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	<title>SITe.it</title>
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	<description>Giornale on line</description>
	<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 23:52:12 +0000</pubDate>
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		<title>Domanda n 3: Localizzazione insediamenti «Progetto C.A.S.E.»</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 21:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA["Il Martello"]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[AL SINDACO DI L&#8217;AQUILA
E AL COMMISSARIO DELEGATO GUIDO BERTOLASO

Qualcosa non torna&#8230;.
Nello scorso dicembre ci siamo - molto modestamente - permessi di rivolgere due domande all&#8217;attuale primo cittadino di L&#8217;Aquila relativamente al veloce iter che ha portato, nell&#8217;immediato post-sisma, alla individuazione dei siti dove sono poi sorte le famose «new towns» che, ormai possiamo dirlo, hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AL SINDACO DI L&#8217;AQUILA</strong></p>
<p><strong>E AL COMMISSARIO DELEGATO GUIDO BERTOLASO</strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/03/o-cialente.jpg" title="o-cialente.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/03/o-cialente.jpg" alt="o-cialente.jpg" /></a></p>
<p><strong>Qualcosa non torna&#8230;.</strong><br />
Nello scorso dicembre ci siamo - molto modestamente - permessi di rivolgere due domande all&#8217;attuale primo cittadino di L&#8217;Aquila relativamente al veloce iter che ha portato, nell&#8217;immediato post-sisma, alla individuazione dei siti dove sono poi sorte le famose «new towns» che, ormai possiamo dirlo, hanno trasfigurato, nel bene e nel male, l&#8217;aspetto del nostro capoluogo di Regione. Questo perché tale procedura - che certo costituirà l&#8217;oggetto, tra qualche anno, di tesi di laurea e convegni (si spera non di commissioni d&#8217;inchiesta) - non sarà, nel futuro, scevra da conseguenze ed implicazioni sulla auspicabile ripresa della Città. Tali domande sono rimaste senza risposta.</p>
<p>Come esposto nelle precedenti domande di cui sopra, la decisione sui siti spettava al Commissario Delegato, che ha  provveduto, con il decreto 11 maggio 2009 (n. 6), ad individuare le aree destinate alla «realizzazione dei moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi», procedendo contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità (a cascata: variante di PRG, ecc.). Come prescriveva il cosiddetto &#8220;decreto Abruzzo&#8221;, il decreto n. 6 di Bertolaso assicurava che in ordine a tale individuazione delle aree il Sindaco di L&#8217;Aquila fosse stato sentito, attraverso l&#8217;acquisizione di un suo parere (non vincolante ma pur sempre parere), datato 9 maggio 2009, del quale ci eravamo permessi chiedere la pubblicità.</p>
<p>Ciò perché in data immediatamente successiva al 9 maggio 2009, nella quale il sindaco Cialente si sarebbe espresso (diciamo meglio: si è espresso, non potendosi dubitare di una circostanza asseverata in un decreto) sulla idoneità delle aree prescelte dal Commissario Bertolaso, lo stesso Sindaco aveva rilasciato un&#8217;intervista con la quale aveva inteso ostentatamente rimarcare la propria totale estraneità al processo decisionale. L&#8217;intervista, apparsa il 15 maggio 2009, era così lanciata: «il sindaco dichiara ai microfoni di Abruzzo24ore di non aver ancora visto quali sono le aree individuate» (http://www.abruzzo24ore.tv/news.php?id=11126).<br />
Cosa ben strana. Il parere come lo ha espresso, allora?</p>
<p>Nella recente emissione de &#8220;La Storia siamo noi&#8221; dello scorso gennaio dedicata alla Protezione Civile italiana, a domanda di Giovanni Minoli sul tema della emergenza aquilana e l&#8217;opzione delle «new towns», il Commissario Bertolaso è tornato ad incuriosirci sull&#8217;argomento, testualmente dichiarando all&#8217;intervistatore:</p>
<p>&#8220;Noi abbiamo deciso di ricostruire, dove ce lo ha detto il Comune, ce lo hanno detto le Autorità locali&#8230;&#8221;.</p>
<p>Dunque: su questi siti delle «new towns» chi ha deciso? Cosa c&#8217;era scritto nel parere del sindaco del 9 maggio? Veramente dove fare le new towns lo ha detto, a Bertolaso, il Comune di L&#8217;Aquila?</p>
<p><em><strong>Il Martello del Fucino - foglio volante di Fontamara</strong></em></p>
<p>&#8212;<br />
Precedenti:<br />
<a href="http://www.site.it/al-sindaco-della-citta-di-laquila-somanda-n-1-localizzazione-insediamenti-%c2%abprogetto-case%c2%bb-nella-citta-di-laquila/12/2009/"><strong>Domanda n 1- localizzazione insediamenti progetto case nella-citta-di-laquila/12/2009/</strong></a></p>
<p><a href="http://www.site.it/terremoto-domanda-n-2-al-sindaco-di-laquila-massimo-cialente/12/2009/"><strong>Domanda n. 2 al-sindaco-di-laquila-massimo-cialente</strong></a></p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;Aquila - Manifestazione domenica 28 febbraio: &#8220;Liberiamo la città dalle macerie&#8221;</title>
		<link>http://www.site.it/laquila-manifestazione-domenica-28-febbraio-liberiamo-la-citta-dalle-macerie/02/2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 21:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifestazione 28 febbraio: modifiche alla manifestazione dopo il comunicato di Cialente
In seguito al comunicato di Cialente, la manifestazione popolare del 28 febbraio, fissata per le ore dieci, subirà probabilmente delle modifiche. Gli organizzatori non vogliono rinunciarci e verificheranno che tutto si svolga in completa sicurezza, con i vigili del fuoco, tecnici del comune e polizia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>Manifestazione 28 febbraio: modifiche alla manifestazione dopo il comunicato di Cialente</strong></font></p>
<p><strong>In seguito al comunicato di Cialente, la manifestazione popolare del 28 febbraio, fissata per le ore dieci, subirà probabilmente delle modifiche. Gli organizzatori non vogliono rinunciarci e verificheranno che tutto si svolga in completa sicurezza, con i vigili del fuoco, tecnici del comune e polizia.  Si sta trattando per una soluzione di compromesso che consenta l&#8217;accesso a Piazza Palazzo a circa 50 persone, che con il supporto di tecnici specializzati eseguiranno una prima differenziazione delle macerie.</strong></p>
<p><strong>Gli altri manifestanti, fuori dalla zona rossa, formeranno una catena per completare lo smistamento del materiale. Le macerie recuperate saranno smaltite in cassonetti approntati per lo scopo -  per legge sono rifiuti solidi urbani - e una piccola parte di queste sarà piazzata davanti alla sede della Regione, allo scopo di invitare le Istituzioni locali ad impegnarsi per risolvere il nodo &#8220;normativo&#8221; che attualmente blocca la loro rimozione. Si attendono sviluppi per la giornata di sabato, ad ora la manifestazione resta confermata. </strong></p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Il comunicato del sindaco Massimo Cialente</strong></font><br />
<em>In previsione della manifestazione di domenica, è con rammarico che devo invitare tutti a non oltrepassare il varco di piazza Palazzo. Infatti in questi giorni, con i tecnici comunali e con i Vigili del Fuoco, abbiamo valutato la sicurezza di corso Umberto I e della piazza stessa.</em></p>
<p><em>Purtroppo dai sopralluoghi effettuati è emerso che la situazione di alcuni grandi edifici, in particolare quello della Biblioteca Provinciale, è a grave rischio. Abbiamo cercato di verificare se vi fossero altre piazze, attualmente in zona rossa, dove poter far svolgere la manifestazione in modo sereno e sicuro. Con dolore devo informare che delle decine e decine di piazze, piccole e grandi, che erano il nostro orgoglio e il nostro punto di incontro, ad oggi nessuna è in totale sicurezza. Questo perché, a distanza di 11 mesi, nonostante il processo di puntellamento sia iniziato e vada avanti speditamente, molti edifici sono in condizioni di pericolosità e, in molti casi, la situazione è addirittura peggiorata rispetto a quella iniziale a causa del maltempo.<br />
So che questo mio comunicato stampa addolora ancora di più gli aquilani, perché saremmo potuti andare in piazza della Prefettura, in piazza Machilone, in piazza Bariscianello o nelle altre<br />
piazza cittadine. Questo fatto ci riempie di dolore, ma forse è utile per far capire all&#8217;intero Paese e soprattutto a tutti coloro che ci attaccano come aquilani qual è la dimensione della tragedia che ci ha  colpito, distruggendo la nostra città e, con essa, le nostre vite e i nostri sentimenti di comunità. È un dolore che solo noi possiamo comprendere e per il quale chiediamo ancora solidarietà e aiuto, ma soprattutto rispetto da parte di tutti. Io ringrazio i miei concittadini sia per quando hanno ringraziato per ciò che è stato ottenuto, sia per quando denunciano tutto ciò che ancora si deve compiere per restituire L&#8217;aquila agli aquilani e all&#8217;Italia.</em></p>
<p><em>La manifestazione di domenica scorsa è servita a far acquisire consapevolezza all&#8217;intero Paese del problema dello smaltimento delle macerie ne a far comprendere al Governo che lo smaltimento di oltre 4 milioni di tonnellate dei resti delle nostre case è un&#8217;emergenza nazionale e non dei sindaci del cratere. Gli aquilani continueranno, tutti insieme, in una mobilitazione come sempre corretta e mai strumentale, perché temiamo che le istituzioni e tutti gli italiani, a fronte della grande solidarietà ricevuta degli sforzi compiuti dal Governo,pensano che all&#8217;Aquila l&#8217;emergenza sia finita.<br />
Trentottomila aquilani sono ancora senza casa ed ogni giorno temiamo di perdere la nostra identità di comunità, identità che viveva anche del ritrovarsi in quelle piazze, spesso con coloro che abbiamo perso in quella notte maledetta. Spazi che ora un sindaco disperato, ma mai rassegnato, anzi più che mai deciso, deve sottrarre ai propri concittadini con varchi gestiti dalla generosità dei ragazzi dell&#8217;esercito, che sono lì da 11 mesi.<br />
Massimo Cialente</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;AQUILA, PROGETTO CASE - Liquami scaricati nel fiume Aterno</title>
		<link>http://www.site.it/laquila-progetto-case-liquami-scaricati-nel-fiume-aterno/02/2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Associazione LIBERA, nomi e numeri contro le mafie
Presidio di L&#8217;Aquila
Conferenza stampa
L&#8217;Aquila, venerdì 12 febbraio 2010
Gli scarichi degli insediamenti del PROGETTO CASE realizzati a L&#8217;Aquila dal Dipartimento di Protezione civile subito dopo il sisma del 6 aprile 2009, attualmente scaricano i liquami nei corsi d&#8217;acqua senza alcuna depurazione.
