AVEZZANO – Incendio EffeSystem: «Comune delibera bonifica». Ma forse no…

di Claudio Abruzzo e Angelo Venti

A rischio la bonifica di un sito contaminato nel Nucleo industriale di Avezzano, in via Galilei, incendiato nell’ottobre 2011. Una vera e propria bomba ecologica con la presenza di rifiuti tossici e nocivi, oltre a “un notevole quantitativo di rifiuti tessili assemblati, unitamente a un numero considerevole di pneumatici in decomposizione e a residui plastici triturati”.

La discarica è il risultato dell’attività illecita e del successivo fallimento di una società di trattamento rifiuti, la EffeSystem srl. [guarda foto satellite]

Una brutta storia di inquinamento – l’ennesima nella Marsica – fatta di imprenditori senza scrupoli, mancati controlli, omissioni, scarica barile e rinvii continui. Il 27 febbraio scorso la Giunta De Angelis ha deliberato uno stanziamento di 350mila euro per iniziare le operazioni di bonifica, stimate in circa 1,2 milioni di euro. Ma potrebbe tutto rimanere sulla carta.

Qualche giorno fa è stato l’assessore all’ambiente Crescenzo Presutti ad annunciare fiducioso a site.it l’imminente avvio del progetto di bonifica del sito.

Il tribunale fallimentare di Sulmona aveva condannato in solido il comune di Avezzano e la EffeSystem: il proprietario non ha ottemperato alla bonifica e quindi il comune ha questo obbligo di bonifica – ha ricordato l’assessore – Bisogna quindi caratterizzare i rifiuti, capire quali rifiuti sono, per un’opera di bonifica stimata intorno a un milione e 200mila euro”.

Presutti precisa: “Alla somma di 350mila euro già prevista in bilancio vanno aggiunti altri 350mila euro, che abbiamo reperito facendo ricorso agli spazi finanziari che ci ha concesso il governo, che ci ha permesso di sforare il patto di stabilità per 1,350 mila euro, dopo che questo comune è stato riconosciuto come ‘virtuoso’ nella gestione dei soldi lo scorso anno. Sono in corso altre ricerche di reperimento fondi – conclude soddisfatto l’assessorema la notizia importante è che dopo 10 anni di immobilità iniziamo l’opera di bonifica di quei terreni”.

L’assessore Presutti fa riferimento alla Delibera di Giunta n. 40 del 27 febbraio scorso. Quello che l’assessore non ci ha detto è che la stessa comporta una variazione di bilancio e quindi deve essere ratificata entro 60 giorni dal consiglio comunale, prima di diventare esecutiva. Infatti è questo uno dei punti all’ordine del giorno della seduta del consiglio convocata per il prossimo 24 aprile, alle ore 17. Nel caso il punto non venisse approvato nel consiglio di domani, restano solo 5 giorni per ratificare lo stanziamento dei fondi e l’avvio della bonifica.


 

STORIA DEL SITO

Tutto inizia tra il 2003 e il 2004, quando la Trecciati M.E.C. Sas, proprietaria dell’area, la concede in locazione alla EffeSystem srl, operante nell’ambito della gestione e trattamento dei rifiuti.

La EffeSystem era già finita nel mirino degli inquirenti per un altro impianto per la trasformazione degli scarti di lavorazione del legno e per lo stoccaggio di rifiuti tessili situato nel nucleo industriale di Raiano. A dargli in locazione l’impianto era stato il curatore fallimentare della Pulimars Multiservizi S.r.l., azienda di Avezzano impegnata nello smaltimento e trattamento di rifiuti industriali e speciali: nel luglio 2004, la forestale aveva sorpreso tre autoarticolati campani mentre scaricavano nottetempo 300 tonnellate di rifiuti solidi urbani, indicati però nelle bolle di trasporto come “scarti di lavorazione tessile”.

La EffeSystem nel 2005 fallisce Nella Sentenza 786/2005, il giudice del Tribunale fallimentare di Sulmona ignora il proprietario del sito e sancisce che è il sindaco di Avezzano che ha l’obbligo di rimozione dei rifiuti industriali presenti nell’area, quindi dispone che vengano stanziati fondi da destinare a una ditta esterna per “prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini”. Nella sentenza si precisa addirittura che “la pubblica amministrazione, assumendo un comportamento di inerzia, abbia consentito la produzione di rifiuti speciali da parte di un’impresa, poi dichiarata fallita […] è responsabile direttamente col fallito ed è obbligata a provvedere direttamente allo smaltimento di detti rifiuti”.

Disastro annunciato – Nella caratterizzazione dei rifiuti – del febbraio 2009 – i tecnici incaricati già ribadivano la necessità di ripulire il sito avvertendo – profetici – che in caso di incendio, “tutta la zona sarebbe invasa da diossina e i danni per i residenti e per le falde sarebbero irreparabili”.

Puntuale, l’incendio – I rifiuti restano stoccati nel sito e il 3 novembre 2011 viene disposto il dissequestro dell’area e la sua restituzione al legittimo proprietario, la Trecciati M.E.C. Sas. Cinque giorni dopo un furioso incendio incenerisce buona parte dei rifiuti accumulati.

Ed è l ‘ARTA che, in un controllo dell’aprile 2012, certifica nel sito la presenza di “rifiuti classificati come ‘pericolosi’ anche in zone non interessate precedentemente dalle fiamme […] ciò evidenzia la continuità dell’utilizzo dell’area per abbandono incontrollato dei rifiuti”.

L’ordinanza di Gianni – Nel 2014 l’ex sindaco Di Pangrazio emette un’ordinanza (la n°387 del 25 luglio) con cui ordina all’Amministratore unico della Trecciati Mec s.a.s., proprietaria dell’area – ritenuta responsabile in solido con gli autori degli illeciti ambientali – l’immediata “rimozione, avvio al recupero e/o smaltimento dei rifiuti abbandonati dalla Effe System ed il ripristino dello stato dei luoghi”.

Per Di Pangrazio è il proprietario dell’area data in affitto alla ditta fallita che avrebbe “dovuto esercitare un’attenta vigilanza su come il bene era gestito dal locatario, segnalando tempestivamente all’autorità i comportamenti dannosi o pericolosi da quest’ultimo posti in essere e dunque l’insorgenza di problematiche legate allo smaltimento dei rifiuti prodotti dal locatario”. Il proprietario non ottempera però a questa ordinanza sindacale. 

La delibera della Giunta De Angelis – Si arriva così alla Delibera n. 40 del 27 febbraio scorso, avente ad oggetto variazioni al bilancio 2018. In essa la Giunta De Angelis prende atto del mancato avvio della bonifica e quindi “l’Amministrazione deve procedere alla rimozione, l’avvio al recupero e/o smaltimento dei rifiuti abbandonati in danno del soggetto obbligato per un primo lotto di lavori pari ad € 350.000,00, salvo il recupero della somma”.

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