Avezzano – “Mercato in centro è un’esigenza della città”

“Il sabato, senza il mercato storico,  il centro di Avezzano è morto!”: a sostenerlo sono i consiglieri comunali di opposizione, nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri nel municipio  di Avezzano.

Spostamento del mercato storico dal centro della città“: è questo il tema dell’incontro a cui hanno partecipato i consiglieri Gianni Di Pangrazio, Domenico Di Berardino, Roberto Verdecchia, Gianfranco Gallese, Mario Babbo e Christian Carpineta.

Nella conferenza i consiglieri hanno spiegato il perché non parteciperanno alla commissione e  al tavolo di lavoro, sottolineando la “scorrettezza dei procedimenti” e respingendo con forza  l’accusa di “strumentalizzazione per fini politici“.

Ha aperto i lavori Gianni Di Pangrazio, che ha sottolineato quanto l’attuale amministrazione non sia rappresentativa della comunità. “Noi vogliamo essere portavoce dei cittadini, noi li ascoltiamo, viviamotra la gente. Abbiamo sottoposto in sede di un consiglio comunale “vivace” una mozione, presentata da tutti noi consiglieri, con la quale chiedevamo che il mercato rimanesse nella zona centrale, grazie anche allo studio dettagliato di un ingegnere avezzanese che, in forma gratuita, aveva determinato delle soluzioni tecniche affinché ciò avvenisse. Di contro hanno presentato un ordine del giorno  che dà il senso della presa in giro. Il tentativo di questa amministrazione, è voler creare un gruppo di lavoro per una decisione già presa.”

Di Pangrazio – in risposta alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale  per la quale lo spostamento del mercato era limitato a un periodo sperimentale – nel suo intervento fa notare che per uno spostamento sperimentale sarebbero state effettuate spese inutili. E cita la spesa per lo smantellamento della pista ciclabile  per consentire l’alloggiamento dei banchi vendita e poi – con la scusa dei festeggiamenti di Halloween – la spesa per la propaganda  d’attrazione alla nuova area mercato con pupazzi per bambini e angolo giochi. Costi inutili, per Di Pangrazio, che ricadono sui cittadini.

Noi non saremo mai d’accordo a partecipare a gruppi di lavoro finti – continua Di Pangrazio –  Noi vogliamo essere vicino ai cittadini, agli ambulanti nelle loro proteste,  e non vogliamo prenderli in giro, come sta facendo questo Sindaco. Siamo convinti che il mercato storico debba rimanere al centro, siamo altresì convinti che si possano creare dei mercati rionali. Noi lo studio lo abbiamo, e siamo pronti a darlo alla città”.

Sulla stessa scia l’intervento di Cristian Carpineta.

Credo che una pubblica amministrazione che abbia ad oggetto il bene della città e dei cittadini – dichiara Carpineta – non possa prescindere da un lavoro di carattere democratico e debba portare a delle soluzioni che devono abbracciare la collettività. Attraverso la commissione con la conferenza dei capi gruppo e con tutte le rappresentanze dei  consiglieri dei vari gruppi eletti si sarebbe dovuto  stabilire gli obiettivi  di un gruppo di lavoro,  fatto con le associazioni di categoria, grave il loro mancato coinvolgimento, che non può essere fatto a posteriori ma nella fase preventiva.

Carpineta nel suo intervento così ricostruisce le varie tappe: il 12 giugno si riunisce una  commissione nella quale  si è paventato per la prima voltail problema del mercato.  Dopodiché arriva una lettera dall’ufficio dei dirigenti nella quale si dichiara che non si ritiene sussista sicurezza del mercato in Piazza Torlonia alla luce della circolare Gabrielli e, per questo, da lì deve andare via. Il problema viene poi rinviato  dopo l’estate e nessuna comunicazione perviene per la formazione di un gruppo di lavoro.   Ad ottobre, con la delibera 205, è stato tolto ufficialmente il mercato, dietro la paventata ipotesi di periodo sperimentale e si arriva così allo sciopero degli ambulanti e alle rimostranze degli oppositori.

Va ricordato – continua Carpineta – che la coalizione Di Pangrazio ha ottenuto la maggioranza nelle scorse elezioni, rappresentavamo più di 12mila voti con oltre il 51%. Si doveva arrivare ad un lavoro congiunto, non si è arrivati a nulla. Il giorno in cui noi presentiamo una mozione di sfiducia con la quale si voleva cambiare la delibera,  per ricreare un iter corretto, magicamente lo stesso giorno appare la richiesta della maggioranza. Volevano, questo il loro obiettivo,  attraverso il consiglio comunale sanare una problematica che era alla base del provvedimento che era stato preso dalla giunta. Mancava di un procedimento di carattere formativo, consuntivo, di confronto. Hanno tentato, senza neanche darci la parola. Se la sono votata, tanto la maggioranza è sempre la maggioranza, otterranno sempre la maggioranza dei provvedimenti. Il documento votato quel giorno fu letto a velocità super incomprensibile

L’ing. Sergio Di Cintio ha presentato un progetto, per conto degli ambulanti, che garantisce sotto ogni punto di vista la sicurezza. Nessun chiarimento è pervenuto, né preso in considerazione dalla attuale amministrazione;   tanto meno la possibilità di ritornare sui proprio passi.

