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	<title>SITe.it &#187; Primo Piano</title>
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	<description>Giornale on line</description>
	<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 13:53:26 +0000</pubDate>
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		<title>In memoria di Gennaro De Stefano (1951-2008)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 13:52:18 +0000</pubDate>
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Il ricordo del ventennale dell&#8217;atroce &#8220;delitto di Balsorano&#8221; quale fomite dell&#8217;oblio della memoria di Gennaro De Stefano (1951-2008)
Convitato di pietra a Case Castella
Fu per molti versi eloquente (ed istruttiva) la glaciale indifferenza con la quale venne accolta, nella Marsica e negli Abruzzi, l&#8217;autobiografia di Gennaro De Stefano, opera uscita nel marzo 2008, appena poche settimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a title="e-immagine-sopratitolo.jpg"><br />
</a>
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<p align="justify"><font color="#ff0000"><strong>Il ricordo del ventennale dell&#8217;atroce &#8220;delitto di Balsorano&#8221; quale fomite dell&#8217;oblio della memoria di Gennaro De Stefano (1951-2008)</strong></font></p>
<p align="justify"><strong>Convitato di pietra a Case Castella</strong></p>
<p align="justify">Fu per molti versi eloquente (ed istruttiva) la glaciale indifferenza con la quale venne accolta, nella Marsica e negli Abruzzi, l&#8217;autobiografia di Gennaro De Stefano, opera uscita nel marzo 2008, appena poche settimane prima che un male incurabile conducesse l&#8217;autore nel Regno dei Più. Eppure, «<em>l&#8217;autobiografia di uno dei più grandi cronisti dei nostri tempi</em>» risultava, come risulta, assai godibile ed ha la caratteristica di essere incentrata - per quanto l&#8217;autore abbia, nel tempo, lavorato in tutta Italia (ed anche oltre, come emigrante) - sulla città di Avezzano. Città della quale, incontrandoci, ce ne diceva di tutti i colori, quasi come un innamorato tradito, salvo a trovarsi sempre a manifestare per essa un malcelato e quasi comico trasporto.<br />
Gennaro De Stefano ha rappresentato per lunghi anni la personalizzazione vivente e pulsante dell&#8217;<strong>arciavezzanese</strong>, ovvero ha impersonificato e incarnato i tanti dilaceranti multiversi aspetti del miracolo economico e della liberazione dei costumi, per così come tali fenomeni si sono palesati, negli anni Sessanta e Settanta, nella nostra Terra. Sotto questo profilo, la sua ultima narrazione, con le certezze borghesi della sua infanzia e i successivi sviluppi <em>agit-prop</em>, potrebbe non aver riscosso il successo dovuto in patria proprio perché lo scritto rinovellava e riepilogava in maniera esemplare certe inclinazioni ed alcuni atteggiamenti avezzanesi risultanti in netto contrasto con la morale corrente condivisa da una città tradizionalmente conservatrice (almeno nelle pubbliche enunciazioni di principio).<br />
Nella sua autobiografia De Stefano ripercorre molte vicende che hanno trovato spazio nelle cronache locali, e lo scritto è pervaso di uno spirito autocritico del quale l&#8217;Autore solitamente non faceva eccessiva mostra in pubblico, più per carattere pensiamo che per l&#8217;intenzione di tenere celati i fatti. Anche da questo punto di vista un&#8217;ampia condivisione dell&#8217;opera in Avezzano avrebbe potuto produrre, oltre che una riscoperta di alcune vicende, la precisazione e l&#8217;inquadramento di molti altri fenomeni <em>sociologici </em>che la città ha vissuto inconsapevolmente, o traendone degli ammaestramenti solo molto più tardi, se non mai.<br />
Per quanto il posto nel <em>gotha dei grandi cronisti dei nostri tempi</em> dovrà essergli conferito, come ha giustamente scritto Angelo De Nicola, dai&#8230; posteri, il Nostro è stato comunque un personaggio di indubbie capacità, e parrebbe, Avezzano (che non è esattamente Parigi), non potersi permettere il lusso di ignorarlo bellamente. Almeno in teoria.<br />
Nella realtà quotidiana del quadrilatero di Avezzano, Gennaro De Stefano rimane tuttavia un simbolo scandaloso, un ricordo quantomeno scomodo. Tra tutte le vicende che lo hanno visto coinvolto (dalla fuoruscita da &#8220;L&#8217;Unità&#8221; e dal Pci al <em>Colle delle api</em>) quella che ancor oggi brucia ha un nome che si fa fatica a pronunziare: <strong>Balsorano</strong>. Se ancor oggi l&#8217;opera di Gennaro De Stefano si trova collocata in un vuoto pneumatico lo si deve a tutto quello che, con i suoi articoli prima e con &#8220;<em>Il delitto di Balsorano</em>&#8221; dopo il Nostro ebbe a scatenare sulla sonnacchiosa comunità marsicana, che solo voleva sacrificare, sull&#8217;altare della rispettabilità collettiva di facciata, un Mostro. Oggi, che il Mostro ed il suo paladino non ci sono più, le parole di Gennaro sono ancora più lancinanti, per le coscienze che possono avvertirne il grido. La doglianza che sul finale dell&#8217;autobiografia riprende quanto già scritto quasi venti anni prima («<em>Il nome di Michele Perruzza</em> [&#8230;] <em>non era mai entrato nelle grazie degli intellettuali</em> [&#8230;] <em>nessun comitato si era formato per questo muratore di uno sperduto paese dell&#8217;Abruzzo, che stava rischiando di marcire in carcere per un reato che, era certo, non aveva commesso</em>») è in effetti, a parere di chi scrive, un richiamo insopportabile per quell&#8217;opinione pubblica che non ha ancora fatto veramente i conti con il delitto di Balsorano, con i suoi addentellati, con quel che di turpe si è rivelato nella rispettabilità apparente di alcune Autorità come dei cittadini normali.<br />
La riprova di questa <em>ostraca </em>della memoria è emersa prepotente in occasione della ricorrenza del ventennale dell&#8217;atroce fatto di Cristina Capoccitti, in occasione della quale <strong>gli operatori dell&#8217;informazione e della comunicazione serii</strong> si sono prodigati nell&#8217;ostentare una distaccata obiettività sui fatti e sui protagonisti che è apparsa, più ancora che il rispetto di una verità processuale (ormai consunta nelle fondamenta), una precisa determinazione di non prendere posizione, di non esternare in pubblico il reale pensiero (che si nutre e si alimenta in privato), nel comodo usbergo di un&#8217;obiettività vuota e retorica. Chi, ad esempio, avendo meno di trent&#8217;anni, si sia trovato a compulsare la <strong>pagina intera</strong> dedicata alla triste ricorrenza di Case Castella dal maggiore quotidiano regionale, non potrà mai avere la curiosità di approfondire il fatto che - comunque lo si voglia interpretare - è i<em>l volano</em> di tutta la vicenda dell&#8217;orribile fine della bambina, rappresentato dall&#8217;arresto di Gennaro De Stefano, il 31 agosto 1992, per il semplice fatto che tale evento non è nemmeno citato, come pure il nome dell&#8217;animatore della battaglia innocentista per Michele Perruzza.<br />
Il nome di Gennaro De Stefano è stato, tranne per un paio di prudentissimi casi, totalmente ignorato in occasione del ventennale. E&#8217; evidente che ci sia qualcosa che impedisca di farlo, questo nome. O forse abbiamo capito male noi?
