
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>SITe.it &#187; Mondo</title>
	<link>http://www.site.it</link>
	<description>Giornale on line</description>
	<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 13:53:26 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.3.3</generator>
	<language>en</language>
			<item>
		<title>Manolo Luppichini parla dell&#8217;attacco israeliano alla Freedom Flotilla</title>
		<link>http://www.site.it/manolo-luppichini-parla-dellattacco-israeliano-alla-freedom-flotilla/06/2010/</link>
		<comments>http://www.site.it/manolo-luppichini-parla-dellattacco-israeliano-alla-freedom-flotilla/06/2010/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/manolo-luppichini-parla-dellattacco-israeliano-alla-freedom-flotilla/06/2010/</guid>
		<description><![CDATA[Le dichiarazioni di Manolo Luppicchini appena arrivato all&#8217;aeroporto militare di Ciampino. Riprese Marco D&#8217;Antonio.




]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>Le dichiarazioni di Manolo Luppicchini appena arrivato all&#8217;aeroporto militare di Ciampino. Riprese Marco D&#8217;Antonio.</strong></font><br />
<object width="660" height="405"></p>
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s997w-3k_sA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/s997w-3k_sA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="660" height="405"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/manolo-luppichini-parla-dellattacco-israeliano-alla-freedom-flotilla/06/2010/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Gerusalemme 31 maggio 2010: manifestazione pacifista contro l&#8217;attacco israeliano</title>
		<link>http://www.site.it/gerusalemme-1-giugno-2010-manifestazione-dei-pacifisti-contro/06/2010/</link>
		<comments>http://www.site.it/gerusalemme-1-giugno-2010-manifestazione-dei-pacifisti-contro/06/2010/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 20:42:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/gerusalemme-1-giugno-2010-manifestazione-dei-pacifisti-contro/06/2010/</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo da Gerusalemme e pubblichiamo. 

Gerusalemme, 31 maggio 2010
non si sono fatte attendere le reazioni sia nei Territori Palestinesi occupati che nello stesso Israele, al crimine commesso dall&#8217;esercito israeliano nei confronti della &#8220;Freedom Flotilla&#8220;, il convoglio umanitario composto da operatori pacifisti diretto a Gaza.
Sono state organizzate diverse manifestazioni che hanno visto la partecipazione della comunita&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font color="#ff0000"><strong>Riceviamo da Gerusalemme e pubblichiamo. </strong></font></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-2-e.jpg" /></a></p>
<p><em>Gerusalemme, 31 maggio 2010<br />
</em><em>non si sono fatte attendere le reazioni sia nei <strong>Territori Palestinesi occupati</strong> che nello stesso <strong>Israele</strong>, </em><em>al crimine commesso dall&#8217;esercito israeliano nei confronti della &#8220;</em>Freedom Flotilla<em>&#8220;, il convoglio umanitario composto da operatori pacifisti diretto a Gaza.</em><br />
<em>Sono state organizzate diverse manifestazioni che hanno visto la partecipazione della comunita&#8217; internazionale presente sul territorio, della popolazione palestinese e dei pacifisti israliani.<br />
Abbiamo preso parte ad una di queste manifestazioni svoltasi nel pomeriggio </em><em>in Piazza Francia, </em><em>a Gerusalemme ovest (parte israeliana della citta&#8217;). Ci è sembrato importante esserci per cercare di capire le reazioni all&#8217;interno della stessa società israeliana e cercare di dare forza alla voce di quei gruppi di minoranza interna che si oppongono alla politica fascista dello stato di israele.</em><br />
<em>Alla manifestazione erano presenti oltre trecento persone tra internazionali, arabi israeliani e pacifisti israeliani. Questi ultimi, che erano la maggior parte dei presenti, attraverso canti e slogan hanno rivendicato il loro diritto a vivere in uno stato governato non dalla logica della violenza e del calpestamento assoluto e immotivato dei diritti di civili e dell&#8217;essere umano in generale ma in uno stato libero e democratico che ponga fine all&#8217;assedio di Gaza e all&#8217;occupazione illegale dei territori palestinesi.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-1-o.jpg" /></a></p>
<p><em>Questi gli slogan della manifestazione pacifista: &#8220;<strong>La democrazia non si costruisce sui cadaveri degli attivisti</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Le leggi illegittime rendono i cittadini disobbedienti</strong>&#8220;, &#8221; <strong>Da Gaza a Bilin liberta&#8217; per la Palestina</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Free Gaza</strong>&#8220;.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-3-o.jpg" /></a></p>
<p><em>La manifestazione è stata animata da un gruppo di ragazzi israeliani che con tamburi ed armoniche hanno scandito i diversi slogan in inglese, arabo ed ebraico.<br />
La manifestazione si e&#8217; svolta in modo pacifico, incomprensibile e&#8217; risultato dunque lo spiegamento di forze della polizia a controllo del gruppo di manifestanti.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-4-o.jpg" /></a><br />
<em>La fontana al centro della piazza e&#8217; stata circondata da candele e la piazza stessa si è riempita di persone di tutte le eta&#8217; e di diversa  nazionalita&#8217; unite nel desiderio comune di stringersi attorno al lutto di un numero non ancora definito di pacifisti implicati nella strage. Altro sentimento comune è stato il non accettare che questa ennesima strage venga insabbiata sia a livello di informazione che a livello giuridico.<br />
La risposta della polizia e&#8217; stata invece il circondare la piazza di transenne e il riprendere con delle videocamere invadenti e scrupolose ognuno dei visi dei partecipanti presenti alla manifestazione.<br />