Come Presidio di Libera L&#8217;Aquila, in queste settimane, abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione LIBERA, nomi e numeri contro le mafie<br />
Presidio di L&#8217;Aquila<br />
<strong>Conferenza stampa</strong><br />
<em>L&#8217;Aquila, venerdì 12 febbraio 2010</em></p>
<p>Gli scarichi degli insediamenti del PROGETTO CASE realizzati a L&#8217;Aquila dal Dipartimento di Protezione civile subito dopo il sisma del 6 aprile 2009, attualmente scaricano i liquami nei corsi d&#8217;acqua senza alcuna depurazione.</p>
<p>Come Presidio di Libera L&#8217;Aquila, in queste settimane, abbiamo effettuato una serie di sopralluoghi dopo che ci era pervenuta, attraverso il Comitato 3e32, la segnalazione di un cittadino che denunciava gli scarichi a cielo aperto dell&#8217;insediamento di Bazzano.<br />
Abbiamo così verificato che lo scarico delle fogne senza depurazione è reale almeno per i nuovi insediamenti di Bazzano, Sant&#8217;Elia, Paganica, Camarda e Assergi.<br />
Più precisamente: il nuovo quartiere di Bazzano scarica direttamente nel fiume Aterno; quelli di Camarda e Paganica nel fiume Vera (affluente dell&#8217;Aterno), mentre l&#8217;insediamento di Assergi scarica, allacciandosi alle opere di scolo delle acque del ponte autostradale, nel fiume Raiale (affluente del Vera).</p>
<p>Per gli altri insediamenti non abbiamo ancora dati certi, ma da una prima ricognizione la situazione non risulta diversa e lo stesso discorso vale anche per gli insediamenti dei MAP. Spesso le nuove fogne si allacciano alle condotte preesistenti, a loro volta prive di adeguati impianti di depurazione.</p>
<p>Precisiamo che, per il solo Progetto CASE, stiamo parlando di nuovi alloggi appena realizzati e che ospitano migliaia di persone, i cui liquami finiscono nelle acque del fiume Aterno senza depurazione.</p>
<p>Così in Abruzzo l&#8217;emergenza del terremoto si è aggiunta a un&#8217;altra già preesistente, quella ambientale del fiume Aterno, il cui bacino è da sempre assediato dagli scarichi fuori norma di molti paesi, nuclei industriali e persino della Facoltà di ingegneria ambientale dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila.</p>
<p>Proprio per &#8220;fronteggiare la crisi di natura socio-economico-ambientale determinatasi nell&#8217;asta fluviale del bacino del fiume Aterno&#8221;, il 9 marzo 2006, la Protezione civile era intervenuta con l&#8217;emanazione  della OPCM 3504 e con la nomina di un Commissario delegato, il dott. Arch. ADRIANO GOIO.</p>
<p>Tre anni dopo, nei giorni immediatamente successivi al terremoto, risultavano aperti solo alcuni cantieri per la realizzazione di depuratori, come quelli di Bazzano e Fossa, ma nessuno di loro sembra ancora in funzione. Risulta che alcuni altri interventi parziali sono stati finora eseguiti sulle condotte fognarie preesistenti, ma dalle nostre ricognignozioni tali condotte non risultano ancora completate o allacciate a depuratori.</p>
<p>Il caso del depuratore di Bazzano - inizio lavori gennaio 2009 e ultimazione prevista per il 21 gennaio 2010 - è emblematico. Come racconta Primo Di Nicola su L&#8217;espresso di oggi, lo stesso sarebbe stato ultimato in fretta e furia proprio per consentire a Berlusconi di presentare gli alloggi del quartiere simbolo di Bazzano il 29 settembre scorso, giorno del suo compleanno. Ma lo stesso depuratore si presenta come ultimato ma non attivo - pare - solo per i ritardi dell&#8217;Enel che da 7 mesi ancora non fornisce l&#8217;energia elettrica.<br />
&#8220;Ciononostante - si legge nell&#8217;articolo - il consorzio Forcase incaricato da Bertolaso di realizzare le abitazioni dei terremotati ha iniziato a scaricare senza preavviso nella condotta del depuratore. Morale: Goio ha chiuso con dei palloni l&#8217;accesso all&#8217;impianto e solo per carità di patria, per non creare altri dispiaceri ai terremotati bisognosi di quegli alloggi, ha autorizzato il consorzio a scaricare la fogna direttamente nel fiume. Solo negli ultimi giorni Goio ha autorizzato la reimmissione della fogna nel depuratore, che però continua a non funzionare.&#8221;<br />
A tal proposito, precisiamo che nell&#8217;ultimo nostro sopralluogo effettuato ieri pomeriggio, i liquami del quartiere di Bazzano continuavano a essere scaricati, sempre senza depurazione, direttamente nel fiume Aterno.</p>
<p>Ricordiamo che la Protezione civile, dopo una ordinanza del 14 dicembre 2005, nel marzo 2006 con l&#8217;ordinanza 3504 aveva creato un Commissariato delegato a &#8220;fronteggiare la crisi di natura socio-economico-ambientale determinatasi nell&#8217;asta fluviale del bacino del fiume Aterno&#8221;.</p>
<p>Come Associazione Libera, anche alla luce delle precedenti inchieste del nostro Presidio di L&#8217;Aquila e delle notizie che stanno emergendo dall&#8217;inchiesta della Procura di Firenze sulle modalità operative del Dipartimento di Protezione civile, è d&#8217;obbligo porre alcune domande anche sul tema dell&#8217;emergenza inquinamento del fiume Aterno.</p>
<p>Chiediamo di sapere - dopo 4 anni e nonostante il ricorso agli ampi poteri previsti dalla decretazione d&#8217;urgenza - a che punto sono i lavori per l&#8217;emergenza Aterno, quando si prevede la loro ultimazione, quanto è costato finora tale commissariamento, quali sono le ditte impegnate nei lavori, quali sono le modalità di assegnazione di incarichi e appalti.</p>
<p>Cogliamo questa occasione per lanciare nuovamente un appello:<br />
- alla popolazione e alle associazioni affinchè tengano alta la guardia su tutto ciò che sta avvenendo all&#8217;interno dei comuni del cratere;<br />
- alle forze politiche affinchè facciano sentire la loro voce per una maggiore trasparenza e per l&#8217;accesso agli atti;<br />
- agli operatori dell&#8217;informazione affinchè si impegnino nel reperire e nel divulgare le informazioni.</p>
<p>Tenere i riflettori accesi su ciò che sta accadendo all&#8217;interno del cratere è molto importante. Ricordo l&#8217;importanza delle segnalazioni della stampa sulle imprese a rischio al lavoro nel Progetto CASE e i successivi ritiri dei certificati antimafia.<br />
Ma anche nel caso che stiamo trattando oggi, ricordiamo che le anticipazioni del Presidio di Libera, l&#8217;articolo di oggi su L&#8217;espresso e la stessa convocazione di questa conferenza stampa ha già prodotto importanti risultati.<br />
Questa mattina, su questo tema, è stata presentata una interrogazione parlamentare e altre interrogazioni sono state preannunciate da consiglieri regionali.<br />
Nelle ultime ore, infine, pare che l&#8217;Enel si sia decisa ad allacciare l&#8217;energia elettrica al depuratore di Bazzano mentre, contemporaneamente si registra una accelerazione dei lavori sulle condutture delle fognature.</p>
<p>Presidio di Libera L&#8217;Aquila:<br />
Angelo Venti, 336.400.602<br />
angelo.venti@site.it</p>
<p>Note:<br />
Per i dati sull&#8217;emergenza Aterno, sulle decine di decreti emessi e sui molti progetti redatti si consiglia la consultazione del sito istituzionale del Commissariato:<br />
http://www.commissarioaternopescara.it/</p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/1_copy.jpg" title="1_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/1_copy.jpg" alt="1_copy.jpg" /></a></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/2_copy.jpg" title="2_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/2_copy.thumbnail.jpg" alt="2_copy.jpg" /></a> <a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/3_copy.jpg" title="3_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/3_copy.thumbnail.jpg" alt="3_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/4_copy.jpg" title="4_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/4_copy.thumbnail.jpg" alt="4_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/5_copy.jpg" title="5_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/5_copy.thumbnail.jpg" alt="5_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/6_copy.jpg" title="6_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/6_copy.thumbnail.jpg" alt="6_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/7_copy.jpg" title="7_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/7_copy.thumbnail.jpg" alt="7_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/8_copy.jpg" title="8_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/8_copy.thumbnail.jpg" alt="8_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/9_copy.jpg" title="9_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/9_copy.thumbnail.jpg" alt="9_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/10_copy.jpg" title="10_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/10_copy.thumbnail.jpg" alt="10_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/11_copy1.jpg" title="11_copy1.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/11_copy1.thumbnail.jpg" alt="11_copy1.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/12_copy.jpg" title="12_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/12_copy.thumbnail.jpg" alt="12_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/13_copy.jpg" title="13_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/13_copy.thumbnail.jpg" alt="13_copy.jpg" /></a><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/13_copy.jpg" title="13_copy.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/13_copy.thumbnail.jpg" alt="13_copy.jpg" /></a></p>