</p>
<p align="right"><strong>Franco Massimo Botticchio</strong></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
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		<title>Aumenta la TARSU a Celano? La responsabilità è di Angelo Venti &#8230;della Petogna!</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 19:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;appena trascorsa festa dei Santi Martiri, a Celano, ha avuto, quale appendice molto controversa - e persino multata, per via del banchetto dell&#8217;opposizione posto in piazza - una robusta ventata di protesta contro l&#8217;aumento della famigerata TARSU (la tariffa/tassa [come dottamente ha provato ad argomentare e far comprendere l&#8217;assessore Santilli, non riuscendoci compiutamente] sui rifiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/08/f-e-particolare-fonte-e-pozzo.jpg" title="f-e-particolare-fonte-e-pozzo.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/08/f-e-particolare-fonte-e-pozzo.jpg" alt="f-e-particolare-fonte-e-pozzo.jpg" /></a>L&#8217;appena trascorsa festa dei Santi Martiri, a Celano, ha avuto, quale appendice molto controversa - e persino multata, per via del banchetto dell&#8217;opposizione posto in piazza - una robusta ventata di protesta contro l&#8217;aumento della famigerata TARSU (la tariffa/tassa [come dottamente ha provato ad argomentare e far comprendere l&#8217;assessore Santilli, non riuscendoci compiutamente] sui rifiuti solidi urbani) a suo tempo deliberata dal Commissario reggente il Comune, già nel 2009. Tale protesta, che si è concretizzata in una raccolta di firme, è infine culminata in un consiglio comunale appositamente convocato per trattare del tema.<br />
Nell&#8217;assise comunale celanese, tenutasi sabato scorso, all&#8217;auditorium, dinanzi ad un pubblico molto numeroso interessato e toccato nelle tasche, si sono ripetuti i cliché di un dibattito che da tempo anima le comunità locali tutte dinanzi alle bollette in continuo aumento. Cliché ascoltati - ad esempio - ad Avezzano lo scorso anno, quando ad analogo e più forte aumento della TARSU in quella città il sindaco Floris, indispettito dalle contestazioni, sbottò: «<em>Purtroppo i cittadini devono decidere se vogliono spendere meno, o se vogliamo sposare battaglie pseudo ecologiste. Non si vogliono termovalorizzatori nella Marsica né discariche: benissimo, ma poi non si vuole neanche pagare, e ciò evidentemente è impossibile</em>» (chissà che l&#8217;accenno alle battaglie pseudo ecologiste di Floris non riguardasse l&#8217;opposizione incontrata dal progetto di discarica localizzato ad Antrosano, a Valle Solegara, frettolosamente ritirato, oltre tre anni fa, dalla ditta proponente, alle prime proteste - in quel frangente ricordo peraltro che lo stesso sindaco Floris si recò alla cena del Comitato sorto contro quell&#8217;insediamento).<br />
Peccato che tale dibattito stenti a decollare, e si mantenga su livelli bassi, se non infimi.<br />
Alla (giustificata) preoccupazione del singolo iscritto a ruolo per il lievitare del costo dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani non si è accompagnato, sinora, l&#8217;esame complessivo di quale sia la qualità del servizio che il cittadino-contribuente marsicano riceva dal preposto Consorzio gestore del servizio (nel caso specifico: Aciam SpA). Ovvero, le considerazioni e le preoccupazioni sul &#8220;<em>quanto costa</em>&#8221; e sul &#8220;<em>quanto si andrà a pagare</em>&#8221; per liberarci in qualche (qualsiasi) modo dell&#8217;immondizia hanno di gran lunga eclissato ogni utile speculazione sulle prospettive, nella nostra zona, delle modalità attraverso le quali massimizzare le risorse a disposizione, economizzare le bollette e, soprattutto, salvaguardare l&#8217;ambiente. Si fatica, in questi ultimi anni di vertiginosi aumenti, rintracciare anche un accenno a tentativi di sintesi tra le diverse esigenze da contemperare, e solo si leggono doglianze tout court sull&#8217;incremento della tariffa.<br />
Sugli inceneritori sarebbe forse ora di affrontare la questione, considerando però che la nostra densità di popolazione, bassissima, non rende così cogente un insediamento che potrebbe magari, in astratto, giustificarsi nella zona di Napoli, la più antropizzata d&#8217;Europa (affrontare dunque nel senso di sgomberare il campo anche dalla semplice ipotesi di realizzarne). In realtà il futuro, inteso quale visione e previsione di quel che sarà, non sembra preoccupare molto, e di raccolta differenziata, che ad onta delle prescrizioni di legge - che imporrebbero il recupero della metà del pattume prodotto, mentre la Marsica non giunge al 10% - langue e non parte, nessuno parla, se non a fini meramente propagandistici.<br />
A Celano, l&#8217;altro giorno, l&#8217;espressione «<em>raccolta differenziata</em>» è stata pronunziata (ma sarebbe meglio dire farfugliata, in tutta fretta, quale inciso), in tre ore di interventi, solo un paio di volte. Eppure, recuperando metà del pattume avremmo la necessità di smaltirne una quantità molto minore, sia che si decida di allocarla poi vicino a casa o di trasportarla a Lanciano o Isernia o persino in Germania (tra poco faremo così).</p>
<p>In vista dell&#8217;esaurimento e della chiusura della discarica di Santa Lucia di Avezzano, il Consorzio Aciam ed i Comuni soci avrebbero dovuto provvedersi per tempo, attivando innanzitutto la differenziata e poi individuando per tempo un sito idoneo nel quale realizzare una nuova discarica. Dopo l&#8217;abbandono opportunistico ed elettoralistico di cui si è detto dell&#8217;ipotesi di Valle Solegara, riassunto efficacemente, l&#8217;altro pomeriggio, dal senatore-sindaco Piccone [che, sia detto, è sodale politico del Floris] nel suo intervento conclusivo, si è scelto, per ragioni sulle quali glisserò per non integrare quindici fattispecie penali, il sito peggiore di quelli teoricamente a disposizione, &#8220;Valle dei fiori&#8221; di Gioia dei Marsi, una località a mille metri di altezza raggiungibile (e a caro prezzo) solo da Pescina, sotto la quale alberga un acquifero di grande importanza, quello che serve San Benedetto dei Marsi, Venere ed una porzione di Fucino. Non bastasse l&#8217;acqua (bene la cui adduzione in dieci anni è raddoppiata di costo, e sarà dunque il caso di tenerselo buono, per non ritrovarci, per sconfiggere la sindrome NIMBY dei rifiuti, precipitati in quella della &#8220;<em>coperta corta</em>&#8220;, a pagare dieci volte di più l&#8217;acqua), anche l&#8217;Autorità di Bacino ha chiesto di delocalizzare l&#8217;intervento, per i timori che hanno già spinto quell&#8217;Autorità a classificare ad altissimo rischio di dissesto idrogeologico l&#8217;area sottostante (Venere di Pescina). Tutte ottime ragioni che sono state condensate, dal WWF ITALIA e dallo scrivente, in una ragionata e ragionevole opposizione al TAR contro l&#8217;AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che il 4 febbraio 2010 ha dato il viatico alla realizzazione del progetto di megadiscarica gioiese-pescinese.</p>
<p>Per quanto incredibile, tirando le somme del dibattito celanese dell&#8217;altro giorno, l&#8217;assessore Frigioni (che è assessore, ci pare, alla pubblica istruzione, e non si comprende bene perché abbia relazionato proprio lui - a meno di non considerare che l&#8217;esposizione implicasse la lettura preventiva dei volantini dell&#8217;opposizione e la ricerca delle copie del giornale ricorrente contro &#8220;Valle dei fiori&#8221;) ed il sindaco-senatore Piccone hanno ritenuto di legare la sofferenza delle tariffe celanesi con la mancata realizzazione, ad oggi, di &#8220;Valle dei fiori&#8221;. Operazione dialettica già di per sé spregiudicata che è giunta ad individuare, in un nesso causale, quali colpevoli della mancata realizzazione della nuova discarica marsicana (e, dunque, per la proprietà transitiva degli effetti, dell&#8217;aumento delle bollette) i ricorrenti al TAR contro l&#8217;intervento. Tra questi, oltre al WWF, la maggioranza celanese ha in particolare additato al pubblico ludibrio della nutrita platea il direttore de «il Martello del Fucino», che è anche editore-direttore del foglio che ha ospitato, in un suo lavoro (uno degli oltre settecento fogli ciclostilati nel progetto site.it), le doglianze dell&#8217;opposizione consiliare celanese diffuse nei giorni dei Santi Martiri. Dunque, secondo costoro, ci troveremmo dinanzi una sorta di complotto, ordito, contro le tasche dei celanesi, da quel cattivone di Angelo Venti, che ora si riserva di ricorrere alle vie legali nei confronti di Piccone per la sua falsa - e irresponsabile - accusa.<br />
Nessuna considerazione, nessun rispetto, nessuna valutazione per i contenuti di un ricorso che è un mezzo previsto dall&#8217;ordinamento per chiedere, in determinate condizioni, il vaglio della legittimità degli atti amministrativi. Nessuna minima inferenza sul fatto che il ricorso contro &#8220;Valle dei fiori&#8221;, sopravvenuto quando già Aciam SpA aveva lanciato il bando per l&#8217;affidamento dei lavori, non chiedeva alcuna sospensiva, e dunque l&#8217;arresto della procedura è dipeso esclusivamente dalle decisioni di Aciam SpA. Chissà perché, verrebbe da chiedersi, Aciam SpA si è fermata&#8230;.<br />
Il grottesco consiglio finale del sindaco-senatore Piccone ai consiglieri di opposizione è suonato più o meno così: «se potete intervenite» nei confronti dell&#8217;editore dei vostri volantini, che è lo stesso che insieme al WWF ha fatto ricorso contro la discarica di &#8220;Valle dei fiori&#8221;, la cui mancata realizzazione «è la causa principale»&#8230; dell&#8217;aumento delle bollette&#8230;<br />
Se stiamo messi così&#8230; siamo alla catena di sant&#8217;Antonio!<br />
Nessuna autocritica in ordine all&#8217;azione dell&#8217;attuale presidente di Aciam SpA, il celanese avvocato Luigi Ciaccia. Si conosceranno, con il senatore?</p>
