Cam – Consiglieri sorveglianza e Sindaci revisori a giudizio per 18 milioni di euro

Alle persone coinvolte - a vario titolo ed in solido tra loro o disgiuntamente - è stato chiesto di rifondere al Cam s.p.a. la somma di complessivi 18.791.120 euro. La prima udienza si terrà al Tribunale dell'Aquila il 10 febbraio 2020

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

C’è posta per te”, direbbe la conduttrice televisiva Maria De Filippi ai componenti del Consiglio di sorveglianza e del Collegio dei sindaci revisori del Cam che si sono succeduti dal 2008 al 2017: ad essi sarebbero stati notificati Atti di citazione in nome e per conto del Consorzio acquedottistico marsicano, presieduto dalla dott.ssa Manuela Morgante. A firmarli gli avvocati Lucio Nicastro del Foro di Roma e Antonio Di Mizio del Foro di Avezzano.

Iniziamo intanto con i destinatari degli atti di citazione. In base alle nostre fonti questi sarebbero i primi 21 nomi:

Gianfranco Tedeschi, Danilo Lucangeli, Ettore Scatena, Pasqualino Tarquini, Berardino Franchi, Pasqualino Di Cristofano, Lorenzo De Cesare, Andrea Ziruolo, Erminio Ciarlini Luca, Giuseppe Venturini, Lucia Falcetelli, Armando Floris, Fabio Coglitore, Antonio Lombardi, Ferdinando Boccia, Antonino Lusi, Bruno Ranati, Dario De Luca, Mario Mazzetti, Mario Quaglieri e Paolo Antonio Pagliari.

AGGIORNAMENTIAl primo atto di citazione ne sarebbe seguito un secondo che avrebbe interessato altri tre soggetti: l’ex sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, Paola Attili e Mariano Santomaggio che hanno rispettivamente ricoperto i ruoli di Presidente e consigliere del consiglio di sorveglianza, Presidente del consiglio di gestione e Presidente consiglio sindacale.

Mariano Santomaggio (alto a sinistra), Paola Attili (basso a sinistra), Giovanni Di Pangrazio (destra)

Secondo le contestazioni mosse da parte dei due legali, le persone citate avrebbero commesso svariate irregolarità nella gestione di Cam spa, arrecando gravissimo danno alla società – ammessa da poco al Concordato in continuità – ed indirettamente a tutti i 35 Comuni soci del consorzio acquedottistico.

Accuse tutte chiaramente da provare nel corso del giudizio.

La prima udienza è fissata per il 10 febbraio 2020 e si terrà davanti la Sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale dell’Aquila.

Alle persone coinvolte – a vario titolo ed in solido tra loro o disgiuntamente – è stato chiesto di rifondere al Cam s.p.a. la somma di complessivi euro 18.791.120, così suddivisi:

euro 1.140.825 per fatti di mala gestio posti in essere in relazione agli obblighi di cui agli articoli 2932, 2407 e 2409 del codice civile; euro 16.730.295 in virtù della Accertata responsabilità degli amministratori e dei componenti del consiglio di gestione del Cam Spa in carica nel corso dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012 e che si sono succeduti ai medesimi, così come i componenti del Consiglio di sorveglianza, dei Sindaci e del Revisore legale, per aver proseguito l’attività sociale malgrado l’integrale perdita del patrimonio; euro 920mila in virtù dei fatti illeciti e relative fonti di responsabilità. Il tutto chiaramente oltre gli interessi e rivalutazione monetaria, fatta salva ogni ulteriore azione per altri eventuali ed ipotetici responsabili.

Tanto tuonò che alla fine piovve

L’Azione di responsabilità nei confronti degli organi di controllo del Cam fu deliberata all’unanimità dei presenti nel corso di una memorabile Assemblea dei Comuni soci aperta il 15 e chiusa il 20 maggio di quest’anno.

Una assemblea in due atti, in cui si registrò il doppio salto mortale del funambolico ex sindaco di Avezzano Gabriele De Angelis, l’imperdibile “Facimme ammuina” del sindaco di Cerchio ed ex dominus del Cam Gianfranco Tedeschi e l’immancabile Colpetto di scena finale con la nuova governance e i soci del consorzio che indicano i presunti responsabili del buco da 120 milioni di euro.

Nell’occasione, infatti, il Consiglio di sorveglianza fornì all’Assemblea dei soci un elenco di nomi verso cui si intendeva promuovere l’Azione di responsabilità.

[ per l’avvincente cronaca di quella assemblea LEGGI QUI ]

Tedeschi colpisce ancora

A votare SI all’Azione di responsabilità nei confronti degli organi di controllo del Cam fu anche Gianfranco Tedeschi, che però tenne a precisare che “l’azione di responsabilità debba limitarsi nell’ambito degli ultimi 5 anni”, facendo poi allegare agli atti una sua dichiarazione scritta, di cui però non volle rilasciarci una copia.

Nel suo intervento Tedeschi, in particolare, si dilungò sui termini di conteggio dei 5 anni e sulle eventuali azioni di rivalsa da parte di chi si fosse poi trovato a subire procedimenti giudiziari per reati che potevano invece rivelarsi prescritti. Alcuni dei presenti sussurrarono malignamente che l’intervento dell’ex dominus del Cam mirava a tenere fuori dall’azione legale tutti i suoi lunghi anni di gestione del Consorzio.

Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio (Aq)

Certo è che l’intervento di Tedeschi va soppesato con attenzione e preso con le molle in alcuni altri passaggi alquanto insidiosi. Indicativo del personaggio, è questo sibillino scambio di battute che si registrò tra Tedeschi e alcuni membri dell’attuale governance del Consorzio. Poche battute che, rilette a posteriori, sembrerebbero anticipare i contenuti del processo la cui prima udienza si terrà a febbraio nel Tribunale dell’Aquila e che dovrebbero indurre a una qualche riflessione anche tutti i Comuni soci del Consorzio:

Tedeschi: “Voi quindi sostenete di esservi accorti di questa mala gestio solo nell’ottobre del 2018? Quindi tutto quello che è successo prima, con uno, due tre procedimenti disciplinari, voi non le avete valutate queste cose? […] Perchè se noi siamo a conoscenza di questi fatti ne siamo responsabili, altrimenti no”

Pierleoni: “Nei bilanci 2012-2013-2014-2015 non erano riportati gli ammortamenti finanziari […] Poi se lei ha altre informazioni può tranquillamente dircele”

Tedeschi: “Ma come, ci sono stati tre o quattro pronunciamenti, ci sta un concordato del 2013, un’azione di responsabilità del 2011, ci stanno mille situazioni…”

Morgante:”Evidentemente non erano state registrate nei bilanci e quindi non è stato dato seguito”.

Mazzocchi: ”Compreso un mancato allineamento tra ciò che è stato depositato in tribunale sul reddito concordato e ciò che stava in contabilità”

Tedeschi: “L’avvocato delegato nostro era sempre lo stesso. Quello di mo’ era quello di prima”

Morgante: “Le attività di certificazione evidentemente non erano le stesse!”

Tedeschi: “Però chi le deposita è sempre lo stesso!”

Mazzocchi: “La contabilità è un’altra cosa…”

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