Ponte A25: effetto boomerang – Sindaco Tedeschi cita Ministero trasporti e Toto: giudice li condanna, ma Cerchio rischia l’isolamento

Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio (Aq)

Aggornamento del 2 agosto 2019

Ponte A25: effetto boomerang.
Sindaco Tedeschi cita Ministero trasporti e Toto: giudice li condanna, ma Cerchio rischia l’isolamento

Era un Gianfranco Tedeschi in splendida forma quello che sventolava davanti ai giornalisti l’ordinanza del giudice Andrea dell’Orso, che per la prima volta riconosce ai sindaci un ruolo sulla sicurezza delle infrastrutture presenti nel loro territorio. Ma ora a Cerchio si teme l’effetto boomerang.

La storia. il sindaco Tedeschi presenta una denunzia di “danno temuto”, poiché per un ponte autostradale che insiste sulla via d’accesso del paese, le nuove norme non garantirebbero più la sicurezza antisismiche. Con essa cita in giudizio il concessionario Toto e il Ministero dei trasporti, proprietario dell’A24 e A25.
Il Ministero, contumace, viene condannato insieme al concessionario che invece fa finta di resistere: il giudice ordina loro di mettere in sicurezza il ponte “al fine di eliminare il pericolo di crollo dello stesso in caso di eventi sismici”.
Tutto sembra risolto per il meglio: il ministero metterà i soldi, il concessionario farà i lavori magari senza gara e il sindaco Tedeschi, con un passato di collaboratore di società del Gruppo Toto, è doppiamente contento.
Ma l’esultanza dura poco. L’ordinanza parla di viadotto a rischio crollo in caso di sisma e qualcuno ora chiede:
Perché il sindaco non chiude al traffico la strada sotto il ponte autostradale, ora che la pericolosità è sancita anche dall’ordinanza del Tribunale di Avezzano?

(L’articolo integrale del 26 luglio 2019)

Cerchio, ponte A25 – Giudice ordina messa in sicurezza: Tedeschi esulta, Toto pure, Toninelli con il cerino in mano

E’ un Gianfranco Tedeschi in splendida forma quello che si presenta davanti ai giornalisti. Un Tedeschi che sventola un’ordinanza del Tribunale di Avezzano, visibilmente soddisfatto almeno per tre motivi: come Sindaco di Cerchio, come dottore in legge e infine come ex collaboratore di una società del Gruppo Toto.

L’occasione è la conferenza stampa con cui il sindaco, assieme all’assessore avv. Franco Paolini, annuncia una clamorosa novità giudiziaria che irrompe nella vertenza sulla sicurezza autostradale, tema caldo che ormai da oltre un anno infiamma il dibattito politico regionale e tiene in apprensione gli utenti delle due arterie gestiste dal Gruppo Toto.

Ieri il Giudice Andrea dell’Orso, del Tribunale ordinario di Avezzano, ha emesso una ordinanza che fa già discutere. Si tratta di un provvedimento giudiziario che – molto probabilmente – è destinato ad incidere non solo sulle autostrade di Toto ma sul tema incandescente della sicurezza delle infrastrutture nazionali.

Ma non solo di clamoroso precedente giuridico si tratta. L’intera vicenda è interessante anche per alcune altre curiosità legate alle parti in commedia che alcuni degli attori coinvolti, seguendo un consumato copione, sembrano recitare.

La storia

Ad avviare il procedimento è stato il Comune di Cerchio con una denunzia di danno temuto. Sindaco e giunta comunale puntano il dito sulla rispondenza alle nuove indicazioni antisismiche di un ponte autostradale che insiste all’ingresso del centro abitato.

Il Comune marsicano, si rivolgeva al tribunale affinché fosse “ordinata la chiusura del tratto autostradale A25 ricadente sul territorio comunale nonché l’esecuzione dei lavori di manutenzione dei ponti”. L’ente in sintesi sosteneva che l’eventuale collasso di quel ponte avrebbe potuto comportare ripercussioni sulla viabilità interna in quanto le strade di accesso al paese di Cerchio passano al di sotto del viadotto in questione.