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		<title>L&#8217;incubo prossimo venturo: la super Aciam sulla provincia terremotata</title>
		<link>http://www.site.it/lincubo-prossimo-venturo-la-super-aciam-sulla-provincia-terremotata/02/2010/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 23:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA["Il Martello"]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come la prospettiva dell&#8217;ATO per i rifiuti sta avvelenando la politica locale. Interessi enormi. Amministrazioni fragili. Pretese emergenze per lo smaltimento prodotte ad hoc e che hanno un solo fine: consentire di andare a trattare in posizioni di forza quando, prima o poi, l&#8217;immondizia passerà all&#8217;AdA

Era inevitabile, attesa, persino necessaria (soprattutto in prossimità delle elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come la prospettiva dell&#8217;ATO per i rifiuti sta avvelenando la politica locale. Interessi enormi. Amministrazioni fragili. Pretese emergenze per lo smaltimento prodotte ad hoc e che hanno un solo fine: consentire di andare a trattare in posizioni di forza quando, prima o poi, l&#8217;immondizia passerà all&#8217;AdA</strong><br />
<a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/f-e-bot-aciam.jpg" title="f-e-bot-aciam.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/02/f-e-bot-aciam.jpg" alt="f-e-bot-aciam.jpg" /></a><br />
Era inevitabile, attesa, persino necessaria (soprattutto in prossimità delle elezioni provinciali): al cafone fontamarese viene in questi giorni propinata l&#8217;ennesima solenne rifregatura da parte di Aciam, sotto forma di un secchietto per l&#8217;umido il cui utilizzo, da solo, dovrebbe far schizzare la raccolta differenziata dei rifiuti - ferma a quota tanto imbarazzante quanto fuorilegge - sino al 35 per cento. Con tutta evidenza, ci si trova in presenza di un pietoso tentativo di indorare la mefitica pillola della discarica di «Valle dei fiori»; tentativo al quale allegramente si accompagnano gli sconclusionati cori entusiastici dell&#8217;amministrazione comunale di Pescina, totalmente prona ai voleri di quel mega partito politico trasversale (superfetazione cioè di destra e sinistra) che fa capo all&#8217;azienda consortile che (s)governa il ciclo dei rifiuti nella nostra disgraziata zona.<br />
Partito ricchissimo, quello dell&#8217;Aciam, che gestisce un mare di soldi (in gran parte nostri), e che sino alla costituzione dell&#8217;Autorità d&#8217;Ambito unica per l&#8217;intera provincia ha in carico, in house, attraverso una miriade di convenzioni chiuse con i comuni (che stabiliscono clausole le più varie, differenti e bizantine), l&#8217;immondizia di gran parte della Marsica e, ormai, di porzione non trascurabile dell&#8217;Aquilano.<br />
In questi tempi, una micidiale partita per la sopravvivenza del gruppo di potere che regna in Aciam si sta giocando su diversi tavoli, proprio in previsione della sopravvenienza di un&#8217;unica entità che dovrebbe raccogliere il pesante fardello della gestione dei rifiuti in tutta la Provincia, mentre le tante convenzioni stabilite con i singoli Municipi volgono temporalmente allo scadere (e per rinnovarle non basterà, come per il passato, votarsi all&#8217;emergenza e magari derogare alle norme nazionali in materia di gare).<br />
Passa anche per Pescina, questa partita. Giunge a fagiolo, per far trovare tutti dinanzi al fatto compiuto, la realizzazione della discarica di «Valle dei fiori», che per le menti elette di Aciam dovrebbe andare a formare, con il cosiddetto impianto di compostaggio di Aielli, la rete integrata richiesta dalla norma regionale vigente per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Chi potrà fare a meno di questi due impianti, nell&#8217;immediato futuro? Chi potrà mai abbandonare Aciam (o la super Aciam provinciale) senza andare incontro a problemi ? Soprattutto: chi avrà mai la forza di farlo? La pensata è semplice, e tutela la componente privata del Consorzio ponendola in un botte di ferro, qualunque sia la forma che assumerà il gestore unico dei rifiuti. La discarica sarà di proprietà dell&#8217;Aciam mentre l&#8217;impianto di compostaggio lo è di già, chi vorrà liberarsi dei rifiuti volente o nolente dovrà fare i conti con il Consorzio. E ciò in spregio alla elementare considerazione che l&#8217;impianto di Aielli, per la cui realizzazione Aciam ha acceso un mutuo, sia già stato preso in carico per un terzo dai cittadini abruzzesi attraverso un contributo regionale (DOCUP) di quasi tre milioni di euro e che per un altro terzo finirà sulle spalle dei contribuenti per mezzo dei Comuni soci del Consorzio. Alla fine, la spendita di questo prezioso sito aiellese sarà in capo ad una lobby, che certo non esprimerà la volontà della popolazione, e men che meno ne curerà gli interessi. Se solo si riflette sul fatto che nelle tariffe che Aciam propina ai Comuni è ricompresa la cosiddetta ecotassa che il comprensorio paga perché non garantisce livelli minimi di raccolta differenziata (ergo: perché Aciam non assicura un servizio tecnicamente efficiente), bene si comprende il meccanismo perverso nel quale noi si sia finiti: il conferimento dell&#8217;immondizia (indifferenziata) si paga a peso, per intero, al chilo che si carica, e poi l&#8217;inadempienza di Aciam sulla differenziata ci viene pure accollata&#8230; da Aciam! Paghiamo due volte (i giudici della Repubblica italiana stanno fortunatamente cominciando a sanzionare amministrazioni e consorzi per tale inadempienza). Ma se nessun socio dice nulla vuol dire che va bene così&#8230;. D&#8217;altronde nessuno ha avuto da ridire sulla esorbitante cifra che Aciam (cioè, noi contribuenti, per due terzi) ha sborsato per «acquisto terreni ed altri oneri» del sito di Aielli: quasi novecentomila euro! Una vera follia&#8230; significa che va tutto bene&#8230;peccato che poi il servizio sia quello che tutti ricaduta ultima dell&#8217;inefficienza complessiva, le nostre campagne ricolme di rifiuti ingombranti e non&#8230;<br />
&#8211;<br />
Alcuni corifei dell&#8217;Aciam - compagine sempre accogliente, e che ha infiniti modi di manifestare la propria gratitudine, ed i mezzi non glimancano certo - ci vanno raccontando, almeno a Fontamara, una serie di volgari panzane che dovrebbero, nella più pura tradizione cafonesca del tre quarti e tre quarti, convincerci della bontà di quanto prospettatoci dal novello Impresario di siloniana memoria.<br />
Vediamone qualcuna, opportunamente postillata, chiedendo sin d&#8217;ora venia per l&#8217;offesa all&#8217;intelligenza che complessivamente rappresentano e glissando sugli incredibili altri aspetti tecnici sui quali abbiamo già tediato il lettore negli ultimi tre anni.</p>
<p>Una volta realizzata la discarica, vi verrà abbassata la tassa&#8230;<br />
Per il 2009 il municipio di Pescina ha alzato la tariffa del 15%, come viatico non è male&#8230;.</p>
<p>Siamo in emergenza&#8230;<br />
In emergenza si trova Avezzano. Fermo rimanendo che Pescina, San Benedetto e Ortona dei Marsi hanno una discarica approvata che possono cantierare domattina (Sbirro morto), noi con un minimo di differenziata possiamo cavarcela producendo un camion da inviare a Cerratina (Lanciano) o a Tufo Colonico (Isernia)&#8230; senza chiamarcene una decina al giorno sulle nostre strade&#8230;</p>
<p>L&#8217;immondizia la produciamo, e da qualche parte dobbiamo pur metterla&#8230;<br />