<p>L&#8217;impressione è che la gestione politica e politicizzata degli enti preposti al delicato settore dello smaltimento dei rifiuti, e dello stesso Consorzio Aciam (considerato bottino di spartizione delle maggioranze sovracomunali che di volta in volta si formano e si disfano, in massima parte sotto l&#8217;egida di interessi bipartisan personali e personalissimi) abbia spinto a tralasciare la vera &#8220;mission&#8221; che si doveva perseguire: smaltire l&#8217;immondizia a costi contenuti, in maniera efficiente, riciclando tutto il possibile (non per moda ma perché il riciclo ci evita di trattare ulteriormente la porzione riutilizzata), evitando impatti devastanti sul territorio. A vedere bene, pare si persegua l&#8217;esatto contrario, in una perversa ruota: si raccoglie tutto, in modo indifferenziato (e finché si verrà pagati per quello che si raccoglie, a prescindere, nessuno avrà interesse a separare; e finché ai cittadini non verrà scontato quel che ricapano, idem) e si porta sino all&#8217;impianto di compostaggio di Aielli, realizzato per trattare il rifiuto. Questo impianto non potrà, in assenza di una raccolta differenziata efficiente, produrre compost solo utilizzabile, stabilizzerà il pattume, che in gran parte, dopo essere stato scaricato e &#8220;trattato&#8221; per ridurlo di un 20%, dovrà essere di nuovo caricato e portato sopra un monte, magari a Pescina. Qui si dovrà costruire una megadiscarica, che poi dovrà essere ampliata, e poi bonificata, e così via&#8230; A chi serve questo tran tran?<br />
Se non ci diamo tutti una regolata, tra poco l&#8217;emergenza, indotta, produrrà una serie di ricadute gravissime, non solo sulle tariffe; senza considerare che, nei momenti di emergenza, come sappiamo, è lecito assumere decisioni di emergenza, che quasi mai si inscrivono, in un&#8217;ottica di lunga scadenza, nel solco della legalità e dell&#8217;interesse pubblico.<br />
Eppure non ci vorrebbe molto. Continuare a nascondere tutto sotto il tappeto non ci condurrà lontani, se non ad appettare un immondezzaio ai più fessi e a conseguire qualche applauso in consiglio comunale.</p>
<p><strong>Franco Massimo Botticchio</strong><br />
<strong><em>Il Martello del Fucino - foglio volante di Pescina</em></strong><br />
<em>(che non fa aumentare le bollette a nessuno, ché a comandare e a gestire ci pensate voi&#8230;)</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/discarica-di-%C2%ABvalle-dei-fiori%C2%BB-gioia-dei-marsi-wwf-italia-e-piu-modestamente-martello-del-fucino-ricorrono-al-tar/06/2010/"><strong><u><font color="#ff0000">- Discarica di «Valle dei fiori» (Gioia dei Marsi): Wwf Italia e (più modestamente) Martello del Fucino ricorrono al TAR</font></u></strong></a></p>
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		<title>Non c&#8217;è l&#8217;exit strategy - La disperata protesta a Pescina per l&#8217;ospedale Rinaldi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 08:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Confesso di non avercela fatta, sabato sera, a ciclostilare un &#8220;Martello&#8221; con inchiostrato sopra il mio personalissimo e modestissimo parere sulla vicenda dell&#8217;ospedale. [ per scaricare il solo file pdf del N. 15 CLICCA QUI ]
Fatta salva l&#8217;irrilevanza di tale parere, più che il timore di dover poi fare a pugni con alcune decine di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Confesso di non avercela fatta, sabato sera, a ciclostilare un &#8220;Martello&#8221; con inchiostrato sopra il mio personalissimo e modestissimo parere sulla vicenda dell&#8217;ospedale. [ per scaricare il solo file pdf del N. 15 <a href="http://www.site.it/le_testate/IL%20MARTELLO%20DEL%20FUCINO/martello%202010-15.pdf"><u><strong>CLICCA QUI</strong></u></a> ]</p>
<p>Fatta salva l&#8217;irrilevanza di tale parere, più che il timore di dover poi fare a pugni con alcune decine di persone (eventualità quasi certa, e se avrete la pazienza di leggere queste poche righe comprenderete quanto il paventato timore fosse fondato), mi ha arrestato nel proposito il constatare de visu la costernazione della popolazione, sinceramente affranta da una spoliazione dalla quale - a meno di un miracolo - non ci potrà salvare nessuno (per tacere delle ricadute che in futuro la scomparsa del &#8220;Rinaldi&#8221; comporterà, che si tradurranno in costi sociali pesantissimi: la gente questa cosa l&#8217;ha già ben chiara innanzi agli occhi). Come sostengono alcuni miei detrattori, sono romano (di adozione) ma non per questo cesso di essere di Pescina, e lo sono anche quando a doversi smazzare e a doversi arrampicare sui terrazzi (e sugli specchi) per ribaltare l&#8217;esito ineluttabile di una guerra non combattuta per tempo, sono soprattutto coloro che oltre a schernire me (e pazienza) hanno trattato in malo modo quelle povere donne che per un tempo infinito hanno portato avanti, nell&#8217;androne e dinanzi il nostro presidio, una protesta molto civile e molto bella sotto l&#8217;egida del Comitato pro ospedale.<br />
Io sono di Pescina, e ho ritenuto non fosse giusto filosofeggiare su un movimento di popolo, sebbene fossi (e sia tuttora) piuttosto perplesso sulle modalità e sugli scopi del blocco del traffico veicolare in alcuni punti del paese. Dopo quattro giorni di tale agitazione è però l&#8217;ora di analizzare cosa sia successo e cosa, soprattutto, andrà verosimilmente ad accadere, a breve.<br />
Sì, perché per quanto l&#8217;isola pedonale impropria costruita a Pescina Nuova non sia affatto male, prima o poi, volenti o nolenti, quei cassonetti, quelle sedie e quegli ostacoli frapposti alla circolazione dovranno andare via. L&#8217;effetto mediatico cercato con l&#8217;agitazione è stato appena decente, e la nostra Repubblica autonoma non sembra aver interessato più di tanto i giornali. Analogamente, abbiamo provato in maniera tangibile l&#8217;assoluto isolamento nel quale versa la causa del nostro presidio a livello di politica regionale e nazionale. Due fatti tangibili che non promettono nulla di buono. A voler essere realisti, suonano come una campana a morto per la nostra causa. Tra Pescina (e gli altri paesi viciniori) e le Autorità pare esserci un distacco incolmabile: anche il tavolo tecnico provinciale è saltato prima ancora di nascere, mentre impetrare l&#8217;intervento del Prefetto non produrrà, credo, grandi frutti.<br />
La scena, invero piuttosto disperante, della riconsegna dei certificati elettorali mi ha fatto pensare che per non ritrovarsi nella condizione di restituire la scheda dopo bisognerebbe farne un buon uso prima. Da questo punto di vista a Fontamara siamo indifendibili, e prova ne è lo scrosciante applauso raccolto da uno degli oratori di domenica all&#8217;atto di chiedere dove fosse mai finito il senatore Piccone&#8230; anche al sindaco di Pescina, suo affiliato (suo, di Piccone), è toccato applaudire&#8230;<br />
Qui il discorso - che non vuole costituire una polemica, un&#8217;assegnazione di giudizi e patenti, ecc. - ci riporta all&#8217;ultima tornata delle elezioni provinciali, tenutesi non più di cinque mesi fa. Mi corre l&#8217;obbligo di rammentare, in un paese dove la memoria pubblica è molto corta (e spesso strabica), che nel corso di un comizio in piazza piuttosto movimentato (almeno per me, per via della claque che circonda il primo cittadino e che lo sta rendendo sempre più inviso alla restante parte di popolazione) ho udito dire al sindaco Radichetti, con le mie povere orecchie, che per l&#8217;ospedale non c&#8217;era problema, e che il suo funzionamento era semplicemente perfetto. Per chi, in quella elezione, ha fatto presente che già a novembre 2009 l&#8217;assessore regionale alla sanità Venturoni ci aveva dato, con il suo bel sigaro, l&#8217;estrema unzione, in un drammatico incontro a Pescara, la sorte ha passato una pessima mano di carte. Il tentativo, tutt&#8217;altro che velleitario, di proporre lo status montano alla Regione per i presidi ospedalieri di Pescina e Tagliacozzo attraverso apposito disegno di legge è stato accolto come un piatto di ciancia ad un banchetto. Il banchetto era quello delle provinciali, dove il tifo ha superato ogni tentativo di ragionare criticamente sui problemi e il cui risultato ci ha definitivamente condannato alla morte. Il vero banchetto lo hanno però fatto altri, in qualche ufficio di potere e sottopotere, ridendo di noi, cafoni abbacinati dallo sfolgorare di una scheda elettorale (siamo arrivati al punto di applaudire la benedizione congiunta di due parroci ad un autobus ARPA del 1982&#8230; e qui mi taccio&#8230;).<br />
Ricordo altresì con sommo dispiacere quando in occasione del Premio Silone (dicembre 2009) ardimmo, in pochi, recarci a San Francesco per tentare di interloquire con il presidente della Regione Gianni Chiodi. Che effettivamente si fermò, e cortesemente - perché lui è molto cortese - ci sciorinò quanto l&#8217;AIOP e gli imprenditori della sanità privata che lo hanno elevato (unitamente al popolo bue) a quel suo posto desiderano che ripeta in ogni frangente (ognuno fa il proprio mestiere): i trentacinque ospedali in Abruzzo, il debito, ecc.. In quell&#8217;occasione, il nostro sindaco, quasi fossimo dei vermi di cui vergognarsi, entrò ed uscì dal&#8217;ingresso di Orto dei frati, metaforica rappresentazione di un incontro che egli non ha mai voluto. L&#8217;opzione di far leva sulla protesta del Comitato - giusta, sbagliata, quello che sia - per chiedere ai suoi referenti istituzionali e politici di attivarsi affinché non venisse scavalcato (lui, e quindi loro), al nostro sindaco non è mai venuta in mente. Forse non poteva metterla in pratica. Certo è che si è accontentato di un paio di visite del senatore Piccone e del consigliere Di Bastiano, due figure che sulla questione dell&#8217;ospedale - lo abbiamo scritto più volte, in tempi non sospetti e con termini coloriti - non possono che esserci oggettivamente nemici (non avversari: nemici). Adesso, il nostro sindaco ha fatto ammenda, e ci è venuto a dire che chi aveva promesso non gli ha dato. Sarebbe ragione sufficiente per farsi da parte, se non altro perché non è nemmeno ipotizzabile che tra qualche mese lo si veda tornare, a bocce ferme, a candidarsi per una parte politica che gli ha rifilato una simile fregatura. Ma egli, il sindaco, ha detto che quella fascia &#8220;dovranno strappargliela&#8221; fisicamente, ed allora sta bene così. Si potrebbe tornare un poco più indietro nel tempo, alla fiaccolata per la paventata chiusura di chirurgia ai tempi di Del Turco, e all&#8217;assordante silenzio sfoderato quando la chirurgia se la sono portata via veramente, sotto l&#8217;imperio di Chiodi. Potrei continuare per una trentina di pagine (le manifestazioni ogni volta saltate e rinviate, il rifiuto di affrontare il tema in consiglio comunale anche attraverso la costituzione di una commissione, ecc.) ma credo che chi abbia un poco di obiettività non possa che essere già sintonizzata sulla lunghezza d&#8217;onda che sul fatto che sulla questione dell&#8217;ospedale l&#8217;attuale giunta municipale abbia sbagliato tutto. Ha talmente sbagliato che ora, dopo anni di silenzio i suoi componenti sono costretti ai blocchi stradali, ad urlare, a smaniare. Per non urlare adesso si doveva parlare prima, nelle sedi competenti, magari a bassa voce. Non c&#8217;era la garanzia che ci saremmo salvati dalla scure della Baraldi ma ci saremmo sentiti a posto con la coscienza, sapendo che si era tentato tutto.<br />
