Avezzano, i vigili urbani e il palazzo conteso

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 di Katia Agata Spera

Si legge sul sito ufficiale del comune di Avezzano: “Polizia locale, entro fine mese il trasferimento del comando al palazzo dell’ex Arssa”.

Meglio dire la polizia locale si trasferirà a Palazzo Torlonia (cosa c’entra l’ARSSA?). Forse dire semplicemente “Il Palazzo Torlonia” suonerebbe male e non risulterebbe in sintonia con il tanto declamato Polo Formativo – Socio Culturale in corso di strutturazione, la cui gestione temporanea era stata affidata alla Presidenza del Consiglio Regionale. L’iter di valorizzazione prevede investimenti per circa 5 milioni di euro (Master Plan) e ha visto in prima linea l’ANCE, che aveva già provveduto al restyling del Casino di Caccia, con la stesura di un progetto preliminare di valorizzazione di tutte le strutture del Parco Torlonia.

Al fine di mantenere rapporti di interazione con la Regione si era pianificato di destinare alcuni locali di rappresentanza del Consiglio Regionale e dell’Assessorato Regionale alla Agricoltura. Inoltre si pensava ad un polo archivistico e biblioteconomico, una pinacoteca ed uffici destinati alle segreterie delle sedi distaccate di Giurisprudenza dell’Università di Teramo e Scienze Infermieristiche dell’Università degli Studi di L’Aquila. Altresì un centro dedicato alla digitalizzazione di testi, foto, documenti, relativi alla storia della Città. Nell’ambito del progetto di digitalizzazione si ipotizzava di creare una community di agenzie culturali in rete e di un forum telematico, ancora ambienti da destinarsi alla creazione di un Centro di informazione e divulgazione che riguardi il patrimonio culturale che sia come punto di riferimento per le visite guidate e per le gite culturali nel nostro territorio (comprese i viaggi d’istruzione e le gite scolastiche) anche mediante la realizzazione di una rete di collegamento con le agenzie culturali operanti nel settore. Nell’ambito del progetto di valorizzazione ambientale, si considerava la possibilità di dislocare nel Palazzo Torlonia anche la sede della Riserva Naturale Regionale del Monte Salviano, nonché un centro di documentazione e di promozione di prodotti agricoli e industriali qualificati, gestito in collaborazione con imprese operanti nel territorio. Tutte realtà che danno lustro e cultura alla città di Avezzano.

Il palazzo Torlonia dopo anni è stato restituito alla città; è sembrato un buon inizio aver introdotto il Centro Studi Marsicano fondato, illo tempore, dal preside Aroldo Buccilli e, successivamente, da Ugo Maria Palanza. Il palazzo è tornato ai cittadini dopo essere stato depredato e depauperato delle sue bellezze e della sua storia, ed ora verrà nuovamente occupato, cablato, arredato, si direbbe ancor più “sciupato”?

Tornando a quanto riportato dalle cronache giornalistiche, non si comprende “La struttura supera abbondantemente gli indici di vulnerabilità sismica”, in un paese già massacrato nel 1915, che ha sofferto recentemente per i morti e le macerie d’Abruzzo: nel 2018 tutti gli edifici dovrebbero superare gli indici suddetti, pubblici e privati. Non esiste in tutta la città un altro stabile demaniale, che superi gli indici di vulnerabilità sismica? Che sia a norma per la tutela dei lavoratori? Che sia centrale.

Inoltre, sempre nel sito ufficiale del comune si legge questo commento del comandante della Polizia locale Luca Montanari: “Con il nostro trasferimento al parco Arssa sarà garantita dalla nostra presenza anche una vigilanza attiva sul parco Arssa che non poteva esserci prima, con il passaggio occasionale di una pattuglia“.

Incredulità nel pensare che alla Polizia Locale il lavoro bisogna portarglielo in casa. La città come tutte le città e paesi di Italia dovrebbe essere posta sotto controllo, dal centro alla periferia, senza distinzione di quartieri e ceti sociali, ancor più con il monitoraggio continuo attraverso moderni sistemi di video sorveglianza.

L’Urban Center è sempre stato lì dove è, e dove resterà, mancando un centro storico antico, tutto ruota da sempre intorno a Piazza Risorgimento, Piazzale della Stazione e Piazza Torlonia, non è necessaria molta fantasia nel reinventarlo. Si cambiano i segnali, i sensi di marcia, a seconda di chi viene e chi va per amministrare, ma c’è poco da poter rivisitare.

La giunta comunale capeggiata dal sindaco Antonio Floris, approvò la costruzione del nuovo “mega” municipio con l’ IRIM, l’associazione di imprese che si era aggiudicata l’appalto. Tutto finì sotto processo per una serie di irregolarità, ma dopo che il building era stato eretto e spesi decine e decine di milioni di euro.

La giunta comunale attuale, che ha certamente tutti i buoni propositi per rendere la città bella, funzionale e soprattutto sicura, dovrebbe ora adoperarsi per il “recupero” di una mega struttura, nuova, nuovissima, a norma e costruita con tutti i criteri per essere “invulnerabile”. I cittadini sperano che lo faccia.

Perché investire fondi per adeguare il palazzo Torlonia ad una esigenza che ha comunque il sapore di provvisorietà, visto che è in corso di attuazione il Master Plan?

Sarebbe certamente un investimento sbagliato. Da Polo Formativo-Socio Culturale a Polizia Municipale…qualcosa non torna. Era già stato concordato questo trasferimento dalla precedente Giunta Comunale?

Come per tante situazioni si opta per la cosa più semplice: occupare spazi tanto per occupare. Costruire progetti di valorizzazione che nobilitino il territorio è tutt’altra cosa. D’altronde è già successo con l’ARSSA: più facile sopprimerla che ristrutturarla, riqualificarla e lanciarla quale centralità del Sistema Agricolo del Fucino e riferimento regionale e nazionale al pari di altre Agenzie.

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