COLLARMELE – Impianto biometano: tante domande e poche risposte

Dubbi sull'approvvigionamento delle materie prime per alimentare l'impianto e incertezze sull'investimento finanziario nel progetto. I soci e il capitale sociale della Biometano energy srl.

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

La conferenza stampa indetta lunedì scorso dai comuni di Collarmele, San Benedetto dei Marsi e Pescina non ha chiarito tutte le perplessità sull’impianto di biometano che il 5 settembre scorso ha ricevuto un sostanziale dalla Regione. Uniche cose certe, al momento, la preoccupazione della popolazione e l’annuncio della nascita di un Comitato di cittadini contrari al progetto.

I punti fermi sull’impianto

A presentare nell’aprile 2018 il progetto è la Biometano energy srl: la potenza dell’impianto è di 0,999 Mw e consente di scavalcare i Comuni nell’iter autorizzativo. La società così chiede alla Regione di poter realizzare a Collarmele – a confine con i comuni di Pescina e San Benedetto dei Marsi – un impianto per la produzione di biometano. Sono necessarie per il suo funzionamento 113mila tonnellate l’anno di sottoprodotti agricoli e zootecnici da reperite nella zona.

Il punto di svolta è la Conferenza dei servizi del 5 settembre scorso. Nonostante le numerose osservazioni tecniche dei tre Comuni, la Regione autorizza di fatto l’impianto:  Verbale della riunione.

Nella conferenza stampa tenuta lunedì scorso a Collarmele, i sindaci hanno illustrato le ragioni della loro opposizione e le azioni svolte per contrastare l’iter autorizzativo, esternando il loro risentimento verso i “politici regionali eletti nella Marsica“, accusati di non aver “difeso il nostro territorio”.

In particolare, è stato espresso lo stupore per l’esito della Conferenza dei servizi. Nella foga, Quirino D’Orazio, sindaco di San Benedetto dei Marsi, si è spinto fino ad ipotizzare indicibili interessi da parte degli uffici regionali: “mi assumo la responsabilità di quello che dico”, ha dichiarato deciso.

Le zone d’ombra

Oltre ad alcuni aspetti tecnici e ambientali, le cose poco chiare sono soprattutto due. La prima è l’approvvigionamento in zona delle 113mila tonnellate l’anno di sottoprodotti agricoli e zootecnici: anche i rappresentanti delle associazioni agricole, concordano sull’impossibilità di  reperire in zona simili quantitativi, soprattutto da conferire gratuitamente, come sostenuto dalla ditta. E alla nostra domanda se esiste una norma che consente di sostituire tali sottoprodotti con altro materiale – ad esempio la frazione organica dei rifiuti urbani – non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

Altro punto è l’aspetto finanziario di un investimento che si presume cospicuo. Sulla società proponente questo è quanto emerge dalla visura alla Camera di commercio:

BIOMETANO ENERGY srl – Costituita il 5 maggio 2017, sede legale in via Marsa 51, San Benedetto dei Marsi. Capitale sociale deliberato 10mila euro, capitale versato 2.500 euro. SOCI E QUOTE: 21,6% Claudio Peraino; 8,4 % Giorgia Zaffrani; 40% Alpalux energy srl; 30% Biogest Energie und Wassertechnik GmbH ges con sede in Austria. AMMINISTRATORI: Patrizia Tarquini; Christian Riel, cittadino austriaco domiciliato a San Benedetto dei Marsi, allo stesso indirizzo della sede legale.

CONTINUA NEL PROSSIMO ARTICOLO:

Collarmele – Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Biometano energy srl

SULLO STESSO ARGOMENTO:

SPECIALE – Energie alternative nella Marsica

Commenti su Facebook
Print Friendly, PDF & Email