In contemporanea, nella stessa zona, si è tenuta una contromanifestazione condotta di un gruppo di israliani favorevoli alla politica violenta e terrorista di Israele.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-8-e.jpg" /></a><br />
<em>Altre manifestazioni pacifiste si sono tenute in contemporanea a Haifa, Tel Aviv e Ashdod, dove attualmente sono detenuti in isolamento 480 attivisti delle altre barche della flotilla.</em></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" title="gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2010/06/gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" alt="gerusalemme31maggio2010-6-e.jpg" /></a><br />
<em>Condanniamo con forza quanto accaduto, consapevoli che è solo un ennesimo atto arrogante di violazione dei diritti che si inserisce  nella politica di embargo imposta sulla striscia di Gaza dallo stato Israeliano. Atti di questo tipo sembrano dare ancora una volta l&#8217;impressione che Israele possa agire con impunità davanti gli occhi volutamente distratti e indifferenti della comunità internazionale.<br />
Non abbiamo ancora notizia degli attivisti arrestati. Ci auguriamo davvero che la stampa internazionale e gli organi statali in generale non si facciano complici di questo ennesimo massacro (non abbiamo parole migliori per definirlo).</em></p>
<p><strong><em>Da Gerusalemme, S.M. e V.V.</em></strong></p>
<p><strong>[ Foto di: Natalia Fais ]</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/gerusalemme-1-giugno-2010-manifestazione-dei-pacifisti-contro/06/2010/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Gaza: assalto nave pacifisti, vicinanza e solidarietà di Libera</title>
		<link>http://www.site.it/gaza-assalto-nave-pacifisti-vicinanza-e-solidarieta-di-libera/05/2010/</link>
		<comments>http://www.site.it/gaza-assalto-nave-pacifisti-vicinanza-e-solidarieta-di-libera/05/2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 14:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/gaza-assalto-nave-pacifisti-vicinanza-e-solidarieta-di-libera/05/2010/</guid>
		<description><![CDATA[Riportiamo il comunicato integrale diffuso da &#8220;LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie&#8220;, in cui si condanna l&#8217;aggressione contro la nave dei pacifisti, perpetrata in acque internazionali dalle truppe israeliane e si chiede il rispetto del Diritto internazionale. 

&#8221; Esprimiamo la nostra vicinanza alle vittime della Freedom Flotilla uccise dai commando della marina israeliana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riportiamo il comunicato integrale diffuso da &#8220;<em>LIBERA, associazioni nomi e numeri contro le mafie</em>&#8220;, in cui si condanna l&#8217;aggressione contro la nave dei pacifisti, perpetrata in acque internazionali dalle truppe israeliane e si chiede il rispetto del Diritto internazionale. </strong></p>
<p><a href="http://www.site.it/wp-content/uploads/2008/11/f-e-gerusalemme1.jpg" title="f-e-gerusalemme1.jpg"><img src="http://www.site.it/wp-content/uploads/2008/11/f-e-gerusalemme1.jpg" alt="f-e-gerusalemme1.jpg" /></a></p>
<p><font color="#ff0000"><strong><em>&#8221; Esprimiamo la nostra vicinanza alle vittime della Freedom Flotilla uccise dai commando della marina israeliana in acque internazionali mentre portavano aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza. Il tributo della vita umana è sempre il più alto che si possa considerare per l&#8217;affermazione della libertà e del diritto. Per questa ragione intendiamo onorare la loro memoria proseguendo nella stessa azione di denuncia dell&#8217;ingiustizia e di solidarietà con gli abitanti di Gaza.</em></strong></font></p>
<p><font color="#ff0000"><strong><em>Denunciamo la violazione del diritto internazionale da parte delle autorità israeliane e per questo chiediamo che le istituzioni preposte condannino nelle sedi e nei modi opportuni lo Stato di Israele. Il governo italiano si faccia promotore in sede internazionale di un&#8217;iniziativa in tal senso. Tacere vorrebbe dire essere complici e consentire ancora una volta la violazione delle regole da parte del più forte.</em></strong></font></p>
<p><font color="#ff0000"><strong><em>Chiediamo che sia consentita l&#8217;assistenza umanitaria a favore degli abitanti della Striscia di Gaza, che sia garantita la presenza e l&#8217;operatività delle Organizzazioni Non Governative, l&#8217;ingresso di materiale medico e di ogni altro bene di prima necessità.</em></strong></font></p>
<p><font color="#ff0000"><strong><em>Ci sentiamo di affermare questi principi come Libera - Associazioni nomi e numeri contro le mafie, perché riteniamo che nemmeno in seno alla comunità internazionale sia tollerabile l&#8217;atteggiamento del voltarsi dall&#8217;altra parte e consentire che il più forte detti le proprie regole. Pensiamo peraltro che proprio l&#8217;affermazione del diritto internazionale e la scrupolosa osservanza della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, costituiscano la base per la soluzione del conflitto israelo-palestinese.</em></strong></font></p>
<p><font color="#ff0000"><strong><em>Sin da ora Libera dichiara la propria disponibilità ad aderire alle forme di protesta e di pressione che si vorranno intraprendere per chiedere verità e giustizia.&#8221;</em></strong></font></p>
<p><strong>Tratto da:</strong> <a href="http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3239 ">http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3239 </a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/gaza-assalto-nave-pacifisti-vicinanza-e-solidarieta-di-libera/05/2010/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Una testimone scampata all&#8217;esecuzione: decine di detenuti uccisi davanti ai miei occhi</title>