Ad urlare, negli ultimi giorni, sono arrivati, a Pescina - e sotto un certo profilo sono i benvenuti - anche i sindaci dei paesi vicini, che negli ultimi anni, tranne rarissime eccezioni, del &#8220;Rinaldi&#8221; se ne sono bellamente stracciafregati. Da quel che ho compreso udendoli domenica pomeriggio nel parcheggio dell&#8217;ospedale (con l&#8217;appendice di lunedì di un ulteriore sindaco che è anche esponente della sanità privata - e che naturalmente ha fatto il discorso più eversivo di tutti), la politica, anche ai nostri infimi livelli, va deteriorandosi nella ricerca mediatica del consenso spicciolo. Per ottenerlo, i primi cittadini oratori non hanno esitato, cinicamente, a rovesciare un fiume di bile verso i politici più alti, per i quali hanno fatto tutte le campagne possibili immaginabili (qualcuno dal 1975): ottenendo l&#8217;applauso facile, di stomaco. Non c&#8217;è però bisogno di chiamare un sindaco da fuori per urlare al microfono che la Baraldi ha scritto &#8220;cazzate&#8221;, e ci vuole una certa tendenza a solleticare le viscere del popolo (che si trova  sotto shock, ed è pronto ad applaudire persino il diavolo pur di sentirsi un poco rasserenato) quando si passa a paventare un infarto per la stessa dottoressa che ha redatto il piano. C&#8217;è un però: finito l&#8217;incontro, il sindaco di Aielli ritorna ad Aielli tutto soddisfatto del suo eloquio a vedere la partita dell&#8217;Inter, mentre il piano Baraldi è legge, e lo è da venti giorni: <a href="http://sanitab.regione.abruzzo.it/dalladirezionesanita/allegato+b2.pdf"><strong>http://sanitab.regione.abruzzo.it/dalladirezionesanita/allegato+b2.pdf</strong></a><br />
Queste considerazioni ci riportano al problema che ci eravamo posti sopra: quali sviluppi auspicare e sostenere nell&#8217;attuale situazione. Non credo che facendo a gara a prendersela con i sindaci del circondario oggi assenti, i primi cittadini presenti risolvano molto. Invece di urlare contro il sindaco di San Benedetto dei Marsi (ci manca poco che la colpa della chiusura non sia sua) cotanti rappresentanti del popolo (popolo che quasi mai si è visto a Pescina, se non a fare le analisi o a ricoverarsi) avrebbero potuto ben dirci quale seguito sostanziale intendano dare alle loro incendiarie parole. Ammesso che sia previsto, un seguito. Per la mia esperienza di anarchico-gaspariano, ho imparato a diffidare dei facili estremismi, ed in questi giorni di manifestazioni verbali sfrenatamente demagogiche se ne sono udite assai. Poiché al Martello si è spesso imputato di criticare ma non di proporre, vengo alla proposta, per chi vuol comprenderla.<br />
Quando si viene colpiti da un provvedimento amministrativo che si ritiene lesivo ed ingiusto, ebbene, esistono i rimedi messi a disposizione dall&#8217;ordinamento. In primo luogo i ricorsi amministrativi, che dovrebbero proporsi contro i singoli atti con i quali la ASL sta traducendo e tradurrà in pratica il piano Baraldi. Se ne è parlato a Tagliacozzo pochi giorni fa, non se ne sa più nulla. Si sta facendo? Senza i ricorsi, ogni agitazione sarà inutile. Adesso che la presenza di tanti sindaci improvvisamente feriti da Chiodi e Venturoni può far sì che l&#8217;opposizione ad un provvedimento divenga, con l&#8217;adesione di tante comunità della Marsica orientale ed occidentale, anche un fatto politico del quale i maggiorenti regionali potrebbero essere costretti a tenere conto, speriamo che non ci sia chi si tirerà indietro. Andare al TAR in quindici o venti o trenta comuni contro il piano potrebbe sortire persino qualche risultato. Ma onestamente pensiamo che quasi nessuno dei sindaci che ci hanno deliziato, tra le altre cose, di peana al sindaco Radichetti, farà qualsivoglia ricorso. Spero di sbagliare.<br />
[Io l&#8217;ho modestamente ribattezzato metodo &#8220;Valle dei fiori&#8221;, in onore della progettata discarica che il sindaco di Aschi (ogni volta trionfalmente accolto a Pescina, altro segnale rivelatore della nostra infrenabile decadenza) intende regalarci: a carte scoperte, ci siamo riuniti, abbiamo pianificato il da farsi, acquisito i documenti, ci siamo preparati al peggio (anche finanziariamente - perché noi non possiano fare nè mai faremmo determine dirigenziali di enti per stanziare danari per una protesta che è nostra) e siamo partiti. Se perderemo (ma adesso comincio a non esserne più così certo) potremo girare a testa alta.]<br />
Raggiunto telefonicamente, Paolo Di Cesare, sindaco di San Benedetto dei Marsi, richiesto della ragione della sua assenza ai comizi, ha laconicamente sentenziato che egli «non è abituato a prendere in giro la gente» (testuale). Per quanto mi auguro che il &#8220;fascitello figlio di contadini&#8221; (così è stato definito durante il comizio dell&#8217;estemporanea iniziativa &#8220;Salviamo Pescina&#8221; di sabato scorso, il detto Di Cesare) abbia torto, torto al momento non riesco a dargliene.<br />
Non riesco ad essere ottimista perché questa che stiamo attuando è un&#8217;iniziativa figlia della disperazione, non solo non c&#8217;è un piano B ma nemmeno un piano A, e non siamo stati in grado di costruire per tempo una rete politica in grado di attivarsi. Con le Autorità con le quali chiediamo di referenziarci, in un livello di interlocuzione che non è sostanzialmente possibile attivare senza aprire una falla nella diga del risanamento tecnocratico dei conti della sanità, temo non possa esserci conciliazione alcuna, i voltaggi sono diversi. L&#8217;interruttore non lo teniamo noi. Giocando al raddoppio, i polli al tavolo siamo noi.<br />
Tante volte non si è cinici a dirle, certe cose, si è cinici a farle.</p>
<p>(<em>lunedì 23 agosto</em>)</p>
<p><strong>F.M.Botticchio</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Celano connection: dalla Marsica alla Provincia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 15:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA["Il Martello"]]></category>

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		<description><![CDATA[Abruzzo connection: politici e imprenditori arrestati. Certificati antimafia ritirati, coinvolta anche l&#8217;azienda del cugino del coordinatore regionale Piccone. Le mani dei comitati d&#8217;affari abruzzesi sulla ricostruzione. Nel Pdl è un terremoto politico.
 di Angelo Venti
Ora a L&#8217;Aquila si teme la Celano connection. L&#8217;allarme entra nelle stanze della Provincia, dove i consiglieri chiedono conto al presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Abruzzo connection: politici e imprenditori arrestati. Certificati antimafia ritirati, coinvolta anche l&#8217;azienda del cugino del coordinatore regionale Piccone. Le mani dei comitati d&#8217;affari abruzzesi sulla ricostruzione. Nel Pdl è un terremoto politico.</strong></p>
<p align="justify"> <em><strong>di Angelo Venti</strong></em></p>
<p align="justify">Ora a L&#8217;Aquila si teme la Celano connection. L&#8217;allarme entra nelle stanze della Provincia, dove i consiglieri chiedono conto al presidente Antonio Del Corvo (Pdl), cittadino di Celano, dell&#8217;occupazione dei posti chiave dell&#8217;ente da parte di esponenti della sua cittadina, 10mila abitanti a 50 chilometri dal capoluogo.<br />
La preoccupazione è aumentata il 2 agosto, con l&#8217;arresto di Ezio Stati, leader dell&#8217;unico gruppo che all&#8217;interno del Pdl si opponeva alle mire dei celanesi, capitanati dal coordinatore regionale Filippo Piccone, sindaco della cittadina.<br />
Nella regione, su cui già si allungava l&#8217;ombra della criminalità e delle cricche nazionali ora escono allo scoperto anche i comitati d&#8217;affari locali, che prendono posizione nei posti chiave per la futura riostruzione. Ma la retata di politici e imprenditori presi nelle loro abitazioni all&#8217;alba del 2 agosto (Vincenzo Angeloni, Sabatino Stornelli, Ezio e Daniela Stati e Marco Bozzelli) non è l&#8217;esito finale di un nuovo terremoto giudiziario. Piuttosto è il segnale precursore di scosse ancora più forti.<br />
Per il procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini, volevano speculare sul terremoto. L&#8217;assunto accusatorio «<em>è sostenuto da uno scrupoloso lavoro di riscontro che non consente una lettura dei fatti alternativa</em>», afferma il magistrato. Regali in cambio di favori «<em>per mettere le mani sugli affari della ricostruzione</em>». Secondo gli inquirenti, un televisore per Ezio Stati (ex consigliere e assessore regionale Dc, già arrestato nel &#8216;92 per finanziamento illecito dei partiti), un anello per la figlia Daniela (assessore regionale a Rifiuti, Ambiente e Protezione civile) e un&#8217;auto per il compagno di lei, Marco Buzzelli. A donarli, Vincenzo Angeloni, ex onorevole di An, <a href="http://www.site.it/in-attesa-degli-sviluppi-sugli-arresti-aielli-pescina-avezzano-e-ora-sulmona/08/2010/"><u><font color="#3366ff">fondatore di diverse squadre di calcio locali </font></u></a>finite la settimana scorsa nel mirino del procuratore Woodcock, impegnato a indagare sui fondi neri di Finmeccanica, che ha fatto perquisire la sede della società sportiva Valle del Giovenco. Per gli inquirenti il fine della corruzione è favorire la società Abruzzo engineering spa, di proprietà al 60 per cento della Regione Abruzzo, al 10 della Provincia mentre il rimanente 30 è nelle mani della Selex service management, società di Finmeccanica. L&#8217;ad della Selex è Sabatino Stornelli, per anni ad di Telespazio, altra azienda della galassia Finmeccanica, componente del cda della società Abruzzo engineering, amministratore delegato in diverse aziende del gruppo e, fino a marzo, <u><font color="#3366ff">p</font></u><a href="http://www.site.it/in-attesa-degli-sviluppi-sugli-arresti-aielli-pescina-avezzano-e-ora-sulmona/08/2010/"><u><font color="#3366ff">residente della squadra di calcio di Angeloni</font></u></a>.<br />
