Discarica di «Valle dei fiori» (Gioia dei Marsi): Wwf Italia e (più modestamente) Martello del Fucino ricorrono al TAR

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Esiste una taumaturgica panacea a tutte le inefficienze che ci affliggono, a quelle inefficienze che con metodo vengono iniettate, nel corpo del nostro vivere (sempre meno) civile, da politica e burocrazia: basta gridare alla «emergenza». In suo nome (quasi) tutto si può. Si può persino concepire di realizzare una discarica a quasi mille metri sul livello del mare sull’Appennino, in un sito a massima zona sismica, che dà grandi preoccupazioni sotto il profilo geologico; dove, sottostante (non si è capito bene quanto), dorme un’acquifero assai rilevante (che disseta e annaffia mezzo Fucino) difeso da uno strato di roccia che le stesse Autorità definiscono “altamente permeabile”. C’è l’EMERGENZA, si DEVE fare.

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Ma chi ha dichiarato questa «emergenza»? Era legittimato a farlo? Da chi ha tratto tale potere?
Chi è poi che asserisce di volerla combattere, l’emergenza? Può parlare a nome di tutti? E’ morale che costui benefici delle circostanze della medesima emergenza che ha in (gran) parte causato nonché attestato? Si potrebbe qui tirar fuori un’altra espressione tipica della nostra epoca: «conflitto d’interessi»… ma non ha lo stesso successo della parolina magica: «EMERGENZA»….

Per vagliare la legittimità dell’assunzione di un simile rischio – il rischio a cui si allude è quello di costruire la discarica di «Valle dei fiori» – c’è ora, a dispetto persino dell’avvenuta pubblicazione del bando per l’affidamento dei lavori da parte di ACIAM (naturalmente «ristretto urgente», perché c’è l’emergenza!), il ricorso di Wwf e Martello del Fucino.

Postiamo il testo del ricorso, assai istruttivo, in attesa degli sviluppi.

Per scaricare il file pdf del ricorso, CLICCA QUI

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