.

Grazie ai semi Monsanto e all’utilizzo del chimico Roundup, la produzione mondiale di soia oggi si aggira sui 50 milioni di tonnellate l’anno che fanno dell’Argentina uno dei principali produttori mondiali con ingenti fonti di guadagno per lo Stato. Negli anni, l’espansione del “businness” della soia , ha portato ad una notevole diminuzione di boschi e foreste: “intere aree del paese sono state disboscate per far largo ai campi con la conseguenza di un uso sempre maggiore di erbicidi“. Il loro utilizzo, infatti, aumenta ogni giorno di più per via della resistenza dei parassiti che per essere eliminati dai campi hanno bisogno di chimici sempre diversi e sempre più potenti come l’acido 2,4-diclorofenossiacetico, anche conosciuto come 2,4-D, e  l’acido 2,4,5-triclorofenossiacetico, acido carbossilico il cui nome comune è Agente Arancio.

Oltre ai gravi danni causati all’ambiente dall’utilizzo di queste sostanze, non sono da sottovalutare i gravi danni sociali. La soia, infatti, è completamente assente nelle abitudini alimentari degli argentini, è totalmente destinata alle esportazioni e alla produzione di mangimi e impoverisce le coltivazioni consumate dal popolo argentino che in alcune aree del paese è alla fame. Nell’affare della soia, inoltre, si sono buttati spregiudicati imprenditori in cerca di facili guadagni, quasi tutti stranieri o di Buenos Aires,  comprano a prezzi stracciati le terre dei piccoli contadini i quali, scacciati a volte con la forza, vanno a ingrossare il popolo dei disperati centri urbani e suburbani delle grandi città. In pochi anni le piccole e medie imprese agricole sono molto diminuite. Con l’introduzione della nuova industria agricola fatta con semina diretta e agrochimici, le coltivazioni non hanno più bisogno della manodopera di una volta, ma il peggiore dei danni è procurato alla salute umana e si riscontra nelle zone in cui sono più intense le coltivazioni ed è più massiccio l’uso di sostanze chimiche.

Nelle provincie di Cordoba, Entrerios, Missiones e Chacola stima delle morti per cancro tra il 2010 ed il 2013 raggiunge in alcuni casi il doppio rispetto ai dati della media nazionale“. Oggi in Argentina il cancro è la seconda causa di morte preceduta solo dai decessi per cardiopatie. Nella provicia di Entrerios la città più colpita è San Salvador, conosciuta anche come ” la ciudad del cancer” in cui, tra il 2013 ed il 2014 sono aumentati gli ettari coltivati a soia che raggiungono i 28.000 rispetto agli 8000 del riso di cui la città era la più grande produttrice nazionale. Questa situazione ha portato ad un incisivo aumento dell’utilizzo di sostanze chimiche per cui, come accusa la popolazione, si registrano ogni anno 50 nuovi casi di cancro e 16 di leucemia  su una popolazione di circa 16.000 abitanti. La maggior parte dei malati e defunti per cancro sono  concentrati nel “barrio centenario“. Il quartiere, costruito per  i 100 anni dalla nascita della città, sorge sui terreni in cui erano installati  gli angar da cui partivano gli aerei per fumigare le immense distese di soia e di mais ed in cui venivano sversati litri di prodotti chimici durante la pulizia degli stessi aerei. Il vento continuo e la prossimità della citta alle zone rurali – in cui tra  i campi vi sono anche delle scuole frequentate dai figli dei contadini che spesso vengono fumigate durante le lezioni intossicando gli studenti – rende l’aria irrespirabile durante le fumigazioni fatte con gli aerei, tanto da creare una fitta nebbia respirata da persone ed animali che provoca danni irreversibili alla salute. La popolazione denuncia che per via di strutture ospedaliere scadenti e alle pressioni continue fatte sui medici, le patologie non hanno una causa ben precisa anche se basta poco immaginare quale sia in realtà. Di fatto nelle analisi del sangue delle persone colpite da tumori sono presenti massicce tracce di glifosato, clorpirifos, atrazina, cipermetrina e 2,4-D.