Certo, solo non si comprende perché quando si tratta di prendere uffici e guarentigie Avezzano sia in prima fila e a noi non tocca mai, mentre l&#8217;immondizia vorrebbe rifilarla a noi&#8230;La reciprocità&#8230; Avezzano ha quarantamila abitanti, Pescina quattromila: per ogni dieci discariche fatte da Avezzano - ammesso noi si voglia legare il nostro destino ad una città che non ricapa mezzo etto di rifiuto - ce ne tocca una a noi&#8230; e siccome sinora loro ne hanno fatta soltanto una (Santa Lucia), gliene mancano ancora nove&#8230;a voler esser disponibili, dopo averne viste cinque nel nostro capoluogo marsicano possiamo prendere in considerazione l&#8217;idea di caricarcene una noi a Fontamara&#8230;</p>
<p>A «Valle dei fiori» andrà soltanto il sovvallo!<br />
Una certa vulgata pretende che il rifiuto che dall&#8217;impianto di Aielli prenderà la via di «Valle dei fiori» (a proposito: nessuno ci ha ancora risposto sulla connessa questione della circonvallazione che dovrà inevitabilmente tagliare Pescina fuori dal percorso dei camion) sia una squisitezza che, volendo, potremmo anche mettere in giardino per far crescere i fiori&#8230; La norma nazionale impedisce sin dall&#8217;anno 2003 che il rifiuto indifferenziato sia conferito, tal quale, in discarica. L&#8217;Aciam ha provveduto a mettersi &#8220;in regola&#8221; attraverso la realizzazione dell&#8217;impianto di trattamento meccanico biologico di Aielli. In questo sito, teoricamente, il rifiuto portato dai compattatori viene in minima parte ridotto di volume ed omogeneizzato separando la componente umida (FOS) dal resto. Questo resto però è quasi &#8220;tutto&#8221;, oltre il 70% del rifiuto complessivo, scontando questo il difetto originario di non essere stato differenziato in origine (si tace sul fatto che nella prima redazione del progetto di discarica si prevedeva di avviare a «Valle dei fiori» anche il FOS, oltre che il sovvallo: ovvero la totalità del rifiuto: questo perché il progetto era accurato e rispettoso dell&#8217;ambiente).</p>
<p>Ebbene, a noi non spaventa tanto la regola, a noi in Abruzzo preoccupano le eccezioni&#8230;<br />
Ancora in dicembre 2009 la Giunta regionale è dovuta tornare sulla costituzione dell&#8217;ATO 4 dei rifiuti (quello che dovrebbe ricomprendere tutti i comuni della Provincia di L&#8217;Aquila attraverso la riunificazione di Aciam, Segen, Sogesa, Asm) procrastinando ulteriormente il termine ultimativo già fissato in estate per la sua costituzione. Nello stesso tempo, la Regione ha per l&#8217;ennesima volta derogato alla norma consentendo, «per accertate ed indifferibili necessità, sentite le Province ed i soggetti interessati [&#8230;], il conferimento di rifiuti di origine urbana in impianti autorizzati di smaltimento e/o trattamento, ubicati in Province e/o ATO diversi, sino al 30 giugno 2010».<br />
Peccato che, dopo aver misteriosamente stoppato una prima volta l&#8217;accesso del rifiuto marsicano intorno a Natale, da Lanciano hanno fatto comunque sapere che loro dei rifiuti di Avezzano e dintorni non ne vogliono più sapere:</p>
<p>31/01/2010 - Rifiuti: a Lanciano scaricheranno solo comuni consorzio<br />
Dal prossimo primo marzo sara&#8217; vietato il conferimento dei rifiuti nella discarica di Lanciano (Chieti) ai Comuni che non sono soci del Consorzio Comprensoriale Smaltimento Rifiuti frentano. Lo ha deciso l&#8217;assemblea dei 53 sindaci soci dell&#8217;ente, che ieri sera ha votato - con i voti della maggioranza di centrodestra e l&#8217;astensione dei rappresentanti del centrosinistra - una delibera che blocca i conferimenti extraconsortili nell&#8217;impianto di Cerratina. Una decisione assunta perché la discarica, a causa proprio dei conferimenti extraconsortili, rischia di esaurire la propria capacità nel 2013. Ma si e&#8217; trattato anche di un provvedimento che vuole essere da stimolo alla Regione Abruzzo, che ancora non assume alcuna decisione sulla costruzione di nuovi impianti di smaltimento, facendo fronte ad ogni necessità ricorrendo alla discarica di Lanciano. &#8220;Che - ha puntualizzato il sindaco di Lanciano Filippo Paolini - ad oggi ha utilizzato il 60 per cento della sua capienza per le esigenze di Comuni che non fanno parte del nostro territorio, compresi quelli della Campania&#8221;. D&#8217;accordo con Paolini anche l&#8217;assessore provinciale, nonché sindaco di Fara San Martino (Chieti) Antonio Tavani, che ha criticato la scelta della Regione di concedere un contributo di unmilione e 400mila euro al Consorzio Civeta di Vasto (Chieti), che invece non accoglie tutti i rifiuti organici del Frentano, tanto che molti Comuni sono costretti ad utilizzare altri impianti. Oltre ad una decina i Comuni del Teramano e del Pescarese che conferiscono il proprio pattume a Cerratina, anche la Marsica avrà circa un mese di tempo per trovare soluzioni alternative.<br />
(<a href="http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio-news/lanciano-(chieti)- 15:28/3750906"><u>http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio-news/lanciano-(chieti)- 15:28/3750906</u></a>)</p>
<p>Si comprende dunque il nervosismo dell&#8217;assessore Stati (ma in questa partita stanno tutti uniti, destra e sinistra), che bene ha a mente la paradossale situazione del Comune di Avezzano, socio di riferimento di Aciam e sprovvisto di un sito nel quale smaltire la propria immondizia dopo la chiusura della discarica di Santa Lucia:</p>
<p>«La Regione Abruzzo», dice l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente Daniela Stati «è interessata ormai da alcuni anni da situazioni di criticità che, in alcuni territori provinciali, non sono sfociati in emergenza ambientale solo grazie ad interventi tampone,rappresentati dall&#8217;utilizzo di impianti di smaltimento ubicati in altre aree provinciali (Chieti e Pescara) ed extraregionali (Isernia)». La situazione regionale richiede dunque «la massima attenzione e impegno straordinario da parte di enti locali e dai consorzi comprensoriali rifiuti», a cui competono l&#8217;attuazione del Piano regionale rifiuti. «Prioritarie sono le attività di prevenzione, di riduzione della produzione dei rifiuti, di preparazione al riuso e di riciclaggio e recupero energetico», dice la Stati, «ma è anche necessario, da parte delle Autorità preposte ai vari livelli, prendere urgenti e definitive decisioni, che non sono più rinviabili»<br />
(Il Centro, 21 gennaio 2010).</p>
<p>A voler pensar male, le decisioni non rinviabili a cui accenna l&#8217;assessore fanno pensare, più che alla realizzazione dell&#8217;ATO 4, alla firma che il dirigente del Servizio Gestione Rifiuti della Regione, si è per lungo tempo rifiutato di apporre sul progetto di «Valle dei fiori». Non dubitiamo che lo stesso dirigente (Franco Gerardini) stia passando qualche momento non particolarmente piacevole, mentre il fatto che si sussurra siano in atto tentativi per far modificare la classifica del sito sopra Cardito da parte dell&#8217;Autorità di Bacino la dice lunga sulla difficoltà tecnica e dei tecnici di far passare sotto acquiescenza un monnezzaro assurdo come quello propinatoci.<br />
In realtà «Valle dei fiori» è una pezza a colori con la quale qualche politicante vuole parare, temporaneamente, solo il proprio culo. Il paravento della sedicente emergenza è a doppio taglio, giacché se da un lato dovrebbe costringere le persone responsabili a far presto (ma presto non si può, dove non è possibile) e ad acconsentire, dall&#8217;altro mostra cosa potrebbe accadere in presenza di qualsiasi altra improvvisa futura crisi si dovesse registrare in Abruzzo e nelle regioni limitrofe, quando con una semplice carta di Chiodi potrebbero esserci convogliati rifiuti di ogni tipo, nella tanto agognata discarica. Chi potrà mai garantire che ciò non avverrà?<br />
Quando andremo a votare, a marzo, poniamoci la questione, scegliendo, nell&#8217;urna, persone che ci garantiscano di non accettare supinamente questa discarica degli orrori. Restituiamo il problema a chi ce l&#8217;ha, ovvero ad Avezzano ed Aciam.</p>
<p>Il Martello del Fucino - foglio volante di Fontamara<br />
[5 febbraio 2010]</p>
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		<title>Impresa Fontana Costruzioni spa: annullata L&#8217;interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Caserta</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 06:05:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo questa mail ricevuta da Nicola Fontana
della Fontana Costruzioni SpA.