Il gip nell&#8217;ordinanza indica anche tre filoni da approfondire, che possono portare lontano. «<em>Occorre chiarire pienamente l&#8217;eventuale sussistenza (e l&#8217;entità) di rapporti professionali tra la Abruzzo engineering spa e lo studio di amministrazione societaria Chiodi-Tancredi</em>», quello del presidente della Regione Abruzzo. Poi, per il gip «a<em>ppare utile approfondire il contenuto delle conversazioni sui lavori effettuati dalla Abruzzo engineering spa</em>». Infine, il gip ritiene che «<em>meritino approfondimento le allusioni effettuate nel corso delle conversazioni telefoniche in ordine alla costituzione della ReLuis</em>», il &#8220;consorzio interuniversitario&#8221; dei laboratori di ingegneria sismica, dove svolgono un ruolo centrale due figure chiave del dipartimento di Protezione civile: Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e. (le new town di Berlusconi) e Mauro Dolce, direttore dell&#8217;ufficio sismico. Ambedue indagati dalla Procura de L&#8217;Aquila per il mancato allarme della commissione Grandi rischi del 31 marzo 2009.<br />
La notizia dell&#8217;arresto di Ezio Stati ha colto tutti di sorpresa. A lasciare perplessi, già dalle prime ore, sono state anche le modalità, la sequenza e le contraddizioni con cui si sono diffuse le notizie sugli arresti, su quali procure erano al lavoro e sui reati contestati. Ma vale la pena di concentrarsi da subito sugli effetti politici che questi arresti producono negli assetti di potere regionali. Sorprese potrebbero venire dall&#8217;approfondimento dei filoni di indagini indicati dal gip, con il possibile coinvolgimento del presidente delle Regione, Gianni Chiodi, che è anche il commissario per la ricostruzione e che, dopo le dimissioni dell&#8217;assessore Stati, ha trattenuto la delega alla Protezione civile. Stesse preoccupazioni anche per la delega ai rifiuti, mentre in Abruzzo si moltiplicano i progetti per la <a href="http://www.site.it/fonti-di-energia-rinnovabili-celano-spuntano-le-vcc-2/06/2008/"><u><font color="#3366ff">produzione di energia da fonti rinnovabili</font></u></a> e si parla della costruzione di <a href="http://www.site.it/il-fucino-invaso-dalle-biomasse-i-due-termovalorizzatori-di-avezzano-e-l%E2%80%99impianto-di-collarmele/06/2008/"><u><font color="#3366ff">termovalorizzatori</font></u></a>: Ezio Stati è stato sempre contrario ai termovalorizzatori. Due settori che, da diversi anni, in Abruzzo suscitano molti appetiti, tra cui quelli del coordinatore regionale del Pdl, l&#8217;onorevole Piccone: con l&#8217;arresto di Ezio Stati, cade l&#8217;ultimo ostacolo dentro al Pdl.<br />
Ed è proprio il blocco di interessi che ruotano intorno all&#8217;imprenditore-deputato Piccone che desta serie preoccupazioni. La sua è stata un&#8217;ascesa irresistibile: consigliere regionale alla fine degli anni Novanta, sindaco di Celano nel 2004, senatore Fi nel 2006, deputato Pdl nel 2008. Si dimette da sindaco nel 2008, per candidarsi presidente della Regione dopo l&#8217;arresto di Del Turco: all&#8217;ultimo momento la sua candidatura salta, viene però promosso coordinatore regionale del Pdl e impone Antonio Del Corvo nel listino delle regionali. Nel 2010 viene rieletto sindaco. Nella Marsica piazza suoi fedelissimi in enti locali, consorzi e società strumentali. Ed è spregiudicata anche la commistione tra politica e affari, come nel caso del <a href="http://www.site.it/shopping-global-center-della-marsica-la-travagliata-storia-del-megacentro-commerciale-di-celano/06/2008/"><u><font color="#0000ff"><em>Mega centro commerciale di Celano</em></font></u></a> o del <a href="http://www.site.it/celano-e-il-centro-turistico-village-resort-il-mistero-delle-cinque-siralto-all%E2%80%99ombra-di-castello-piccolomini/06/2008/"><u><font color="#3366ff"><em>Mega centro turistico</em></font></u></a> (proposto dalla Siralto, una società anonima inglese con un capitale sociale di due sterline): entrambi oggetto di indagini e mai stati realizzati.<br />
<a href="http://www.site.it/giornale/wp-content/uploads/2008/03/f-o-zucch-az1.jpg" title="f-o-zucch-az1.jpg"><img src="http://www.site.it/giornale/wp-content/uploads/2008/03/f-o-zucch-az1.thumbnail.jpg" alt="f-o-zucch-az1.jpg" /></a>Nel 2006, il padre di Piccone risulta in una società per la produzione di energia e il trattamento di rifiuti, la <a href="http://www.site.it/zucchero-amianto-politica-affari-e-rifiuti-una-bomba-ecologica-alle-porte-di-avezzano/06/2008/"><u><font color="#3366ff">Rivalutazione Trara srl </font></u></a>di Avezzano. Tra gli altri soci, l&#8217;onorevole Sabatino Aracu (finito nell&#8217;inchiesta della &#8220;Sanitopoli&#8221; abruzzese) e <a href="http://www.terranews.it/news/2009/06/quelle-ditte-sospette-al-lavoro-sul-piano-case"><u><font color="#0000ff">Dante Di Marco</font></u></a>, lo stesso a cui è stato ritirato il certificato antimafia durante i lavori nel Progetto C.a.s.e. per collegamenti societari con un gruppo imprenditoriale che a <a href="http://www.site.it/un-pezzo-di-sicilia-tra-i-monti-incontaminati-d%E2%80%99abruzzo-gas-villaggi-turistici-rifiuti-ed-energia-2/06/2008/"><u><font color="#3366ff">Tagliacozzo aveva reinvestito parte del tesoro di Ciancimino</font></u></a>.<br />
Alcune settimane fa, il prezioso certificato è stato ritirato anche al cugino dell&#8217;onorevole Piccone, titolare dell&#8217;Impresa Lino Mascitti, impegnata in appalti nel cratere. Ma anche Piccone è nel progetto C.a.s.e.: con una sua ditta, la Korus, si è aggiudicato, con altre due aziende, subappalti senza gara per tre forniture di infissi in alluminio, per quasi due milioni di euro. E c&#8217;è anche il suo zampino nel tentativo di realizzare dai 150 ai 200 Moduli abitativi provvisori a Celano, comune fuori dal cratere.<br />
Come coordinatore del Pdl, l&#8217;on. Piccone ha gestito anche le ultime elezioni provinciali, occupando questo ente, importantissimo per la ricostruzione e per l&#8217;approvazione dei piani regolatori. Il presidente della Provincia Antonio Del Corvo è un suo pupillo, il presidente del Consiglio provinciale è suo cugino, Filippo Santilli (parente anche di Mascitti).<br />
Walter Specchio, dirigente dell&#8217;Ufficio tecnico di Celano, è stato promosso a direttore generale della Provincia mentre il segretario comunale di Celano è diventato il segretario generale della Provincia. E tutto lascia prevedere che non si fermerà.<br />
<strong>Angelo Venti</strong>
</p>
<p align="justify"><a href="http://www.avvenimentionline.it/"><u><strong>Su LEFT-Avvenimenti del 6 agosto</strong></u></a></p>
<p align="justify"> In questo numero:</p>
<p align="justify"><strong>Abruzzo connection</strong> di Angelo Venti</p>
<p align="justify"><strong>La ricostruzione dei Casalesi</strong></p>
<p align="justify"><strong>Ombre Finmeccanica</strong> di G.M.</p>
<p align="justify"><strong>Quella sera con Letta</strong> di M.B</p>
<p align="justify"><strong>la Protezione civile: Un dibattito aperto </strong></p>
<p align="justify"><strong>Non vogliamo occupanti</strong> di Manuele Bonaccorsi</p>
<p align="justify"><strong>la lettera - Sull&#8217;emergenza distorcete i fatti</strong> di Elvezio Galanti le risposte<br />
<strong>Le risposte- La «dieta» per il terremotato</strong> di Alberto Puliafito*
</p>
<p align="justify"><strong>Ma cosa c&#8217;entrano i grandi eventi</strong> di Gianni Massimiliani*</p>
<p align="justify"><strong>Basta show sul sisma</strong> Intervista all&#8217;on. Giovanni Lolli</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In attesa degli sviluppi sugli arresti: &#8220;Aielli, Pescina, Avezzano e ora&#8230; Sulmona&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 15:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La sequenza delle convulse e contradditorie dichiarazioni che si rincorrono tra procure, agenzie di stampa e giornali vari in merito agli arresti di questa mattina, non convincono.   In attesa di apprendere il numero e i nomi delle Procure al lavoro, i capi d&#8217;accusa reali contestati ai singoli personaggi coinvolti nell&#8217;inchiesta e di poter quindi pubblicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>La sequenza delle convulse e contradditorie dichiarazioni che si rincorrono tra procure, agenzie di stampa e giornali vari in merito agli arresti di questa mattina, non convincono.   In attesa di apprendere il numero e i nomi delle Procure al lavoro, i capi d&#8217;accusa reali contestati ai singoli personaggi coinvolti nell&#8217;inchiesta e di poter quindi pubblicare notizie vere e complete, preferiamo darci allo sport. Nell&#8217;attesa, proponiamo ai nostri affezionati lettori questo articolo sulla Vdg. Forse non c&#8217;entra niente &#8230;o forse si. Per saperne di più, rimanete su questo sito.<br />
</strong></font></p>
<p><font color="#ff0000"><em><strong>Le redazioni de &#8220;Il Martello del Fucino&#8221; e di SITe.it </strong></em></font></p>
<p><a href="http://www.site.it/giornale/wp-content/uploads/2008/03/f-o-strettamano1.jpg" title="f-o-strettamano1.jpg"><img src="http://www.site.it/giornale/wp-content/uploads/2008/03/f-o-strettamano1.jpg" alt="f-o-strettamano1.jpg" /></a></p>
<h2><strong>Aielli, Pescina, Avezzano e ora&#8230; Sulmona</strong></h2>
<p><strong>La (quarta) cittadella dello sport di Vincenzo Berardino Angeloni, noto patrio benefattore</strong><br />
Su un <u><a href="http://www.abruzzocalciodilettanti.it/NewsDett.asp?cod=12062">sito che si occupa di calcio dilettantistico</a></u>, abbiamo appena avuto modo di ammirare un&#8217;istantanea che ritrae, seduti intorno ad un tavolo ed immersi in una conversazione che si indovina insieme seria e cordiale, il sindaco di Sulmona Fabio Federico, l&#8217;onorevole Maurizio Scelli e l&#8217;ex onorevole della Marsica Vincenzo Berardino Angeloni (Dio guardi, con particolare cura, unitamente al suo bello yacht).<br />