		<link>http://www.site.it/una-testimone-scampata-allesecuzione-decine-di-detenuti-uccisi-davanti-ai-miei-occhi/02/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/una-testimone-scampata-allesecuzione-decine-di-detenuti-uccisi-davanti-ai-miei-occhi/02/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 20:04:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/una-testimone-scampata-allesecuzione-decine-di-detenuti-uccisi-davanti-ai-miei-occhi/02/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Gaza - Infopal. Il Centro Palestinese per la Difesa dei Detenuti ha confermato che le forze di occupazione israeliane, durante l&#8217;ultima aggressione contro la Striscia di Gaza, durata 23 giorni, hanno deliberatamente commesso crimini di guerra ai danni di decine di detenuti palestinesi.In un suo rapporto, il Centro ha sottolineato come le testimonianze dei sopravvissuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gaza - Infopal</strong>. Il Centro Palestinese per la Difesa dei Detenuti ha confermato che le forze di occupazione israeliane, durante l&#8217;ultima aggressione contro la Striscia di Gaza, durata 23 giorni, hanno deliberatamente commesso crimini di guerra ai danni di decine di detenuti palestinesi.In un suo rapporto, il Centro ha sottolineato come le testimonianze dei sopravvissuti confermino le sue tesi a riguardo: eliminazione fisica di detenuti ai quali spetta lo status di &#8220;detenuti di guerra&#8221;; violazione degli accordi e dei trattati internazionali da parte delle forze di occupazione, che non li hanno considerati come detenuti di guerra, ma li hanno giustiziati, insieme a bambini di pochi mesi, donne e civili.<br />
<strong>La testimonianza di Maisa as-Sammuni</strong></p>
<p>Maisa Fawzi as-Sammuni, una ragazza di 19 anni residente nel quartiere az-Zaitun, a sud della città di Gaza, ha riferito che i soldati l&#8217;hanno presa con la sua bambina di nove mesi, insieme ad alti trenta membri della sua famiglia, e li hanno messi in casa di un loro parente. Ha poi così proseguito: «I soldati ci hanno ordinato di seguirli in casa di Wael as-Sammuni, di 40 anni, la cui abitazione è di circa 200 metri quadrati. All&#8217;inizio eravamo trenta, poi siamo diventati settanta. Siamo rimasti fino al giorno dopo senza acqua né cibo. La mattina seguente, più o meno alle sei, i soldati hanno sparato contro le persone che cercavano di lasciare il posto. Dopo pochi istanti, un carro armato israeliano ha sparato una bomba contro la casa. Quando è caduta la bomba mi sono buttata in terra, sopra la mia bambina. Si sono sollevati fumo e polvere, io sentivo grida e pianti. Quando la polvere è calata, mi sono guardata intorno e ho visto dalle venti alle trenta persone morte e una ventina di feriti».</p>
<p>La ferita di Maisa è leggera, ma ha detto di aver perso suo marito, i suoi suoceri e altri sette parenti di primo grado. La sua bambina di nove mesi ha perso invece tre dita.</p>
<p>La Commissione Internazionale della Croce Rossa ha accusato l&#8217;esercito israeliano di aver ostacolato l&#8217;arrivo dei soccorritori ad az-Zaitun, impedendo alle sue ambulanze di raggiungere diverse case nel quartiere - dove sono stati uccisi i detenuti palestinesi.</p>
<p>La Commissione Internazionale ha riferito che i suoi soccorritori hanno assistito 18 feriti e prelevato 12 cadaveri da una casa del quartiere, giudicando inaccettabile «il ritardo nel concedere il permesso ai soccorritori di raggiungerli». Ha quindi definito la scena «scioccante».</p>
<p>Le Nazioni Unite, da parte loro, hanno dichiarato che l&#8217;esercito israeliano ha ucciso, in un bombardamento, 30 civili tra i 110 cittadini palestinesi raccolti in una sola abitazione nella città di Gaza. Nafi Bilai, delegata per i diritti umani, ha invitato a effettuare «indagini indipendenti e credibili» sulle violazioni delle leggi internazionali per i diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p>L&#8217;ufficio delle Nazioni Unite che coordina le attività umanitarie ha fatto sapere in un comunicato che, secondo tutte le testimonianze, i soldati israeliani «il quattro gennaio hanno riunito 110 cittadini palestinesi, di cui metà bambini, in una sola casa del quartiere az-Zaitun e hanno ordinato loro di rimanerci dentro».<br />
<strong>L&#8217;episodio più grave</strong></p>
<p>Il comunicato prosegue: «Dopo 24 ore le forze di occupazione israeliane hanno bombardato la casa più volte, intenzionalmente, uccidendo 30 persone. Quelli che si sono salvati, sono riusciti a camminare per due chilometri, raggiungendo la via Salah Iddin, da dove sono stati trasferiti negli ospedali con macchine private. Un bimbo di soli cinque mesi è morto appena giunto in ospedale». Nel comunicato si afferma che «è l&#8217;episodio più grave dall&#8217;inizio dell&#8217;aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza, il 27 dicembre 2008».</p>
<p>Scritto il 2009-02-05</p>
<p>[ TRATTO DA: <a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=10617&#038;PHPSESSID=1b77fdfb967af29f825441ba850e852c" target="_blank">www.infopal.it</a>  ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/una-testimone-scampata-allesecuzione-decine-di-detenuti-uccisi-davanti-ai-miei-occhi/02/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Israele blocca nave di aiuti libanese. Sequestrata delegazione, tra cui mons. Capucci.</title>
		<link>http://www.site.it/israele-blocca-nave-di-aiuti-libanese-sequestrata-delegazione-tra-cui-mons-capucci/02/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/israele-blocca-nave-di-aiuti-libanese-sequestrata-delegazione-tra-cui-mons-capucci/02/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 20:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/israele-blocca-nave-di-aiuti-libanese-sequestrata-delegazione-tra-cui-mons-capucci/02/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Gaza - Infopal. Questa mattina, navi da guerra israeliane hanno impedito la consegna di 50 tonnellate di aiuti umanitari agli abitanti della Striscia di Gaza.Una imbarcazione libanese che portava aiuti umanitari è stata infatti fermata alle 8.30 circa e non è riuscita ad attraccare al porto di Gaza.
