Da L’Aquila a «Valle dei fiori» – Il rimbalzo delle macerie

Da L’Aquila a «Valle dei fiori» – Il Martello scrive all’ingegner Torelli (Aciam)

Il rimbalzo delle macerie

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Oggetto: Macerie del terremoto aquilano – Valle Solegara (Antrosano) – Valle dei fiori (Gioia dei Marsi)

Egregio Ingegner Torelli,
spero tutto bene.

Scuserà l’impudenza e l’irritualità della presente comunicazione ma ritengo di doverLe esternare, per quel poco che può valere, tutto il senso di angoscia che la recente – e scoperta – disponibilità di Aciam «a ricevere qualcosa dei tre milioni di metri cubi di macerie» (Il Centro, 14 novembre 2009) del terremoto aquilano ha ingenerato nella mia modesta persona, e non solo per la parziale deviazione dal core-business del Consorzio, la cui “mission” è quella, leggo dal sito, «di consolidare la propria leadership nella gestione dei rifiuti solidi urbani assicurando un servizio efficiente, affidabile e competitivo» (e Dio solo sa di quanta attenzione tale ambizioso obiettivo necessiterebbe).

In occasione della riunione aquilana del 13 novembre scorso, la disponibilità sulle macerie è stata manifestata da Aciam unitamente ad esponenti dell’amministrazione comunale di Avezzano, cosicché non pare esservi dubbio che la porzione che toccherà in sorte al Consorzio avrà, quale destinazione finale, il sito di “Valle Solegara” (Antrosano), già ora in opera per gli inerti e già individuato dalla Regione Abruzzo quale sito idoneo proprio per lo smaltimento delle macerie aquilane. Non sfugge, nemmeno ad una persona ingenua quale chi Le scrive, che un simile conferimento comporterebbe, nel caso dovesse effettivamente verificarsi, l’automatica traslazione, in un perverso gioco dei quattro cantoni, della discarica per rifiuti solidi urbani marsicana a “Valle dei fiori” (Gioia dei Marsi), ovvero in quel sito che localizzato in un’area infelicissima e classificato ad altissimo rischio idrogeologico, dovrebbe, per ragion di stato, divenire idoneo per consentire il più proficuo albergo delle macerie in Avezzano.

Come è bene a Sua conoscenza, il giudizio VIA relativo alla progettata discarica di “Valle dei fiori” ha richiesto formalmente – recependo quanto espresso nel parere dell’Autorità di Bacino competente – che la procedibilità sul progetto Aciam di “Valle dei fiori” sia condizionata, proprio in ragione delle criticità emerse nell’iter valutativo, all’attestazione del “Servizio Gestione Rifiuti” della Regione che «l’opera è indispensabile e non delocalizzabile». Tale ultima caratteristica non può derivare da semplici considerazioni “economicistiche”, ed insieme all’invito, rivoltoLe anche dal WWF Abruzzo, di condurre uno studio sul territorio onde verificare effettivamente che non vi siano altri siti idonei alla localizzazione di una discarica nel territorio dei Comuni soci del Suo Consorzio, Le rappresento che la semplice considerazione che a “Valle Solegara” (sito che nel 2006 fu peraltro in predicato di divenire anche discarica per rifiuti solidi urbani, con apposito progetto Aciam ritirato per ragioni eminentemente politiche) sia più conveniente allocare le più redditizie materie non potrà di certo implicare e consentire che “Valle dei fiori” divenga “non delocalizzabile”. Al contrario.

Citarsi è sempre sgradevole, pure mi pregio rammentarLe la lettera che non appena la umana decenza lo consentì (avrei voluto spedirla già il 6 aprile 2009) inviai, nel maggio 2009, al professor Mauro Dolce [Dipartimento Protezione Civile – Ufficio III – Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico e attività ed opere post-emergenza] in ordine al progetto di “Valle dei fiori”, e nella quale concludevo accorato che «l’emergenza non deve essere lo strumento per risolvere, d’imperio, quello che emergenza non è, magari nei luoghi contigui al sisma» (per l’intera lettera si veda: Il Martello del Fucino, a.VI, n. 9). Ora più che mai, l’emergenza delle macerie – problema gravissimo – non può, di rimbalzo, colpire noi, a “Valle dei fiori”, creando, per il futuro, ulteriori gravissimi problemi.

Su questi aspetti, caro Ingegnere, troverà la ferma opposizione della mia modesta persona e, mi auguro, quella del COMITATO NO DISCARICA VALLE DEI FIORI da poco sorto in zona nonché quella dei cittadini (sempre più numerosi) consapevoli del problema che ci sovrasta.

Cordiali saluti.
Franco Massimo Botticchio

(proprietario de «Il Martello del Fucino» – foglio volante di Fontamara – Reg.ne Tribunale di Avezzano n. 176/2004)

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