Tutto il resoconto giornalistico ci pare un film già visto, con l&#8217;Angeloni (Enzo, per gli amici) che giunge a «fare» calcio nella bellissima patria di Ovidio, dopo esser stato il patron dell&#8217;Avezzano Calcio (fallito nel 1998), dell&#8217;Aielli (calcisticamente scomparso dopo essere giunto in Promozione, nel 2005) nonché deus ex machina - curandosi naturalmente di scansarsi a tempo debito, per tempo, da ogni conseguenza derivante dall&#8217;ingente esposizione contratta per il monte ingaggi ed altro - della Pescina Valle del Giovenco srl che ha appena disputato l&#8217;ultimo campionato di prima divisione (la vecchia serie C1) e che di campionati, con tutta probabilità, non ne farà più, né ad Avezzano (sua sede elettiva: d&#8217;altronde, questo si sa, l&#8217;assassino torna sempre sul luogo del delitto) né a Pescina né altrove.<br />
Ora, questo grande facitore di calcio è approdato al San Nicola Sulmona, sodalizio in grave crisi economica ed appena retrocesso dall&#8217;Eccellenza alla Promozione. Tutto già visto, dicevamo, a cominciare dal previsto cambio di denominazione (pare dovrebbe tornare il più semplice ed icastico «Sulmona»; ma il nostro ha, sul tema dei nomi, una vera e propria passione: basti riflettere che in meno di cinque anni l&#8217;ultimo suo sodalizio è divenuto, di volta in volta: As Pescina, Asd Pescina, Asd Valle del Giovenco, Asd Pescina Valle del Giovenco, Fc Vdg Avezzano srl, Pescina Valle del Giovenco srl - e si omettono i nomi ipotetici e di fantasia), la sontuosa campagna acquisti, la promessa di tornare presto nel calcio che conta, ecc. Tutto talmente rituale che in molti ad Avezzano hanno sperato sino all&#8217;ultimo, indovinando gli esiti che ne scaturiranno, stante le risultanze delle sue ultime sontuose avventure pallonare, che l&#8217;Angeloni si indirizzasse ad acquisire la compagine della odiata città di L&#8217;Aquila (tradotto: per vederla fallire). Ma questa è una cattiveria, che disconosce i meriti e le indubbie capacità del personaggio.<br />
Tra le cose che sanno di dejà vu vi è anche un interessantissimo passaggio dell&#8217;articolo, passaggio che ha l&#8217;inconfondibile fragranza (afrore) del lievito dei sogni del «messia» (così lo hanno ribattezzato gli scettici di Avezzano, al suo inopinato ritorno nel capoluogo marsicano, nel 2007), infornati di volta in volta per gli astanti di turno dal pastaio Enzo Angeloni:<br />
<em>&#8220;Nei progetti della dirigenza biancorossa [&#8230;] c&#8217;è la costruzione di una vera e propria cittadella dello sport con impianti sportivi polifunzionali in cui, oltre al calcio, sarebbe possibile assistere ad eventi musicali o d&#8217;intrattenimento, sull&#8217;esempio di diverse realtà. La presentazione dell&#8217;ambizioso progetto è stata al centro delle discussioni fra lo stesso Angeloni, il sindaco della città, Federico, e dell&#8217;onorevole Scelli. All&#8217;incontro in comune ha partecipato anche l&#8217;assessore Fusco, con il quale i tre hanno visionato l&#8217;area a ridosso del campo sportivo «Potenza» e del palazzetto dello sport di via XXV Aprile, possibile sede dei futuri lavori&#8221;.</em><br />
A darci un brivido alla schiena non è il solo timore, che inevitabilmente sorge, che si vada a dismettere lo storico stadio «Pallozzi», e nemmeno valutazioni pessimistiche in ordine alle disponibilità dell&#8217;Angeloni (sappiamo, ad esempio, che nella società &#8220;palazzinara&#8221; costola di quella calcistica della Pescina Valle del Giovenco srl, ovvero la VdG REM srl, il nostro &#8220;detiene&#8221; ancora una quota di settecentomila euro, per quanto ora attraverso un enigmatico pegno sul capitale di una società socia portoghese denominata «Bordeaux Servicos de consultoria limitada»). Quel che ci suona come un refrain di una canzone già ascoltata, di uno standard già consumato, è il tema della cittadella dello sport. E chissà se l&#8217;accenno dell&#8217;articolo all&#8217;esempio di diverse realtà non alluda proprio alle precedenti tappe calcistiche del non lodato Vincenzo Berardino Angeloni.<br />
Il perché è presto detto.<br />
All&#8217;inizio della prima annata pescinese della Asd Valle del Giovenco, il nostro eroe si dolse molto del fatto che la squadra dovesse disputare tutte le partite in trasferta, essendo l&#8217;impianto di Pescina interessato da lavori di realizzazione di un manto in erba (manto chiesto con una petizione da alcuni tifosi e scelleratamente accordato dall&#8217;allora amministrazione comunale fontamarese). In quei frangenti, e precisamente in una (esilarante) riunione del novembre 2005 con i tifosi gialloverdi, a Pescina, Vincenzo Berardino Angeloni, a nome del club, annunziò che in ogni caso ad Aielli - paese appena abbandonato dal nostro, e nel quale minacciava di rientrare - si sarebbe realizzata una «cittadella dello sport per gli allenamenti». In quest&#8217;ottica leggemmo la voce, inserita nel programma delle opere pubbliche dal comune di Aielli per il 2006, ovvero «adeguamento del complesso sportivo», che confidava peraltro in 500mila euro di capitale privato. Chiedemmo lumi al sindaco di Aielli (tale Peppe Di Natale), che avrebbe dovrebbe essere al settimo cielo ma che non ci rispose. La cittadella non si è fatta.<br />
Nel 2007 si pone la questione dell&#8217;adeguamento necessario all&#8217;impianto sportivo di Pescina onde disputare presso di esso un campionato professionistico, avendo appena la squadra locale trionfato in serie D. Questione della quale ci si occupa per tempo ma che non trova sbocchi, con la nuova amministrazione comunale pescinese ferma nel richiedere una compartecipazione alle spese della squadra (d&#8217;altronde si è appena palesato l&#8217;imprenditore di riferimento che sembra detenere le redini del giocattolo, il ricchissimo avvocato romano Giovanni Lombardi Stronati). Ma l&#8217;idea di Angeloni è quella di tornare ad Avezzano, per un simbolico ristoro ai tifosi di quella città, lasciati in malo modo dieci anni prima. Nel mentre ci si prepara al trasferimento (che poi come tale sarà negato dalla Lega Pro, che solo acconsentirà che la squadra disputi le sue gare interne ad Avezzano, senza mutamento di denominazione), ad indorare la pillola ai tifosi di Fontamara, corrono, nella primavera 2007 - ma non sappiamo quanta responsabilità abbia il nostro nella loro propalazione - voci su pretesi massicci acquisti di terreni da parte di persone vicine alla squadra, nei paraggi del Barbati, finalizzati al disegno della realizzazione di un mega impianto sportivo a Pescina Nuova. Che poi naturalmente non si è visto.<br />
Alla fine il sodalizio emigra e approda ad Avezzano per la stagione 2007-2008. Non fa in tempo ad ottenere l&#8217;uso dello stadio dei Marsi, che l&#8217;Angeloni annunzia al Corriere dello Sport-Stadio di aver già presentato, al comune di Avezzano, «un progetto [&#8230;] per la creazione di una cittadella dello sport». Di nuovo? Chiediamo delucidazioni, con una urbanissima lettera, al sindaco di Avezzano, che dovrebbe trovarsi al quattordicesimo cielo, almeno per vedere gli elaborati, di cosa si tratti. Ma anche questo primo cittadino, tale Antonio Floris, non ci risponde, accontentandosi di sponsorizzare, facendo apporre la dicitura &#8220;Città di Avezzano&#8221; sulle maglie, la squadra di Pescina che ospita nell&#8217;impianto di sua proprietà (oggi, giustamente, conseguentemente e coerentemente, lo stesso sindaco Floris sostiene di non comprendere la rabbia di alcuni tifosi avezzanesi dinanzi alla mancata iscrizione al campionato della VdG: non è forse scomparsa la squadra di Pescina? - come Totò nel famoso sketch di Pasquale). Invero, l&#8217;anno scorso la squadra di calcio, nella quale, nel frattempo, l&#8217;Angeloni ha assunto un ruolo formalmente defilato, rimanendo nella sostanza quel che era prima, pareva aver acquisito l&#8217;impianto nella parte alta di Avezzano denominato Zambardi, che ci appariva in grado di appagare finalmente l&#8217;anelito alla cittadella manifestato dal simpatico Enzo nel tempo. Ora, pensiamo, con la scomparsa della squadra da Avezzano, pensiamo che anche questa ipotesi sia tramontata.<br />
Dunque, ecco la sensazione di udire cose vecchie, Sulmona sarà la sede della quarta cittadella dello sport patrocinata da Vincenzo Berardino Angeloni. Auguri! Invitateci all&#8217;inaugurazione!<br />
<em><strong>Il Martello del Fucino - foglio volante di Pescina</strong></em><br />
<em>P.S. Auguri a tutti, soprattutto al sindaco di Sulmona Federico, che ci pare la stessa persona che nel 2005 contestò al suo predecessore l&#8217;acquisto - pare a titolo oneroso - del titolo sportivo dell&#8217;Aielli da parte del Comune ovidiano, che il San Nicola Sulmona utilizzò per partecipare alla Promozione 2005-2006. Quando si dice la coerenza&#8230;. corsi e ricorsi storici&#8230;.</em></p>
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		<title>L&#8217;Aquila, e la chiamano ricostruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I soldi per l&#8217;Abruzzo sono finiti. In un anno sono stati dilapidati un miliardo e 630 milioni di euro. Tremonti chiede ai terremotati di ricominciare a pagare le tasse mentre l&#8217;informazione tace
di Angelo VentiL&#8217;Aquila è una città in agonia che sta morendo nell&#8217;indifferenza generale. &#8220;Omissione di soccorso&#8221;, potrebbe essere il reato da contestare, dopo quello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I soldi per l&#8217;Abruzzo sono finiti. In un anno sono stati dilapidati un miliardo e 630 milioni di euro. Tremonti chiede ai terremotati di ricominciare a pagare le tasse mentre l&#8217;informazione tace<br />
<font color="#ff0000">di Angelo Venti</font></strong>L&#8217;Aquila è una città in agonia che sta morendo nell&#8217;indifferenza generale. &#8220;Omissione di soccorso&#8221;, potrebbe essere il reato da contestare, dopo quello di mancato allarme. Prima ancora di passare al resto, come lo sperpero di enormi risorse nella prima emergenza oppure alla ricostruzione che ancora non parte. A dare la misura di quanto il mondo dell&#8217;informazione sia corresponsabile del governo e del modello di intervento applicato dal dipartimento di Protezione civile targato Bertolaso, nel disegno perverso che sta uccidendo un&#8217;intera città, sono alcuni commenti rilasciati sottovoce da alcuni giornalisti presenti martedì scorso nel centro storico, i pochi che hanno risposto all&#8217;appello del sindaco Cialente di venire a verificare come è ridotta la città: «Se siamo al punto che deve chiamarci il sindaco - dichiarano autocritici durante il viaggio tra le rovine di una città fantasma - significa che qualcosa non funziona».</p>