La popolazione della Striscia, 1,5 milioni di abitanti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gaza - Infopal</strong>. Questa mattina, navi da guerra israeliane hanno impedito la consegna di 50 tonnellate di aiuti umanitari agli abitanti della Striscia di Gaza.Una imbarcazione libanese che portava aiuti umanitari è stata infatti fermata alle 8.30 circa e non è riuscita ad attraccare al porto di Gaza.</p>
<p>La popolazione della Striscia, 1,5 milioni di abitanti, soffre per la mancanza di cibo, acqua, energia e per la scarsità di abbigliamento, materassi, materiali di costruzione. Questo stato di bisogno, di necessità permanente è causato dall&#8217;embargo israelo-internazionale, dalla chiusura dei valichi - egiziano e israeliani. L&#8217;Egitto, infatti, ha una grave e parallela responsabilità per l&#8217;attuale situazione di assedio.</p>
<p>La nave, inviata dalla Organizzazione Umanitaria e di Fraternità libanese, portava con sé un carico di medicinali, alimenti e giocatoli ai bambini palestinesi, e una delegazione di sei attivisti libanesi, un prete, un pacifista inglese e monsignor Hilarion Capucci, ex arcivescovo di Gerusalemme di rito greco-cattolico.</p>
<p>La delegazione è stata sequestrata dai militari israeliani.</p>
<p>Parallelamente, le truppe israeliane hanno confiscato più di 3.500 materassi e 400 pacchi di alimenti inviati dall&#8217;UNRWA, l&#8217;agenzia dell&#8217; Onu per i rifugiati palestinesi. Il materiale era  destinato a più di 500 famiglie.</p>
<p>Scritto il 2009-02-05</p>
<p>[ TRATTO DA: <a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=10615&#038;PHPSESSID=1b77fdfb967af29f825441ba850e852c" target="_blank">infopal.it</a> ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/israele-blocca-nave-di-aiuti-libanese-sequestrata-delegazione-tra-cui-mons-capucci/02/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>REPORT SULLA SITUAZIONE A GERUSALEMME EST A FRONTE DELL&#8217;INTERVENTO MILITARE A GAZA</title>
		<link>http://www.site.it/report-sulla-situazione-a-gerusalemme-est-a-fronte-dellintervento-militare-a-gaza/01/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/report-sulla-situazione-a-gerusalemme-est-a-fronte-dellintervento-militare-a-gaza/01/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 21:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/report-sulla-situazione-a-gerusalemme-est-a-fronte-dellintervento-militare-a-gaza/01/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo:
Ramallah
Da ieri tacciono le armi a Gaza, e il mondo palestinese conta i propri morti. Nei campi profughi della West Bank sono in molti ad avere parenti nella striscia. Durante la guerra del 1948 le famiglie scacciate dall&#8217;esercito israeliano lasciarono i villaggi e si affidarono alla fortuna: alcune verso l&#8217;altipiano, altre verso il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo:</p>
<p><strong>Ramallah</strong><br />
Da ieri tacciono le armi a Gaza, e il mondo palestinese conta i propri morti. Nei campi profughi della West Bank sono in molti ad avere parenti nella striscia. Durante la guerra del 1948 le famiglie scacciate dall&#8217;esercito israeliano lasciarono i villaggi e si affidarono alla fortuna: alcune verso l&#8217;altipiano, altre verso il mare. I 21 giorni dell&#8217;operazione &#8220;piombo fuso&#8221; sono stati scanditi nel mondo arabo dalle immagini in presa diretta del network di Al Jazeera. A differenza dei media europei e americani, Al Jazeera non ha censurato le immagini e le testimonianze piu&#8217; scabrose e i reporter si sono spesso trovati sotto il fuoco. La societa&#8217; palestinese si sente lasciata sola di fronte al massacro, le cui proporzioni e spietatezza giungono in Europa tramite le statistiche, piu&#8217; che grazie alle fonti di informazione. Statistiche che, a fronte di cinque vittime civili israeliane, hanno visto il bilancio palestinese ampliarsi con progressione geometrica fino fino a raggiungere i 1.300 morti. Colpisce la determinazione dei tank israeliani a non risparmiare obiettivi neutrali, quali scuole ONU, ospedali, ambulanze. Di fronte alla frequenza di questi proclamati &#8220;errori&#8221;, il senso di frustrazione e la disperazione della gente comune diviene ingestibile.<br />
Il secondo grande assente sulla scena di Gaza e&#8217; l&#8217;Autorita&#8217; palestinese. A Ramallah si sono tenute deboli iniziative ufficiali; per le strade non sono stati affissi manifesti ne&#8217; installati monitor per seguire gli avvenimenti. Il governo di Abu Mazen e&#8217; apparso incerto e incapace di prendere decisioni efficaci. Di contro la sensazione comune e&#8217; che questa carneficina abbia consolidato e amplificato il consenso di Hamas in entrambi i tronconi dello stato palestinese. La gente appare molto colpita inoltre dalle manifestazioni di solidarieta&#8217; del mondo arabo, che tuttavia esprimono un forte afflato religioso e sentimenti di rivalsa militare. In paesi come l&#8217;Egitto si osserva un processo simile a quello palestinese su scala piu&#8217; ampia, con una progressiva frattura tra governi &#8220;moderati&#8221; e masse indignate.<br />
