Caso Powercrop – « GAME OVER » per Mazzocca: ora dimettiti!

Questa settimana la Powercrop ha notificato alla Regione (e al Comune di Avezzano) il ricorso al Tar Abruzzo contro il provvedimento negativo per la realizzazione dell’inceneritore a Borgo Incile emesso il 13 maggio scorso. Con tale ricorso la Powercrop demolisce letteralmente tutte le argomentazioni avanzate dalla Regione con il supporto di un quantomeno irrituale ‘Gruppo di Lavoro’.

La possibilità che il ricorso della Powercrop venga accolto è alta – anzi quasi certa – fino al punto da far insorgere in qualcuno il sospetto (che resta per noi un mero sospetto) ci si sia trovati vittime di una subdola manovra che mostrando di opporsi all’impianto in realtà ha spianato la strada alla sua realizzazione.

In ogni caso, è ormai evidente che tale manovra – che Mazzocca e altri politici hanno presentato come risolutiva – ha clamorosamente fallito l’obiettivo dichiarato. Ora restano solo due chance  per bloccare in extremis l’impianto.

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Lo scorso 28 aprile il sottosegretario regionale Mazzocca approdò ad Avezzano e in una conferenza stampa tenuta a Palazzo di Città magnificò – unitamente ad alcuni corifei, tra i quali per la prima volta, in smagliante forma, il Sindaco pro tempore della Città di Avezzano (sino ad oggi bene attento, detto primo cittadino, a non esporsi pubblicamente sul tema) – l’operato della Regione Abruzzo che, supportata da un non meglio precisato e probabilmente irrituale ‘Gruppo di Lavoro’, aveva emesso atto di diniego a fronte dell’istanza autorizzativa della Powercrop, intenzionata a realizzare il famigerato megainceneritore in località Borgo Incile, sulle sponde del miserando ex lago del Fucino.

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Nel clangore in quell’occasione alzatosi dal municipio (anche per il concorso del bizzarro entusiasmo mostrato da diversi ambientalisti dell’ultima ora, di battaglia e soprattutto di governo passato [pidielle]e futuro [grillini]) ci si volle far intendere che con tale ripulsa la Regione avesse apposto finalmente la parola fine a questa annosa vertenza. Un ‘game over’ (cit.) celebrato in pompa magna ovunque ci fosse la possibilità di uscire con la propria faccia da parte di diversi e ben identificati soggetti.

Pochi giorni or sono la Powercrop ha proposto ricorso avverso tale diniego; e l’atto da essa società presentato al Tar Abruzzo, ad una lettura sia pure poco attenta e di scarsa cognizione quale quella possibile agli scriventi firmatari del presente testo, letteralmente demolisce l’operato del sopracitato ‘Gruppo di Lavoro’ e mostra quale sia l’effettivo peso e valore di tante altre mene che in questi mesi abbiamo, talvolta in silenzio, altre volte palesandoci, subìto, ‘documento dei sindaci’ compreso.

Il silenzio con il quale è stato accolto questo ricorso – che con tutta probabilità verrà discusso dal Tar tra pochi giorni – ci pare strida fortemente con l’entusiasmo passato. Nubi cariche di pioggia, in attesa di quelle cariche dei fumi della Powercrop, si addensano sull’esito finale di questo procedimento, nel corso del quale molte volte è insorto – in noi, che siamo molto sospettosi in generale – che alla nostra testa marciasse il nostro nemico. Oppure, che coloro che si erano incaricati di difendere il Territorio da questo progetto di inceneritore, manifestamente non fossero all’altezza del compito. Gli ultimi svolgimenti ci hanno purtroppo confermato nell’impressione.

Sarebbe bene, a questo punto, che il sottosegretario Mazzocca valutasse la restituzione della delega regionale all’ambiente al mandante D’Alfonso, lasciando spazio a figure che, seppur difficilmente a questo punto, possano opportunamente agire per tentare di salvare il salvabile.

site-briganti-2015-7-1.jpgUltima chance, che è in mano proprio a quella Regione che con i propri apparati ha fornito, su Powercrop, negli anni, tutti gli argomenti possibili in favore della cancellazione dell’Ente Regione in favore dello Stato centrale, è quella di chiudere celermente il procedimento di ritiro in autotutela dello sciagurato parere favorevole VIA n. 1559 rilasciato dalla Regione il 7 settembre 2010. Nonché di addivenire ad approvare con la massima sollecitudine possibile immaginabile la fascia contigua della Riserva del Salviano.

Chi non fa queste cose, giunti a tale stato della situazione, opera oggettivamente per vedere sorgere presto la ciminiera su Borgo Incile, per apporre gli ultimi chiodi sulla bara del nostro ambiente. La schiera dei “traditori” d’altronde è ampia, e in essa militano persone insospettabili.

– Il martello del Fucino

– Site.it

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