Al Direttore Responsabile
Nel ringraziarla anticipatamente,  le allego il nuovo articolo della giornalista Capacchione pubblicato sul &#8220;Il Mattino&#8221; del 02.02.2010 a seguito della sentenza del Tar Campania - Napoli, con cui è stato accolto il Ns ricorso, ed annullata L&#8217;interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Caserta.Con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Riceviamo e pubblichiamo questa mail ricevuta da Nicola Fontana<br />
della Fontana Costruzioni SpA.</strong></em><br />
<nicola><aleph><nicola><br />
<em>Al Direttore Responsabile<br />
Nel ringraziarla anticipatamente,  le allego il nuovo articolo della giornalista Capacchione pubblicato sul &#8220;Il Mattino&#8221; del 02.02.2010 a seguito della sentenza del Tar Campania - Napoli, con cui è stato accolto il Ns ricorso, ed annullata L&#8217;interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Caserta.Con la preghiera di darne la stessa diffusione di quello (negativo) da Voi scritto e pubblicato il <a href="http://www.site.it/laquila-la-commissione-parlamentare-antimafia-tra-le-macerie/10/2009/"><u>16.10.2009</u></a>.<br />
Con l&#8217;occasione porgo cordiali saluti.<br />
Ncola Fontana<br />
Fontana Costruzioni SpA</em></nicola></aleph></nicola></p>
<p><a href="http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20100202&amp;ediz=NAZIONALE&amp;npag=33&amp;file=obj_618.xml&amp;type=STANDARD"> <font color="#ff0000"><u><strong>[ Il nuovo articolo di Rosaria Capacchione su &#8220;Il mattino&#8221; del 2 febbraio 2010 CLICCA QUI ]</strong></u></font> </a></p>
<p><a href="http://www.site.it/laquila-la-commissione-parlamentare-antimafia-tra-le-macerie/10/2009/"><font color="#ff0000"><u><strong>[ l&#8217;articolo pubblicato su site.it il 16 ottobre 2009 e di cui si chiede la rettifica ] </strong></u></font></a></p>
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		<title>Protezione civile - Abuso potere di ordinanza: i ministri rispondono all&#8217;interpellanza, anzi no</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 21:22:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;undici dicembre scorso l&#8217;onorevole Laura Garavini, membro della Commissione parlamentare antimafia e altri 38 deputati, in merito agli abusi commessi dal Dipartimento di protezione civile nella gestione di subappalti per centinaia di milioni di euro relativi al PROGETTO CASE, hanno presentato una interpellanza urgente in cui si chiedeva al Presidente del consiglio dei ministri, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;undici dicembre scorso l&#8217;onorevole Laura Garavini, membro della Commissione parlamentare antimafia e altri 38 deputati, in merito agli abusi commessi dal Dipartimento di protezione civile nella gestione di subappalti per centinaia di milioni di euro relativi al PROGETTO CASE, hanno presentato una interpellanza urgente in cui si chiedeva al Presidente del consiglio dei ministri, al Ministro dell&#8217;interno e al Ministro della giustizia:</strong></p>
<p><strong>&#8220;<em>se l&#8217;articolo 2 comma 1 dell&#8217;ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 novembre 2009 n. 3820 non costituisca un abuso del potere di ordinanza da parte del Dipartimento di protezione civile, vanificando gli accertamenti e le verifiche su almeno 132 subappalti sospetti e rendendo inutilizzabili le prove già raccolte da parte delle forze dell&#8217;ordine.</em>&#8220;</strong></p>
<p><strong>Questo il testo stenografico della discussione tenutasi alla Camera dei deputati giovedì 28 gennaio 2009:</strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/11/kromoss.jpg" title="kromoss.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/11/kromoss.jpg" alt="kromoss.jpg" /></a></p>
<p><em>- Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di subappalto di lavori nelle zone terremotate dell&#8217;Abruzzo - n. 2-00565 </em></p>
<p><strong>PRESIDENTE</strong>. <em>L&#8217;onorevole Garavini ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00565, concernente ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri in materia di subappalto di lavori nelle zone terremotate dell&#8217;Abruzzo</em> <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=19568&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=%27INTERPELLANZA+URGENTE%27"><font color="#ff0000"><u><strong>(Vedi l&#8217;allegato A - Interpellanze urgenti)</strong></u></font></a>.</p>
<p><strong>LAURA GARAVINI</strong>. Signor Presidente, con il decreto-legge 12 aprile 2006, n. 163, concernente il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, si è stabilita una serie di obblighi, relativi alla stazione appaltante, per esempio il fatto che i concorrenti, all&#8217;atto dell&#8217;offerta, debbano indicare i lavori che intendano subappaltare, oppure il fatto che l&#8217;affidatario provveda al deposito del contratto di subappalto presso la stazione appaltante almeno venti giorni prima della data di effettivo inizio dell&#8217;esecuzione dei lavori, oppure il fatto che si debba, al momento del deposito del contratto di subappalto, trasmettere la certificazione attestante i requisiti richiesti, così come pure l&#8217;obbligo di esporre all&#8217;interno del cantiere tutta una serie di cartelli che indichino i nominativi di tutte le imprese subappaltatrici.<br />
Sono, però, state riscontrate irregolarità nei subappalti attribuiti a L&#8217;Aquila, che vanno contro le indicazioni dei vari obblighi a cui attenersi. Si è verificata la presenza di ditte sospette e la non corretta esposizione di cartelli, in particolare per le ditte subappaltatrici.<br />
Nel corso di una serie di ispezioni, che sono state fatte nei cantieri del Progetto «Case», sono state rilevate ben 132 posizioni non corrispondenti agli obblighi previsti dal decreto prima enunciato, tant&#8217;è che le forze di polizia hanno riscontrato la necessità di procedere ad approfondimenti per verificare eventuali violazioni delle disposizioni preannunziate; sei ditte erano state direttamente deferite all&#8217;autorità giudiziaria e per un&#8217;ulteriore ditta è stata revocata l&#8217;autorizzazione al subappalto attraverso il ritiro della certificazione antimafia.<br />
Signor sottosegretario, vogliamo sapere se l&#8217;ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 novembre 2009, n. 3820, recante ulteriori interventi diretti a fronteggiare gli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo, nel momento in cui dispone che le autorizzazioni rilasciate dal dipartimento della Protezione civile per il subappalto dei lavori hanno efficacia dalla data di presentazione delle relative domande, non costituisca un abuso di potere, vanificando gli accertamenti e le verifiche che le stesse forze dell&#8217;ordine avevano ritenuto, invece, di portare avanti.</p>
<p><strong>PRESIDENTE</strong>. <em>Il sottosegretario di Stato per l&#8217;istruzione, l&#8217;università e la ricerca, Giuseppe Pizza, ha facoltà di rispondere.</em></p>
<p><strong>GIUSEPPE PIZZA</strong>, Sottosegretario di Stato per l&#8217;istruzione, l&#8217;università e la ricerca. Onorevole Garavini, con riferimento all&#8217;interpellanza urgente presentata dalla signoria vostra, si fa presente quanto segue. Le società aggiudicatarie degli appalti e le imprese subappaltatrici coinvolte negli interventi per la ricostruzione in Abruzzo, a seguito del sisma del 6 aprile 2009, sono state oggetto di numerose verifiche, in ottemperanza a quanto stabilito dalla vigente normativa.<br />
Le suddette verifiche hanno riguardato la richiesta del certificato del casellario giudiziario generale, civile e penale, del certificato dei carichi pendenti dei soggetti che ricoprono cariche sociali all&#8217;interno della società aggiudicataria o subappaltatrice ex articolo 39 del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 2002, nonché la richiesta dell&#8217;informativa antimafia ex articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998 alla prefettura de L&#8217;Aquila, come disposto dalle linee guida del Ministero dell&#8217;interno.<br />
Altre verifiche sono state effettuate relativamente al regolare pagamento di imposte e di tasse e all&#8217;adempimento dell&#8217;obbligo di assunzione dei lavoratori diversamente abili. Inoltre, ai sensi dell&#8217;articolo 27, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34 del 2000, recante «regolamento istituzionale del sistema di qualificazione per gli esecutori dei lavori pubblici, ai sensi dell&#8217;articolo 8 della legge n. 109 del 1994 e successive modificazioni», sono stati compiuti, presso il casellario informatico dell&#8217;Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, i controlli da parte della stazione appaltante per individuare le imprese nei cui confronti sussistessero cause di esclusione dalle procedure di affidamento dei lavori pubblici.<br />
Si precisa, altresì, che, al fine di garantire la trasparenza di tutti i procedimenti necessari alla realizzazione degli interventi, è stato inserito nel decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, un apposito articolo - l&#8217;articolo 16 - relativo alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata negli interventi per l&#8217;emergenza e, in particolare, nella ricostruzione della regione Abruzzo.<br />
