CASTELLAFIUME – Vacche dentro la discarica, percolato verso il fiume Liri

L’impianto consortile, chiuso dagli anni ’90, sarebbe gestito da Segen. Varchi nella recinzione e colate di percolato verso il fiume Liri. "Sussurri e grida" dei residenti: "Succede da anni ma nessuno interviene".

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Buongiorno. Ho fotografato queste vacche al pascolo dentro una discarica: è normale?” Tutto inizia da questo messaggio ricevuto su whatsApp insieme a un’eloquente foto. “No, non è normale – rispondiamo all’interlocutore, poi chiediamo – Dove si trova?”. Risposta: “Castellafiume”.

E’ una segnalazione che merita di essere verificata. Ci dirigiamo così in Val di Nerfa: la discarica è situata lungo la provinciale 23, nel tratto che collega Castellafiume con Cappadocia. Appena fermata l’auto si odono già i campanacci: oltre la recinzione vacche e vitelli pascolano placidamente.

Vacche al pascolo nella discarica

Decidiamo di approfondire e di guardare Oltre le vacche. Abbiamo imparato che i sopralluoghi nelle discariche – indipendentemente se siano chiuse o attive oppure autorizzate o illegali – riservano sempre delle sorprese. E di solito sono brutte sorprese.

Vacche a parte, qui a Castellafiume è invece tutto normale, o almeno così sembra.

La recinzione lungo la strada risulta ben realizzata ed è in ottimo stato, il cancello è chiuso con un lucchetto. Accanto all’ingresso, notiamo un contatore Enel che risulterà intestato a Segen, il consorzio rovetano per la gestione dei rifiuti urbani.

Le prime sorprese

Percorrendo il perimetro dell’impianto, verso valle troviamo la spiegazione alla presenza delle vacche all’interno: la recinzione in più punti presenta dei varchi, sufficienti per l’ingresso di uomini e animali. Poi arrivano le altre sorprese e la cosa diventa seria, molto più seria.

Percolato verso il fiume liri

Nella parte bassa della discarica la sorpresa diventa sconcerto. A ridosso della recinzione, in almeno due punti ci sono perdite e il percolato fuoriesce dalla discarica e scende a valle, verso il fiume Liri.

“Sussurri e grida” dei residenti

Proviamo a sentire gli abitanti del luogo. Diversi di loro ci parlano preoccupati della discarica e delle voci che circolano su di essa.

Voci da verificare, naturalmente. Raccontano anche che in passato sarebbero stati visti, all’interno della discarica, misteriosi via vai di camion con scarichi anche notturni. Secondo i residenti le fuoriuscite di percolato nella parte bassa della discarica non sono una novità e si verificherebbero da anni.

La storia dell’impianto

La discarica è dismessa da anni. Si tratta del primo impianto consortile realizzato nella Marsica a metà anni ’90, a seguito dell’ondata di sequestri che portò alla chiusura dei vecchi immondezzai di quasi tutti i comuni del comprensorio.

All’origine la gestione fu affidata al Consorzio per la gestione dei rifiuti solidi urbani Segen, a cui risulterebbe tutt’ora intestato il contatore Enel presente accanto al cancello d’ingresso della discarica. La capacità dell’impianto, a cui conferivano numerosi Comuni marsicani aderenti al consorzio, si esaurì rapidamente e nel giro di alcuni anni fu chiuso.

Su cosa è successo in questi anni e sullo stato attuale dell’impianto il buio, al momento, è totale.

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