Deciso anche l’intervento del consigliere Mario  Babbo.

Ben vengano le ristrutturazioni dellepiazze, le piste ciclabili se pur con le criticità emerse – esordisce Babbo – ma è bene ricordare che oltre al centro di Avezzano esistono anche le periferie. Svanite le promesse a Borgo via Nuova per la ricostruzione del forno,  Carucino  necessita di una piazza piuttosto che di fognature,  c’è la necessità di chiudere i crateri sulle strade periferiche della città. Bisognerebbe che il sindaco iniziasse ad ascoltare le esigenze di tutti i cittadini.”.

Babbo ricorda che solo una  volta venne accennato all’eventuale spostamento del mercato e che sarebbe poi emerso che la Circolare Gabrielli era una scusa in quanto inapplicabile al caso di specie poiché modificata da un’ulteriore circolare del Ministero dell’Interno del 18/7/2018 che, proprio per l’importanza dei mercati a livello sociale, economico, culturale, chiedeva una applicazione più elastica rispetto alla circolare originale.

Per il consigliere Mario Babbo “Rimane da capire il perché si intende spostare il mercato dove ci sono pochissime attività circolari, non ci sono bagni ma c’è un grande traffico congestionato anche di autobus, e poi le scuole. Si è tentato di portare all’attenzione del Sindaco che in quella zona, ci sono edifici di tipo popolare”. Continua Babbo: “I palazzi ospitano un numero di famiglie considerevole,  più alto di quelle presenti a piazza Torlonia a cui veniva precluso l’accesso.   I cittadini della zona nord si sentono prigionieri, le vetture delle Poste occupano il parcheggio davanti al Liceo scientifico.  Un movimento inspiegabile ai danni dei commercianti e degli ambulanti”.

Così conclude Babbo: “Sembra che si vada solo verso parchi e parchetti e Piazza Torlonia,  però grattano grattano dal fondo di riserva e poi gli anziani stanno a casa senza l’assistenza perché non ci sono i fondi per pagarla. Ritengo che si stia creando un danno alle persone che affrontano un lavoro con pioggia, neve e caldo torrido per portare la pagnotta a casa.  Non si fanno gli esperimenti sulla pelle delle persone.”

Per Roberto Verdecchia  il trasferimento del mercato è un danno immenso inferto alla città . Con veemenza il consigliere afferma: “Viene focalizzato il decreto Gabrielli del 7/6/2017,  ma non l’interpretazione delle normative della circolare del Ministero in merito a quello che,  molto probabilmente, il dott. Paciotti non vuole capire o non vuole sentire,  così come al collega Casciere  forse non è piaciuto il passaggio della circolare 1101 del Ministero degli Interni, dove si deduce che per i mercati l’applicazione del decreto  Gabrielli non doveva essere fatta. Allora perchéraccontare delle frottole? Anche la Regione Abruzzo, in merito ai mercati,  ha emesso delibera il 12 giugno con l’attuazione il 13 agosto 2018, su pubblicazione del BURA, dove vengono date delle indicazioni tassative all’art. 97 circa i criteri di costruzione dei nuovi mercati e in quali aree devono essere realizzati”.

Per Verdecchia “Tutto questo viene disconosciuto da questi uffici e da questa amministrazione, fatta da politici di maggioranza e di opposizione. Nascono gli scioperi, le diatribe con i commercianti  quindi c’è la commissione, dove sommessamente non andiamo a prostituirci né io né gli appartenenti di questo gruppo di opposizione. Ieri è stata fatta un’altra delibera datata 6 novembre che chiaramente non è stata portata, come non era stata portata la 205. Lo stesso Sindaco dice che esistono delle criticità  sulle vie dove è dislocato il mercato.  C’è una lettera del 2 novembre dell’assessore al commercio  Renata Silvagni che considera che ci sono state delle criticità nello spazio di collocazione, ma significativo è che parla di sicurezza. I tecnici del Suap durante lo svolgimento del mercato  si sono resi conto che via Kolbe è molto stretta e non assicura lo spazio necessario per i mezzi di soccorso. Anche intorno alle aiuole di Piazza Nardelli è necessario decongestionare i banchi per avere sicurezza sufficiente. Fatto molto grave”.

Così conclude Roberto Verdecchia:  “Io sto con il popolo, con la città. Tutti i commercianti dellazona dicono che il sabato il centro di Avezzano è morto.  Caro Sindaco, a volte ripensare sulle cose deve essere valutato come un atto di intelligenza e non di sconfitta.”

Per il consigliere 5stelle Francesco Eligi “Determinate scelte sono state divisorie della città”.