L’unico a cui è stata accertata la malattia derivante dai prodotti chimici è Fabian Tomasi , 51 anni , di Basavilbaso, piccolo comune nella provicia di entre rios. Nel 2006 iniziò a lavorare in una impresa chiamata Molina & Cia , per la quale svolgeva il lavoro di carico dei chimici, di   la  pulizia degli aerei che fumigavano i campi e di banderilleros , cioè colui che indica a gli aerei la posizione dei campi da fumicare con una bandierina bianca e per questo   molto spesso veniva totalmente bagnato dai chimici . Un lavoro a stretto contatto con le sostanze chimiche per le quali morì di cancro anche il proprietario dell’azienda.

glifosatoFabian  è la voce che ha denunciato per primo la tossicità delle sostanze chimiche  e  le conseguenze dell’utilizzo di  cipermetrina e gramoxene, oggi proibite, endusolfan  e 2,4,D. Fabian, ignaro della pericolosità dei materiali e delle sostanze  con  cui era quotidianamente a contatto, oggi soffre di polineuropatia tossica acuta che ha intaccato il suo sistema nervoso centrale deformando il suo corpo e costringendolo all’infermità. Il cancro  non è la sola malattia ad affliggere le popolazioni rurali dell’Argentina.  Nella provincia di Misiones , lungo la ” ruta 14 ” dove si estendono le coltivazioni di tabacco, le percentuali di aborti o nascite  di bambini con mutazioni genetiche è altissima . Sono stati rivelati  molti casi di disabilità principalmente idrocefalo, acuti ritardi mentali e malattie della pelle .

Nella città di Oberà, nella casa Santa Teresita , vengono ospitati i bambini abbandonati con patologie legate all’utilizzo di agrochimici nei campi di tabacco ( principalmente il roundup ) le quali vanno dal ritardo mentale all’idrocefalo a problemi di mobilità . Gli ospiti della casa   sono  per lo più figli di contadini in prevalenza semi analfabeti  che non hanno le possibilità economiche per poter far fronte alle cure per i figli. In molti casi, questi bambini,  sono abbandonati a loro stessi , chiusi in casa per la vergogna  o lasciati morire nei primi giorni di vita. Il direttore della casa Hermano Ugo Ramon, appartenente alla congregazione del verbo divino, continua l’opera del suo predecessore Guillermo Hayes, occupandosi, insieme ai suoi volontari, di tutte le esigenze dei piccoli.

Oggi l’Argentina produce con la soia e il mais la base degli   alimenti per 400 milioni di persone. La soia si trova in una grande quantità di alimenti trasformati in quanto i suoi derivati sono di uso comune sotto forma di farina, olio e lecitina. La lecitina è un emulsionante di provenienza quasi esclusiva dalla soia mentre il mais una è usato  nell’industria alimentare per molteplici prodotti di consumo e come mangime animale . Non c’è paese immune alla tragedia degli agrochimici. Negli stati uniti  nel 2015 la Monsanto ha ricevuto molte querele  che coinvolgo anche i paese europei come ad esempio  la Francia. In Europa,  l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) smentisce i dati pubblicati dello IARC  che attribuiva al glifosato la tendenza ad essere cancerogeno ritenendolo invece “probabilmente non cancerogeno“. A novembre i paesi europei hanno autorizzato l’uso per altri 5 anni del glifosato con  i soli voti contrari di Italia e Francia. Ciò ha consentito di fatto  a paesi che  ne possono far uso,  di esportare a prezzi estremamente competitivi che vanno ad incidere sul settore produttivo nei paesi  dell’unione che invece hanno deciso di limitarne l’uso. A parlare di pericolosità del glifosato, in questi giorni sono anche i così detti “Monsanto papier” che accusano la Monsanto&co, di aver occultato i rischi per la salute umana. Gli avvocati contro Monsanto, stimano il numero totale di querelanti a circa 3.500. Il primo processo nel contenzioso Roundup è fissato per il 18 giugno 2018 nella Corte Superiore per la Contea di San Francisco.

Commenti su Facebook
Print Friendly, PDF & Email