Causa la frammentazione del quadro politico e la frattura tra le due principali compagini, in West Bank non si e&#8217; assistito ad alcun movimento organizzato. Colpisce la mancanza di un pensiero, di una strategia a fronte dell&#8217;enormita&#8217; delle sofferenze inflitte ai civili di Gaza. La West Bank conosce per esperienza diretta gli effetti sulla popolazione civile del blocco territoriale. Le distruzioni conseguenza delle azioni militari portano alle estreme conseguenze l&#8217;azione di progressivo sgretolamento del tessuto economico e istituzionale che ha coinvolto la striscia negli ultimi anni. La chiusura ermetica delle frontiere attuata dal 2007 ha spinto buona parte della popolazione locale nell&#8217;indigenza. La reazione della gente comune in Cisgiordania e&#8217; un afflato di solidarieta&#8217;, che supera le lacerazioni politiche dell&#8217;ultimo periodo. In particolare nei campi profughi si moltiplicano le iniziative: raccolte fondi, veglie, raccolte di generi di prima necessita&#8217;.<br />
Le manifestazioni spontanee in West Bank ricordano da vicino il movimento della Prima intifada. Protagonisti sono i ragazzi. Si muovono in piccoli gruppi ed attaccano i militari ai check point a sassate. E&#8217; un copione che si ripete da tre settimane il venerdi&#8217;, dopo la preghiera. I militari preparano truppe ed armi dietro le linee di confine dalle prime ore del mattino. Ai sassi rispondono con irruzioni di blindati e camionette e con un fuoco che si fa piu&#8217; serrato con il passare delle ore. Per rallentare le incursioni in mezzo alle vie, si da&#8217; fuoco a pneumatici da camion. Raramente sono stati utilizzati in queste settimane dai militari proiettili di metallo, tuttavia venerdi&#8217; scorso a Hebron un ragazzo di 16 anni e&#8217; stato colpito a morte. Le cariche sono precedute dal lancio di lacrimogeni e sound bomb -bombe stordenti-, quindi dallo sparo di &#8220;proiettili di gomma&#8221;. Si tratta di strumenti che possono rivelarsi devastanti, specialmente se esplosi a distanza ravvicinata. L&#8217;anima del proiettile e&#8217; infatti di metallo, rivestito da materiale plastico. Se dunque l&#8217;arma non e&#8217; progettata per perforare i tessuti, l&#8217;impatto puo&#8217; produrre gravi emorragie interne e fratture ossee.<br />
E&#8217; quanto e&#8217; accaduto in queste settimane anche nei campi profughi di Shu&#8217;fat e Kalandia, ove si segnalano 60 minori coinvolti, tra feriti ed arrestati, tra i quali 2 femmine. Si tratta di ragazzi tra i 12 e i 18 anni, molti dei quali seguiti dal servizio educativo supportato da Vento di Terra e dalla Rete degli Enti locali lombardi. La situazione piu&#8217; grave si registra a Shu&#8217;fat, ove 30 minori hanno riportato ferite e contusioni durante gli scontri. L&#8217;esercito ha fatto massiccio ricorso agli arresti, sia durante gli incidenti, sia nei giorni successivi. I ragazzi sono portati nel centro di detenzione di Maskobeh a Gerusalemme est e posti nelle celle con gli adulti. Alcuni testimoni affermano di aver constatato una situazione di sovraffollamento e la presenza di minori e giovani trattenuti in condizioni gravi senza assistenza medica. Frequenti risultano i pestaggi ai danni dei prigionieri, compiuti in particolare durante l&#8217;arresto e il trasferimento al carcere. Si ha testimonianza di un minore colpito al volto, cui sono stati spezzati gli incisivi, le cui condizioni si sono aggravate durante la detenzione. Le autorita&#8217; militari sono state costrette a provvedere al ricovero al vicino Makasset Hospital.<br />
Gli arrestati, sia adulti, sia minori,  subiscono nelle prime ore di detenzione pesanti interrogatori, senza la presenza di avvocati o testimoni, volti a ottenere una piena confessione e i nomi di altri partecipanti agli scontri. I militari usano inoltre riprendere gli avvenimenti allo scopo di  individuare le identita&#8217; dei partecipanti. Gli arresti avvengono durante incursioni, specialmente durante la notte. Alcuni minori rimangono in cella per 7 - 10 giorni, per essere deferiti in seguito ad un tribunale civile. Durante le sessioni gli accusati hanno diritto ad una difesa, tuttavia il ruolo e le testimonianze dei militari risultano preponderanti. Alcuni minori vengono rilasciati entro 48 ore.<br />
L&#8217;esperienza dell&#8217;arresto e della detenzione appare devastante, soprattutto nei soggetti piu&#8217; giovani e fragili. La sindrome traumatica si manifesta nella difficolta&#8217; a socializzare, nella paura di uscire di casa, nelle resistenze a riprendere la vita consuetudinaria, nei disturbi del sonno e nella enuresi notturna. I ragazzi rivelano inoltre notevoli difficolta&#8217; a parlare, e a volte a ricordare, gli avvenimenti. I famigliari da parte loro tendono a non divulgare le informazioni sulle violenze per timore di nuove azioni dei militari. I genitori di Shu&#8217;fat citano il caso di alcuni ragazzi arrestati dopo la degenza a causa delle denunce di maltrattamenti pubblicate dai giornali. Il caso delle ragazze arrestate appare il piu&#8217; critico. Nella societa&#8217; palestinese la figura femminile, soprattutto nella fase adolescenziale, e&#8217; totalmente dominata dal ruolo paterno. Molte ragazze non si allontanano dalla casa natia sino al matrimonio. A loro e&#8217; concesso un appoccio con il mondo esterno defilato e mediato dalla famiglia. La detenzione ha su queste minori un effetto devastante, cui si sommano i pregiudizi di una societa&#8217; ossessionata dal tema della perdizione e dell&#8217;onore.<br />