Tale articolo ha demandato al prefetto de L&#8217;Aquila il coordinamento e l&#8217;unità di indirizzo di tutte le attività volte alla prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell&#8217;affidamento e nell&#8217;esecuzione di contratti pubblici, nonché nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche, connessi agli interventi per l&#8217;emergenza e la ricostruzione. Inoltre, ha posto, a supporto dello stesso prefetto, il Comitato di coordinamento per l&#8217;Alta sorveglianza delle grandi opere, costituito ai sensi dell&#8217;articolo 180, comma 2, del Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo n. 163 del 2006). In base al comma 4 dello stesso articolo 16, al predetto Comitato è stato affidato il compito di definire le linee guida per i controlli antimafia sui contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, anche in deroga a quanto previsto dal regolamento sulle certificazioni antimafia di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 252 del 1998.<br />
A seguito di una modifica, inserita in sede di esame del suddetto decreto-legge n. 39 del 2009 dal Senato, anche gli eventuali subappalti e subcontratti, derivanti dal contratto pubblico, sono oggetto di controllo. In proposito, è opportuno considerare che gli interventi preliminari alla realizzazione dei nuclei abitativi, detti «Case», contemplano una serie sequenziale di lavorazioni, opere, allestimenti provvisionali e forniture (scavi, fornitura di calcestruzzo reso in opera e di inerti, di materiale di carpenteria, opere di movimento terra, eccetera) per i quali può considerarsi notoria una particolare accentuazione del rischio mafioso.<br />
Nella medesima disposizione, al comma 5 dell&#8217;articolo 16, è stata prevista la tracciabilità dei flussi finanziari, al fine di una maggiore efficacia dei controlli antimafia nei contratti pubblici, nei successivi subappalti e subcontratti, aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture e nelle erogazioni e concessioni di provvidenze pubbliche.<br />
Tutto ciò si realizza attraverso la costituzione, presso il prefetto competente per territorio, di elenchi di fornitori e prestatori di servizi non a rischio di inquinamento mafioso, cui possono rivolgersi gli esecutori dei lavori oggetto del decreto-legge in esame, e la previsione dell&#8217;obbligo di relazione semestrale al Parlamento in merito ai risultati conseguiti.<br />
Relativamente all&#8217;obbligo di tracciabilità, su impulso del Dipartimento della Protezione civile, le imprese hanno provveduto all&#8217;apertura di appositi conti correnti dedicati all&#8217;appalto ed al subappalto, pena la sospensione dei pagamenti in corso, riportando il Codice unico di progetto su tutte le fatture e su tutti i documenti amministrativi e contabili, connessi ai lavori per gli interventi di ricostruzione post-sisma. Nell&#8217;evidenziare che al 16 dicembre 2009 erano coinvolte, negli appalti del Dipartimento della Protezione civile, ben 189 ditte appaltatrici e 1.513 ditte subappaltatrici e fornitrici, si fa presente che l&#8217;adozione della disposizione citata dall&#8217;onorevole interpellante si è resa necessaria al fine di consentire una rapida realizzazione delle opere, considerata la straordinaria necessità ed urgenza di fornire un ricovero alla popolazione colpita dal sisma e di evitare possibili pregiudizi negativi, dovuti all&#8217;inevitabile dilatazione dei tempi tecnici necessari per il rilascio delle autorizzazioni previste dall&#8217;articolo 118 del decreto legislativo n. 163 del 2006, a causa dell&#8217;enorme mole di richieste pervenute dalle imprese. In merito agli effetti prodotti dalla stessa disposizione, si sottolinea che essa si limita ad anticipare l&#8217;efficacia degli atti autorizzativi comunque emanati, senza pregiudicare in alcun modo le ordinarie attività di accertamento delle forze dell&#8217;ordine, e quindi nel rispetto del citato articolo 118. Infine, secondo quanto riferito dalla procura della Repubblica presso il tribunale de L&#8217;Aquila - Direzione Distrettuale Antimafia, la vicenda collegata ai subappalti non autorizzati, rilevati durante gli accessi sui cantieri disposti dal prefetto, ha dato origine a 13 procedimenti penali, attualmente pendenti nella fase delle indagini preliminari. Si segnala altresì, come precisato dal procuratore distrettuale Antimafia de L&#8217;Aquila, che alcune delle ditte subappaltanti hanno presentato richiesta di autorizzazione il giorno stesso del suddetto accesso.</p>
<p><strong>PRESIDENTE</strong>. <em>L&#8217;onorevole Garavini ha facoltà di replicare</em>.</p>
<p><strong>LAURA GARAVINI</strong>. Signor Presidente, signor sottosegretario, purtroppo non siamo contenti neppure di questa seconda risposta. L&#8217;ordinanza del Presidente del Consiglio del 12 novembre scorso ha delle conseguenze gravi: nella ricostruzione in Abruzzo si sono inserite anche delle aziende in forte odore di mafia e questa - lo deduciamo anche dalla sua risposta, signor sottosegretario - è una realtà che il Governo non vuole affrontare. Il Governo cerca ancora una volta di continuare a raccontare la favola della ricostruzione in Abruzzo in cui tutto procede per il meglio: questo è l&#8217;unico motivo dell&#8217;ordinanza in oggetto con la quale si attua un colpo di spugna nei confronti di almeno 132 subappalti sospetti che corrispondono a commesse per circa un miliardo di euro. L&#8217;ordinanza, infatti, con l&#8217;articolo 2, comma 1, elimina retroattivamente il reato di subappalto non autorizzato, rendendo inutilizzabili le prove già raccolte dalle forze dell&#8217;ordine su almeno 132 ditte non in regola. Questo, signor sottosegretario, è un regalo alle aziende sospette, mafiose ed è uno schiaffo vero e proprio alle tante aziende oneste e ai tanti operai onesti che con il loro lavoro stanno ricostruendo l&#8217;Abruzzo. Nell&#8217;ordinanza si dice che le autorizzazioni rilasciate dal Dipartimento della Protezione civile per il subappalto dei lavori relativi alle strutture abitative e scolastiche hanno efficacia dalla data di presentazione delle relative domande, il che vuol dire che si cancella uno dei capisaldi della normativa sui subappalti. In base al cosiddetto «decreto Abruzzo» del 28 aprile, le ditte aggiudicatarie devono comunicare alla stazione appaltante, quindi alla Protezione civile, i nomi e la documentazione delle ditte cui intendano assegnare i lavori. La Protezione civile ha l&#8217;obbligo di controllare la catena dei subappalti e ha 30 giorni di tempo per autorizzare l&#8217;inizio dei lavori. Quest&#8217;ultimo passaggio però non è avvenuto o almeno non sempre: lo dimostra il fatto che, a seguito di controlli eseguiti sui cantieri del «Progetto case», sono state individuate queste ditte non in regola sulle quali le forze dell&#8217;ordine hanno disposto accertamenti per il reato di subappalto non autorizzato. Come dicevo prima, sei aziende sono state deferite direttamente all&#8217;autorità giudiziaria, ad una di esse è stato ritirato il certificato antimafia e un&#8217;ulteriore azienda è risultata essere socio di elementi riconducibili alla criminalità organizzata siciliana.<br />
Signor sottosegretario, in Abruzzo ci troviamo di fronte ad una situazione gravemente compromessa dal fortissimo rischio di infiltrazioni mafiose nei subappalti. Glielo posso assicurare dal momento che anche come Commissione antimafia siamo andati in missione ad hoc a L&#8217;Aquila proprio a seguito del sisma e la magistratura ci ha illustrato una realtà, non solo per il presente ma anche per l&#8217;immediato futuro, estremamente preoccupante: le mafie cercano di mimetizzarsi, inserendosi in associazioni temporanee di imprese a fianco di aziende pulite, usano prestanomi puliti, approfittano di certificati antimafia regolari. È certo difficile scovarle, ma è basilare cercare di farlo per evitare che si approprino in toto di tutti i finanziamenti pubblici stanziati per il dopo terremoto. Sarebbe grave se la Protezione civile, anziché adempiere al suo dovere di controllo e di vigilanza, cercasse di nascondere palesi inadempienze, attraverso un&#8217;ordinanza retroattiva che la esonera da ogni colpa, denuncia e critica. L&#8217;emergenza e quella stessa necessaria rapida esecuzione delle abitazioni che lei, signor sottosegretario, citava non possono e non devono servire da alibi per giustificare una gestione autoritaria e semmai scorretta della cosa pubblica. Se è vero che il super commissario può agire in deroga a tutte le leggi in materia ambientale e paesaggistica, della difesa del suolo, igienico-sanitarie e così via, è anche vero che ci troviamo in uno Stato democratico in cui chi esercita funzioni istituzionali è chiamato a non abusare del proprio potere e a garantire il massimo della legalità, della trasparenza e della correttezza.<br />
Nella ricostruzione non deve contare la voglia del Governo di dare un&#8217;immagine glorificante del proprio operato ma solo gli interessi degli abruzzesi e gli abruzzesi chiedono giustamente che aziende pulite facciano un lavoro pulito così da garantire loro una vita sicura in abitazioni sicure. L&#8217;effetto di questa ordinanza, signor sottosegretario, è il contrario: essa va contro gli interessi delle tante aziende oneste e dei cittadini abruzzesi.</p>
<p><strong>ARTICOLI CORRELATI:</strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/terremoto-la-b2-e-il-far-west-dei-subappalti-finisce-in-parlamento/12/2009/"><font color="#ff0000"><strong>-<u> TERREMOTO - La &#8220;gestione opaca&#8221; dei subappalti finisce in Parlamento</u></strong></font></a></p>
<p><a href="http://www.site.it/il-terremoto-e-la-b2-laquila-il-far-west-dei-subappalti/12/2009/"><font color="#ff0000"><strong><u>- IL TERREMOTO E LA B2 - L&#8217;Aquila, il far west dei subappalti</u></strong></font></a></p>