Ad essere citati in giudizio sono Strada dei Parchi spa, che ha in gestione l’intero tronco autostradale dell’A24 e A25, ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diretto dal ministro del M5s Toninelli, che di quelle infrastrutture e proprietario.

Così conclude il Giudice nell’ordinanza:

dichiara la contumacia del Ministero dei trasporti, poi accoglie il ricorso e “ordina ai resistenti l’esecuzione degli interventi di manutenzione straordinaria volti a prevenire il rischio sismico del viadotto ‘Cerchio via Sinistra’ al fine di eliminare il pericolo di crollo dello stesso in caso di eventi sismici”. Infine, il giudice condanna in solido i due resistenti (Toto e Ministero), a pagare al Comune le spese di lite.

Per il Comune una vittoria su tutti i fronti, ma l’ordinanza stabilisce anche un principio che potrebbe costituire un precedente per il resto d’Italia: l’Ente locale e il sindaco, in qualche modo, sono responsabili anche per la sicurezza delle infrastrutture che insistono sul territorio di competenza.

Una ordinanza esemplare, dunque. Ma una ordinanza che presenta anche altre curiosità che meritano di essere evidenziate.

1 – Il tracciato delle autostrade A24 e A25 – che di fatto collegano il Tirreno con l’Adriatico – interessa decine e decine di Comuni: l’unico a rivolgersi al tribunale è stato però solo Cerchio.

2 – Il Sindaco del Comune di Cerchio è stato un collaboratore retribuito di una società del Gruppo Toto: ad ammetterlo senza problemi è lo stesso Gianfranco Tedeschi, rispondendo in conferenza stampa a delle nostre specifiche domande.

3 – Il Ministero dei trasporti, proprietario dell’infrastruttura, non si è costituito in giudizio. La controversia è sommariamente istruita, quindi, solo con l’acquisizione dei documenti prodotti da Comune di Cerchio e concessionario Strada dei Parchi spa. E a leggere l’ordinanza sembra proprio che il concessionario più che altro fa finta di resistere alle richieste del Comune. Scrive infatti il giudice in un passaggio: “Vieppiù da considerare che la suddetta società non ha prodotto alcun atto di tale giudizio il che preclude di verificare l’esistenza dei requisiti per la invocata sospensione”.

Il giudice ordina quindi al Ministero dei trasporti (in quanto proprietario dell’infrastruttura) e a Strada dei Parchi spa (in quanto concessionario) di eseguire i lavori  di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza sismica dell’autostrada.

Il giudice non distingue chi tra i due deve eseguire cosa e – soprattutto – non dice chi tra i due deve pagare le spese: è facile però immaginare che sarà il ministero a dover mettere i soldi per le spese di manutenzione straordinaria. Ed è anche facile prevedere che, molto probabilmente, ad eseguire i lavori saranno le ditte del concessionario e magari, come in passato, senza nemmeno una gara di evidenza pubblica.

In ogni caso, sullo stato del ponte di cui si discute questa è, secondo il giudice, la situazione:

[…] dalla disamina delle copiose produzioni documentali è in effetti risultato in maniera acclarata che la condizione del viadotto Cerchio in Via Sinistra lungo il tratto dell’autostrada A25 ricadente nel suddetto comune presenta, quanto al rischio sismico, condizioni tali da rendere assolutamente necessario il compimento di interventi di manutenzione straordinaria. In particolare, il viadotto si presenta ammalorato nelle pile e nelle strutture antisismiche, nella stessa intensa corrispondenza intercorsa, a partire dal mese di agosto 2018, tra il concessionario del tratto autostradale ed il Ministero è emerso che, sulla base delle indagini svolte, l’opera si presenta inadeguata a resistere ad un eventuale evento sismico.[…] Una tale situazione, dunque, è certamente tale da determinare, in assenza di interventi di manutenzione, il pericolo di crollo del viadotto con ripercussioni negative per il Comune di Cerchio atteso che le strade di accesso al paese sono collocate proprio al di sotto del tratto autostradale che ci occupa con il conseguente rischio di rendere difficoltoso se non addirittura impossibile raggiungere il centro abitato….

Print Friendly, PDF & Email