Colpisce in questa fase di scoramento e di angoscia, la sostanziale assenza sulla scena del mondo adulto. In West Bank la responsabilita&#8217; di una reazione, qualsiasi essa sia, appare in gran parte lasciata ai ragazzi, che incarnano nel lancio dei sassi il proprio ideale di eroiosmo. Si evidenzia all&#8217;origine una forte spinta sociale, centrata sul culto del martire e sulla sublimazione dell&#8217;ideale patriottico. L&#8217;idealizzazione s&#8217;infrange a fronte dell&#8217;esperienza della detenzione e del crollo psicofisico che la maggior parte delle volte ne consegue. Esperienza attorno alla quale si consolida una sorta di silenzio omertoso, che rende piu&#8217; complessa l&#8217;elaborazione del trauma. D&#8217;altro lato si ha notizia di manifestazioni pubbliche, tra cui quelle di Ramallah e Hebron, svoltesi lo scorso venerdi&#8217;. Una manifestazione si e&#8217; inoltre svolta a Gerusalemme est, protagonista in particolare un gruppo di donne che, di fronte alla Porta di Damasco, ha esposto cartelli e inscenato una protesta non violenta. Da sottolineare che, visto il divieto d&#8217;ingresso nella citta&#8217; vecchia il venerdi&#8217; a palestinesi minori di 45 anni, si trattava di persone anziane. Sabato 11 gennaio a Ramallah si e&#8217; inoltre svolta una manifestazione di solidarieta&#8217; ai bimbi di Gaza, cui ha aderito Il servizio educativo di Kalandia.<br />
Le condizioni riscontrate, in particolare nel campo profughi di Shu&#8217;fat, confermano in sintesi la validita&#8217; della proposta di avviare un micro progetto di emergenza rivolto ai minori vittima di violenze. Si tratta di ampliare lo Sportello psicologico, portando la presenza dello specialista da 4 a 10 ore la settimana e di affiancarlo con la figura di un&#8217;assistente sociale. Lo staff dovrebbe intervenire sia a livello di nucleo tramite visite domiciliari, sia a livello clinico, con incontri mirati. Incontri che implicano solitamente il coinvolgimento delle famiglie. La durata prevista del progetto e&#8217; 6 mesi, replicabili a seguito di una valutazione dei risultati e delle necessita&#8217; presenti.</p>
<p><em>Ramallah, 19 gennaio 2009<br />
Per Vento di Terra Onlus<br />
<strong>Massimo Annibale Rossi</strong></em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/report-sulla-situazione-a-gerusalemme-est-a-fronte-dellintervento-militare-a-gaza/01/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>Informazione imbavagliata: FACEBOOK ha disattivato l&#8217;account di Infopal</title>
		<link>http://www.site.it/informazione-imbavagliata-facebook-ha-disattivato-laccount-di-infopal/01/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/informazione-imbavagliata-facebook-ha-disattivato-laccount-di-infopal/01/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 18:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/informazione-imbavagliata-facebook-ha-disattivato-laccount-di-infopal/01/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Cari amici, colleghi, lettori,
FACEBOOK ha disattivato l&#8217;account di Infopal. Evidentemente, davamo fastidio con centinaia e centinaia di contatti, gruppi di pressione e discussione vari.   Vi preghiamo di inviare email di protesta a warning@facebook.com chiedendo la riattivazione dell&#8217;account &#8220;Infopal&#8221;.   Grazie.
[La redazione di Infopal.it
Scritto il 2009-01-21
[ TRATTO DA: www.infopal.it ]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, colleghi, lettori,<br />
FACEBOOK ha disattivato l&#8217;account di Infopal. Evidentemente, davamo fastidio con centinaia e centinaia di contatti, gruppi di pressione e discussione vari.   Vi preghiamo di inviare email di protesta a warning@facebook.com chiedendo la riattivazione dell&#8217;account &#8220;Infopal&#8221;.   Grazie.</p>
<p>[La redazione di Infopal.it</p>
<p>Scritto il 2009-01-21</p>
<p>[ TRATTO DA: <a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=10510&amp;PHPSESSID=916765a28064c6e5e691775f022eaf71">www.infopal.it</a> ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/informazione-imbavagliata-facebook-ha-disattivato-laccount-di-infopal/01/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale&#8221;. Il testo della petizione</title>
		<link>http://www.site.it/israele-deve-essere-giudicato-dalla-corte-penale-internazionale-il-testo-della-petizione/01/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/israele-deve-essere-giudicato-dalla-corte-penale-internazionale-il-testo-della-petizione/01/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 15:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/israele-deve-essere-giudicato-dalla-corte-penale-internazionale-il-testo-della-petizione/01/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale
Petizione universale
Circa 300 tra ONG e associazioni chiederanno al Procuratore della Corte Penale Internazionale di aprire un&#8217;inchiesta sui crimini di guerra commessi da Israele a Gaza. Il vostro sostegno è indispensabile. Firmate e fate circolare questa «petizione universale». È urgente.