<p>In un sistema normale di informazione, i giornalisti sarebbero stati qua senza sollecitazioni, l&#8217;ennesima dimostrazione che la nostra è un&#8217;informazione malata di un tumore ormai diffuso in tutto il corpo: assenti il Tg1, il Tg2, il Tg4 e Studio aperto. Il direttore del Tg5 Clemente Mimun fa sapere che è impossibilitato perché si trova all&#8217;estero mentre dei giornali di centrodestra non vi è alcuna traccia. Non è un caso che uno degli obiettivi della manifestazione che gli aquilani hanno preparato per giovedì 24 giugno siano proprio gli organi di informazione. «Saremo a viale Mazzini, sotto la sede Rai - hanno detto alla vigilia dell&#8217;iniziativa -, per protestare contro l&#8217;oscuramento da parte dei principali telegiornali di tutto ciò che accade a L&#8217;Aquila da oltre un anno. Chiediamo all&#8217;informazione onestà e verità e a chi ha già ampiamente dimostrato di non possederne - aggiungono dal Comitato 3e32 - chiediamo di lasciare il servizio pubblico». Nella giornata di protesta di giovedì anche la seduta del Consiglio comunale del capoluogo abruzzese nella Capitale, davanti al Senato della Repubblica. Le richieste dei terremotati abruzzesi si sintetizzano in una parola sola: ricostruzione. Per ottenerla, chiedono al governo finanziamenti certi e disponibili, sostegni adeguati per far ripartire l&#8217;economia del territorio, procedure certe per avviare i lavori e lo smantellamento di tutto l&#8217;apparato che è stato artificiosamente messo in piedi per minare alla base la rinascita della città e, infine, le stesse agevolazioni fiscali date in tutti gli altri terremoti che hanno colpito l&#8217;Italia. A L&#8217;Aquila, il dipartimento di Protezione civile ha potuto contare, come per i grandi eventi, sul potere di ordinanza, quello di deroga e su una possibilità di spesa senza controlli. In un anno ha bruciato risorse enormi, sottraendole alla ricostruzione vera. Per l&#8217;autority che vigila sugli appalti pubblici, tra aprile 2009 e marzo 2010, sono stati spesi per il terremoto in Abruzzo oltre un miliardo e 630 milioni di euro e i risultati sul campo sono abbastanza deludenti. Secondo l&#8217;ultimo report del commissario delegato al terremoto, al 22 giugno la popolazione assistita solo a L&#8217;Aquila ammonta a un totale di oltre 48mila persone, su un totale di circa 70mila abitanti, divise in: contributi per l&#8217;autonoma sistemazione (25.654), Progetto case (14.464), moduli abitativi provvisori nelle frazioni (2.093), affitti fondo immobiliare o concordati dalla Protezione civile (2.051), ospitate in strutture ricettive (3.436), alloggiati in caserme (609). A cui si aggiungono altri 5.776 assistiti negli altri 40 piccoli comuni del cratere (e mancano i dati di altri 17 comuni).</p>
<p>Letti questi numeri, è più facile comprendere le parole accorate del sindaco Cialente, quando dice: «O arrivano i soldi o si muore, e a quanto pare per la ricostruzione non c&#8217;è un soldo. Io non faccio polemiche ma a Roma forse qualcuno pensa che le new town, le città provvisorie che abbiamo costruito, forse diventeranno la nuova Aquila. Almeno abbiano il coraggio di dircelo».</p>
<p>La settimana scorsa c&#8217;è stata la più grande manifestazione mai vista a L&#8217;Aquila da molti decenni. La popolazione, annichilita prima dal trauma del sisma e poi incantata dalle promesse del governo, comincia lentamente a realizzare che il sogno del &#8220;miracolo&#8221; non esiste e si sta risvegliando in un incubo, quello che vede la condanna a morte della città e dell&#8217;intero territorio. In ventimila hanno manifestato per le vie della città e in oltre cinquemila hanno occupato l&#8217;autostrada Roma-L&#8217;Aquila, bloccandola per alcune ore. Alla protesta hanno partecipato tutti i sindaci del cratere, insieme a Provincia e Regione, curia, organizzazioni sindacali e di categoria, senza distinzioni politiche e con le sole bandiere con i colori della città. Una protesta che comincia a fare paura, tanto da essere oscurata dalle principali tv, pubbliche e private. «Oggi tutto è fermo e noi aquilani che chiediamo di avere un futuro siamo additati come ingrati, incontentabili e addirittura pericolosi - dichiara ancora il sindaco Cialente, che torna a chiedere una tassa di scopo per finanziare la ricostruzione -. L&#8217;ultima visita del premier Berlusconi è datata 29 gennaio 2010, quando si è cominciato a capire che i denari per la ricostruzione non c&#8217;erano». E a essere finiti sono anche i soldi per i puntellamenti degli edifici artistici. Sono 1.800 quelli danneggiati, tra cui ben 800 chiese, un danno stimato per 3,5 miliardi di euro. Bastano questi numeri per definire la catastrofe che anche sul patrimonio culturale ha causato il terremoto del 6 aprile. La denuncia arriva da un convegno della diocesi, nella consapevolezza che oltre ai fondi che non ci sono, occorre individuare anche un metodo condiviso per arrivare a una buona ricostruzione, attraverso le fasi della diagnosi del danno, della progettazione e del restauro. Il ministro Sandro Bondi non si è fatto vedere ma ha inviato il direttore generale ministeriale Roberto Cecchi che si è limitato ad annunciare che L&#8217;Aquila potrebbe diventare patrimonio universale dell&#8217;Unesco, rinviando di fatto la soluzione del problema. Luciano Marchetti, vicecommissario alle opere d&#8217;arte, rende noto che bisogna fare in fretta ma i soldi non ci sono: «Molte chiese lesionate sono in stato di abbandono perché non abbiamo più fondi, mancano sette milioni di euro per completare puntellamenti e messa in sicurezza». E ai soldi che non arrivano si aggiungono anche i debiti. La Protezione civile deve ancora pagare una parte degli albergatori per l&#8217;ospitalità degli sfollati nelle strutture ricettive. Ma sono molte anche le ditte che vantano crediti per lavori eseguiti nella prima emergenza. In particolare, sono tantissime le piccole imprese locali che si sono indebitate per diversi milioni di euro e che rischiano di fallire proprio per i ritardi nei pagamenti da parte di Protezione civile ed enti locali. Anche i rimborsi agli sfollati per l&#8217;autonoma sistemazione sono fermi a marzo. E ora rischia di abbattersi, su un territorio e una popolazione martoriata dal terremoto e dal dipartimento, anche la mannaia della restituzione delle tasse sospese.</p>
<p>25 giugno 2010</p>
<p><a href="http://www.avvenimentionline.it/content/view/3583/797/"><u><font color="#ff0000"><strong>Su LEFT-AVVENIMENTI </strong></font></u></a></p>
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		<title>Dopo il terremoto, il governo: le tasse scuotono il cratere</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 10:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Quasi ventimila i partecipanti alla manifestazione, che alla fine occupano - e bloccano - l&#8217;autostrada A24. Ma il Tg1 e il Tg2 non se ne accorgono.
LE RICHIESTE DEI MANIFESTANTI - Congelamento di tasse, mutui, prestiti e altre imposte per 5 anni e la successiva restituzione in 10 anni senza interessi. - Garanzie per disoccupati, cassaintegrati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi ventimila i partecipanti alla manifestazione, che alla fine occupano - e bloccano - l&#8217;autostrada A24. Ma il Tg1 e il Tg2 non se ne accorgono.</p>
<p><strong>LE RICHIESTE DEI MANIFESTANTI - Congelamento di tasse, mutui, prestiti e altre imposte per 5 anni e la successiva restituzione in 10 anni senza interessi. - Garanzie per disoccupati, cassaintegrati e precari. - Provvedimenti per far ripartire le attività economiche e commerciali. - Subito le risorse necessarie per la ricostruzione, anche attraverso una tassa di scopo. - Snellimento delle procedure per la ricostruzione. </strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/e-aquila-manifestazione-tasse-16-giugno-2010.jpg" title="e-aquila-manifestazione-tasse-16-giugno-2010.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/e-aquila-manifestazione-tasse-16-giugno-2010.jpg" alt="e-aquila-manifestazione-tasse-16-giugno-2010.jpg" /></a></p>
<p>Per approfondimenti:</p>
<p><a href="http://www.6aprile2009.it/?p=13908#more-13908"><u><font color="#ff0000"><strong>www.6aprile2009.it</strong></font></u></a> : TG1 e TG2: contro la NON informazione occupiamo le autostrade digitali</p>
<p><a href="http://www.3e32.com/"><font color="#ff0000"><u><strong>www.3e32.com</strong></u></font> </a>: L&#8217;AQUILA, FINALMENTE! Il cratere si rivolta</p>
<p><a href="http://www.abruzzo24ore.tv/news/Il-Tg1-e-il-Tg2-censurano-ventimila-aquilani/17150.htm"><u><font color="#ff0000"><strong>www.abruzzo24ore.tv</strong></font></u></a> : Il Tg1 e il Tg2 censurano ventimila aquilani</p>
<p><a href="http://www.ilcapoluogo.com/site/News2/Attualita/L-Aquila-lancia-il-suo-S.O.S.-Manifestanti-sull-A24"><u><font color="#ff0000"><strong>www.ilcapoluogo.com</strong></font></u></a> : L&#8217;Aquila lancia il suo S.O.S. Manifestanti sull&#8217;A24</p>
<p><a href="http://www.primadanoi.it/notizie/27105-Tutta-L-Aquila-in-corteo-Cialente-da-soli-non-ce-la-possiamo-fare"><font color="#ff0000"><u><strong>www.primadanoi.it</strong></u></font></a> : Tutta L&#8217;Aquila in corteo. Cialente: «da soli non ce la possiamo fare»</p>
<p><a href="http://www.shockjournalism.com/blog/"><font color="#ff0000"><u><strong>www.shockjournalism.com</strong></u></font></a></p>
<p><a href="http://www.terranews.it/news/2010/06/la-protesta-continua"><font color="#ff0000"><u><strong>www.terranews.it</strong></u></font></a> : la-protesta-continua</p>
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		<title>Magie dell&#8217;emergenza, Bertolaso apre la Porta Santa: con o senza Ordinanza della Protezione civile?</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 10:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo: 
PER EVITARE LE CONTESTAZIONI IN UNA FINTA INAUGURAZIONE DI FACCIATA, BERTOLASO SI FA APRIRE LA PORTA SANTA!
L&#8217;Aquila è diventata uno specchio del paese. Al centro di interessi economici e mediatici, è lo specchio di come vengono usati informazione e potere in Italia.