<p><a href="http://www.site.it/prefettura-di-laquila-dalle-conferenze-stampa-irrituali-ai-comunicati-stampa-irrituali/12/2009/"><font color="#ff0000"><u><strong>- Prefettura di L&#8217;Aquila, dalle conferenze stampa irrituali ai comunicati stampa irrituali </strong></u></font></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>TERREMOTO - Domanda n 2 al sindaco di L&#8217;Aquila Massimo Cialente</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 13:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA["Il Martello"]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei tempi di tribolo, questo si sa, non si può guardare troppo per il sottile. Non ci può permettere il lusso di essere schizzinosi. E neppure si può sindacare opinare puntualizzare discutere sottilizzare (tutti sport nazionali) come se ci si trovasse al bar o in sezione, mentre tutto intorno ferve - come nel periodo successivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei tempi di tribolo, questo si sa, non si può guardare troppo per il sottile. Non ci può permettere il lusso di essere schizzinosi. E neppure si può sindacare opinare puntualizzare discutere sottilizzare (tutti sport nazionali) come se ci si trovasse al bar o in sezione, mentre tutto intorno ferve - come nel periodo successivo al terremoto del 6 aprile - l&#8217;accorrere e il soccorrere verso una popolazione duramente colpita, rimasta letteralmente all&#8217;addiaccio.</em></p>
<p><em>Da anni, dell&#8217;emergenza l&#8217;Italia ha fatto lo strumento per bypassare le normali procedure burocratiche (adatte e addette ad impastoiare tutto nei soli periodi normali) che pure si è data e che tenacemente conserva, ed il caso aquilano, le cronache cominciano a rimandarlo, sembrerebbe non aver fatto eccezione; per alcuni, esso ha addirittura rappresentato l&#8217;apoteosi dell&#8217;emergenza elevata a metodo di reggimento della cosa pubblica post-moderna.</em></p>
<p><em>Ora che sono trascorsi otto mesi dal sisma, sta sorgendo - e va rimanendo senza risposte soddisfacenti e pertinenti- un grande desiderio di conoscere comprendere metabolizzare quel che è successo nella cosiddetta fase dell&#8217;emergenza e della ricostruzione leggera. E&#8217; forse venuto il tempo di riflettere su quanto è accaduto, anche per tentare di far tesoro delle cose positive e di abbandonare il sentiero opaco degli aspetti grigi.</em></p>
<p><em>Inauguriamo quindi, con la modestia del caso, una serie di domande che il senso dell&#8217;opportunità ci trattenne dal formulare all&#8217;epoca ma che riteniamo - per quanto irresistibilmente destinate al vaniloquio e al cestino - di pubblico interesse. Adesso non meno di allora.</em><br />
&#8212;</p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/06/fo-cialente-adelante.jpg" title="fo-cialente-adelante.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/06/fo-cialente-adelante.jpg" alt="fo-cialente-adelante.jpg" /></a></p>
<h2><font color="#ff0000"><strong>DOMANDA N. 2 - AL SINDACO DELLA CITTA&#8217; DI L&#8217;AQUILA, MASSIMO CIALENTE</strong></font></h2>
<p><strong>Oggetto: <em>Localizzazione insediamenti «Progetto C.A.S.E.» nella città di L&#8217;Aquila e parziali modificazioni delle localizzazioni stesse</em></strong></p>
<p>Con la prima domanda Le si chiedeva, in pratica, quale parere avesse Lei espresso in ordine alla localizzazione delle aree destinate alla «r<em>ealizzazione dei moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi</em>» effettuata dalla Protezione civile con il decreto del Commissario delegato Bertolaso 11 maggio 2009, n. 6. Ciò perché Ella aveva mostrato, anche nei giorni successivi all&#8217;emamazione, di sconoscere le aree individuate dalla Protezione civile per i moduli abitativi, per quanto lo stesso decreto citasse «<em>il parere del Sindaco della città di L&#8217;Aquila sul cui territorio insistono le aree allo stato individuate, di cui alla nota del 9 maggio 2009</em>». Sinora Lei non ha ritenuto di esibire questo documento che, pur costituendo un semplice parere non vincolante, tanta parte ha avuto ed ha nel futuro &#8220;<em>sviluppo</em>&#8221; urbanistico della citta di L&#8217;Aquila e nella ricostruzione della Storia e dell&#8217;affidabilità di questi terribili mesi.</p>
<p>Con i successivi decreti del 24 agosto 2009 (n. 18) e 1 ottobre 2009 (n. 26) il Commissario Bertolaso ha provveduto a rettificare ed integrare alcune delle zone individuate per l&#8217;insediamento delle costruzioni del progetto C.A.S.E. ed in entrambi i documenti, come prescritto dal decreto Abruzzo, sono citati i pareri acquisiti dal sindaco di L&#8217;Aquila su queste rettifiche (che hanno comportato delle modificazioni anche rilevanti, si pensi a Paganica). Le note del sindaco di L&#8217;Aquila ivi indicate sono datate rispettivamente 24 agosto 2009 e 24 settembre 2009.</p>
<p><strong>Per la trasparenza dovuta ai cittadini abruzzesi tutti, Le chiediamo di rendere noto il contenuto dei Suoi pareri 9 maggio 2009, 24 agosto 2009, 24 settembre 2009 (tutti e tre indicati senza protocollo nei decreti del Commissario Bertolaso) e l&#8217;indicazione delle persone o delle strutture comunali che hanno curato l&#8217;elaborazione e la stesura materiale di detti pareri.</strong></p>
<p><em>Cordiali saluti.</em><br />
<em><strong>Il Martello del Fucino - foglio volante di Fontamara</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>AL SINDACO DI L&#8217;AQUILA - Domanda n 1: Localizzazione insediamenti «Progetto C.A.S.E.» nella città di L&#8217;Aquila</title>
		<link>http://www.site.it/al-sindaco-della-citta-di-laquila-somanda-n-1-localizzazione-insediamenti-%c2%abprogetto-case%c2%bb-nella-citta-di-laquila/12/2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 18:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei tempi di tribolo, questo si sa, non si può guardare troppo per il sottile. Non ci può permettere il lusso di essere schizzinosi. E neppure si può sindacare opinare puntualizzare discutere sottilizzare (tutti sport nazionali) come se ci si trovasse al bar o in sezione, mentre tutto intorno ferve - come nel periodo successivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nei tempi di tribolo, questo si sa, non si può guardare troppo per il sottile. Non ci può permettere il lusso di essere schizzinosi. E neppure si può sindacare opinare puntualizzare discutere sottilizzare (tutti sport nazionali) come se ci si trovasse al bar o in sezione, mentre tutto intorno ferve - come nel periodo successivo al terremoto del 6 aprile - l&#8217;accorrere e il soccorrere verso una popolazione duramente colpita, rimasta letteralmente all&#8217;addiaccio.</em><em>Da anni, dell&#8217;emergenza l&#8217;Italia ha fatto lo strumento per bypassare le normali procedure burocratiche (adatte e addette ad impastoiare tutto nei soli periodi normali) che pure si è data e che tenacemente conserva, ed il caso aquilano, le cronache cominciano a rimandarlo, sembrerebbe non aver fatto eccezione; per alcuni, esso ha addirittura rappresentato l&#8217;apoteosi dell&#8217;emergenza elevata a metodo di reggimento della cosa pubblica post-moderna.</em></p>
<p><em>Ora che sono trascorsi otto mesi dal sisma, sta sorgendo - e va rimanendo senza risposte soddisfacenti e pertinenti- un grande desiderio di conoscere comprendere metabolizzare quel che è successo nella cosiddetta fase dell&#8217;emergenza e della ricostruzione leggera. E&#8217; forse venuto il tempo di riflettere su quanto è accaduto, anche per tentare di far tesoro delle cose positive e di abbandonare il sentiero opaco degli aspetti grigi.</em></p>
<p><em>Inauguriamo quindi, con la modestia del caso, una serie di domande che il senso dell&#8217;opportunità ci trattenne dal formulare all&#8217;epoca ma che riteniamo - per quanto irresistibilmente destinate al vaniloquio e al cestino - di pubblico interesse. Adesso non meno di allora</em>.<br />
&#8212;</p>
<p><strong>DOMANDA N. 1 - AL SINDACO DELLA CITTA&#8217; DI L&#8217;AQUILA, MASSIMO CIALENTE</strong></p>
<p>Oggetto: <strong>Localizzazione insediamenti «Progetto C.A.S.E.» nella città di L&#8217;Aquila</strong></p>
<p>Come noto, il <a href="http://www.site.it/le_testate/_notes/decreto%20n6%2011maggio%202009.pdf"><u><font color="#ff0000">decreto 11 maggio 2009 n. 6</font></u></a> del Commissario delegato Bertolaso ha provveduto ad individuare e localizzare, in base a quanto stabilito con il cosiddetto decreto Abruzzo, le aree destinate alla «realizzazione dei moduli abitativi destinati ad una durevole utilizzazione nonché delle connesse opere di urbanizzazione e servizi», procedendo contestualmente alla dichiarazione di pubblica utilità delle stesse, occupazione ed esproprio. Su quelle particelle - nel decreto espressamente enumerate - sono stati poi realizzati gli insediamenti della nuova L&#8217;Aquila, decidendo, in pratica, un modello di città decentrata che per molti anni (e forse per sempre) contrassegnerà la vita del capoluogo di regione.</p>
<p>Lo stesso decreto Abruzzo statuiva che il Commissario Bertolaso provvedesse a tale individuazione «d&#8217;intesa con il Presidente della Regione Abruzzo e sentiti i sindaci dei comuni interessati», ovvero dovesse sentire anche Lei.</p>
<p>Lei, sindaco di L&#8217;Aquila, in quei giorni ha più volte espresso, anche in pubblici consessi (es.: riunione con i Comitati civici a via Strinella), il concetto di non aver sostanzialmente partecipato a tale processo decisionale, ed ancora il 15 maggio 2009, quattro giorni cioè dopo l&#8217;emanazione del decreto n. 6 da parte del Commissario Bertolaso, leggemmo che «il sindaco dichiara ai microfoni di Abruzzo24ore di non aver ancora visto quali sono le aree individuate» (http://www.abruzzo24ore.tv/news.php?id=11126).</p>
<p>C&#8217;è un problema. Nel decreto n. 6 è espressamente attestata la seguente circostanza:<br />
«ACQUISITO il parere del Sindaco della città di L&#8217;Aquila sul cui territorio insistono le aree allo stato individuate, di cui alla nota del 9 maggio 2009».</p>