Non solo quella del mercato ma anche quella della pista ciclabile. Si creano problemi e disagi, si accampano delle scuse come il decreto Gabrielli, che tolti da una parte ne creano altri in un’altra parte. Anzi  sono addirittura maggiorati data la maggiore presenza di famiglie: il congestionamento riattivato degli autobus su via don Minzoni, lo smantellamento del cordolo della pista ciclabile in via Nardelli: va ricordato che la pista ciclabile al centro è stata fatta con  soldi della sicurezza stradale, strano che crei insicurezza.  Non da meno parlando di sicurezza del nuovo mercato  va ricordato che, il primo giorno, una autombulanza è rimasta incastrata in piazza Nardelli,  dovendo  salire sul cordolo per soccorrere un signore”.  per Eligi altri problemi sorgono con il posizionamento dei banchi degli ambulanti. “Si è creato un panico per chi ha le licenze più vecchie.  La dislocazione del mercato appare come una croce,  le direttrici principali sulle tre rotonde, il flusso più forte va sul queste vie, una piccola percentuale  su via Kolbe e una parte su Via De Gasperi creando così una disparità totale,  questo si ripercuoterà sugli affari di chi si troverà sulle piccole direttrici secondarie.”

 Gianfranco Gallese ha puntato sulla valenza dell’aspetto psico-sociale aggregativo del mercato. “Tante persone anziane che vivono nei quartieri limitrofi, raggiungono a piedi e in sufficiente sicurezza l’area mercatale che diventa occasione – oltre che di commercio e quindi di guadagno per tanta brava gente che con sacrificio affronta questo tipo di lavoro –   di incontro  tra conoscenti e trovano così l’occasione per fare due chiacchiere e prendere un caffè. Ho percepito il disagio di molti.”  Ma soprattutto il consigliere Gallese, ha asserito di essere sostenitore della valenza della pista ciclabile ma non di come è stata concepita. Al tal ragione ha mostrato  una lettera con la quale veniva formalizzata una proposta di ciclo pedonalizzazione della città di Avezzano, prevedendo il collegamento del cuore della città con le frazioni di Antrosano, Castelnuovo, Cese, Paterno, San Pelino  e con le periferie di Borgo Via Nuova-Borgo Incile e Caruscino, per contenere l’inquinamento atmosferico attraverso la riduzione del traffico e una mobilità sostenibile.

L’ultimo consigliere a intervenire è Domenico Di Berardino.

Per l’ex presidente del consiglio i due argomenti contenuti nella mozione su mercato storico e pista ciclabile sono attinenti tra loro. “Noi richiedevamo confronto tra rappresentanze di categorie e amministrazione comunale, intesa come maggioranza e minoranzaL’unica commissione fu quella convocata il  12 giugno ove si portò  all’attenzione solo il problema senza parlare di niente, in quanto non supportato né da documenti né da proposizioni. Da allora il buio”.

Di Berardino ricorda di aver proposto sul tema un consiglio straordinario con l’unico obiettivo di garantire un confronto fra le parti. “Sono passati tre mesi e in questo lasso di tempo abbiamo rilevato un momento di grave disagio non solo per le persone interessate ma anche per coloro che risiedono al centro della città  che per anni hanno avuto un contributo anche attraverso il mercato storico, pertanto è fondamentale che resti al centro per il bene e l’interesse vero della città. In questa giunta non ha partecipato l’assessore Renata Silvagni , assessore proponente con la delega al commercio: gravissimo episodio sotto l’aspetto politico”. Per Di Berardino “Il mercato storico al centro è un’esigenza della città. Nella delibera presentata ieri,  mi è stato riferito che è stato stralciato il ‘criterio sperimentale’: anche questo è gravissimo. Prima si prepara un punto all’ordine del giorno con determinati indirizzi dopodiché si va in giunta  e si stralcia l’aspetto fondamentale che fino ad ora si è voluto sbandierare. Tutto appare come una farsa”.

Per Di Berardino è questo il motivo per cui il gruppo di opposizione ribadisce la volontà di non partecipare al Tavolo di lavoro.  E conclude: “Il consiglio  come atto di indirizzo di questa amministrazione viene costituito un gruppo di lavoro i cui membri vengono individuati tra  consiglieri comunali e tecnici comunali.  La domanda è dove sono gli assessori?  Quando si propone un problema della  città gli assessori hanno la delega e hanno la responsabilità di trovare le soluzioni,   e vorrebbero che questo documento venisse firmato da noi.”

Sul punto precisa Gianni Di Pangrazio: Gli atti amministrativi contraddittori sono pericolosi . Con l’atto amministrativo non si può fare un  provvedimento che poi non viene rispettato, oppure menzionare una cosa anziché un’altra, così come nel caso di quelli citati fatti dalla giunta. Le spese fatte sono abbastanza serie. Noi avevamo la proposta in tasca , l’abbiamo data. C’era la sicurezza, c’era tutto. Così è stata presa in giro oltre alla città anche tutto il consiglio comunale. Mi fa piacere che l’assessore Silvagni si è distaccata non partecipando alla giunta. Invito i consiglieri della vecchia maggioranza, che oggi si trovano in difficoltà nel continuare a reggere le idee troppo contraddittorie di questo sindaco,  a fare una riflessione e provare a sentire di più la città. Confermiamo – conclude Di Pangrazio – che faremo un esposto chiedendo di verificare la vera motivazione per la quale si sta spostando il mercato storico dal centro della città di Avezzano”.  

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