Al Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI)
Il diritto è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Israele deve essere giudicato dalla Corte Penale Internazionale</h2>
<h2>Petizione universale</h2>
<p>Circa 300 tra ONG e associazioni chiederanno al Procuratore della Corte Penale Internazionale di aprire un&#8217;inchiesta sui crimini di guerra commessi da Israele a Gaza. Il vostro sostegno è indispensabile. Firmate e fate circolare questa «<em>petizione universale</em>». È urgente.</p>
<p><em><strong>Al Procuratore della Corte Penale Internazionale (CPI)</strong></em></p>
<p><em><strong>Il diritto è il segno distintivo della civiltà umana. Ogni progresso dell&#8217;umanità è coinciso con il consolidamento del diritto. La sfida che ci pone l&#8217;aggressione di Israele contro Gaza consiste nell&#8217;affermare, in mezzo a tanta sofferenza, che alla violenza deve rispondere la giustizia.</strong></em></p>
<p><em><strong>Crimini di guerra? Solo i tribunali possono condannare. Ma tutti noi dobbiamo recare testimonianza, perché un essere umano esiste solo in relazione agli altri. Le circostanze danno tutta la sua dimensione all&#8217;articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo del 1949, «</strong></em><strong>Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza</strong><em><strong>».</strong></em></p>
<p><em><strong>La protezione dei popoli, e non quella degli Stati, è la ragion d&#8217;essere della </strong></em><strong>Corte Penale Internazionale</strong><em><strong>. Un popolo senza Stato è il più minacciato di tutti, e davanti alla Storia si trova sotto la protezione delle istanze internazionali. Il popolo più vulnerabile dev&#8217;essere il più protetto. Uccidendo i civili palestinesi, i carri armati israeliani fanno sanguinare l&#8217;umanità. Ci siamo battuti perché il potere del Procuratore generale fosse al servizio di tutte le vittime, e questa competenza deve permettere che tutto il mondo riceva un messaggio di speranza, quello della costruzione di un diritto internazionale basato sui diritti delle persone. E insieme, un giorno, potremo rendere omaggio al popolo palestinese per il contributo che ha dato alla difesa delle libertà umane.</strong></em><br />
Campagna iniziata il  19/01/2008</p>
<p>[ TRATTO DA: <a href="http://www.tlaxcala.es/detail_campagne.asp?lg=it&#038;ref_campagne=10">http://www.tlaxcala.es</a> ]</p>
<p>PER FIRMARE LA PETIZIONE <a href="http://www.tlaxcala.es/detail_campagne.asp?lg=it&#038;ref_campagne=10"><strong>CLICCA QUI </strong></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/israele-deve-essere-giudicato-dalla-corte-penale-internazionale-il-testo-della-petizione/01/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>CRIMINI DI GUERRA, Israele si sta preparando ad affrontare l&#8217;ondata di denunce</title>
		<link>http://www.site.it/crimini-di-guerra-israele-si-sta-preparando-ad-affrontare-londata-di-denunce/01/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/crimini-di-guerra-israele-si-sta-preparando-ad-affrontare-londata-di-denunce/01/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 14:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/crimini-di-guerra-israele-si-sta-preparando-ad-affrontare-londata-di-denunce/01/2009/</guid>
		<description><![CDATA[Tel Aviv. Sembra che l&#8217;esercito israeliano prenda sul serio le minacce di denuncia per i crimini di guerra commessi durante i bombardamenti contro la Striscia di Gaza:nha iniziato a raccogliere informazioni sulle case e sulle strutture distrutte, per preparare la difesa. Il governo israeliano ha dato ordine agli ufficiali e ai capi politici di contattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tel Aviv. Sembra che l&#8217;esercito israeliano prenda sul serio le minacce di denuncia per i crimini di guerra commessi durante i bombardamenti contro la Striscia di Gaza:nha iniziato a raccogliere informazioni sulle case e sulle strutture distrutte, per preparare la difesa</strong>. <strong>Il governo israeliano ha dato ordine agli ufficiali e ai capi politici di contattare la procura militare prima di partire per l&#8217;estero, per timore che qualcuno possa essere arrestato a seguito delle denunce per crimini di guerra presentate in qualche paese europeo</strong>.</p>
<p>La difesa israeliana intende dimostrare che le case e le strutture bombardate dalle forze di occupazione venivano usate &#8220;<em>come depositi di armi o per lanciare missili</em>&#8220;: è questa la propaganda diffusa durante la guerra, e ripresa dai media israeliani ed echeggiati da quelli italiani e di altri stati.</p>
<p>Fonti politiche israeliane hanno riferito che le denunce contro Israele arriveranno da singoli e organizzazioni e non da parte di governi. E hanno aggiunto che &#8220;<em>la visita dei capi europei a Tel Aviv, domenica 18 gennaio, e i loro discorsi</em> - che hanno giustificato la guerra contro il terrorismo - <em>aiuterà Israele nella sua lotta legale</em>&#8220;.</p>
<p>Israele evidenzierà con forza che &#8220;<em>la guerra contro Gaza è un&#8217;autodifesa</em>&#8220;, di aver intrapreso &#8220;<em>grandi sforzi per avvertire gli abitanti, chiedendo loro di evacuare le case</em>&#8221; e di avere fatto &#8220;<em>250 mila telefonate, lettere, volantini, messaggio dai media palestinesi</em>&#8220;. Israele intende dimostrare che &#8220;<em>Hamas ha trasformato le scuole e le moschee in depositi di armi</em>&#8220;.</p>
<p>Diversi ministri israeliani sono preoccupati della possibilità che Israele sia costretta ad accettare un&#8217;indagine internazionale sull&#8217;aggressione contro Gaza e che i capi siano costretti a comparire davanti ai tribunali, come è già accaduto durante la seconda Intifada.</p>