Ieri, un impressionante schieramento di potenti cariche, civili ed ecclesiastiche, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000">Riceviamo e pubblichiamo: </font></p>
<p><em>PER EVITARE LE CONTESTAZIONI IN UNA FINTA INAUGURAZIONE DI FACCIATA, BERTOLASO SI FA APRIRE LA PORTA SANTA!</em></p>
<p><em>L&#8217;Aquila è diventata uno specchio del paese. Al centro di interessi economici e mediatici, è lo specchio di come vengono usati informazione e potere in Italia.<br />
Ieri, un impressionante schieramento di potenti cariche, civili ed ecclesiastiche, si è dato appuntamento nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, una delle più antiche e note della città,  per inaugurare con una messa la facciata appena restaurata.<br />
Il sottosegretario Gianni Letta, il capo della Protezione Civile Bertolaso, il Presidente della Regione e Commissario per la ricostruzione Chiodi, il sindaco e vice Commissario Cialente, l&#8217;Arcivescovo Molinari, il Prefetto, il Questore, un ex onorevole, insomma  tutte le  personalità più in vista impegnate nell&#8217;emergenza del terremoto prima e nella ricostruzione poi, sono andate a inaugurare un restauro iniziato molto tempo prima del terremoto e che nulla ha a che vedere con i lavori post sisma, essendo stato effettuato e finanziato dalla Sovrintendenza.<br />
All&#8217;inaugurazione, che avviene alle tre del pomeriggio,in un caldo soffocante,  non assiste nessuno, se non un imponente schieramento di sicurezza. Naturalmente ci sono giornalisti e  telecamere di media locali e nazionali.<br />
E&#8217; chiaramente una grande operazione di immagine: queste personalità vogliono legare la loro immagine a qualunque fatto positivo accada a L&#8217;Aquila, anche a prescindere dal loro diretto impegno o intervento.<br />
Sono andata a protestare, pacificamente, &#8220;armata&#8221; di un solo cartello che dice: OPERAZIONE DI FACCIATA. BASTA PASSERELLE.<br />
Le forze dell&#8217;Ordine mi hanno allontanato dal piazzale antistante la Basilica, sia prima della funzione, all&#8217;entrata delle personalità, sia dopo, quando tutti sono usciti nel piazzale. In questo caso un poliziotto mi ha stretto in un vero placcaggio fisico, assai poco piacevole.<br />
Ma la cosa più incredibile è accaduta all&#8217;arrivo del capo della Protezione Civile, Bertolaso. Al fine di impedire che anche una sola persona lo contestasse, sia pure nella maniera più civile e pacifica del mondo, E&#8217; STATO FATTO ENTRARE DALLA PORTA SANTA, sbarrata a chiunque da transenne e da un imponente  cordone di sicurezza.<br />
All&#8217;interno, uomini della Protezione Civile aprivano quella Porta che non si apre mai, se non un solo  giorno all&#8217;anno, tra il 28 e il 29 agosto, in base alla Bolla del Perdono emanata da  Celestino V quando nel 1294 venne incoronato papa proprio qui, a Collemaggio e concesse la Perdonanza, che si celebra ancora oggi.<br />
Dunque, una delle TRE PORTE SANTE del mondo  E&#8217; STATA DECLASSATA A PORTA DI SERVIZIO per un  potente timoroso di qualunque contestazione.<br />
Timoroso, si badi bene, non certo per motivi di sicurezza (nulla avrebbe potuto minacciare la sua incolumità), ma perché doveva difendere la propria immagine, a qualunque costo.<br />
Bertolaso è ossessionato dalla propria immagine. Non permette che venga catturato un solo fotogramma in cui è associato a elementi negativi, contestazioni o proteste.<br />
Si fa fotografare in chiesa, con lo sguardo rivolto verso l&#8217;alto, la luce alle spalle, in un&#8217;aura di spiritualità; o mentre un&#8217;anziana donna, dall&#8217;aspetto dimesso, lo abbraccia e gli bacia la mano. Si ferma, in Chiesa,  ad abbracciare Giustino Parisse, il giornalista divenuto un&#8217;icona del terremoto, a cui il sisma ha strappato i due figli, quella &#8220;vittima della disinformazione&#8221; di cui la Protezione Civile porta parecchia responsabilità.<br />
Bertolaso ha ostentato, in quel passaggio, tutto il suo potere. Per salvare la sua immagine, non certo la sua anima.<br />
E la Chiesa, come sempre, lo ha soccorso.<br />
Dopo essersi prestata ad avallare, o forse promuovere un&#8217;operazione di evidente mistificazione della verità.<br />
Quella stessa Chiesa del Cristo povero, del papa eremita e santo.<br />
A noi aquilani, vittime del terremoto prima e dei &#8220;Protettori&#8221; poi, non resta che cercare di salvare almeno la nostra dignità.<br />
Anche se all&#8217;Aquila protestare non si può. E se riesci comunque a farlo i potenti ti sfuggono e la censura fa il resto. In molti TG nazionali la protesta è sparita.<br />
Perciò condividete.<br />
La lotta è dura, ma noi di più.</em></p>
<p><strong><em>Anna Lucia Bonanni</em></strong></p>
<p><font color="#ff0000"><strong>Vedi il video della contestazione:</strong></font></p>
<p><object width="640" height="385"></object></p>
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		<title>Manolo Luppichini parla dell&#8217;attacco israeliano alla Freedom Flotilla</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:03:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le dichiarazioni di Manolo Luppicchini appena arrivato all&#8217;aeroporto militare di Ciampino. Riprese Marco D&#8217;Antonio.




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			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>Le dichiarazioni di Manolo Luppicchini appena arrivato all&#8217;aeroporto militare di Ciampino. Riprese Marco D&#8217;Antonio.</strong></font><br />
<object width="660" height="405"></p>
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		<title>Gerusalemme 31 maggio 2010: manifestazione pacifista contro l&#8217;attacco israeliano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 20:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da Gerusalemme e pubblichiamo. 

Gerusalemme, 31 maggio 2010
non si sono fatte attendere le reazioni sia nei Territori Palestinesi occupati che nello stesso Israele, al crimine commesso dall&#8217;esercito israeliano nei confronti della &#8220;Freedom Flotilla&#8220;, il convoglio umanitario composto da operatori pacifisti diretto a Gaza.
Sono state organizzate diverse manifestazioni che hanno visto la partecipazione della comunita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>Riceviamo da Gerusalemme e pubblichiamo. </strong></font></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" /></a></p>
<p><em>Gerusalemme, 31 maggio 2010<br />
</em><em>non si sono fatte attendere le reazioni sia nei <strong>Territori Palestinesi occupati</strong> che nello stesso <strong>Israele</strong>, </em><em>al crimine commesso dall&#8217;esercito israeliano nei confronti della &#8220;</em>Freedom Flotilla<em>&#8220;, il convoglio umanitario composto da operatori pacifisti diretto a Gaza.</em><br />
<em>Sono state organizzate diverse manifestazioni che hanno visto la partecipazione della comunita&#8217; internazionale presente sul territorio, della popolazione palestinese e dei pacifisti israliani.<br />
Abbiamo preso parte ad una di queste manifestazioni svoltasi nel pomeriggio </em><em>in Piazza Francia, </em><em>a Gerusalemme ovest (parte israeliana della citta&#8217;). Ci è sembrato importante esserci per cercare di capire le reazioni all&#8217;interno della stessa società israeliana e cercare di dare forza alla voce di quei gruppi di minoranza interna che si oppongono alla politica fascista dello stato di israele.</em><br />
<em>Alla manifestazione erano presenti oltre trecento persone tra internazionali, arabi israeliani e pacifisti israeliani. Questi ultimi, che erano la maggior parte dei presenti, attraverso canti e slogan hanno rivendicato il loro diritto a vivere in uno stato governato non dalla logica della violenza e del calpestamento assoluto e immotivato dei diritti di civili e dell&#8217;essere umano in generale ma in uno stato libero e democratico che ponga fine all&#8217;assedio di Gaza e all&#8217;occupazione illegale dei territori palestinesi.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" /></a></p>
<p><em>Questi gli slogan della manifestazione pacifista: &#8220;<strong>La democrazia non si costruisce sui cadaveri degli attivisti</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Le leggi illegittime rendono i cittadini disobbedienti</strong>&#8220;, &#8221; <strong>Da Gaza a Bilin liberta&#8217; per la Palestina</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Free Gaza</strong>&#8220;.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" /></a></p>
<p><em>La manifestazione è stata animata da un gruppo di ragazzi israeliani che con tamburi ed armoniche hanno scandito i diversi slogan in inglese, arabo ed ebraico.<br />
La manifestazione si e&#8217; svolta in modo pacifico, incomprensibile e&#8217; risultato dunque lo spiegamento di forze della polizia a controllo del gruppo di manifestanti.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" /></a><br />
<em>La fontana al centro della piazza e&#8217; stata circondata da candele e la piazza stessa si è riempita di persone di tutte le eta&#8217; e di diversa  nazionalita&#8217; unite nel desiderio comune di stringersi attorno al lutto di un numero non ancora definito di pacifisti implicati nella strage. Altro sentimento comune è stato il non accettare che questa ennesima strage venga insabbiata sia a livello di informazione che a livello giuridico.<br />
La risposta della polizia e&#8217; stata invece il circondare la piazza di transenne e il riprendere con delle videocamere invadenti e scrupolose ognuno dei visi dei partecipanti presenti alla manifestazione.<br />
In contemporanea, nella stessa zona, si è tenuta una contromanifestazione condotta di un gruppo di israliani favorevoli alla politica violenta e terrorista di Israele.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" /></a><br />
<em>Altre manifestazioni pacifiste si sono tenute in contemporanea a Haifa, Tel Aviv e Ashdod, dove attualmente sono detenuti in isolamento 480 attivisti delle altre barche della flotilla.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" /></a><br />
<em>Condanniamo con forza quanto accaduto, consapevoli che è solo un ennesimo atto arrogante di violazione dei diritti che si inserisce  nella politica di embargo imposta sulla striscia di Gaza dallo stato Israeliano. Atti di questo tipo sembrano dare ancora una volta l&#8217;impressione che Israele possa agire con impunità davanti gli occhi volutamente distratti e indifferenti della comunità internazionale.<br />
Non abbiamo ancora notizia degli attivisti arrestati. Ci auguriamo davvero che la stampa internazionale e gli organi statali in generale non si facciano complici di questo ennesimo massacro (non abbiamo parole migliori per definirlo).</em></p>
<p><strong><em>Da Gerusalemme, S.M. e V.V.</em></strong></p>
<p><strong>[ Foto di: Natalia Fais ]</strong></p>
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