CAM, ultima spiaggia – «Postergazione volontaria dei crediti dei Comuni soci»: rivoluzione o truffa?

Da sinistra: Armando Floris, Alessandro Pierleoni, Gabriele De Angelis, Manuela Morgante, Felicia Mazzocchi, e Antonio Mostacci

Gabriele De Angelis – sindaco di Avezzano, Comune maggior azionista del CAM Spa – a inizio anno aveva promesso tra squilli di tromba una mirabolante Operazione verità sul Consorzio acquedottistico marsicano con cui ci avrebbe finalmente narrato, con le pezze di appoggio, quel che sostanzialmente già sappiamo: come cioè si sia giunti ad avere le pezze al culo e tante altre belle cose.

Dopo la nomina dei commissari da parte del Tribunale di Avezzano, una spessa coltre di nebbia è invece calata sulle vicende del CAM e sembra essere piuttosto lontana la redazione del Piano che dovrebbe scongiurare il paventato fallimento. E il tempo stringe.

L’altro giorno Settimio Santilli – sindaco di Celano, Comune che non è socio del Consorzio acquedottistico ma che è comunque servito dal’ente – si è sentito in dovere di postare, su un noto social network, un irato messaggio teso a stigmatizzare una delle tante ipotesi che da mesi anima le chiacchiere dei bar marsicani, ovvero la futuribile trasfusione del Cam S.p.A. in un’azienda che si occupa di rifiuti del comprensorio.

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Contemporaneamente, altre voci provenivano dalla sede di Caruscino, tanto allarmanti da  tradire una disperazione da ridotto valtellinese. Il nocciolo duro della struttura del Consorzio – quello cioè che considera il fallimento come fumo negli occhi – era intento a telefonicamente perseguire il disegno di convincere i Comuni soci a postergare i propri crediti per avere, probabilmente, una maggiore torta da offrire agli altri creditori e magari ottenere il loro assenso alla continuità aziendale.

A voler essere cattivi, il parto di un simile disegno, la postergazione, potrebbe essere attribuito a chi, nutrendo ingenti crediti (magari derivanti dalla fornitura di energia), avrebbe tutto l’interesse ad ottenere liquidata la maggiore percentuale possibile del proprio credito. Ma è più probabile che l’idea complessiva – ammesso che possa considerarsi strategia o tattica o altro l’intenzione di non far esprimere sul fallimento i comuni soci, allettandoli con la “scommessa” di una futura (impossibile) percezione del proprio intero credito – sia invece un’emanazione tutta politica, e più precisamente di quella politica che ci ha condotti sin sull’orlo del baratro. Improbabile che chi è stato parte del problema possa (pre)costituire e suggerire una soluzione accettabile per cittadini ed utenti. Non sembrano circolare molte idee.

Inquieta, ma non poi troppo se si considera il contesto, l’assoluta afasia del dibattito pubblico su un tema come quello del Cam S.p.A. Per gestire l’acqua pubblica e la depurazione, di quale veicolo si intende dotarsi per far entrare il nostro Territorio finalmente nel ventunesimo secolo e confrontarsi con le sfide del Futuro?

In tutto ciò brillano, per assenza, anche quelle Autorità che dovrebbero vigilare su comportamenti azioni e atti. Ma anche questo è poco sorprendente, considerando che è anche grazie alla loro inerzia, delle Autorità bendate alla stregua della Giustizia di Spoon River, che siamo scesi, gradino dopo gradino, nello sprofondo nel quale ci ritroviamo.

La situazione è seria.

Pubblichiamo – in esclusiva – il testo integrale di una Diffida inviata il 9 ottobre scorso a tutti i Comuni soci ed a Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano, Prefetto della Provincia di L’Aquila, Procura regionale della Corte dei Conti, Regione Abruzzo.


Oggetto: Diffida / Postergazione volontaria dei crediti derivanti da mutui vantati nei riguardi di Cam S.p.A.

Ai Comuni soci e comunque serviti da Cam S.p.A.

Da notizia fededegna, risulta allo scrivente giornale che da entità – direttamente o indirettamente – riconducibili allo stesso Cam S.p.a., i Comuni soci del Consorzio sarebbero in questi giorni oggetto di alacre opera di convincimento affinché gli stessi producano la richiesta di postergazione volontaria dei propri crediti vantati da mutui nei riguardi del Cam S.p.A.; opera di proselitismo che si sarebbe spinta sino alla (offensiva) fornitura di apposita bozza del testo da produrre.

Alla luce dell’attuale stato della procedura di concordato preventivo corrente per il Cam S.p.A., fatta salva l’evidente irritualità (e, mi permetto di dire, gravità) di una simile condotta (che non sappiamo se a conoscenza dei Commissari nominati dal Tribunale di Avezzano) – e la patente fumosità degli obiettivi che si prefigge chi la bontà di questa cosa va telefonicamente propalando e decantando ai fini della futuribile prosecuzione dell’attività aziendale – si diffidano codesti Enti dall’addivenire, in tal guisa e modalità, alla formulazione di una simile richiesta, e in ogni caso a non avanzarla senza che sulla questione si pronunzi l’assise civica comunale, unico soggetto giuridico legittimato, ai sensi del Testo unico degli Enti locali, a determinare la volontà dell’Ente in una materia suscettibile di arrecare un danno ai cittadini e all’Erario, e che declasserebbe il range del singolo Comune nella graduatoria dei creditori, importando altresì il pregiudizio, per lo stesso Ente, di esprimere il proprio voto in seno ai detentori della massa creditoria formata.

Si segnalerà quanto sopra anche alle Autorità del Territorio per il vaglio dei profili di rispettiva competenza.

Distinti saluti.

Franco Massimo Botticchio

Il Martello del Fucino

[Giornale di Pescina – Reg.ne Tribunale di Avezzano n. 176/2004]

[ Per scaricare il pdf della diffida CLICCA QUI ]



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