<p>Il giornale israeliano &#8220;<em><strong>Ha&#8217;aretz</strong></em>&#8221; ha riportato quanto ha dichiarato un ministro, che ha voluto rimanere anonimo: &#8220;<em>Quando emergerà l&#8217;enorme distruzione della Striscia di Gaza, non mi recherò ad Amsterdam per turismo, ma solo per apparire davanti al tribunale dell&#8217;Aja</em>&#8220;.</p>
<p>Da: <a href="http://www.arabs48.com/display.x?cid=6&amp;sid=6&amp;id=60067">http://www.arabs48.com</a></p>
<p>traduzione a cura di Infopal</p>
<p><em>Scritto il 2009-01-20</em></p>
<p>TRATTO DA: <a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=10499&amp;PHPSESSID=214fc1874a65783e5a86ca63f5678bae">http://www.infopal.it</a> ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/crimini-di-guerra-israele-si-sta-preparando-ad-affrontare-londata-di-denunce/01/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
		<item>
		<title>CRIMINI DI GUERRA A GAZA: morte e distruzione ovunque.</title>
		<link>http://www.site.it/crimini-di-guerra-a-gaza-morte-e-distruzione-ovunque/01/2009/</link>
		<comments>http://www.site.it/crimini-di-guerra-a-gaza-morte-e-distruzione-ovunque/01/2009/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 14:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.site.it/crimini-di-guerra-a-gaza-morte-e-distruzione-ovunque/01/2009/</guid>
		<description><![CDATA[CRIMINI DI GUERRA A GAZA: morte e distruzione ovunque. Cadaveri emergono da sotto le macerie. Bilancio: 1310 morti, 5500 feriti. Danni materiali per 1,9 miliardi di dollari.Scritto il 2009-01-20
Gaza - Infopal. La Striscia di Gaza è a pezzi. Dalle macerie ogni giorno emergono nuovi cadaveri, esseri umani fatti a pezzi, bruciati, che fanno salire ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CRIMINI DI GUERRA A GAZA: morte e distruzione ovunque. Cadaveri emergono da sotto le macerie. Bilancio: 1310 morti, 5500 feriti. Danni materiali per 1,9 miliardi di dollari.</strong>Scritto il 2009-01-20</p>
<p><strong>Gaza - Infopal</strong>. <strong>La Striscia di Gaza è a pezzi. Dalle macerie ogni giorno emergono nuovi cadaveri, esseri umani fatti a pezzi, bruciati, che fanno salire ancora il già tragico bilancio del genocidio - che attualmente è di 1310 morti e 5500 feriti.</strong></p>
<p><strong>I feriti hanno bisogno di cure mediche e riabilitative, ma la Sanità della Striscia di Gaza è collassata.</strong></p>
<p><strong>Distruzione. Dal punto di vista materiale, economico, i danni sono enormi: 1 miliardo e 9 milioni di dollari. Le forze di occupazione israeliane hanno distrutto più di 4000 palazzi, 20 moschee, e scuole dell&#8217;UNRWA. 20 mila case sono state danneggiate.</strong></p>
<p>Lo ha rivelato ieri il capo dell&#8217;Ufficio centrale di statistica, Loai Shabana.</p>
<p>Molti cittadini sono senza casa, a causa dei bombardamenti israeliani.</p>
<p><strong>Cadaveri sotto le macerie</strong>. Il dott. Mu&#8217;awiya Hasanen, direttore del servizio di pronto soccorso del ministero della Sanità di Gaza, ha dichiarato al corrispondente di Infopal.it che nel nord e nell&#8217;est della Striscia di Gaza, domenica, i soccorritori hanno estratto più di 100 cadaveri da sotto le macerie: la maggior parte sono di donne, bambini e anziani.</p>
<p>Hasanen ha spiegato che, nelle zone di Monte al-Kashef e al-Ris, a est di Jabaliya, al-Qarm, la tenuta di Abedrabbo, al-Atatrah, as-Salatin e al-Fakhari, a nord e a nord-est della Striscia, il personale di soccorso ha trovato i cadaveri degli abitanti rimasti intrappolati nelle proprie case oppure lasciati morire dissanguati in strada. Molti di questi sono stati attaccati e mangiati dai cani randagi.</p>
<p>Hasanen ha riferito che ci sono ancora decine di corpi da estrarre in diverse zone della Striscia.</p>
<p>Il direttore ha aggiunto che nel quartiere az-Zaitun, a est della città di Gaza, i soccorritori hanno trovato un gran numero di cadaveri della famiglia as-Samuni.</p>
<p><strong>Rastrellameto ed eccidio</strong>. Ricordiamo che circa 110 membri della famiglia as-Samuni vennero costretti a rifugiarsi in una sola casa e furono bombardati dall&#8217;aviazione israeliana. 30 persone furono ritrovate morte, molte altre risultarono &#8220;disperse&#8221;, ma ora affiorano i loro cadaveri.</p>
<p><strong>Scene orribili</strong>. Hasanen ha riferito che i soccorritori che hanno partecipato al ricupero dei cadaveri hanno visto scene &#8220;raccapriccianti&#8221;: la maggior parte dei cadaveri sono a pezzi e in decomposizione. Si tratta di bambini e donne, per lo più, rimasti in casa per tentare di sfuggire all&#8217;aggressione israeliana.</p>
<p>Tali cadaveri vengono sepolti subito, senza essere trasportati negli ospedali: il riconoscimento avviene tramite i loro parenti.</p>
<p><strong>Nuovi ritrovamenti</strong>. Ieri, 19 gennaio, i soccorritori hanno scoperto 16 cadaveri (15 bambini e una donna): si trovavano sotto le macerie della loro casa distrutta dalle bombe israeliane.</p>
<p><strong>1310 palestinesi uccisi</strong>. Il dott. Hasanen ha reso noto che il numero delle vittime del genocidio iniziato il 27 dicembre 2008 è salito a 1310 morti, di cui 421 bambini, 112 donne, 120 anziani, 5 giornalisti, 5 stranieri, 15 tra medici e soccorritori. E circa 5500 feriti.</p>
<p><strong>Ritiro delle forze di invasione</strong>. Ieri mattina, i carrarmati israeliani si sono ritirati da diverse zone della Striscia di Gaza, tra cui Beit Lahia e al-Tawam, nel nord, dal quartiere at-Tuffah di Gaza, e dall&#8217;area a est della cittadina di Jabaliya.</p>
<p>I carrarmati israeliani sono però rimasti appostati nella zona dell&#8217;ex colonia Nitsarim: ciò significa che la strada tra Gaza e la zona centrale è rimasta chiusa.</p>
<p>[ TRATTO DA:<a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=10498&#038;PHPSESSID=214fc1874a65783e5a86ca63f5678bae">http://www.infopal.it</a> ]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.site.it/crimini-di-guerra-a-gaza-morte-e-distruzione-ovunque/01/2009/feed/</wfw:commentRss>
		</item>
	</channel>
</rss>