<p>Non solo. In premessa è scritto:<br />
«VISTO il lavoro preparatorio svolto da un gruppo di tecnici della struttura commissariale e di tecnici comunali ai fini della localizzazione delle predette aree e diretto ad accertare l&#8217;idoneità delle stesse».</p>
<p>Poiché all&#8217;epoca qualcuno provò a dolersi di presunti onerosi incarichi a tecnici di fiducia del Comune di L&#8217;Aquila, Le chiediamo, al fine di rendere noto l&#8217;esatto stato dei fatti, quel che all&#8217;epoca testualmente scrisse (ché qualcosa ha scritto, a meno di non voler accusare la Protezione civile di aver attestato il falso) nel parere del 9 maggio 2009, e da quali tecnici comunali furono svolti i lavori preparatori per la individuazione delle aree per parte del Comune di L&#8217;Aquila.</p>
<p><em>Cordiali saluti.</em><br />
<strong>Il Martello del Fucino - foglio volante di Fontamara</strong></p>
<p>Allegato PDF : <a href="http://www.site.it/le_testate/_notes/decreto%20n6%2011maggio%202009.pdf"><strong>Decreto n 6 - 11 maggio 2009</strong></a></p>
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		<title>Tasse ai terremotati - Dopo le promesse, la beffa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 21:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dipendenti, cassaintegrati e pensionati terremotati torneranno a pagare le tasse regolarmente. Così come le società e le aziende con volume d&#8217;affari superiore a 200mila euro. Se - il dubitativo è ancora doveroso, vista la montagna di parole fin qui spese - verrà effettivamente prorogata la sospensione, non sarà per tutti. Non solo: non ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dipendenti, cassaintegrati e pensionati terremotati torneranno a pagare le tasse regolarmente. Così come le società e le aziende con volume d&#8217;affari superiore a 200mila euro. Se - il dubitativo è ancora doveroso, vista la montagna di parole fin qui spese - verrà effettivamente prorogata la sospensione, non sarà per tutti. Non solo: non ci sono sconti sugli arretrati e andrà restituito il 100% in 60 rate. E tutte le promesse fatte? Rivediamole.</strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/09/f-e-berlusconi-bazzano1.jpg" title="f-e-berlusconi-bazzano1.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/09/f-e-berlusconi-bazzano1.jpg" alt="f-e-berlusconi-bazzano1.jpg" /></a></p>
<p><strong>28 luglio 2009</strong> - Il Centro, quotidiano locale, scrive: &#8220;<em>In meno di due ore si riaccendono le speranze dei contribuenti aquilani. Intorno alle 17 la Camera approva all&#8217;unanimità un ordine del giorno che equipara la condizione fiscale dei terremotati aquilani a quella delle popolazioni di Umbria e Marche. Prima delle 19 arriva l&#8217;accordo tra il ministro Tremonti e il capo della Protezione civile, Bertolaso, sul rinvio per il pagamento delle tasse.</em>&#8221;<br />
Il trattamento a Marche e Umbria va ricordato: sospensione delle tasse per tutti per 18 mesi, restituzione del 40% degli arretrati e dopo 12 anni in 120 rate. Tutti tranquilli e voci fuori dal coro messe a tacere.</p>
<p><strong>7 dicembre </strong>- La situazione non si sblocca, anche se tutti danno per scontato che gli impegni vengano mantenuti. Stefania Pezzopane chiama alla mobilitazione. Arrivano altre promesse. Per giorni, il giornale locale titola che le tasse saranno sospese, e lo stesso dicono i tg nazionali. Bertolaso: &#8220;<em>Spero di aver così tranquillizzato i nostri amici aquilani ai quali ancora una volta stiamo dando prova di grande serietà e coerenza</em>&#8220;. Si smentirà da solo nel giro di dieci giorni.</p>
<p><strong>10 dicembre</strong> - ancora nulla di fatto. Gli aquilani sono in piazza a Montecitorio.<br />
Ma Bertolaso attacca duramente: &#8220;<em>Cialente ha perso una buona occasione per lavorare su altre cose.</em>&#8221; E garantisce che la sospensione delle tasse arriverà con il decreto che crea anche la Spa della Protezione Civile. Il che fa nascere dubbi legittimi da una parte: non è che si tenta di blindare al voto quel decreto? Dall&#8217;altra, invece, arrivano le accuse alla sinistra di strumentalizzare la questione per scendere in piazza. Un classico.</p>
<p><strong>12 dicembre</strong> - A L&#8217;Aquila si mormora: &#8220;<em>Visto? Le tasse ce le hanno sospese</em>&#8220;. Come se non bastasse, Bertolaso rassicura ancora: &#8220;<em>Alcune ipotesi sono state gia&#8217; formulate in Finanziaria. Non ci sara&#8217; alcun problema ad inserire questa norma nel decreto legge all&#8217;esame del Consiglio dei Ministri, che chiude l&#8217;emergenza rifiuti in Campania e restituisce alle autorita&#8217; locali la competenza dell&#8217;emergenza Abruzzo</em>&#8220;.</p>
<p><strong>17 dicembre</strong> - Le carte si scoprono. Nel decreto-calderone, la proroga della sospensione delle tasse non c&#8217;è. Bertolaso cambia versione: &#8220;<em>C&#8217;è ovviamente anche la proroga della sospensione dei tributi in Abruzzo, che non è nel decreto che riguarda l&#8217;Abruzzo ma nel &#8216;milleproroghe</em>&#8220;. Ovviamente, dice. Ma non cambia versione solo su quello: <em>&#8220;La proroga non sarà per tutti, ma riguarderà il territorio del cratere e le categorie più a rischio per il pagamento dei tributi</em>&#8220;.</p>
<p>Eccolo servito, il boccone amaro agli aquilani. E il trattamento per la questione tasse è solo una delle tante criticità di questo sisma mai raccontate veramente. Tant&#8217;è che, in tutta fretta, ieri sera, vari Tg hanno parlato della sospensione delle tasse in Abruzzo dandola per scontata. Un po&#8217; come hanno fatto con gli aquilani in tutti questi mesi. Il messaggio alla nazione dev&#8217;essere uno solo: &#8220;<em>A L&#8217;Aquila è stato risolto tutto</em>&#8220;.</p>
<p>E&#8217; evidente che non è così. L&#8217;unica speranza per i terremotati? Che anche questa volta le dichiarazioni si smentiscano da sole. Ma appare molto difficile. E così, Cialente  e Pezzopane chiamano a raccolta gli aquilani per il pomeriggio di oggi.</p>
<p>18 dicembre 2009,</p>
<p><strong>Alberto Puliafito</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Da eroe di L&#8217;Aquila alla Protezione Civile SpA. Dove può arrivare Bertolaso?</title>
		<link>http://www.site.it/da-eroe-dellaquila-alla-protezione-civile-spa-dove-puo-arrivare-bertolaso/12/2009/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 21:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/12/3-bertolaso-270x400.jpg" title="3-bertolaso-270x400.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2009/12/3-bertolaso-270x400.jpg" alt="3-bertolaso-270x400.jpg" /></a>Mentre l&#8217;opinione pubblica si concentra sull&#8217;arco discendente della parabola di un modellino del Duomo di Milano e sul punto d&#8217;atterraggio di quel modellino, c&#8217;è un personaggio che a quel punto d&#8217;atterraggio è strettamente legato e che agisce a tutto campo.Un personaggio che ha costruito la sua fortuna recente su L&#8217;Aquila e sulla gestione - mediatica - del post terremoto. Si tratta di Guido Bertolaso, che da qualche giorno è letteralmente scatenato.</p>
<p>Bertolaso se la prende con gli imprenditori che costruiscono i Moduli Abitativi Provvisori nei comuni del cratere e dice che gli fanno fare una figuraccia. Ma chi gli ricorda che le C.A.S.E. (le new town, in sostanza) che dovevano essere pronte a novembre ospitano a oggi solo 7.922 persone, jnvece di 17mila?</p>
<p>Bertolaso riceve un&#8217;onoreficenza a L&#8217;Aquila. Un&#8217;onoreficenza che si può ritenere quantomeno prematura e che i membri del <em>Comitato Cittadini per i Cittadini</em> contestano. Ma che importa rilevare che qualcuno contesta se gli altri applaudono?</p>
<p>Bertolaso dichiara in un&#8217;intervista a <em>Faccia a Faccia</em> su Radio3 che il premier - evidentemente dalla sua stanza nel San Raffaele - gli ha chiesto di non lasciare la guida della Protezione Civile. Ma lui vorrebbe lavorare con il Cuamm (una delle maggiori ong italiane che opera in Africa). Come medico-manager. O forse potrebbe accontentarsi del Ministero della Sanità.</p>
<p>Bertolaso chiede la rimozione di nove sindaci della regione Campania, ritenuti inadempienti nella questione raccolta rifiuti. I sindaci protestano. Nel frattempo, il processo &#8220;<em>Rompiballe</em>&#8220;, che riguarda proprio il periodo di gestione commissariale dello stesso Bertolaso in Campania per l&#8217;emergenza rifiuti, non vedrà la Regione Campania come parte civile (la richiesta è stata ritenuta tardiva). E finirà a Roma, azzerando di fatto due anni di indagini.</p>
<p>Infine, giovedì 17 dicembre, il Consiglio dei Ministri discute il decreto-calderone che contiene la creazione di <em><strong>Protezione Civile SpA</strong></em>. Una struttura inquietante, un soggetto di natura privatistica, il cui Consiglio d&#8217;amministrazione sarebbe nominato direttamente dalla Presidenza del consiglio dei ministri, insomma da Berlusconi. Un general contractor che potrebbe addirittura fare utili. Sull&#8217;emergenza, ovviamente. E che segue la stessa logica dell&#8217;altra strutttura nascente - e altrettanto inquietante -: la <em><strong>Difesa Civile SpA</strong></em>.</p>
<p>Mettere insieme i pezzi di questo puzzle è anche troppo semplice.<br />
Bertolaso, infilato nella sua tuta da &#8220;<em>uomo del fare</em>&#8221; che raccoglie consenso bipartisan, si conferma uno degli uomini più influenti d&#8217;Italia. C&#8217;è da chiedersi dove possa arrivare, se non terrà fede alla propria promessa di dedicarsi all&#8217;Africa.</p>
<p>17 dicembre 2009,</p>
<p><strong>Alberto Puliafito</strong></p>
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